Mindfulness

Open tangerine fruit isolated on white

Se ne fa un gran parlare ultimamente!
Ma che cos’è la mindfulness?
La parola mindfulness si traduce con “consapevolezza”.
Le mie allieve hanno questa parola fuori dagli occhi. Ad ogni lezione di yoga la ripeterò almeno una trentina di volta. Mentre studiamo un asana ( portate la vostra consapevolezza al bacino e fate partire il movimento da lì), durante il rilassamento ( portate ora la vostra consapevolezza al respiro…).

Ma cosa significa allora essere consapevoli?

Significa “prestare attenzione”
Jon Kabat-Zinn, colui che è stato uno dei pionieri di questo approccio descrive tre situazioni, che se presenti, concretizzano il prestare attenzione.
1. Con intenzione: quindi con la piena volontà di farlo.
2. Al momento presente: io sto prestando attenzione a questo momento e a nessun altro.
3. In modo non giudicante: ciò a cui sto prestando attenzione non è ne positivo ne negativo. E’ semplicemente il momento che sto vivendo.

Facciamo un esempio.
In questo momento io sono al pc a scrivere questo articolo.
Sono concentrata su ciò che sto scrivendo, sulle parole giuste che devo trovare per farvi comprendere i concetti che desidero condividere con voi. Sto prestando attenzione ad ogni parola, la mia mente è solo qui. Non è altrove.
Ma se mentre scrivo, comincio a pensare alla montagna di panni da stirare che mi aspettano nell’altra stanza, alla lista della spesa che devo preparare o a cosa cucinerò stasera quando marito e figlia rientreranno… Beh! Non sono più mindful.
Ovviamente vale anche il contrario.
Quando avrò finito di scrivere questo articolo, andrò nel ripostiglio a prendere l’asse e il ferro da stiro e comincerò a stirare. Sarò mindful se in quel momento la mia mente sarà attenta a ciò che starò facendo e non pensando a ciò che ho scritto in questo articolo, o se piacerà o meno oppure se verrò ogni cinque minuti a verificare se ci sono commenti.
Questa è una bella sfida!

Coltivare un atteggiamento mindful è un vantaggio.
Avere attenzione per il momento presente significa vivere pienamente la nostra vita, aprirci a delle esperienze anche magari inaspettate e significa anche vivere i momenti di disagio, di dolore e di sofferenza in modo diverso. Si, perchè la mindfulness invita a “buttarsi” nei momenti difficili e vivere appieno anche quelli invece di rifiutarli, come risulta più facile fare e come invita a fare la mentalità odierna.
Claudia Porta nel suo e-book “Mindfulness per genitori” dice:
” Mindfulness significa sentire, con tutti il proprio essere, il vento sulla pelle, il profumo dei fiori, le onde del mare che accarezzano i piedi. Ma mindfulness significa anche sentire, con tutto il proprio essere, la tristezza, la sofferenza, il senso di impotenza. Accettare queste sensazioni non vuol dire essere passivi e rinunciare a trovare una soluzione.
Se un fiume vi sbarra la strada dovrete fermarvi e costruire un ponte o un’imbarcazione che vi aiuti ad attraversarlo. Volendo a tutti i costi attraversarlo a piedi, rischierete di annegare.
Se avete perso una persona cara non potete riportarla indietro. Dovrete attraversare ( con i vostri mezzi e i vostri tempi) il fiume della vostra tristezza per potervi ritrovare al sicuro sull’altra sponda.
… nel mio piccolo, io ho scoperto che i momenti difficili sono delle scorciatoie verso la consapevolezza.”

E’ possibile esercitare la consapevolezza?
Certo!
Ed è molto semplice.
Avete mai provato la meditazione del mandarino suggerita dal monaco buddhista Thich Naht Hanh?
Si tratta di un esercizio di consapevolezza che viene proposto anche ai bambini…

“Bambini, dopo avere sbucciato un mandarino, potete mangiarlo con consapevolezza o distrattamente. Cosa significa mangiare un mandarino con consapevolezza? Mangiando un mandarino, sapete che lo state mangiando. Ne gustate pienamente la fragranza e la dolcezza. Sbucciando il mandarino, sapete che lo state sbucciando; staccandone uno spicchio e portandolo alla bocca, sapete che lo state staccando e portando alla bocca; gustando la fragranza e la dolcezza del mandarino, sapete che ne state gustando la fragranza e la dolcezza. Il mandarino che Nandabala mi ha offerto aveva nove spicchi. Li ho messi in bocca uno per uno in consapevolezza e ho sentito quanto sono splendidi e preziosi. Non ho dimenticato il mandarino, e così il mandarino è diventato qualcosa di molto reale. Se il mandarino è reale, anche chi lo mangia è reale. Ecco cosa significa mangiare un mandarino con consapevolezza.
Bambini, cosa significa mangiare un mandarino senza consapevolezza? Mangiando un mandarino, non sapete che lo state mangiando. Non ne gustate la fragranza e la dolcezza. Sbucciando il mandarino, non sapete che lo state sbucciando; staccandone uno spicchio e portandolo alla bocca, non sapete che lo state staccando e portando alla bocca; gustando la fragranza e la dolcezza del mandarino, non sapete che ne state gustando la fragranza e la dolcezza. Così facendo, non potete apprezzarne la natura splendida e preziosa. Se non siete consapevoli di mangiarlo, il mandarino non è reale. Se il mandarino non è reale, neppure chi lo mangia è reale. Ecco cosa significa mangiare un mandarino senza consapevolezza.
Bambini, mangiare il mandarino con presenza mentale significa essere davvero in contatto con ciò che mangiate. La vostra mente non rincorre i pensieri riguardo allo ieri o al domani, ma dimora totalmente nel momento presente. Il mandarino è totalmente presente. Vivere con presenza mentale e consapevolezza vuol dire vivere nel momento presente, con il corpo e la mente che dimorano nel qui e ora”.

( dal sito La meditazione come via)

Consapevolezza significa vivere ogni momento della nostra vita come se stessimo gustando quel mandarino.
Anche stirare o lavare i piatti…

Buon fine settimana cari amici e siate… mindful!

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8 thoughts on “Mindfulness

  1. Ciao Catia ho scoperto questa cosa proprio i giorni scorsi allo yoga festival e mi sto documentando perchè devo lavorarci su con Viola. Come ti dicevo ha un caratterino come dire….impegnativo! Penso proprio che la meditazione e la consapevolezza possano essere la strada giusta, anche se sarà un cammino lungo e difficile! spero di non perdermi d’animo ai primi insuccessi…

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  2. Ciao Valeria,
    gli esercizi di consapevolezza aiutano anche a vivere gli insuccessi come un modo per trovare le modalità, i tempi, e le condizioni adatte.
    Buon percorso consapevole!

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  3. Cara Catia, condivido tutte le tue affermazioni sulla consapevolezza. Che però in inglese si scrive con una l e non 2!!! Mindfulness…

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  4. Prima di iniziare il corso di yoga non mi era familiare la “consapevolezza “..ma tu mi hai insegnato ad “usarla”..nella pratica e (cerco)anche nella vita quotidiana..anche se i pensieri e le azioni si accavallano, spero che concentrandomi vinca la consapevolezza che mi dà il piacere di apprezzare pienamente quello che sto facendo..il tutto grazie a te!!

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  5. Ciao Catia
    ho iniziato a leggere il libro di Claudia Porta che mi hai consigliato e sto iniziando il mio percorso di consapevolezza.
    grazie per il suggerimento!

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