Catechismo: il gioco degli evangelisti

Domenica 29 ottobre nel corso della S. Messa abbiamo consegnato ai ragazzi di terza elementare il Vangelo.
Come sappiamo, il Vangelo racconta la storia di Gesù, riporta le sue parole e i suoi insegnamenti.
Il Vangelo o meglio i Vangeli sono stati scritti da quattro persone, gli Evangelisti appunto.
Ogni evangelista ha riportato ciò che maggiormente lo aveva colpito della persona di Gesù e questo è proprio il bello dei Vangeli cioè la stessa figura che ci viene fatta conoscere sotto diversi aspetti.
Ogni evangelista aveva proprie caratteristiche, una propria professione, una propria inclinazione.
Ieri a catechismo abbiamo cercato di conoscere un po’ di più questi quattro importanti personaggi.
E lo abbiamo fatto proponendo un gioco: il gioco dei mimi!
Abbiamo diviso i ragazzi di ogni gruppo ( i gruppi di terza elementare sono quattro per un totale di 58 bambini) in quattro gruppetti.
Ad ogni gruppetto è stato assegnato un evangelista. Di ogni evangelista abbiamo suggerito tre caratteristiche ( per esempio di Luca che era un medico, che era molto attento ai bisogni degli ultimi e che il simbolo con cui viene rappresentato è il toro).
I ragazzi avevano il compito di mimare queste caratteristiche ai loro compagni.
Una volta indovinata la caratteristica veniva segnata su una scheda …

Il gioco è stato ben accolto dai bambini in generale.
Un paio di loro, molto timidi, hanno preferito non mimare ma solo indovinare.

Nel far conoscere gli evangelisti noi catechiste abbiamo preferito puntare su un approccio ludico e non su una “lezione ” frontale di pura spiegazione che poteva risultare pesante. Abbiamo preferito puntare sulla conoscenza di pochi concetti e presentati visivamente. Mimare poi attiva nei bambini la percezione del corpo, la creatività e la fantasia nel rappresentare un concetto senza poter parlare.
Nel mio gruppo siamo riusciti a mimare due evangelisti su quattro e i bambini non volevano smettere… ma ahimè l’ora era passata ( e so che alcuni genitori fuori dall’aula scalpitano per i numerosi impegni). Proseguiremo il prossimo giovedì e poi andremo alla scoperta dei simboli degli evangelisti.
Perchè Giovanni è rappresentato con un’ aquila?
Alla prossima settimana!!!!

Annunci

Forza ed equilibrio

Dove sta la vera forza?
Dove sta il vero equilibrio?
Qualche giorno fa parlando con una parente le dicevo che ultimamente mi sento in pace con il mondo.
Si, lo ammetto, ci sono parole, frasi e atteggiamenti da parte di alcune persone che al momento mi mettono agitazione, ma è la sensazione di un millesimo di secondo e poi tutto torna ad essere calmo e quieto.
Credo che questo sia solo una tappa del percorso di crescita personale e spirituale che ho intrapreso.
Credo che il mio sankalpa stia cominciando a concretizzarsi.
Ci sto lavorando sopra da un bel po’ in effetti.
La chiave di tutto questo è che sto cominciando adesso a praticare veramente lo yoga.
Come? Direte voi? Ma se sono più di vent’anni che pratichi yoga?
Il percorso dello yoga non “rispetta” i tempi che vogliamo noi, questo è certo.
Arrivare a gustare la bellezza del momento presente, del qui e ora, richiede tempo.
Arrivare a percepire la bellezza della vita anche nei momenti dolorosi è faticoso e richiede tempo.
Il grande maestro Iyengar nel libro “Vita nello yoga. Trasformazione, saggezza e libertà” diceva che molte persone si concentrano sul passato e sul futuro per evitare di sperimentare il presente, perchè spesso il presente è doloroso o difficile da sopportare. Ma il dolore è un grande maestro, è un grande guru. Solo sperimentando il dolore possiamo vedere la luce.
La vera forza è non perdere la felicità anche quando ci troviamo a vivere l’esperienza del dolore.
Sperimentiamo il vero equilibrio quando ci fermiamo e diamo il giusto peso ad un’affermazione, ad un gesto, ad una parola.
Tutto facile?
No!!!
Tutto impossibile?
No!!!

