Non ci riesco!!!

Sulla lavagna dell’aula dove, con le mie colleghe catechiste, tengo il laboratorio creativo “Fioriciclando” ho scritto questa frase:
“In questo laboratorio è vietato dire “Non ci riesco!”.

Le nostre bambine ormai lo sanno e capita ogni tanto di sentire: “Catia!Non ci ries….!” e poi si tappano la bocca con la mano, con aria di chi è stato colto in fallo.
Si, da anni ormai dico ai bambini con cui lavoro, in oratorio per i laboratori e al catechismo e anche nelle mie lezioni di yoga che io sono allergica alla frase “Non ci riesco”. Mi vengono le bolle sulla pelle e comincio a grattarmi :).
Scherzi a parte, secondo me è importantissimo che ai bambini venga trasmesso il concetto che non c’è cosa in cui non possano riuscire.
Ci sono diversi motivi per cui i bambini, alle prese con un compito o anche un lavoro manuale dicono “Non ci riesco”.
Alcuni bimbi ( e lo noto spesso) sono davvero pigri. Sembrerebbe strano ma è così.
Altri dinnanzi alla prima difficoltà gettano la spugna e si giustificano dietro il “Non ci riesco”.
Altri se vedono che ciò che stanno facendo non è conforme alle loro aspettative, sbuffano, mollano quello che stanno facendo con un sonoro “Uffa! Non ci riesco!”
Altri ancora potrebbero davvero avere delle difficoltà e ti accorgi che il loro “Non ci riesco” non è un mollare il colpo ma piuttosto un “Mi aiuti un pochino?”.
Allora ci rapportiamo con le varie tipologie di bambini in modo diverso.
Chi ha bisogno di aiuto va aiutato, chi getta la spugna va incoraggiato a non scoraggiarsi alla prima difficoltà ma a impegnarsi perchè il risultato è decisamente alla sua portata, chi non è contento del proprio operato spronato a fare meglio ed essere soddisfatto e chi è pigro … beh! Va incoraggiato anche lui all’impegno: senza un po’ di fatica non si ottiene alcun risultato!

Ho notato che spesso il dire “non ci riesco” ( che attenzione è una frase sentita spesso anche dagli adulti, mica solo dai bambini!) è una abitudine, un atteggiamento ormai consolidato quando ci si trova di fronte alle situazioni nuove oppure quando ci troviamo di fronte a delle situazioni che non ci piacciono.
Ma io vorrei unire il “non ci riesco” dei bambini al concetto di autostima.
Trasmettere ai bambini il messaggio che se si continua a dire “non ci riesco” davvero non riuscirai mai, secondo me è importante.
Allora invece del “non ci riesco” io incoraggio i bambini a dire (e pensare): ” Ok! Questa attività è un po’ difficile, ma ce la posso fare. Magari il risultato non sarà perfetto al primo colpo, ma se mi impegno sarò contento!”.
E allora anche per noi adulti che ci rapportiamo con loro scegliere le frasi da dire è molto importante.
Basta una frase: “Ho fiducia in te, ce la farai”. Sembra una banalità, ma il fatto di sapere che qualcuno crede il lui, per il bambino è fondamentale, e lo aiuta ad aver fiducia nelle proprie capacità per affrontare senza paura anche situazioni nuove.

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