Regalo per la promozione? Si! No!

Chi mi conosce e chi segue il nostro blog sa cosa penso della scuola, dello studio e dell’apprendimento.
Studiare non è imparare a memoria nozioni per ottenere un buon voto bensì è un allenamento prezioso a stimolare la curiosità, ad apprendere un metodo per ragionare, per fare collegamenti, per farsi un patrimonio culturale personale, per crearsi una propria personalità e proprie idee.
Preparando la prova orale dell’esame di terza media, Matilde ed io abbiamo avuto la possibilità di parlare molto delle dittature ( le dittature del XX secolo in Europa era l’argomento di partenza). Ci siamo scambiate opinioni e in lei sono sorte molte domande.
Un giorno mi ha chiesto: ” Ma mamma, non può esistere una dittatura buona? Voglio dire, non è possibile che un dittatore, ancorchè detentore di tutti i poteri, faccia davvero il bene delle persone?”.
Allora abbiamo intavolato un bel dialogo sul concetto di libertà, e di come una dittatura è caratterizzata dalla repressione del dissenso ecc…
Ho visto Matilde interessarsi a ciò che studiava e ragionare sul significato anche pratico, attualizzando ciò che stava studiando.
Io credo che questa sia la strada da percorrere e senz’altro la aiuteremo a continuare.
Peraltro sono rimasta piacevolmente colpita dalla struttura dell’attestato rilasciato dalla scuola media in cui non si fa riferimento solo alla valutazione finale ma si riporta materia per materia il livello di competenze raggiunte dallo studente per cui si va da un livello iniziale in cui le competenze acquisite sono impiegate per svolgere compiti semplici, mostrando di possedere conoscenze e abilità essenziali a cui segue un livello base in cui le competenze acquisite sono discrete e poi ancora un livello intermedio in cui tali competenze vengono utilizzate per svolgere compiti e risolvere problemi con una certa autonomia personale ( mi piace il personale!) e ancora un livello avanzato in cui i compiti e le situazioni problematiche vengono risolte con autonomia fino ad arrivare ad un livello di piena autonomia.
Non solo numeri quindi ma caratteristiche.
Tutto questo discorso per introdurre il motivo del titolo del post.
Noi, proprio perchè riteniamo che andare a scuola non sia solo avere una bella pagella ma vivere un percorso importantissimo per crescere e diventare persone autonome e competenti non abbiamo mai fatto un regalo di promozione a nostra figlia.
Sicuramente abbiamo sempre festeggiato la fine dell’anno scolastico con una bella cena o una gita (insieme agli immancabili nonni) ma mai trasmettendo a Matilde il messaggio che quella cena o quella gita era il regalo per la promozione.
Quest’anno, però abbiamo voluto fare un’eccezione e abbiamo voluto premiarla non tanto per il voto con cui è stata “licenziata” ma per l’impegno e la determinazione che ha messo durante tutto l’anno.
Abbiamo condiviso con lei questo nostro desiderio chiedendole se desiderava qualcosa in particolare.
Qualcosa c’era…

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Passerò l’estate con il rumore dei bassi nello stomaco!!!
E voi, cari lettori, che cosa ne pensate del regalo per la promozione?
Si, no, o…
Condividete la vostra idea nei commenti.
Buon inizio settimana!

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15 pensieri riguardo “Regalo per la promozione? Si! No!

  1. Mi piace molto il vostro pensiero sull’apprendimento e la scuola..
    Mio papà alla domanda ” sono stata brava? Hai visto che bel voto?”….sia alle medie che alle magistrali mi diceva ” hai fatto metà del tuo dovere “..non aggiungeva altro ai suoi occhi contenti..non capivo e mi faceva anche un po’ arrabbiare…però in terza media mi hanno regalato la mia prima bicicletta.. una Bianchi che ricordo con emozione ogni volta che salgo sulla mia attuale bici!
    Avete fatto benissimo a prenderle la chitarra..non è un regalo “sciocco”.. E poi io ho un debole per la chitarra!

