Il credo dell’ottimista

Negli ultimi giorni ho affrontato molto faticosamente una situazione.
Non posso entrare nei dettagli per motivi di privacy visto che sono coinvolte alcune persone, ma posso dire che quest’esperienza mi ha fatto capire molte cose rispetto a come mi devo comportare con le persone e con me stessa.
Mi sono sentita giudicata e ho a mia volta giudicato.
Ho seguito ciò che il mio cuore mi suggeriva e per questo ho dovuto dare un sacco di spiegazioni.

Girovagando per il web mi sono imbattuta nel credo dell’ottimista, elaborato da uno dei maggiori esponenti del Nuovo Pensiero, l’americano Christian D. Larson.
Si tratta di una sorta di dichiarazione personale scritta del 1912, ancora molto attuale ed estremamente motivante.
Già due anni fa l’avevo proposto sul blog.
Me lo sono riletto attentamente e ho riscontrato che spesso mi sento frustrata e irrequieta proprio perchè non metto in atto questi suggerimenti.

Prometti a te stesso:

* Di essere così forte che niente potrà turbare la tua pace mentale.
* Di parlare di salute, felicità e prosperità a tutte le persone che incontri.
* Di far sentire a tutti i tuoi amici che in loro c’è qualcosa di bello.
* Di guardare il lato luminoso di tutte le cose e di fare in modo che il tuo ottimismo diventi realtà.
* Di pensare solo al meglio, di impegnarti solo per il meglio e di aspettarti solo il meglio.
* Di essere felice del successo altrui come se fosse il tuo.
* Di dimenticare gli errori del passato e di concentrarti sui maggiori successi del futuro.
* Di avere sempre un’espressione felice e di donare un sorriso a ogni creatura che incontri.
* Di dedicare così tanto tempo al tuo miglioramento da non avere tempo per criticare gli altri.
* Di essere troppo grande per preoccuparti, troppo nobile per arrabbiarti, troppo forte per avere paura e troppo felice per permettere che si creino problemi.
* Di avere una buona opinione di te stesso e di proclamarlo al mondo, non a voce alta, ma attraverso grandi azioni.
* Di vivere con la fiducia che tutto il mondo è dalla tua parte, finché sei fedele al meglio che è in te.

Credo che possa davvero diventare un utile strumento di crescita personale e spirituale, da tenere sempre presente.
Mi piace tantissimo: ” … di dedicare così tanto tempo al tuo miglioramento da non avere tempo per criticare gli altri…”

Mi viene tanto in mente la parola “tapas” che in sanscrito significa “austerità” nel senso di disciplina, di sforzo nel conseguimento di una meta spirituale.
Tapas è uno dei niyama, quei suggerimenti di comportamento che Patanjali fissa, insieme agli yama come primo gradino nel percorso dello yoga.
Allora l’osservazione di queste promesse che facciamo a noi stessi può diventare il nostro “tapas”.

Credo che ci sia dentro davvero tutto per essere in pace con noi stessi.

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3 thoughts on “Il credo dell’ottimista

  1. Mettere in pratica tutte queste promesse..non credo di potercela fare, sarebbe l’apoteosi della serenità..le trascriverò sul mio quaderno e andrò a rileggerlo per “aiutarmi a stare meglio” in certi momenti..grazie di averlo pubblicato! Angela

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  2. A me piace molto “donare un sorriso ad ogni creatura che incontri”. Io lo faccio sempre, mi ricordo una volta, quando ancora lavoravo in un ufficio di una multinazionale a Milano, mentre parlavo al telefono con un collega, lui mi disse prima di salutarmi: “Complimenti per il sorriso!”. Io rimasi interdetta e lui mi disse che si capiva anche al telefono che io stavo sorridendo… Per me è stato il complimento più bello che mi avessero mai fatto!

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