Vivere pienamente ogni azione

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Quando mi feci novizio a sedici anni, ricevetti dal mio maestro in regalo un libretto che conteneva i versi (le gatha) da lui raccolti durante un cinquantennio di pratica, da applicare alle azioni della vita quotidiana.
“Inspiro, e recito un verso, espiro e recito un altro verso”.
Durante l’azione entro in contemplazione, per esempio: mi lavo, e vivo veramente e in profondità questo momento in cui mi lavo.
Quando accendo una candela per offrire la luce al Buddha, in questo investo tutto il mio corpo e tutto il mio spirito. Sono perfettamente concentrato, non c’è dispersione. Il mio corpo e il mio spirito sono proprio qui, uniti per accendere questa candela.
Provate a vivere pienamente il momento dell’azione, ne riceverete gioia e felicità. Questa è la spiritualità, questa è la vera spiritualità.
Il mio maestro m’insegnò come accendere un bastoncino d’incenso, se ne accendono vari durante il giorno per offrirli al Buddha e io mi sono chiesto più volte: “E’ il Buddha ad avere bisogno dell’incenso?”. Se sia il Buddha io non lo so, ma noi certamente ne abbiamo bisogno. Praticando l’accendere l’incenso, pratichiamo la spiritualità, coltiviamo la calma, la stabilità e la concentrazione.
Quando accendiamo l’incenso è importante che noi torniamo a noi stessi attraverso la respirazione cosciente, quando prendiamo l’incenso lo prendiamo con tutte e due le mani. Il bastoncino d’incenso è molto leggero, ma il mio maestro mi ha suggerito di prenderlo con tutte e due le mani. L’idea è quella di investire tutta la nostra persona in quell’atto, corpo e spirito interamente in quell’azione.
Quando aprite una porta, fate la stessa cosa. Toccate la maniglia, abbassatela, tirate a voi e aprite la porta: fate tutto questo cercando di essere veramente nell’azione dell’aprire la porta, è un atto spirituale.
Una volta, da novizio, il mio maestro mi chiamò e mi chiese di fare una cosa per lui. Lo amavo molto ed ero molto emozionato di fare qualcosa per lui, quindi uscendo dalla stanza aprii la porta senza attenzione. Nella fretta di fare la cosa che mi aveva chiesto, non aprii la porta come avrei dovuto, in piena consapevolezza. Lui mi richiamò amorevolmente e mi disse: “Ragazzo mio, adesso riprova, apri la porta con molta attenzione, con molta calma”.
Ho ricevuto quel messaggio in maniera molto profonda.
Cominciai a camminare in piena consapevolezza verso la porta, con tutto il mio essere. Aprii la porta, uscii e chiusi la porta dietro di me.
Il mio maestro non ha mai più dovuto ripetere quell’insegnamento.

Thich Nhat Hanh
“Discorsi ai bambini e al bambino interiore”

Questo è uno dei discorsi contenuti in questo meraviglioso libro, in cui sono raccolti i discorsi, appunto che Tich Nath Hanh, monaco zen, ha pronunciato tra il 1996 e il 2000.
Sono discorsi rivolti a tutti noi che siamo genitori del nostro bambino interiore. Un bambino che chiede ascolto e attenzione.

Biscorso-ai-bambini

Io ho evidenziato le parole che mi hanno maggiornamente colpito, oltre all’invito generale ad essere consapevoli ( mindful come va di moda dire adesso) in ogni nostra azione, gustandola e vivendola appieno perchè questo dona gioia e serenità.
E’ un atto spirituale. Significa celebrare la nostra vita con tutto il nostro essere. Corpo e mente. A questo punto non può esserci dispersione. I nostri pensieri non vagano altrove, le nostre energie sono canalizzate nel qui e ora.
E se non ci riusciamo? Il maestro ha richiamato il discepolo amorevolmente ( il discorso ha anche una chiara impronta pedagogica). Così dovremmo essere anche noi. Amorevoli anche nei nostri confronti.
E voi, cari amici, che cosa evidenziereste di questo bellissimo discorso?
E intanto vivete un luminoso, sereno e presente fine settimana!

Questo post partecipa all’iniziativa “Il venerdì del libro” di Homemademamma.

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5 thoughts on “Vivere pienamente ogni azione

  1. Ciao Catia, a me ha colpito la parte:
    “E’ il Buddha ad avere bisogno dell’incenso?”. Se sia il Buddha io non lo so, ma noi certamente ne abbiamo bisogno. Praticando l’accendere l’incenso, pratichiamo la spiritualità, coltiviamo la calma,…
    Cioè noi abbiamo un bisogno infinito di spiritualità, di calma, di ritrovare noi stessi! Anche nei piccoli gesti come tu suggerisci, possiamo riuscirci… Un saluto :*

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  2. la frase sulla copertina del libro fa riflettere , comprensione e amore sono parole che dovremmo tenere presenti e non abbatterci se non sempre riusciamo a metterle in pratica
    un saluto nonna Mariuccia

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  3. Sono d’accordo. C’è l’urgenza della spiritualità e del senso del sacro, anche nella relazione genitori-figli.
    Molto bello il tuo suggerimento di lettura. Grazie.

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