Yoga: indicazioni utili per praticanti

Qualche settimana fa ho acquistato un libro, ” Yoga per tutti – lo yoga ad ogni età” di Meta Chaya Hirschl.
Nell’introduzione ho letto informazioni interessanti che vorrei condividere.

Lo yoga è uno strumento universale per esplorare gli aspetti più profondi del corpo, della mente e dello spirito. Un’antica espressione in sanscrito, neti neti, che significa “non questo non quello”, era usata per aiutarci a capire chi siamo, osservando ciò che non siamo. Tenendo questo principio in mente, forse possiamo comprendere meglio cosa è lo yoga definendo cosa non è.
Ad esempio:

Lo yoga non è un’invenzione new age
Non è una moda inventata da seguaci entusiasti della New Age o dai geni del marketing dell’America del mondo degli affari. La parola yoga viene menzionata per l aprima volta nei testi sanscriti classici Rig Veda intorno al 4000 a.C. Nel corso della sua evoluzione durata almeno alcuni millenni lo yoga ha avuto molti seguaci che l’hanno trovato utile come via verso la liberazione e la felicità. Dato che lo yoga porta anche benefici per la vita nel mondo moderno, la sua popolarità si è accresciuta insieme all’interesse per molte altre discipline spirituali.

Lo yoga non è una religione
Mentre lo yoga ci guida ad esaminare i nostri aspetti spirituali e forma una profonda connessione con il sé, non ci impone un sistema di valori. E anche se molte persone che praticano yoga in India sono indù, lo yoga non è una religione: in effetti è stato respinto dall’ induismo perchè non impone l’esistenza di Dio. Uno dei grandi saggi yogi, Swami Sivananda Saraswati che aiutò a portare lo yoga in America aprendo centri di formazione in tutto il mondo a partire dalla fine degli anni Cinquanta, diceva: ” Lo yoga non è una religione ma un aiuto alle pratiche della verità spirituali fondamento di tutte le religioni. Lo yoga è per tutti ed è universale”. Lo yoga potenzia la nostra religione, qualunque essa sia, aiutandoci ad aprirci all’amore che dimora profondo dentro di noi e poi all’amore per la comunità e per tutta l’umanità. Nel testo fondamentale degli Yoga Sutra, dopo le indicazioni su come superare gli ostacoli alla conoscenza di se stessi, viene detto:

O un’altra via
è la costante meditazione
in armonia con la tua
traduzione religiosa.

Lo yoga non è un programma di ginnastica nè un percorso di automiglioramento
Anche se le lezioni di yoga a volte hanno luogo in palestre o centri benessere, la base dello yoga non riguarda tanto l’aspetto esteriore e nemmeno l’essere in forma, quanto la trasformazione interiore. La pratica dello yoga può effettivamente rendere il punto vita più sottile, accrescere la saldezza dei muscoli addominali, aumentare la forza, la flessibilità e l’equilibrio; può migliorare la postura e persino ridurre l’ipertensione. Ma questi vantaggi fisici non sono lo scopo dello yoga che è essenzialmente l’illuminazione e la felicità. Lo yoga non è nemmeno un piano di automiglioramento, che implicherebbe l’esistenza di qualche deficit personale e l’idea di ostilità verso se stessi.

E allora che cos’è lo yoga, se non è questo e non è quello?
Lo yoga è un’antica via per scoprire la nostra vera natura così da poter coltivare i nostri doni interiori e offrirli al mondo.
Lo yoga riguarda l’essere felici, proprio ora, con quello che abbiamo.
Lo yoga insegna attraverso i movimenti e la respirazione, come focalizzare l’attenzione sul nostro sé interiore per raggiungere l’illuminazione al di là del nostro mondo materiale.
Lo yoga ci offre di praticare delle tecniche impegnative sul materassino e portare con noi la disciplina, la flessibilità e l’equilibrio ottenuti dovunqua andiamo e applicarli nelle situazioni quotidiane.

