Scoprire i giovani

La settimana scorsa nel nostro quartiere è successa una cosa molto triste.
Un ragazzino di 14 anni, con alcuni amici, si stava “divertendo” a dare fuoco ai cestini della spazzatura. Solo che in uno di questi cestini c’erano delle latte di vernice che sono esplose in faccia al ragazzino, il quale è ha riportato ustioni di terzo grado su parte dei capelli e su diverse parti del corpo ed è attualmente in rianimazione.
Negli ultimi tempi il nostro quartiere è un po’ preso di mira da bande di ragazzini che danneggiano i giochi per i bambini del nostro bellissimo parco e addirittura aggrediscono le persone.
Ho parlato di tristezza e non di rabbia, perchè è il sentimento che provo quando penso a questi ragazzi.
Mi rende triste l’idea che per riempire le loro giornate debbano compiere delle “bravate” ( che oltretutto si rivelano pericolose per loro stessi e spero che l’ultimo episodio serva da lezione per il futuro).
Ma sono tutti così i nostri giovani, le nostre future generazioni?
No, per fortuna!
E questo lo vedo tutti i giorni all’oratorio estivo.
Ragazzi, animatori, magari anche alle prese con l’esame di maturità che si impegnano ad intrattenere i più piccoli, farli divertire, trasmettere loro dei messaggi sani.
Sono ragazzi che credono nella bellezza della vita e hanno il desiderio e la volontà di trasmettere questa bellezza.

Ieri si sono tenute quelle che noi chiamiamo “Miniolimpiadi”, cioè una giornata dedicata allo sport.
Vengono programmate delle gare (100 metri, 110 metri a ostacoli, staffetta, pallavolo, basket, ginnastica artistica, lotta greco-romana ecc…) e i bambini si iscrivono a quelle che preferiscono e gareggiano.

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Inutile dire che mi sono divertita anche io…( ho fatto parte della giuria per la gara di ginnastica artistica!!!)

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Comunque non riesco a togliermi dalla testa quel ragazzino e continuo a pensare che è semplicistico dare la colpa a una famiglia che magari non è presente.
Non è un po’ colpa di tutti?
Questi episodi non sono il frutto di un disinteresse generale?
Non so! Sono confusa.
Voi che cosa ne pensate?

2 thoughts on “Scoprire i giovani

  1. Il ragazzino è il frutto dell’adulto che ha lasciato le latte di vernice nel cestino, invece di portarle in discarica…Tutti corrono, hanno mille impegni e quasi nessuno si ferma più ad ascoltare, a proporre qualcosa di positivo, se non è riconducibile ad un profitto immediato. Fortunatamente ci sono gli oratori e alcuni tipi di società sportive!!! I ragazzi hanno molta energia, molte doti, ma non vengono indirizzate in modo positivo.
    Ti riporto uno stralcio relativo al successo della squadra islandese di calcio:
    …. L’ideale nullaosta a questo piccolo miracolo nordico riconduce direttamente agli scranni del parlamento islandese, l’Althinghi, dai quali è promulgato nel 2002 un decreto legge che per il calcio e lo sport isolano in generale, avrà la portata rivoluzionaria delle tesi copernicane.
    La norma nasce con l’intento di salvare i giovani islandesi da una deriva alcolista e tabagista e per mettere in atto il piano salvifico costellando il territorio nazionale (per la verità si tratta di sparuti 100 km. quadrati) di campi da calcio e attrezzature indoor d’ogni sorta. Finisce che l’Islanda, da Terra dei Ghiacci come suggerisce l’etimologia stessa, diviene anche terra dei campi da calcio: ve n’è, statistiche alla mano, infatti uno ogni 50.000 abitanti, dato ovviamente record per quanto riguarda il Vecchio Continente…
    In Italia molte piccole squadre, di vari sport, sono costrette a chiudere per i costi relativi alle strutture, alle trasferte e, soprattutto, alle tasse gara ed iscrizione alle federazioni.
    A te le conclusioni.
    Buona continuazione nel tuo piccolo, grande compito di animatrice.

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  2. Ragazzini così ne ho conosciuti, nella scuola media frequentata dai miei figli, scuola di frontiera, come la chiamavamo sorridendo
    Ma ho conosciuto l’impegno di tanti, a fianco delle famiglie che, in quel momento, erano in difficoltà oppureo erano da sempre.
    Non bastaa famiglia, non badtqa scuola.
    On bastavano ma servono tutti. Vicini di casa, negozianti, professori, altri genitori.
    I figli sono di tutti, di questo sono stra convinta.
    E sono convinta che ognuno di noi può fare . Come fai tu come educatrice ed animatrice all’oratorio.
    I raga sono il nostro futuro.ma il nostro futuro non è fatto solo dai nostri figli.
    Emanuela

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