Un anno in 12 immagini

Arrivati all’ultimo giorno dell’anno desidero ripercorrere con voi questo 2017 che stasera ci saluterà.
E vorrei farlo attraverso 12 immagini che ho selezionato dopo aver dedicato ieri del tempo a rileggere ( anche se brevemente ) i post scritti quest’anno.

Gennaio
Dopo diversi tentennamenti dovuti a problemi familiari, inizio il corso di formazione  AIPY per l’insegnamento dello yoga per l’età evolutiva.

Febbraio
Mi faccio il proposito di camminare ogni giorno almeno mezz’ora! Beh! Ci devo ancora lavorare!

Marzo
La bisnonna Maria ci lascia e tornare in collina è un po’ triste senza di lei!

Aprile
Ho iniziato il mio corso privato di yoga per bambini. Ho solo 2/3 piccoli yogi ma la felicità è tanta!

Maggio
Con mia grande gioia, scopro vicinissimo a casa mia, un centro yoga dove posso praticare secondo la tradizione del Satyananda Yoga e vabbè… è proprio il massimo!!!
P.S. Ora il centro di chiama YogaLab- Atelier Yoga Milano.

Giugno
Inizia l’oratorio estivo, un appuntamento che coinvolge tutta la famiglia e accidenti!!!! Quanto ci divertiamo!

Luglio
E’ il mese delle nostre vacanze sulle “mie” colline piacentine, il luogo che amo di più al mondo!
Quest’anno poi ho vissuto un’esperienza tutta particolare!

Agosto
Matilde ed io andiamo alla scoperta dei parchi cittadini.

Settembre
Matilde inizia il secondo anno di liceo artistico e anche questa si rivelerà una bellissima anche se faticosa avventura!

Ottobre
Riprendo la mia attività come catechista in parrocchia con i bimbi di terza elementare. Un nuovo ciclo, una nuova avventura!

Novembre
Concludo il corso di formazione AIPY e che dire! Una felicità immensa!

Dicembre
Metto subito in pratica ciò che ho imparato nel corso AIPY con grande soddisfazione nella mia piccola sala yoga completamente ristrutturata!!!!

Mi guardo indietro e in quest’anno vedo tanta fatica, tante preoccupazioni ma una grande voglia di essere felice, con la mia little family, il mio lavoro, il mio yoga, il mio catechismo.
Concludo l’anno con tanta serenità per aver vissuto un anno intenso, intensissimo.

E il vostro anno come è stato cari lettori?
Condividete nei commenti se vi fa piacere!
E intanto vi auguro di trascorre serenamente questa ultima giornata del 2017!!!
Buon Anno!!!!!!

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La raffinata arte del saper ascoltare

Ascoltare e sentire non sono proprio la stessa cosa.
Ascoltare implica un’attenzione, una partecipazione, un interesse.
Vi è mai capitato di iniziare una conversazione con qualcuno e accorgervi ad un certo punto di stare pensando ad altro?
A me si e la sensazione è stata bruttissima.
In pratica avevo manifestato a quella persona che non mi importava nulla di ciò che mi stava dicendo.
Un’altro atteggiamento frequente era quello di interrompere la persona con cui stavo parlando per dire che… caspita anche  a me era capitata quella cosa! Si, certo! Ma intanto avevo bloccato quella persona che magari faticosamente si stava aprendo e trovando un po’ di sollievo.
Ascoltare davvero è difficilissimo, ma quanto mai importante!
Soprattutto con i figli.
“Mamma! Ma mi stai ascoltando?”
Vi è mai capitato?
Eppure comunicare è così bello!
E se riuscissimo a farlo veramente lo diventerebbe ancora di più.
Nel libro ” L’arte dell’ascolto” gli autori, Anita Molino, specialista dei processi cognitivi relativi all’apprendimento e alla memoria e Fabio Tizian, giornalista e scrittore interessato alla psicologia della comunicazione affermano che la comunicazione è un atto creativo.
E questa cosa mi piace un sacco!
La capacità di mantenere la concentrazione, le tecniche per diminuire le distrazioni, l’abilità di rivolgere domande pertinenti, atte ad ampliare lo spettro di informazioni che acquisiamo attraverso la comunicazione sono in parte innate e in parte frutto della consapevolezza e del desiderio di migliorare la nostra partecipazione alla comunicazione. In ultima analisi, dalla volontà di vivere in modo creativo“.
Saper ascoltare bene presenta una serie di innumerevoli vantaggi:
– otteniamo molto di più da una conversazione o una conferenza a cui abbiamo partecipato, rispetto ad un cattivo ascoltatore;
– aumentiamo le probabilità di prendere decisioni giuste o di giudicare in modo più pertinente e coerente perchè abbiamo acquisito maggiori informazioni;
– siamo in grado di rendere più efficace una comunicazione dando aiuto alla persona che ci parla;
– siamo in grado di esprimere meglio il nostro messaggio, perchè abbiamo scoperto il livello comunicativo del nostro interlocutore e possiamo adattarci di conseguenza;
– otteniamo più facilmente la simpatia e la stima degli altri.
A trarne beneficio è il nostro rapporto con gli altri e il nostro lavoro.
Sviluppando la capacità di ascolto agiamo sul nostro equilibrio interiore, espandendo la consapevolezza, rafforzando la fiducia in noi stessi e migliorando la capacità di interagire con gli altri in modo più gratificante.