Meta Chaya Hirschl
Yoga per tutto – lo yoga per ogni età
Macro Edizioni

Ecco che quindi lo yoga praticato “on the mat” non è altro che un esercizio propedeutico alla vera pratica che è quella “off the mat”.
Questo è un concetto che ripeto spesso alle mie allieve: ” Il vero yoga è quello che inizierete a praticare una volta uscite dalla shala.  E’ quella la vera sfida!”

Buon inizio settimana, cari amici praticanti e non!

Voglia di casa

In queste ultime settimane mi sento una trottola.
Niente di diverso dal solito in effetti, ma ultimamente mi gira quasi la testa dalla quantità di cose che faccio e devo gestire.
Così ieri, mercoledì, giornata che dedico allo shopping con mia madre ( cioè non è che compriamo tutte le settimane, ma curiosiamo e passiamo del tempo insieme), approfittando del fatto che saremmo già state impegnate oggi giovedì a portare mio padre a fare un controllo, abbiamo deciso entrambe di stare tranquille a casa.
Mi ci voleva proprio!
Una volta usciti marito e figlia, ho iniziato a lavorare alla mia tesi AIPY ( già conclusa ma so che controllerò i dettagli fino all’ultimo) e al piccolo presepe che daremo ai ragazzi del catechismo. Si perchè ridendo e scherzando, qui a Milano domenica prossima sarà già la prima domenica d’Avvento!!!

Non mi è sembrato vero di passare in casa così tante ore di seguito ( sono uscita solo alle 14.00 per andare a prendere Matilde a scuola). In compagnia di buona musica ( questo è il periodo delle colonne sonore del compositore Hans Zimmer, ricordate …. Il gladiatore, Pirati dei Caraibi, Inception ecc…) ho vissuto una tranquillità e una calma che mi mancavano proprio.
Me la sono proprio goduta.
E stamattina? Beh! Stamattina sono andata al centro per fare lezione e ho scoperto che i caloriferi non funzionavano. E così le lezioni sono saltate e adesso sono di nuovo a casa.
E dedicherò del tempo anche a questo piccolo nido che è sempre incasinato e poi …. beh! Nei prossimi giorni ritornerò ad essere la solita trottola.
Buon giovedì cari amici lettori!

Yoga per bambini: il gioco dello specchio

Qualche settimana fa i miei piccoli yogi si sono scelti il loro nome iniziatico.
Mediante una cerimonia solenne i bambini hanno pensato al loro animale preferito e poi gli hanno attribuito un colore.
E così Viola è diventata Gatto Arancione, Giulia è diventata Pinguino Bianco, il piccolo Marco Tigre rossa e io sono diventata Aquila Solare ( si lo so, solare non è un colore!).
Nella lezione di ieri ho proposto ai bambini di pensare al loro nome nella nostra tribù e mimare le caratteristiche del loro animale-nome.
Poi ci siamo disposti a coppie, uno di fronte all’altro ( essendo dispari i bambini mi tocca giocare…. che dispiacere!!!!) e ognuno mimava queste caratteristiche al compagno, il quale come di fronte ad uno specchio ripeteva esattamente gli stessi movimenti.
Quello dello specchio è un gioco che viene proposto per alimentare la sintonia tra i bambini e per affinare la consapevolezza di sè. E’ basato sull’osservazione dell’altro e si presta per essere proposto a diverse età e in diversi contesti (nel nostro caso i movimenti erano “tematici” e scelti dai bambini). Con i bambini più piccoli i movimenti e i gesti saranno più semplici, con i ragazzini un po’ più grandi i gesti diventeranno un pochino più complessi. Quando poi i piccoli yogi sono diventati “esperti” il gioco si può fare anche costruendo le posizioni dello yoga.

Nell’immagine di apertura il Lac Miroir, il Lago Specchio. Si trova vicino a Ceillac un piccolo villagio delle Alpi della Provenza non lontano dal confine italiano. Non è meraviglioso?