Riflessioni di una yogini … in crisi… ( forse)

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Sono giorni di stanchezza e di malesseri fisici.
Il mio secondo cervello ( l’intestino) si sta ribellando.
La mente è troppo affollata.
La mia pratica yoga e la meditazione mi aiutano ma meno rispetto a qualche tempo fa.
Essere figlia (unica) di due genitori che stanno invecchiando male è faticoso.
I disturbi fisici e le malattie di mio padre sono riuscita a poco a poco ad accettarle.
Amo tantissimo mio padre e questo è il pensiero forte che mi manda avanti e non mi fa crollare quando lo vedo sulle sue gambe sempre più stanche e vacillanti.
Amo anche mia madre ma di lei riesco ad accettare molte meno cose ( che per rispetto alla sua privacy non dirò).
Dei miei genitori conosco tutte le patologie, i nomi dei numerosi specialisti che li seguono, i nomi delle medicine che prendono, la posologia e gli orari di assunzione; le date delle prossime visite e dei controlli.
Non voglio sentirmi dire che sono brava, non me ne frega assolutamente niente!
A volte peraltro mi chiedo se è giusto che tutto questo sia sulle mie spalle ( che ho scoperto essere più forti di quanto pensassi, ma chissà ancora per quanto tempo…) e poi mi rispondo “Si! E chi altro si dovrebbe occupare di loro?”.
Domenica mattina sono andata allo Yoga Festival con Daniela che molto carinamente mi ha chiesto come stavo e così le ho spiegato un po’ la situazione che sto vivendo.
E proprio osservando i numerosi yogi e yogini che affollavano gli stand e le sale della pratica pensavo: ” Ma forse sto sbagliando qualcosa! Mi vedo attorniata da gente tranquilla, serena, disinvolta eppure mi rifiuto di pensare che nessuno di loro non abbia qualche pensiero più o meno pesante, o non stia vivendo qualche situazione più o meno grave ecc..”.
Allora cosa c’è che non va?
Perchè non riesco ( più ) a lasciare andare?
Che razza di insegnante yoga sono se non sento io per prima ciò che cerco di trasmettere?
Forse il mio percorso non è abbastanza serio, profondo, sincero?
O è davvero solo stanchezza?

Intanto … felice mercoledì a tutti voi.
Oggi mi aspetta la prima assemblea di classe alle superiori!

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5 pensieri riguardo “Riflessioni di una yogini … in crisi… ( forse)

  1. Posso ipotizzare che la tua sia solo stanchezza, ho imparato ormai a conoscere la tua forza e la tua positività. E ascolta il tuo fisico, te lo dice una che somatizza nello stomaco…
    Capisco la tua situazione, mamma ha 85 anni, piena di problemi fisici e vive a 450 km da qua! Vicino a lei vive mio fratello, che è meraviglioso, ma estremamente impegnato, mia sorella vive a Genova come me. E non si capisce perché ma quando succede qualcosa tutti cercano me… forse perché sono la più pratica dei tre e gestisco con più calma le situazioni… Come quando papà se n’è andato, ero sempre io che dovevo parlare con i medici, fargli l’insulina ecc….
    Cerca però di prenderti cura di te, che sei importante…
    Un abbraccio lela

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  2. Ciao Catia,
    mi dispiace molto. Anch’io sono un po’ nella tua situazione, meno coinvolta di te in quanto ho una sorella più efficiente di me… ma capisco l’argomento. Certe volte c’è da impazzire.
    Per me dovresti staccarti un attimo dalla situazione. Prenderti uno stacco.
    Sai che anche di questo argomento abbiamo parlato a un seminario yoga lunedì sera? l’insegnante suggeriva di prendersi il dovuto distacco, altrimenti non si è più di aiuto. E ricordava che i nostri cari hanno le loro prove da affrontare e noi possiamo intervenire fino ad un certo punto, meglio se dando loro un po’ di gioia.
    Spero tanto che potrai ritrovare la serenità…

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  3. Con la pratica della meditazione ho imparato il giusto distacco che non vuol dire menefreghismo, tuttaltro, ma anche io a volte cado, vacillo. Un pò credo perchè siamo qui proprio per imparare e le situazioni e le persone che ci capitano ci fanno da trainer un pò perchè ho la mania della perfezione e del controllo e vorrei che tutto fosse perfetto ma la perfezione non è di questo mondo.
    Un abbraccio

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  4. Mi spiace Catia, lo sai che per quanto è possibile io e nonno Antonio siamo disponibili; è difficile non pensare ai problemi di papà ma di più di quanto già fai non è possibile.
    A volte bisogna sorridere anche se i problemi sono tanti; fallo per te, per tua figlia e per tuo marito
    un abbraccio nonna Mariuccia

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  5. Cara Catia, penso che di crisi di questo tipo le conosciamo un po’ tutte. Sono periodi che, si spera, passano di nuovo in fretta. Ma ognuno di questi ci può insegnare qualcosa su di noi, sul modo in cui affrontiamo le sfide della vita. E ci aiutano ad andare avanti, in fondo… fino al prossimo incrocio. Un abbraccio!

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