Dal tappetino al piatto

mde

Concludo la settimana bloggosa parlando ancora di alimentazione legata ad uno stile di vita yogico e lo faccio con l’aiuto di un piccolo libro che fa parte della collana “Yoga in pratica” delle Edizioni Magnanelli ( si tratta di tascabili, di facile lettura, scorrevoli, molto godibili e appunto pratici).
Il libro si intitola appunto “Dal tappetino al piatto” di Cinzia Picchioni, insegnante di yoga dal 1987 che affianca all’insegnamento le sue conoscenze sull’alimentazione naturale. Scrive anche sul sito “Le vie del Dharma.

Il libro si apre citando un passaggio della Bhagavad-Gîtâ:

“Lo yoga non è per chi mangia troppo
né per chi non mangia affatto….
lo yoga è per colui che è misurato nel cibo”

Ritorna il concetto di moderazione di cui parlavo nel post precedente
In sanscrito il concetto di moderato si esprime con la parola mitâhâra quindi la dieta alla quale lo yogin deve attenersi per ottenere benefici dalla pratica.
La dieta non consiste solo in ciò che mangiamo ma è molto importante anche il come mangiamo.
Alimentarsi ha un risvolto quasi religioso, comunque rituale.

Lo yogin deve bere acqua in silenzio, meditare e poi ingerire il primo boccone, considerandolo offerto al soffio vitale ascendente ( prana), il secondo considerandolo offerto al soffio vitale discendente ( apâna), il terzo considerandolo offerto al soffio vitale digestivo ( samâna), il quarto considerandolo offerto al soffio vitale di espettorazione ( udâna), il quinto al soffio vitale circolatorio ( vyâna); quiandi lo yogin deve bere di nuovo e toccarsi il cuore…
( Stefano Piano – Enciclopedia dello yoga, Magnanelli)

Ora forse ai nostri occhi e al nostro modo di concepire il momento dei pasti tutto questo è un po’ esagerato e fuori dalla nostra mentalità, però credo che soffermarsi solo un pochino a pensare al momento del pasto come un momento non dico sacro ma importante e vitale per la nostra salute, il nostro benessere e la nostra energia ( fisica e mentale) può attribuire al momento stesso un significato un po’ più profondo, visto che solitamente consumiamo i pasti in fretta e furia perchè abbiamo altre tremila cose da fare ( soprattutto per chi mangia fuori casa per via del lavoro).
“Qui e ora” anche quando mangiamo.
Quindi niente cellulari, libri, giornali.
Se si mangia in mensa una bella chiacchierata tra colleghi piuttosto!
E’ già tutto molto più yogico!

Il libro da anche delle indicazioni specifiche sui vari cibi “yogici” nel capitoletto “Cibi si, cibi no”.
Per una pratica benefica, soprattutto per chi è alle prime fasi della pratica stessa sono da privilegiare i cerali e i legumi, verdure verdi e poco cotte, prodotti caseari freschi e frutta cruda. Da evitare le spezie forti come il peperoncino piccante, l’aglio e le cipolle crude.

Il modo di alimentarsi è sicuramente una questione etica e lo yoga ” lascia dei sassolini per aiutarci a ritrovare la strada di casa”.
Questi sassolini sono i famosi yama e niyama, le 10 “regolette” degli Yoga Sutra di Patanjali che rappresentano i primi gradini del percorso verso il samadhi, cioè l’unione di noi stessi con il Tutto.
Allora chiedersi da dove proviene il cibo che acquistiamo, come è stato ottenuto, se ciò che acquistiamo e consumiamo ha danneggiato la Terra diventa un modo per alimentarsi in modo etico e rispettoso del nostro pianeta e di chi ha prodotto quel cibo.
Questo significa accontentarsi, asteya, così come significa accontentarsi non mangiare fragole o pomodori a dicembre rispettando la stagionalità degli alimenti.
Aimsha, la non violenza.
Non violenza riferita nel caso dell’alimentazione agli animali.
Il vegetarianesimo per molti indiani è uno stile di vita che nasce proprio dalla compassione per gli esseri viventi. Quindi l’alimentazione vegetariana è uno strumento per esprimere la pratica della non violenza e della coesistenza pacifica.
L’argomento è delicato, soprattutto per noi occidentali ma è vero che la riduzione del consumo di carne porterebbe dei vantaggi a tutto tondo al nostro pianeta ( nel parlavo qui).
Un terzo yama importante dal punto di vista del cibo, è secondo l’autrice, shaucha, la pulizia.
Considerare la purezza del cibo evitando di mangiare cibo inquinato o contaminato o modificato geneticamente diventa importante per una benefica pratica yogica. Ma il cibo non è solo ciò che mangiamo. E’ anche ciò che vediamo, sentiamo, leggiamo e respiriamo. Quindi cibo benefico per uno yogi diventa anche ascoltare musica rilassante, impegnarsi in letture che ispirano.

Insomma, alimentarsi è importante e sarebbe davvero un vantaggio per tutti ( dal punto di vista fisico e mentale) non considerarlo un mero atto meccanico, un qualcosa che si deve fare per sopravvivere, ma invece un atto che serve per vivere.
Secondo la visione indù, il cibo è qualcosa da rispettare.

Chiedi al tuo cibo se la sua storia ti rende orgoglioso, chiediti se quello che mangi riflette i tuoi valori“.

Cinzia Picchioni
Dal tappetino al piatto
Edizioni Magnanelli

Con questo post partecipo all’iniziativa “Il venerdì del libro” di Homemademamma

Annunci

6 pensieri riguardo “Dal tappetino al piatto

  1. Molto interessante questo libro… la filosofia e le idee proposte mi calzano molto, perchè per buona parte le metto in pratica quotidianamente, soprattutto per motivi etici ed ecologici! Alla fine sono più vicina alla pratica yoga di quanto pensassi! 😉

    Mi piace

  2. Certo Daria
    Essere yogici non significa praticare le posizioni o gli esercizi di respirazione o ancora meditare.
    Quello puo essere considerato un aiuto ma la vera essenza dello yoga e’ la grande attenzione che mettiamo in cio’ che facciamo.
    Yoga e’ consapevolezza.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...