Siddharta e il mandarino

Lo scorso fine settimana l’ho trascorso allo Yoga Festival Bimbi ospitato per il terzo anno consecutivo dal Museo della Scienza e della Tecnica Leonardo Da Vinci di Milano.
Due giorni meravigliosi!
Non c’è nulla che mi rende più felice che vedere i bambini che praticano yoga.
Davvero! E’ un qualcosa che mi riempie di gioia, che mi da speranza, che mi rilassa … insomma è così!
Lo scorso anno avevo condotto anche io, insieme alla mia amica Tatiana un laboratorio per AIPY.
Quest’anno invece sono andata esclusivamente in veste di… spettatrice e devo dire che me la sono goduta.
Ho visto tanti laboratori ( naturalmente tutti quelli AIPY visto che erano in parte condotti dalle mie ex compagne del corso di formazione che ci tenevo tantissimo a rivedere e abbracciare) e uno in particolare l’ho vissuto con particolare attenzione.
Il laboratorio si intitolava: “Siddharta e il mandarino” ed era condotto da Chiara Iacomuzio.
La parola chiave dello yoga è “consapevolezza”.
Ma è difficile spiegare ai bambini quello che è uno dei principi fondamentali della disciplina ( anche agli adulti per la verità qualche volta!).
Che cosa significa soffermarsi sul momento presente o fare in modo che la nostra mente non sia come una scimmietta ubriaca che salta di pensiero in pensiero senza un attimo di pausa?

Ora vi racconto una storia tratta dal libro “Vita di Siddharta il Buddha” del monaco Thich Naht Hahn e che Chiara ha riportato nel suo libro, YOGABIMBI,  realizzato insieme a Maurizio Morelli e uscito recentissimamente.

Un giorno, mentre Siddharta sedeva ai piedi di un albero, due bambini gli portarono un cesto di mandarini. Lui li invitò gentilmente a sedersi e poi disse loro che, dopo aver sbucciato un mandarino potevano mangiarlo con consapevolezza o distrattamente.
“che cosa significa mangiare un mandarino con consapevolezza?” chiese un bambino.
“Mangiando un mandarino con consapevolezza” spiegà Siddharta “sapete che lo state mangiando. Ne gustate pienamente la fragranza e la dolcezza. Sbucciando un mandarino, sapete che lo state sbucciando; staccando uno spicchio e portandolo alla bocca, sapete che lo state staccando e portando alla bocca; gustando la frangranza e la dolcezza del mandarino, sapete che ne state gustando la fragranza e la dolcezza.
Mettete in bocca gli spicchi, a uno a uno, in consapevolezza, sentitene il profumo, sentite quanto sono splendidi e preziosi. Non dimenticate il mandarino, e così il mandarino diventa qualcosa di reale.
Ecco che cosa significa mangiare un mandarino con consapevolezza: significa essere davvero in contatto con ciò che mangiate. La vostra mente non rincorre i pensieri che riguardano lo ieri o il domani, ma è attenta al momento presente. Vivere con consapevolezza significa vivere il momento presente, con il corpo e con la mente che dimorano nel qui e ora. Chi agisce con consapevolezza, con attenzione, vede cose che altri non vedono: vede l’albero, le gemme primaverili, il sole e la pioggia che hanno fatto crescere il frutto. Se viviamo con mente distratta, non ci accorgiamo di tante cose, non sappiamo neppure di essere vivi.
Vivete quindi ogni ora del giorno con consapevolezza, prestando attenzione ad ogni momento. Vivendo in questo modo, potrete comprendere profondamente voi stessi e ciò che vi circonda. La comprensione porta alla tolleranza e all’amore. Se tutti gli esseri umani si comprendessero l’un l’altro, si accetterebbero e si amerebbero reciprocamente…

Non è bellissima questa storia?
Si ! Lo è!
Chiara ha fatto rivivere ai suoi piccoli praticanti l’incontro di quei bimbi con il Buddha e anche se non c’erano i mandarini, perchè non sono proprio frutti di questa stagione,  con le albicocche e le fragole hanno fatto l’esperienza della consapevolezza.
Osservare il frutto, la sua forma, il suo colore; sentirne il profumo; sperimentare attraverso il tatto le caratteristiche della buccia, e poi assaporarne il sapore, la succosità, la dolcezza. E’ un’esperienza straordinaria che coinvolge tutti i sensi ( non solo la vista così stimolata nei bambini di questo tempo!).

E come è scritto nel libro, veramente si è creata nella sala di pratica un’atmosfera particolare, in un silenzio quasi irreale.
Meraviglioso!

Ho acquistato il libro di Chiara e lo consiglio vivamente.
E’ proprio una guida completa per insegnanti, educatori e genitori.
Non sono illustra come strutturare una lezione di yoga per bambini, ma offre anche spunti e consigli per presentare un progetto yoga nelle scuole, come collaborare con insegnanti ed educatori ecc..

E poi quello che secondo me è un tocco di genio: la danza dello yoga-boogie. Volete sapere che cos’è? Andate a pag. 56 del libro!!!!!

Chiara Iacomuzio è laureata in lettere classiche e dal 1997 lavora come redattrice e traduttrice. Si è diplomata alla Libera Scuola di Hatha Yoga Hamsa di Milano e dal 2001 insegna yoga ad adulti e bambini.

Maurizio Morelli pratica yoga dal 1967 e lo insegna dal 1978. Ha studiato con numerosi maestri e trascorso lunghi periodi di formazione in India. E’ esperto di terapie naturali e spirituali. Dirige la Libera Scuola di Hatha Yoga Hamsa di Milano

Chiara Iacomuzio, Maurizio Morelli
YOGABIMBI
Red Edizioni

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Un pensiero riguardo “Siddharta e il mandarino

  1. Consapevolezza è un termine che prima di iniziare Yoga quasi non conoscevo..concentrarsi sul qui ed ora è fondamentale non solo nello Yoga, ma anche nella vita quotidiana..richiede un grande sforzo perché la nostra mente è sempre “bombardata” da tanti ..troppi stimoli spesso inutili e dannosi al nostro benessere..grazie Catia che mi hai “portato” su questa strada….

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