Quando c’è l’amore c’è tutto!

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C’è una frase che non mi è mai piaciuta e che ultimamente mi dà proprio sui nervi.
La frase è “Quando c’è la salute c’è tutto”
Che bella scoperta!
A tutti piacerebbe stare sempre bene e non avere mai problemi di salute.
A tutti piacerebbe che i propri cari non avessero mai problemi di salute.

Domenica sera mio padre è stato male per l’ennesima volta.
Attacchi ischemici transitori o crisi epilettiche focali ormai nemmeno i neurologi che lo seguono capiscono di che tipo di attacchi si tratti.
Ai primi sintomi della crisi mia madre mia ha chiamato e io sono corsa da lui, come sempre.
Mi sono seduta accanto a lui, gli ho preso la mano, e ho cercato di tranquillizzarlo dicendo che come sempre bisogna solo aspettare che la crisi passi.
Certo, io gli dico tutto questo, consapevole del fatto che prima o poi gli verrà l’attacco che lo porterà via o lo lascerà lì in qualche modo.
Ora vi voglio raccontare la sua storia clinica. Non voglio annoiarvi ma farvi capire il perchè non sopporto la famosa frase.

Era il 1994 quando a mio padre fu diagnostica una leucemia linfatica acuta.
E’ iniziato tutto con un mal di schiena strano e curato dal suo medico  per ben tre mesi come artrite.
Una sera i dolori erano così lancinanti che mio padre ha strappato letteralmente i vestiti di mia madre aggrappandosi a lei.
Corsa al Pronto Soccorso e dopo settimane di ricerche la diagnosi.
Cicli di chemioterapia, un autotrapianto in trasferta ( due mesi al ospedale San Martino di Genova) e altri cicli di radioterapia.
La malattia è stata sconfitta lasciando a mio padre un fisico estremamente fragile.
Nel 1998 l’ictus che gli ha lasciato in eredità quelli che appunto vengono chiamati attacchi ischemici transitori che ultimamente sono stati riconosciuti ( forse ) come crisi epilettiche focali.
Coperto con antiaggreganti e antiepilettici che evidentemente non sono più efficaci nel dosaggio che andrà ritoccato.
In seguito ad alcuni accertamenti si è scoperto che mio padre quando dorme va in apnea circa 300 volte per notte. Cosa che aggrava ulteriormente la situazione.
Da alcuni anni dorme ( parola grossa) con una fastidiosa mascherina che gli consente di apportare la giusta ossigenazione al cervello.
Due anni fa l’infarto che gli ha dato il colpo di grazia.
Potrei elencarvi altre cose ma mi fermo qui.
Allora facciamo una botta di conti… dal 1994 ad oggi sono… 22 anni.
22 anni di preoccupazioni.
22 anni di esami, controlli, diagnosi, accertamenti.
22 anni! Non 22 mesi o 22 settimane!
22 anni di … non salute.
Allora… in questi 22 anni visto che non c’è stata la salute non c’è stato niente?
Non è affatto vero!
Sono stati 22 anni di un amore grande, quello per mio padre, persona non perfetta, come tutte, ma ovviamente per me un grande uomo.
Sono stati 22 anni in cui mia madre, piccola, fragile di suo, ha tirato fuori tutta la sua forza e ha curato mio padre ( “le crisi non le posso curare, ma pensare ad una alimentazione sana e bilanciata quello si” e Dio solo sa quanto questo l’ha aiutato).
Sono stati 22 anni vissuti intensamente, in cui anche il più piccolo gesto ha assunto un significato particolare e prezioso.
Sono stati facili questi 22 anni? No! Decisamente no!
Ci sono stati momenti di tensione, di sbrocco ( come si suol dire) ma ci sono stati!
E questa è la cosa importante!

Ora prendiamo l’esempio di una giovane coppia che aspetta un bambino e scopre che questo bambino ha una malattia rarissima che sicuramente non gli consentirà di condurre una vita “normale” ( è una brutta parola ma passatemela).
Che cosa faranno questi genitori, consapevoli che fin dall’inizio della formazione della loro famiglia nulla sarà come si erano aspettati?
Faranno l’unica cosa saggia da fare: circondare il loro bambino di amore.
A questo proposito vi lascio il link ad un blog bellissimo, quello di Lisa Leonard che racconta la loro vita in compagnia della Sindrome di Cornelia de Lange.

La malattia fa paura, è vero!
Ma quando c’è va trattata come una compagna di viaggio, decisamente invadente, lottando perchè ad un certo punto prenda una direzione diversa dalla nostra.
Un esempio di questo ce lo ha dato Francesca Del Rosso, in arte Wondi.
Wondi ieri ha perso la sua battaglia contro il cancro ( l’ho saputo grazie a Claudia Porta e al suo Video-calendario dell’Avvento), ma nei sei anni in cui sono stati insieme, lei lo ha affrontato con il sorriso, con la voglia di aggrapparsi alla vita a tutti i costi e soprattutto con una forza che nasceva dal grande amore della sua famiglia e dei suoi amici, per la sua famiglia e per i suoi amici (e anche per il suo lavoro).
E’ vero! Il cancro non ha preso un’altra direzione, ma lei non gli ha dato la soddisfazione di sconvolgere la sua vita.
Un grande esempio.

