Sant’Ambrogio, patrono di Milano

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Oggi a Milano è una grande festa.
Si ricorda infatti Sant’Ambrogio, vescovo di Milano e dottore della Chiesa.

Dal latino Ambrosius deriva il nome di ambrosiani dato da lui ai cittadini milanesi.
Ambrogio nasce nel 339 circa a Treviri in Germania, da genitori di fede cristiana. Nel 370 giunge a Milano dalla Pannonia (attuale Ungheria) come governante della Provincia Emilia-Liguria.
Intervenuto per comporre i conflitti tra ariani e cattolici dopo la morte del vescovo Aussenzio, Ambrogio viene acclamato vescovo di Milano prima ancora di essere battezzato, ricevendo poi la consacrazione il 7 dicembre del 374.
Amato dalla popolazione per il suo carattere forte e per il suo senso della giustizia, combatte il paganesimo dilagante e l’eresia ariana, acquisendo una crescente autorità all’interno dell’ impero.

La sua importanza religiosa consiste nell’aver unificato la liturgia (oggi definita rito ambrosiano), aver dato grande impulso al monachesimo e aver composto diversi inni per voci miste. Ma la sua grandezza politica Ambrogio la dimostrò nel coraggio con cui seppe opporsi al potere temporale degli imperatori, costringendo Teodosio a dichiarare il Cristianesimo religione di stato. Fece donazione dei suoi beni alla Chiesa milanese e non esitò a far fondere i gioielli del Tesoro ecclesiastico per riscattare la vita dei prigionieri cristiani caduti nelle mani dei barbari.
Ambrogio morì a Milano nel 397 lasciando suo successore Simpliciano.

(Bibliografia: Storia di Milano, vol. I, Fondazione Treccani 1953)

La fantasia popolare ha attribuito a Sant’Ambrogio tutta una serie di miracoli che non sono entrati a far parte del processo di beatificazione, ma che, come i Vangeli apocrifi, sono pur tuttavia, illuminanti.
Il primo riguarda Ambrogio, in visita al papa (che l’aveva chiamato per rímbrottarlo) e che esclama: “Santità, devo andare! Sento le campane di Milano che suonano il ‘richiamo’ della Messa, non voglio far tardi a officiare!» Naturalmente, qualche istante dopo aver lasciato l’esterrefatto pontefice, Ambrogio era a Milano dietro l’altare.
Il secondo, sempre in Vaticano, comprende Ambrogio che si leva il mantello e, non trovando dove posarlo, lo appoggia su di un raggio di sole che penetra a lama nella stanza in cui il Papa gli sta dando udienza.
Il terzo, riguarda la colonna del diavolo, fuori dalla basilica di Sant’Ambrogio. Il Diavolo tenta il Santo, cerca di allettarlo, e siccome non ce la fa, di fronte a questo paladino della fede, pianta le corna nella colonna, per sfogare la sua rabbia. I 2 buchi dove il Diavolo avrebbe conficcato le sue corna sono visibili ancora oggi.

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In questo giorno di festa che precede quello dell’Immacolata Concezione a Milano si possono fare un sacco di cose.
Innanzitutto c’è la famosa festa degli O Bej! O bej!

le origini dell’attuale festa risalgono al 1510 e coincidono con l’arrivo in città di Giannetto Castiglione, primo Gran Maestro dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Egli era stato incaricato da Papa Pio IV di recarsi a Milano, nel tentativo di riaccendere la devozione e la fede verso i Santi da parte dei cittadini ambrosiani.

Arrivato nei pressi della città, Giannetto ebbe il timore di non venire accolto con favore dalla popolazione milanese, la quale non aveva mai manifestato forti simpatie nei confronti del Papa. Era inoltre il 7 dicembre, giorno in cui si festeggiava il patrono Ambrogio, in coincidenza con l’elezione vescovile del santo avvenuta il 7 dicembre 374. Decise allora di approntare un gran numero di pacchi, riempiti con dolciumi e giocattoli. Entrato a Milano iniziò con il suo seguito a distribuire il contenuto dei pacchi ai bambini milanesi, i quali si erano radunati intorno al corteo insieme ad una gran folla di cittadini. Il corteo raggiunse la Basilica di Sant’Ambrogio attorniato da una folla festante.

Da allora si cominciò ad organizzare, nel periodo della festa dedicata ad Ambrogio, la fiera degli Oh bej! Oh bej!. Venivano allestite bancarelle di vestiti, vecchi giocattoli, e soprattutto di prodotti gastronomici. Tipici dell’epoca, insieme con mostarde e castagnaccio, erano i firòn: castagne affumicate al forno, bagnate di vino bianco e infilate in lunghi spaghi.

Oggi le bancarelle ambulanti degli Oh bej! Oh bej! espongono principalmente prodotti di artigianato, di antiquariato e dolciari.

(da Wikipedia)

E sul sito milanotoday trovate tante altre proposte…
Felice Sant’Ambrogio, amici milanesi!

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2 thoughts on “Sant’Ambrogio, patrono di Milano

  1. L’ultima volta che sono stata alla fiere degli O Bej O Bei è stato due anni fa ed era già al Castello Sforzesco mentre fino al 2006 la fiera era proprio davanti alla Basilica di Sant’Ambrogio
    Quando era una ragazzina mia mamma mi portava ogni anno e si tornava a casa sempre con in mano il “firon” fatto con le castagne affumicate e infilate in un lungo spago
    Che gioia e che bei ricordi…
    nonna Mariuccia

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  2. Sono nata a Milano e li’ ho vissuto fino a che non mi sono sposata e trasferita a Firenze ( a Milano abitano ancora i miei genitori e mia sorella) ed ho tanti ricordi perché per me era un appuntamento fisso la fiera degli oh bej oh bej.. Ora sono diversi anni che non ci vado perché magari vengo su a Natale e non mi muovo due volte nello stesso mese, però ogni tanto un po’ di nostalgia mi prende lo confesso! Un abbraccio Antonella Firenze

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