” Cose che nessuno sa” di Alessandro D’avenia

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Qualche mese fa ho accompagnato mio padre alla Fondazione Don Gnocchi per fare un esame.
Si trattava di un esame molto lungo ( una polisonnografia mi sembra) che avrebbe occupato praticamente tutta la mattinata.
Mi sono accorta di non essermi portata in borsa nè un libro nè il kindle ed ero un po’ in crisi.
Non avevo voglia di smanettare con il cellulare…
Neanche a farlo apposta qualche minuto dopo sbuca dal fondo del lungo corridoio uno degli ospiti della Fondazione che “guidava” un carrello del supermercato pieno zeppo di… libri.
Si trattava di libri usati venduti a due euro l’uno.
Non ci potevo credere!
Ho cominciato a “ravanare” nel carrello e poi la scelta è caduta proprio sul libro di Alessandro D’Avenia del quale non avevo letto ancora nulla.
“Cose che nessuno sa” è un inno all’amore, scritto con ricchezza di linguaggio, con emozioni e sentimenti che hanno odori e colori.
La protagonista è Margherita.
Margherita sta per approdare al liceo. Un passaggio importante, carico di aspettative e di paure.
In più si aggiunge un’esperienza devastante: l’abbandono da parte del padre che senza spiegazioni lascia la famiglia e non fa più avere notizie di sè.
Un caos di emozioni per Margherita, che nei primi giorni di liceo conoscerà persone importanti che segneranno la sua vita, le sue scelte future.
Un personaggio che mi è piaciuto particolarmente è quello del giovane professore di italiano.
Entusiasta del suo lavoro, che consiste non solo nel trasmettere nozioni, ma nella grande missione di far vivere la scuola e lo studio come una “formazione di vita”.
Vi riporto un passaggio che mi è piaciuto davvero tanto ( la scuola è stata allagata durante la notte e il professore porta i ragazzi al parco a fare lezione).

” I Greci hanno inventato la parola scuola, che viene da scholé. Sapete cosa vuol dire?” chiese.
“Avanti. Nessuno ha idea di cosa significhi?”
” Noia?” rispose Aldo con una risata.
Il professore lo guardò negli occhi scuotendo il capo e attese in silenzio qualche altro tentativo.
“Studio?” tentò Gaia, una ragazzina dai capelli lunghissimi.
Il professore scosse il capo.
Nessuno provò più.
L’attesa cresceva e il professore con fare teatrale scandì:
” Tempo libero!”
I ragazzi si guardarono senza capire.
“Si, ragazzi. I Greci andavano a scuola nel tempo libero! Era il modo in cui riposavano e si dedicavano a ciò che più piaceva loro.”
“Sono pazzi questi Greci” disse Aldo.
“Per questo non ho fatto il classico… ” aggiunse Daniele accanto al ui.
” Quei delinquenti che hanno allagato la scuola senza saperlo ci hanno fatto un regalo: possiamo provare a goderci la scuola per quello che è veramente e non per quella strana tortuna che costringe trenta ragazzi di quattordici anni a stare seduti dietro un rettangolo verde per cinque o sei ore al giorno… I Greci facevano scuola così: all’aperto. Osservando, ascoltando, annusando, toccando e cercando di rispondere alle domande che le cose suscitavano o i loro maestri ponevano…”

” Se tutto quello che studiate in classe non vi aiuta a vivere meglio, lasciate perdere” concluse il professore.

E poi c’è nonna Teresa, con le sue perle di saggezza pronunciate in siciliano.
Una guida e un rifugio per Margherita.

Un libro che prende e coinvolge per una trama intensa anche se ho trovato eccessivi alcuni passaggi, come l’aggressione a Margherita e Giulio ( il ragazzo con il quale partirà alla ricerca del padre).
Una romanzo che fa riflettere sul significato dell’amore.
C’è differenza tra essere innamorati e amare?
” Qualcuno ha detto che “ti amo ” è sinonimo di “è bello che tu esista così come sei e se non esistessi io ti ricreerei esattamente come sei, difetti compresi”

Questo post partecipa all’iniziativa “Il venerdì del libro” di Homemademamma.

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3 thoughts on “” Cose che nessuno sa” di Alessandro D’avenia

  1. Ecco, era da un bel po’ che volevo leggere qualcosa di suo! Ne avevo sentito parlare. A leggere il post mi sembra un po’ simile a “Bianca come il latte rossa come il sangue”, che mi è piaciuto senza farmi impazzire, ma che sono contenta di aver letto. Poi i primi anni del liceo sono anni che ricordo con nostalgia, per quel misto di gioia/dolori che spesso si prova. Gli darò una chance!

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  2. Buongiorno. Di questo autore ho letto Bianca come il latte rossa come il sangue e niente più. E ricordo che mi trasmise tanta tristezza per gran parte del libro. Mi auguro che questo sia un po’ meno triste… in questo periodo ho bisogno di brio! E allora potrei leggerlo.

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