Un buon ascoltatore è un uccello raro, e proprio per questo è ricercatissimo“.

Ma come fare per diventare un buon ascoltatore?
La risposta in questo libriccino, edito da Magnanelli che suggerisce tecniche ed esercizi per diventare davvero dei buoni ascoltatori.

 

Lo yoga è per tutti?

Perchè praticare yoga?
Sono molte le risposte a questa domanda. La più semplice è che attraverso lo Yoga possiamo diventare FELICI. Tutti gli esseri umani cercano la felicità, però, di solito, la cercano all’esterno.
Lo Yoga ci aiuta a comprendere che la FELICITA’ deve essere cercata dentro di noi perché, di fatto, essa significa armonia di corpo, mente ed anima.
Praticando le posture yoga, gli esercizi di respirazione e la meditazione, puoi arrivare a raggiungere quell’equilibrio fisico, psichico, mentale e spirituale che è fonte di felicità.
Ecco una parte dei VANTAGGI della pratica Yoga:

-elimina lo stress
-allevia e fa scomparire le tensioni psichiche, le depressioni, le nevrosi
-allevia e guarisce una serie di affezioni del corpo fisico
-amplifica la memoria e i processi mentali
-equilibra tutte le strutture dell’essere
-stimola il sistema immunitario
-induce uno stato profondo di calma e pace interiore
-libera l’essere dai pregiudizi, dalle inibizioni e dai limiti
-migliora la capacità di comunicare con gli altri
-armonizza la vita sessuale
-dinamizza la volontà
-amplifica la fiducia in se stessi
-facilita la riuscita per il successo
-armonizza la struttura del corpo fisico, eliminando il sovrappeso
-fortifica e tonifica la muscolatura
-amplifica la concentrazione e l’attenzione
-sveglia ed amplifica la capacità di amare
-apre l’essere verso una comunicazione spirituale autentica con l’Universo e con Dio.

SVANTAGGI: non esistono.

Pratico yoga da 21 anni e lo trasmetto, con le mie capacità, limiti e possibilità da sette e ovviamente sono in perfetto accordo con l’elenco che ho riportato dal sito www.amoyoga.it
Ma praticare yoga ha anche un’altra faccia della medaglia.
Uno dei vantaggi elencati è che amplifica oltre alla concentrazione anche l’attenzione.
Amplificare l’attenzione può avere effetti importanti.
Significa diventare più sensibili ai cambiamenti, sia a quelli fisici che mentali, a quelli interiori e ai cambiamenti che provengono dall’esterno.
Questa sensibilità porta a percepire intorno e dentro di noi vibrazioni nuove e a volte non sempre piacevoli ( entrare in una stanza e provare la netta sensazione di non voler essere lì perchè c’è una persona che diffonde negatività non è per niente piacevole!).
Lo yoga insegna, a torto o a ragione a selezionare e quindi se si desidera intraprendere il percorso yogico ( intendendolo come stile di vita ) bisogna essere disposti a scendere a patti con questa possibile realtà.
Può essere faticoso e persino doloroso.
Allora forse lo yoga non è proprio per tutti.
E’ un cammino di autoconoscenza e come quando si inizia una psicoterapia possono emergere aspetti che proprio non vi piacciono.

Il cammino dello yoga è lungo, ogni palmo di terreno dev’essere conquistato vincendo una grande resistenza e le qualità più necessarie al sadhaka sono una pazienza e una perseveranza invariabili e un’incrollabile fede malgrado tutte le difficoltà, tutti i ritardi e gli apparenti insuccessi

“La pratica dello Yoga ci porta faccia a faccia con la straordinaria complessità del nostro proprio essere”
Sri Aurobindo

Detto questo, il mio percorso nello yoga procede ora ( dopo periodi di alti e bassi) con molta serenità. Lo yoga, le sue pratiche, i suoi principi mi aiutano ( oltre alla fede) ad essere serena, ad essere nel mondo senza per forza adeguarmi a tutto ciò che il mondo propone.
E ne sono felice!

Il mio Natale

Io sono la luce del mondo…” Giovanni, 8,12.