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  2. Buongiorno Catia,
    più ti leggo e più mi sento in sintonia con te.
    Io ho due figli, il più grande ha finito la scuola elementare mentre la piccola ha frequentato la seconda elementare.
    Ho sempre pensato che fosse molto importante coinvolgersi in prima persona nello studio, con i figli ma fino ad anno scorso, avevo pochissimo tempo per seguirli perché ho un lavoro abbastanza impegnativo. Da quest’anno, le cose sono un po’ cambiate perché ho iniziato un part-time che mi lascia 3 pomeriggi liberi e le cose vanno molto meglio…
    Anche noi non abbiamo mai fatto regali per la promozione.
    Quest’anno però abbiamo fatto un’eccezione, Riccardo ha messo veramente tantissimo impegno nella conclusione del percorso della scuola primaria, anche se non ha ottenuto i risultati che sperava… (sono stata anche indecisa se mostrargli o meno la pagella ma non potevo non farlo…), quindi, per dimostrare il fatto che noi siamo orgogliosi di lui, dell’impegno che ha messo, abbiamo pensato di fargli un bel regalo…

    Un abbraccio e buona giornata
    Fabiana

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  3. Ciao Catia, per prima cosa ….anche se non c’entra con il post…urca che fatica stamattina ..il cuore voleva andare XdiQua …. 🙂 ….invece sono dovuta tornare in ufficio…
    Anche noi non siamo propensi per il regalo per la promozione …ma anche noi ogni anno concediamo ai ragazzi di scegliere dove vogliono mangiare ..in realtà io sicuramente sbagliando metto sempre avanti le mani dicendo “bhe vedremo prima la pagella ” in realtà proprio perché al di là dei voti quello che conta è il percorso che hanno fatto durante l’anno …abbiamo sempre fatto qualcosa….
    Per il basso wow qui le cose si fanno serie …hanno già scelto con quale canzone cominciare!!! 😉

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  4. Ciao Simona,
    immagino che fatica stamattina!
    Anche Luca è andato in ufficio con il muso. L’ho sentito poco fa e mi ha chiesto: “Qualcunoavrà sentito la mia mancanza stamattina?” ” Certamente!” ho risposto io.
    Per il gruppo musicale dei nostri figli non so nulla. L’unica cosa che ho capito è che inizieranno a provare a settembre per cui MAtilde farà meglio a provare, provare, provare….
    Un abbraccio
    A stasera!

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  5. sei davvero una persona speciale…ed una mamma speciale! E più ti leggo e più me ne convinco……
    concordo con te in ogni parola che hai scritto! Anche noi festeggiavamo la fine di ogni anno scolastico con una bella cena, una pizza, una gita…. regali no, perchè era come dire ” fai questo ed in cambio avrai questo”…. e non sai quanti genitori vedevo che davano il regalo anche ad ogni ” voto buono”……..
    Io penso che la scuola e lo studio debbano insegnare questo: LA CURIOSITA’.
    e la scuola lo ha insegnato a Matilde e tu l’hai aiutata a comprenderlo: la curiosità di continuare ad imparare, a leggere, a scoprire…
    E ci sta il regalo alla fine della terza media, eccome se ci sta, dato l’impegno che ci ha messo!
    Ed un ragazzina di 14 anni che chiede il basso……..tanto di cappello, mi fa impazzire!
    Vi abbraccio forte, siete davvero meravigliosi!!

