Il cinema che educa

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Oggi vorrei parlarvi di un film che ho visto recentemente e che mi è stato suggerito dalla formatrice del corso per catechisti che ho frequentato nei mesi scorsi durante l’incontro dedicato all’utilizzo degli audiovisivi e di cui ho parlato qui.
Il film in questione è Giraffada.
Un film del 2014 del regista francese Rani Massalha, nato in Palestina.

La trama
Yacine è il veterinario di uno zoo di Qalqilya, cittadina palestinese a ridosso della West Bank. Vive da solo con il figlio Ziad, un ragazzino che adora gli animali, soprattutto le due giraffe dello zoo, Rita e Brownie. Quando Brownie cade vittima di un bombardamento Rita smette di nutrirsi, e Yacine e Ziad devono inventarsi un modo di procurarle un nuovo compagno. Ma entrare e uscire dalla zona controllata dai soldati israeliani è assai difficile, figuriamoci insieme a una giraffa. E l’aiuto di una giornalista francese, Laura, potrebbe non bastare.
( dal sito Mymovies.it)

Ziad è il simbolo di un popolo che non si arrende, che vuole, come le giraffe con il loro collo lungo, vedere oltre il muro dell’odio.
Ziad prega, tanto, al contrario di suo padre. Ziad crede nel potere della preghiera che avrà la meglio sulla cattiveria degli uomini.
E’ la storia della questione israeliano-palestinese vista attraverso gli occhi di un bambino che non si rassegna ad essere “un incidente della natura”.

Un film per tutti ma forse destinato maggiormente ai giovani che sono … il nostro futuro.

Ecco il trailer del film…

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4 thoughts on “Il cinema che educa

  1. Un altro film stupendo è “Stelle sulla terra”. È un film indiano, delicatissimo, con attori eccelsi e una colonna sonora splendida. Parla della dislessia affrontata dallla famiglia e dalla scuola. Da vedere (anche per chi, come me non deve affrontare questa delicata e sifficile situazione)!

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  2. Ciao Giulia
    Matilde l ha visto all oratorio e le è piaciuto molto ( da dislessica!).
    È nella mia lista dei film da vedere da un po’
    ma in realtà non mi decido mai perché ho paura che mi coinvolga troppo emotivamente. Ma prima o poi…. ne parlerò qui sul blog.
    Un abbraccio

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