Catechismo: come gestire il gruppo

Una delle situazioni più difficili da affrontare per un/una catechista è senza dubbio la gestione del gruppo di ragazzi.
Gestire 15/18 a volte anche 20 bambini/ragazzi non è facile.
I piccoli sono oltre che tanti, tutti diversi, con caratteri diversi, livelli di vivacità diversi, e anche, diciamocelo chiaro, motivazioni diverse rispetto all’essere lì, all’incontro di catechismo.
Tralasciando in questa sede la questione delle motivazioni ( magari ci tornerò sopra con un altro post se l’argomento interessa) cerchiamo di capire come i catechisti devono muoversi per riuscire a gestire un gruppo.
Innanzitutto perchè è importante il gruppo?
Per un ragazzo la vita di gruppo è estremamente importante, quasi irrinunciabile.
Far parte di un gruppo rafforza l’identità e dona sicurezza.
Il percorso di iniziazione cristiana avviene in gruppo perchè aiuta il ragazzo a vivere la dimensione comunitaria della fede.
Per un bambino/ragazzo i compagni di scuola o gli amici di catechismo ( che spesso coincidono ) sono molto importanti.
Io li osservo e vedo quanto si vogliono bene tra loro, come a volte litigano e poi ritornano ad abbracciarsi.
Certo, ci sono anche bambini riservati, che si aprono poco e solitari che potrebbero non sentirsi a proprio agio nel gruppo e qui il catechista deve affrontare il grande compito di coinvolgerli, di farli sentire parte del gruppo perchè il gruppo stesso proceda unito nel percorso.

Ma vediamo quali piccole e grandi strategie si possono attuare per provare a gestire un gruppo.

Cura dell’ambiente
Un aspetto molto importante anche se magari a volte non ci pensiamo è l’ottimizzazione della struttura e la presentazione dell’ambiente in cui si tiene l’incontro di catechismo.
Una sala ben illuminata, dei tavoli mobili che si possono spostare a seconda delle situazioni per cui si possono creare delle isole per i lavori di gruppo o essere tutti uniti in un grande tavolo per la realizzazione di opere collettive, delle pareti sui cui è possibile appendere cartelloni realizzati dai ragazzi, una lavagna per introdurre l’argomento dell’incontro….. questi sono tutti elementi che favoriscono la gestione del gruppo perchè  un ambiente confortevole e strutturato da un senso di ordine e promuove dei comportamenti più adeguati.  I bambini devono sentirsi a loro agio, vivere emozioni positive e di benessere anche dal punto di vista corporeo.

I dieci minuti di chiacchierata iniziale.
Si sa che i bambini, almeno la maggior parte di loro, amano raccontare e raccontarsi.
Una strategia utile è quella di dedicare i primi dieci minuti dell’incontro all’ascolto reciproco.
In quei dieci minuti i bambini hanno la possibilità di raccontare ciò che è successo a scuola quel giorno, un evento particolare che li colpiti, li ha resi tristi o felici, un evento che deve ancora realizzarsi ma che è atteso con trepidazione ( giovedì un bambino ha raccontato che domenica andrà allo stadio per la prima volta a vedere una partita della sua squadra del cuore ed era eccitatissimo!).
Chiaramente va impostata fin dall’inizio la regola per cui dopo quei dieci minuti si entrerà nel vivo dell’incontro e si dovrà mantenere un’atmosfera di silenzio, di calma e di tranquillità.

Condivisione delle regole
Stabilire delle regole quindi è importante. Ogni comunità ( scuola, squadra di calcio, gruppo di  catechismo, ecc…) necessita di regole per ben funzionare.
E’ importante quindi stabilirle da subito.
Non devono essere tante e devono puntare soprattutto sull’aspetto relazionale.
La prima e più importante è questa, secondo me: ascoltare chi sta parlando!
E in effetti è l’unica che io ho proposto ( man mano che cresceranno se ne aggiungeranno immagino) e capita di doverci ritornare sopra ( fisiologico in un gruppo di bambini di 8 anni!) ma richiamandola e facendola richiamare a loro stessi, piano piano la capiranno e la interiorizzeranno. Ho piena fiducia!

