31 ottobre

Oggi ripropongo un vecchio articolo ( era il 2012) in cui condividevo alcune riflessioni sulla festa di Halloween.
Rileggendolo mi sono accorta di essere ancora esattamente della stessa opinione.
In cinque anni i lettori del blog sono aumentati, i follower anche per cui volevo condividere anche con loro ciò che pensavo e che penso tutt’ora….

Parlare di Halloween per tornare alle origini (15 ottobre 2012)

Lo so, lo so! Halloween non vi piace, gli americani l’hanno trasformata in un carnevale, non sopportiamo dolcetto o scherzetto ecc….
E se la considerassimo invece un’occasione per parlare ai nostri bambini di questa festa, che ha origini pagane ( non americane) e che in quel tempo, i primi giorni di novembre segnavano la fine dei raccolti e ci si preparava alla stagione fredda.

Proviamo ad insegnare ai nostri bambini ad intravedere in questa occasione il segno del ritmo delle stagioni e quanta importanza questo ritmo aveva nella vita delle popolazioni in cui la cultura agricola e pastorizia era preponderante, senza per questo dimenticare che in quei giorni per i cristiani ricorrono la Festività di Ognissanti e il giorno dedicato ai defunti.

Perchè le due cose non possono coesistere? Io lo trovo un arricchimento, sicuramente non un impoverimento.
I bambini ( soprattutto quelli che vivono in città) fanno davvero fatica a rendersi conto del cambio delle stagioni e sicuramente non sanno ( non per colpa loro) che cosa rappresenta il cambio delle stagioni per i contadini, i pastori ( ce ne sono ancora, sapete bambini?).

E allora facciamo per un momento tornare indietro nel tempo i nostri figli, immaginando di essere in un mondo in cui non ci sono televisione o pc, ma una grande stalla in cui le famiglie si riunivano e magari la persona più anziana ( la saggezza) iniziava a raccontare storie e queste storie poi venivano raccontate e raccontate ancora nel corso del tempo.
Ecco come si passava l’inverno: intrecciando rami per farne cesti che avrebbero poi raccolto i frutti in primavera, tramandando esperienze di vita.
Sono sicura che tutto questo è accaduto fino a non molti anni fa. Sicuramente il nonno Antonio ha degli aneddoti da raccontarci sulla sua infanzia in collina.

E’ vero le cose cambiano, il progresso ci fa perdere di vista alcune cose, e forse è giusto così ma i nostri bambini devono sapere, tra le altre cose che Halloween non è solo la festa delle streghe e dei fantasmi, ma che ha un retaggio antico e molto concreto che, secondo me, non deve essere dimenticato.

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3 pensieri riguardo “31 ottobre

  1. Sono anch’io completamente d’accordo con te, ma un allievo di padre Hamorth, un certo don Ermes Macchioni della diocesi di Reggio Emilia, sostiene addirittura che anche partecipando solo passivamente a questa festa, si commetterebbe un peccato d’idolatria. Poiché si renderebbe comunque un’adorazione implicita a satana,aderendo alla festa magica di quella notte. A me sembra follia pura, ma tant’è. La Diocesi di Torino ha organizzato una “contro-Hallowen” con una notte di preghiera. Pregare non fa male, ma a questo punto dovrebbero orgnizzarla ogni notte….

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