A catechismo con Bilbo Baggins

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Ieri pomeriggio abbiamo proposto ai ragazzi di prima media la visione della parte iniziale del film “Lo hobbit- Un viaggio inaspettato” del regista neozelandese Peter Jackson e tratto dal romanzo omonimo di J.R.R. Tolkien.
L’abbiamo scelto perchè abbiamo pensato di cominciare così la preparazione in vista della S. Cresima che riceveranno ad aprile.
Perchè Bilbo Baggins?
Cosa c’entra con la Cresima?
In effetti questa è la domanda che hanno posto i ragazzi.

Ma vediamo la vicenda!
Bilbo Baggins è un hobbit.
Gli hobbit si sa, amano condurre una vita tranquilla, circondati dalle loro comodità.
Tutto ciò che è un po’ strano, diverso, inusuale è visto con sospetto e accuratamente evitato.
Essi non si preoccupano molto di ciò che succede nel mondo.
Un giorno, in cui Bilbo se ne stava tranquillamente seduto nel giardino della sua accogliente e ordinatissima casa a fumare l’erba pipa, si presenta un personaggio, lo stregone Gandalf e gli propone di partire insieme a lui per un’avventura.
Un avventura!?!?!!?
Credo che non ci sia parola più indigesta per un hobbit!
“Avventura? No grazie! Le avventure sono cose fastidiose e per di più ti fanno fare tardi a cena!”
Ma Gandalf non si arrende perchè ha deciso che Bilbo è la proprio la persona giusta per quel genere di avventura.
E così va ad avvisare gli altri.
” Gli altri chi?” dice Bilbo.

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Alla sera, mentre sta compiendo il rito sacro della cena, cominciano a presentarsi a casa Baggins, uno dopo l’altro, dei nani.
I nani sono rumorosi, grezzi e materiali e in men che non si dica trasformano la precisione casalinga di Bilbo in una gran confusione.
Per Bilbo è uno shock!
E per di più non ha ancora capito che cosa vuole Gandalf da lui e soprattutto perchè una compagnia di tredici nani si è letteralmente impadronita della sua casa, svuotandogli la sua imponente dispensa oltretutto!
L’avventura consiste in un’impresa davvero pericolosa ed estremamente rischiosa, con possibilità di successo molto scarse: aiutare i nani a recuperare il loro tesoro sotto la montagna ma soprattutto recuperare la loro identità di popolo dopo che anni prima il drago Smaug avido di oro se ne è impadronito, costringendo i nani a vagare per molto tempo in cerca di una nuova terra.
Ma ora è tempo di combattere per i nani e ritornare alla montagna che ha un’apertura segreta da trovare. E per questo hanno bisogno delle caratteristiche di Bilbo: camminare silenziosamente e avere un odore che il drago non riconosce ( mentre capirebbe subito che ci sono nani nelle vicinanze).
Ancora una volta la risposta di Bilbo è no! No! E ancora no!
“Mi dispiace Gandalf ma non sono io la persona che cercate”.
E invece è proprio lui e Bilbo in cuor suo lo sa.

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La mattina dopo svegliandosi nella sua casa silenziosa e di nuovo in ordine ( i nani e Gandalf erano nel frattempo partiti), Bilbo capisce che forse a volte bisogna rischiare, svincolarsi dalle comodità, da tutto ciò che da sicurezza per servire una causa più grande e importante.
E così, prende il suo zaino, firma il contratto da scassinatore che i nani gli avevano proposto, raggiunge coloro che diventeranno persone molto importanti per lui per partire insieme per quell’avventura che gli cambierà la vita.

Bilbo: ” Puoi promettermi che ritornerò?”
Gandalf:” No, ma se ritornerai non sarai più lo stesso.”

Ritorniamo ora alla domanda che hanno posto i ragazzi.
“Che cosa c’entra Bilbo Baggins con la Cresima?”.
La figura di Bilbo Baggins non ricorda forse alcune persone che dopo la morte e la resurrezione di un loro caro amico, si sentono perse e si nascondono impaurite?
Ma con la Pentecoste….

Il seguito al prossimo incontro di catechismo!
Stay tuned!

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3 pensieri riguardo “A catechismo con Bilbo Baggins

  1. con mio marito ci siamo ripromessi di guardare lo hobbit a più riprese di sera (cioè lui l’ha già visto, io sono la novizia…), dopo che ci è piaciuto guardare il signore degli anelli nelle strane sere che seguivano giornate frenetiche.
    Ora ho ancora più voglia di iniziare!!
    Un saluto 😉

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  2. Io l ho visto credo una quindicina di volte ormai e preparare l incontro di catechismo per i miei ragazzi mi ha dato la possibilità di rifletterci in chiave cristiana. Del resto Tolkien era cattolico e i riferimenti a messaggi e valori cristiani sono presenti in tutti i suoi romanzi.

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