La mattina di Natale mi sono svegliata molto presto come è mia consuetudine e mi sono presa dei minuti tutti per me per pregare e meditare.
Ho acceso le lucine dell’albero e tutte quelle sparse per la casa.
La luce.
Gesù è venuto a portare la luce nel mondo.
Il suo è un messaggio di luce.
Nella luce tutto è più chiaro, è più comprensibile, fa meno paura.
Avvolta nella tranquillità della mia casa, mi sono ritrovata a pensare che se io, Catia, non seguo l’esempio di Gesù e non mi impegno a portare un po’ di luce in questo mondo, allora il mio credere a questo bambino di cui tutti gli anni celebriamo la nascita non ha senso.
Che scopo ha la mia vita se non riesco a strappare un sorriso ad una persona che soffre, se non rivolgo parole di speranza ad una persona in difficoltà, se non porto a mia volta sorrisi anche solo per un istante nella vita delle persone che incontro?
E se non credo che la nascita di Gesù sia speranza anche per me, che ho una vita piuttosto incasinata, allora che senso ha mettere in atto tutti i riti legati al Natale, tutte quelle forme esteriori, luci, decorazioni, regali che hanno un senso se non rimangono appunto solo segni esteriori?
Io sento forte la presenza di Dio nella mia vita ma la sola presenza ( sebbene sia già un dono immenso) non basta.
Bisogna agire. Essere luce. Certo, secondo le nostre possibilità e capacità, nel nostro quotidiano ( e forse è anche più difficile).
Si, a tutto questo ho pensato la mattina di Natale!
E ho avuto subito l’occasione per mettere in atto queste riflessioni ( è stato il primo Natale trascorso senza i miei genitori, che hanno preferito viverlo nell’intimità della loro casa per diversi motivi).
Ed ora qualche immagine rubata qua e là…

Storia di un albero di Natale

Si stava avvicinando il Natale.
In una piccola e modesta casetta un taglialegna e suoi bambini cercavano di riscaldarsi vicino a un debole fuoco. Ad un tratto si sentì bussare alla porta.
Nessuno si spingeva ai margini della collina nei giorni freddi per andare a trovarlo… chi poteva essere?
Il taglialegna andò ad aprire e, più che mai sorpreso vide il segretario del sindaco del suo paese.
Subito pensò di aver commesso qualcosa di male, ma il segretario lo rassicurò e gli comunicò che il sindaco voleva un grandissimo abete da esporre sulla piazza del paese per Natale.
Mille pensieri assalirono il povero taglialegna. Mai nessuno lo aveva scelto per qualcosa… aveva sempre dovuto aggiustarsi per tirare a campare e ora… proprio il sindaco gli dava un incarico.
La mattina presto si inoltrò nel bosco fitto e ancora buio. I suoi occhi erano avidi, tutto il suo corpo era già proteso verso l’abete più bello che senza dubbio avrebbe trovato.
Finalmente avrebbe avuto la possibilità di essere apprezzato da tutti gli abitanti del paese. I suoi bambini sarebbero diventati i figli del taglialegna con la T maiuscola.
Camminava, camminava sempre più ansioso, ma non vedeva che querce possenti e timide betulle, qualche lepre che sgattaiolava tra i cespugli, uccellini affamati che speravano in qualche briciola. Incontrò persino un gatto selvatico che silenzioso si aggirava nel bosco in cerca di cibo.
Tutto il bosco lo seguiva nella sua disperata ricerca.
Si stava facendo sera, le prime stelle comparivano nel cielo e la saggia luna giocava a nascondino con lui tra le cime degli alberi… ed ecco … finalmente… il più grande, il più maestoso, il più bell’abete che avesse mai visto.
Il taglialegna si fermò folgorato. Nella sua mente già si sentiva applaudire, si vedeva onorato con la medaglia sul petto, vedeva la sua casetta colma di doni offerti dai paesani per riconoscenza… finalmente avrebbe avuto quella vita che aveva sempre sognato.
Ma una piccola voce silenziosa e ferma interruppe il suo sogno…

Perchè vuoi sradicarmi, perchè vuoi abbattermi? Per tanti anni ho donato ombra ai passanti nelle calde estati, ho inviato l’aria pura fino alle grandi città fumose, ho accolto con le mie grandi braccia chi si sedeva sulle mie radici… questo è il luogo del mio esprimermi, cosa potrei fare in mezzo ad una piazza se non morire in poco tempo?

Il taglielegna si destò e cercò invano le sembianze umane di quella voce.
Mille domande si affacciarono alla sua mente finchè guardò verso l’alto attratto da quel cielo infinito cosparso di stelle luminose. A poco a poco ogni stellina cominciò a scendere per decorare l’abete e tra esse una sorrise al taglielegna e andò ad illuminare quell’angolino sconosciuto del suo cuore dove nascondeva tutti i suoi doni.
Intanto la saggia luna, in alto nel cielo, osservava e sorrideva.
Da quella notte, ogni anno a Natale il taglialegna accompagna tutti i bambini del suo paese a vedere l’albero magico decorato come nessun abete potrà mai esserlo.

Con questa storia io auguro a tutti voi lettori affezionati di questo blog di trascorrere un sereno Natale!

P.S. Nel prossimo post spiegherò come abbiamo animato questa storia nell’ultima lezione di yoga per bambini prima delle vacanze.