Avere ben chiaro perchè si è a catechismo.
Spesso il bambino che comincia catechismo è lì per delle motivazioni che non sono le sue. Sono infatti quelle dei genitori.
Allora condividere da subito l’obiettivo diventa molto importante per sentirsi gruppo.
Il catechismo a cosa serve? Perchè il gruppo di catechismo è diverso dagli altri? Che cosa faremo insieme a catechismo?
Rispondere insieme a queste domande serve per far sentire il bambino più consapevole della sua presenza lì e della presenza dei suoi compagni.  Siamo lì per uno scopo comune: conoscere e amare Gesù!

La raffinata e difficile arte della conoscenza.
Per riuscire a gestire nel miglior modo possibile ( dove per miglior modo intendo il contrario di passare un’ora ad urlare per zittire i bambini o convincerli ad uscire da sotto il tavolo o a scendere dalla sedia) è indispensabile per un catechista conoscere bene i bambini ed entrare, con discrezione ( come un osservatore silenzioso) nelle dinamiche che si creano tra loro.
Come conoscere i bambini?
I dieci minuti di chiacchierata iniziale sono già un buon metodo. In quell’occasione i bambini si aprono e a noi si apre un mondo. Il loro mondo. Fatto di esperienze, anche dolorose a volte.
E tutto questo ci aiuta a capire come interagire con loro.
E’ importante anche conoscere i genitori.
Entrare nel mondo delle famiglie non è facile. Ci sono famiglie che si aprono e altre che fanno più fatica. Allora l’accoglienza amorevole, il non giudizio, la disponibilità all’ascolto diventano strumenti fondamentali. Entrare si, ma a piccoli passi e come se stessimo camminando su bicchieri di cristallo. Questo significa conoscere i genitori e quindi anche i bambini.

Coinvolgiamo, coinvolgiamo, coinvolgiamo!!!
Se i bambini rimangono affascinati da ciò che proponiamo, diminuiscono le possibilità che si intrattengano in comportamenti disturbanti.
E’ una grande sfida! Lo so!
Ma è anche la parte più bella, secondo me, dell’essere catechista ( e ho detto essere catechista e non fare catechismo!).
Quante tecniche e strumenti abbiamo a disposizione per rendere coinvolgenti gli incontri di catechismo! Il gioco, il teatro, i giochi di ruolo, le proiezioni, le attività creative e manipolatorie, i racconti, l’arte, la musica e ………..!!!!!
Certo, tutti questi strumenti e tecniche devono avere un denominatore comune, cioè il punto di partenza: la Parola!
Partire dalla Parola di Dio, dai testi quindi e declinarli in mille modi diversi per far conoscere e amare Gesù ai bambini è imprescindibile!

Mai deprimere e reprimere!
Eh si! Non si può arrivare con il muso a catechismo ( anche se dentro stiamo male! A me è capitato una volta e quando ho terminato l’incontro stavo decisamente peggio).
Allora se la giornata è andata male ( al lavoro, in famiglia, o per qualsiasi altro motivo) è opportuno fermarsi un momento, ricercare la presenza di Dio ( magari facendo una puntatina solitaria in chiesa prima dell’incontro e cercare quell’intimità e quel dialogo che ricarica e con tutta umiltà dire a Dio: “Oggi Signore è proprio una giornata storta. Te l’affido e dammi la capacità di avere occhi limpidi per amare i bambini che mi tu mi hai affidato).
E si arriva in aula con il sorriso!
Se la giornata è particolarmente storta per i bambini, sono più vivaci e irrequieti del solito non dobbiamo cadere  nella tentazione di sottolineare solo gli atteggiamenti negativi ( oggi siete veramente pestiferi! Vi siete alzati con il piede storto? Ecc…) ma rimproverare con toni tranquilli, riproponendo con pazienza quelli che invece sono i comportamenti adeguati.

Guardare negli occhi.
I bambini si accorgono se li stiamo ascoltando oppure no! Chi vogliamo prendere in giro?
E allora è nostro dovere dare a tutti la possibilità di parlare, ascoltando attentamente ciascuno di loro guardandoli negli occhi.

Last but not least: l’esempio.
Continueremo ad avere un gruppo di scimmie urlatrici e non di bambini se noi per primi per ottenere silenzio ci comportiamo come delle scimmie urlatrici.
E ho detto tutto!

 

Buon fine settimana, cari amici di blog!

Annunci

Un pensiero riguardo “Catechismo: come gestire il gruppo

  1. Abbraccio pienamente le tue osservazioni!!! Io aggiungerei, l’affiatamento tra catechiste, perché nei giorni “no”, una buona parola, un consiglio, da chi vive la stessa esperienza, è molto utile. Buon cammino.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...