La discarica più alta del mondo…

Da qualche giorno abbiamo Netflix.
Per chi, come noi, è appassionato di film e serie tv, è una vera e propria goduria.
Nel week end mi sono sparata quattro puntate della prima stagione di “The crown” la serie dedicata alla vita della Regina Elisabetta II.
Non sono amante dei gossip e della vita dei vip, ma le vicende della famiglia reale inglese, della politica del tempo in cui Elisabetta si trova ad affrontare un incarico inaspettato ( dopo la morte del padre) sono raccontate molto bene. Se ne avete la possibilità, guardatela!
Domenica sera, sfogliando la libreria, ho trovato un film che volevo vedere già da tempo: “Everest”.
E’ narrata la vicenda della tragica spedizione del 1996 sulla montagna più alta del mondo.
Grazie a questo film ho scoperto due cose che ignoravo totalmente e che mi hanno lasciata molto, ma molto perplessa.
La prima è che, chiunque, pagando adeguatamente ( si parla di somme intorno agli 85.00 dollari) può raggiungere la vetta più alta del mondo.
Esistono infatti compagnie specializzate nell’organizzazione di quelle che possono essere definite “spedizioni turistiche ad alta quota”.
La cosa mi ha impressionato perchè ho sempre pensato che le spedizioni fossero composte solo da scalatori professionisti, con alle spalle ore e ore di scalate e un curriculum di vette conquistate, con un’esperienza tale da saper affrontare tutti gli imprevisti che una spedizione ad alta, altissima quota possono verificarsi (un’improvvisa bufera come nel film per esempio).
La spedizione del 1996, nella quale hanno perso la vita parecchi scalatori ( tra cui i due responsabili della spedizione stessa ) è stata caratterizzata dalla contemporaneità di più circostanze sfortunate ( la mancanza di corde di sicurezza in un certo punto del percorso, la presenza di bombole di ossigeno mezze vuote, la bufera stessa…) che hanno impedito la discesa nei tempi stabiliti.
Ma c’è stata anche forse una certa testardaggine dell’uomo a voler raggiungere la vetta a tutti i costi, sopravvalutando le proprie capacità e possibilità.
Il film è realizzato bene, con un buon equilibrio tra le vicende della scalata e le vicende personali dei protagonisti.

La seconda questione che mi ha lasciata esterefatta è che ho sempre pensato che chi ama la montagna davvero, la rispetta. In tutti i sensi.
Allora è inconcepibile vedere quantità immense di rifiuti ( immondizia e rifiuti organici) affollare i vari campi base.
Se penso al Nepal, ai suoi paesaggi, alle sue montagne, all’aria più che pura, non mi aspetterei di vedere scene come questa…

… o questa …

Impressionante vero?

E’ questo l’amore per la montagna?

E la vetta dell’Everest, con i suoi 8848 metri, ci guarda!
E noi uomini siamo davvero piccoli!
In tutti i sensi!

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2 pensieri riguardo “La discarica più alta del mondo…

  1. è impressionante come la mano dell’uomo riesce a rovinare le cose belle che la natura ci offre,e non riesco a pensare come possano risolvere questo problema
    nonna Mariuccia

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  2. L’anno scorso ho visto “Everest “ e ha stupito anche me vedere quanta gente, a tutti costi, affrontava un gigante del genere senza la giusta preparazione, sottovalutando la sua “potenza” con le note conseguenze..
    Lo stupore si trasforma in enorme rabbia per lo sciagurato menefreghismo e mancanza di rispetto per quella maestosità ..basterebbe la consapevolezza che sia un bene prezioso per tutti da trattare con i guanti..

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