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  6. per Angela…Anche la mamma mi diceva” hai fatto metà del tuo dovere”. Io la detestavo, in quei momenti…perchè magari avevo preso 8 della versione di greco e allora le dicevo” secondo te dovevo prendere 16?”
    Questa metà non mi è mai andata giu’…..
    La mia mamma era una specie di generale delle SS….si è sciolta solo con l’arrivo dei nipoti ed ancor di più dei bis-nipoti ( i miei nipotini). ma ‘sta metà del mio dovere ce l’ho proprio sullo stomaco: MAI ricevuto un regalo legato ai risultati scolastici!!!!!
    Emanuela

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  7. Per consolare Angela e Emanuela vi dirò che io addirittura avevo una zia (suora…..) che mi diceva:” ringrazia il Signore che sei stata promossa!” Cavolo, io mi impegnavo al massimo e poi dovevo ringraziare il Signore che magari non aveva mai letto una pagina di libro? Vabbè la mia generazione è stata un po’ repressa e certamente non ha goduto di premi promozione. Era un dovere,punto e basta! Quando è stato il mio momento di madre la pensavo esattamente come Catia. Studiare fa parte dei tuoi doveri e fare bene il tuo dovere è già abbastanza gratificante. Però…….c’è sempre un però. Soprattutto alla fine dei cicli, ho sempre cercato di premiare non certo i voti (che peraltro non sono mai stati esaltanti) ma l’impegno. E soprattutto il regalo non era mai un oggetto “banale” ma qualcosa da fare insieme. Una gita per esempio, un parco divertimenti da visitare insieme, un film particolare da vedere insieme. Certo, le ragazze avrebbero preferito oggetti, oggetti e ancora oggetti ma dovevano “accontentarsi”. Oggi con il nipote che va a scuola (terza elementare finita) noi nonni manteniamo la nostra idea (una città all’anno da visitare insieme) mentre i genitori sono decisamente avviati sulla strada per me sbagliata del regalo. Questo mi dispiace ma purtroppo non ho “diritto di parola”. Anzi, se c’è qualche nonna che può darmi qualche dritta in merito GRAZIE

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  8. Ciao Catia,

    mi piace un sacco l’idea del basso, Matilde ha le idee ben chiare, trovo che sia uno strumento particolare, e certamente sarà qualcosa che la arricchirà molto, che sia un regalo di promozione o meno.
    Ultimamente mi sento sempre meno attratta dall’idea che la piccola tra due anni andrà a scuola, non mi piace molto l’impostazione scolastica, che a volte la curiosità e gli interessi te li fa passare… ma, a parte questo, negli ultimi anni ho “premiato” mio nipote alla fine degli anni scolastici, portandolo fuori a cena a sperimentare le varie cucine (cinese, giapponese, messicana), e facendogli anche un regalo. Diciamo che per me e mio marito è una scusa per stare insieme una serata…
    Ti abbraccio e spero ci vedremo presto 🙂

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  9. Io non ho mai ricevuto regali legati alle promozioni né ne ho mai fatti alle mie figlie.
    Anche se, in casi come quello di Matilde, ovvero alla fine di un ciclo nel quale per di più ha messo tanto impegno, ci sta benissimo.
    Concordo sul fatto che ciò che va premiato è l’impegno, al di là del risultato ottenuto.
    Io sento genitori che non solo fanno regali per la promozione ma addirittura per ogni bel voto, persino in denaro, per giunta assegnando un valore ben preciso ad ogni voto, con una vera tabella…. orrore!!!
    Trovo questa cosa davvero fuori luogo e persino dannosa.
    Ciao Catia. =)
    Dani

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  10. Questa cosa della tabella non l’avevo mai sentita ed è davvero aberrante.
    Ingenera proprio confusione nei ragazzi su ciò che è il significato dello studio e crea l’idea che tutto possa avere un prezzo.
    Spero siano casi isolati!

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  11. Concordo che i regali devono essere indipendenti dai risultati scolastici. Penso che, abituare a ricevere sempre un qualcosa di materiale in cambio di un qualcos’altro sia poco educativo. Che valore potranno dare ad un momento di ascolto, ad un sorriso, ad un abbraccio? Ben diverso è regalare loro qualcosa che desiderano e che li aiuta ad esprimere le loro qualità. Bello quindi il basso, per lei, per voi forse un po’ meno!!!! (Ho un marito con la chitarra sia acustica che elettrica …!!!) Buon pomeriggio.

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