Allora cambiamo frase ragazzi!
Sulla salute noi possiamo lavorarci relativamente ( quando alcune cose accadono, accadono e basta) ma sull’amore possiamo lavorarci e davvero tanto!

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19 pensieri riguardo “Quando c’è l’amore c’è tutto!

  1. Condivido ogni parola. Quante volte ci si esprime con frasi fatte, senza pensare che non sono sempre così aderenti alla realtà vissuta da ciascuno di noi… Difficile davvero affrontare e convivere con la malattia che arriva, ospite non atteso e tantomeno gradito: talmente difficile, da insinuare talvolta il dubbio che ogni gesto d’amore abbia un valore. Ma è certo che alla breve o lunga distanza che sia, ognuno di essi sarà un balsamo che lenisce, consola e salva, chi ne avrà dati e chi ne avrà ricevuti. Bacio grande a te e al tuo papà.

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  2. Grazie Anna!
    Ricambio con tanto affetto ed è vero quello che dici: i gesti e le parole d’amore per i nostri cari sono un balsamo anche quando non lo realizziamo razionalmente.

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  3. Cara Cia, anto hai ragione. Io convivo con la malattia di mio marito da 13 anni. A volte ho desiderato mollare, a volte la frustrazione mi ha piegato ma non sono, non siamo, mai stati sconfitti!
    E’ stata dura e lo è ancora ma piano piano le cose migliorano, o forse è solo un’impressione!
    E’ cambiato il mio modo di vedere il mondo e la vita.
    Ti abbraccio forte
    Francesca

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  4. Le tue parole mi hanno fatto riflettere..mi sembrava una frase perfetta..nn è proprio così..superficialmente era la frase giusta che usavo per le persone che si preoccupavano delle inezie..drammi per sciocchezze..
    Hai messo l’amore al primo posto, ed è più che mai vero..se c’è quello si riesce a convivere anche faticosamente, ma si trova la forza di andare avanti e di combattere..ti ringrazio e abbraccio forte te e tuo papà!

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  5. Cara Catia, mi spiace un sacco per la situazione di tuo papà! Immagino i momenti di tensione che avete passato! Ma da quello che scrivi siete una bella famiglia unita!
    La malattie sono comunque terribili, ed è a volte difficile restare coi nervi saldi, essere amorevoli e gioiosi in certe situazioni. La vera sfida forse è questa, non farsi sconvolgere la vita, non “dargliela vinta”.
    A volte usiamo le frasi fatte che come tante altre cose sono degli stereotipi che ci impediscono di pensare con la nostra testa…
    Un abbraccio enorme :*

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  6. capisco bene quanta fatica occorre per cercare di sorridere anche davanti a tanti problemi. L’amore fa superare certamente molti ostacoli e il tuo papà sa quanto bene gli vuoi e che fai tutto ciò che ti è possibile
    un saluto nonna Mariuccia

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  7. Condivido ciò che scrivi.. io ho vissuto un anno di malattiacdi mio padre vivendo a 450 km di distanza…. viaggi continui! Ed è stato assurdamente, un anno bellissimo. L’ultimo.
    Però voglio aggiungere una cosa. È vero, si tratta di una frase fatta e banale. Ma io l’ho sempre interpretata come.. il non rincorrere chissà cosa, il non perdere tempo ed energie dietro a sciocchezze….il concentrarsi su ciò che davvero conta!
    Un abbraccio
    Lela

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  8. Non ho mai pensato a questa versione di questa frase anche perchè da tempo il mio percorso spirituale e yogico mi sta dirigendo nella direzione di non rincorrere chissà cosa come dici tu. E’ solo che ultimamente l’ho sentita in un contesto in cui lasciava ad intendere che si può essere felici solo quando c’è la salute e questo non lo ritengo vero proprio perchè attorno a noi ci sono mille motivi per essere felici anche quando le cose sembrano precipitare.

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  9. Ho pensato anche a te mentre scrivevo il mio post e ai momenti di sconforto che hai vissuto. Eppure tra le righe leggevo sempre una voglia incredibile di lottare e di non arrendersi.
    Ora sono veramente felice di saperti cambiata ( ho letto il tuo ultimo post ma come al solito non riesco a lasciarti commenti o quando ci riesco mi escono doppi!).
    Un abbraccio grande a te e alla tua famiglia.

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  10. Ripenso al preambolo dell’ OMS, salute come benessere e non solo come stato fisico. Avere amore attorno è fondamentale per noi! Dovremmo iniziare ad avere una lettura allargata del termine salute. Grazie del tuo bel post, è emozionante leggerti, come sempre!

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