Equinozio d’autunno

L’autunno arriverà alle 22.02 di questa sera.
Tante ore il giorno, tante ore la notte.
E da domani la notte durerà un po’ più del giorno!
Amo l’autunno e l’avrò detto in tutte le salse e … in tantissimi post di questo blog.
Sarà che in autunno mi sono sposata.
Sarà che in autunno sono nati Luca e Matilde.
Sarà che in autunno io sono quasi morta e poi rinata.
Saranno i colori delle foglie, la voglia di casa e di tisane calde.
Sarà che in autunno riprendono le mie varie attività.
Insomma tra tutte le stagioni l’autunno è quella che preferisco, anche se ci avviamo alle giornate buie, piovose e nebbiose ( almeno qui a Milano).

Stasera, dopo una settimana di orari sballati e pranzi e cene a tutte le ore ( reperibilità di Luca) finalmente ceneremo tutti e tre insieme e festeggeremo l’inizio della nuova stagione.
Vado a preparare il menù e fare un po’ di spesa!

Buon equinozio d’autunno a tutti voi!

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Una ninna nanna epica

C’è stato un periodo quando Matilde avrà avuto due o tre anni che di sera faceva davvero tanto fatica ad addormentarsi.
Ho il ricordo di serate passate con lei vicino al suo lettino, con la sua manina nella mia o nel lettone ad accarezzarla sulla fronte che aveva su di lei un effetto calmante … ma di dormire non se ne parlava.
Ovviamente ho provato anche con le ninna nanne.
Ho passato in rassegna tutte le canzoncine e filastrocche che conoscevo dalla più classica “Twinkle Twinkle little star” passando per il “Walzer del moscerino” sussurrata per poi ritornare a “Ninna nanna ninna oh, questa bimba a chi la do” che non mi piaceva neanche un po’ ma non sapevo più a quali risorse attingere.
E poi ho avuto l’illuminazione!
Era il periodo in cui Luca giocava ad un videogioco che si chiamava ( e si chiama tutt’ora) “Morrowind” il terzo capitolo della saga “The Elder Scrolls”. La colonna sonora di questo gioco è bellissima, me la gustavo tutte le volte che Luca ci giocava.
Ho pensato: “Magari funziona!”.
E così una sera, nel lettone ho detto a Matilde: ” Ora ti canto la musica della formichina epica” e ho iniziato a sussurrarle nell’orecchio un passaggio della colonna sonora del video gioco mentre con le dita salivo sulle sue gambette e le sue braccia imitando i passi di una formichina.
L’effetto è stato quasi immediato.
“Mi piace la formichina, mamma!” e poi dolcemente chiudeva gli occhi e si addormentava.
Matilde adora i videogiochi e la sua è una vera e propria passione ( che condivide con il papà). Forse ho un pochino contribuito anche io…

Voglio proprio farvela sentire!

E voi care mamme, quali ninna nanne avete cantato o cantate ai vostri cuccioli?

La marcia dei pinguini: il richiamo

Covare l’uovo, riscaldarlo come si deve, proteggerlo e poi vederlo schiudere…
Il pinguino imperatore da bravo papà si occupa del suo piccolo per aiutarlo a diventare autonomo e ad intraprendere il viaggio verso l’Oceano.
Un film-documentario di una dolcezza incredibile.
Attraverso dei flash-back vediamo come mamma e papà pinguino si sono incontrati e innamorati ( la loro danza di accoppiamento è un qualcosa di meraviglioso!), come il cucciolotto muove i primi passi, come vengono affrontati i pericoli come i crepacci o i predatori.
La comunità dei pinguini è molto forte e unitaria. Insieme affrontano il gelo dell’Antartide creando la formazione a testuggine per scaldarsi reciprocamente e ancora insieme e in ordinata fila camminano ( la camminata dei pinguini è fantastica) fino all’Oceano per cercare il cibo per il loro piccoli.
Quando il piccolo imperatore nasce il papà lo tiene sotto il suo grembo per proteggerlo dal freddo fino a quando non sarà abbastanza grande e forte per poter iniziare a cavarsela un po’ da solo.
Ogni pinguino ha il proprio richiamo ed è con questo che papà e figlio si riconoscono.
Il richiamo all’acqua è fortissimo anche se poi è buffo vedere i piccoli pinguini impacciati perchè non hanno la più pallida idea di come tuffarsi.

La fotografia di Luc Jacquet non è una semplice fotografia ma dei veri e propri quadri, dipinti con poesia e amore.
E’ una visione che consiglio per un bel sabato sera in famiglia.
Tranquillo e sereno.

Buon fine settimana cari amici!

Ho realizzato un sogno …. e si chiama Matilde

Oggi Matilde ha cominciato il suo secondo anno di liceo artistico.
Eravamo in macchina stamattina e a pochi metri dalla scuola mi ha chiesto: “Hai mai avuto le farfalle nello stomaco?”.
“Si, certo! Perchè?”
” Io le ho adesso”
” Sei emozionata?”
” Si, il rivedere i miei compagni mi mette agitazione. Ma è un’agitazione buona”.
” Sono tanto felice per te, amore. E’ bello provare queste emozioni”.
Matilde.
La mia piccola donna.
La mia piccola e saggia donna.
Lei che ieri sera si è fatta ombrosa quando ha saputo che una sua compagna non ha recuperato il debito a settembre e dovrà ripetere la prima.
Lei che non sta nella pelle per rivedere la sua amica del cuore in oratorio dopo l’estate.
Lei, creatura socievole e gentile. Per lei stravede la maggior parte delle bambine in oratorio.
Lei, figlia unica per forza ma che ha sviluppato un grande senso dell’amicizia e della condivisione.
Lei figlia unica non viziata che ha sempre saputo accettare i no e che non ha mai fatto un capriccio.
Lei che non ha avuto nemmeno bisogno dell’inserimento alla scuola materna perchè il primo giorno sulla porta della sua classe il piccolo Luca la stava aspettando e si sono abbracciati forte forte e da quel momento l’asilo è diventato la sua seconda casa.
Lei che adesso mi dice che da grande vuole fare la psicologa criminale e viaggiare per capire, conoscere gli uomini e il perchè dei loro comportamenti.

A lei auguro di realizzare tutti i suoi sogni.
Io il mio l’ho già realizzato!

Un caro saluto a tutti voi!

Obiettivo sorriso

Nelle ultime settimane vedo mia madre sempre più triste e preoccupata per la salute di mio padre.
Mi chiedo in continuazione che cosa posso fare per lei.
Sicuramente lavorare su di me per essere il più serena e tranquilla possibile può aiutarla a trasmetterle un po’ più di tranquillità.
Sto lavorando per non agitarla, per parlarle con dolcezza e per trovare insieme le soluzioni più opportune anche per aiutare mio padre.
Mi piace vedere mia madre che sorride e voglio fare di tutto per vedere sul suo bel viso più sorrisi possibili anche se il futuro non è roseo, anche se le patologie di mio padre continueranno a segnarlo sempre di più.
Ma per prima cosa devo imparare a sorridere anche io.
Come si fa ad imparare a sorridere?
Un sorriso che viene dal cuore. Un sorriso sincero. Non un sorriso di circostanza.
Il grande Charlie Chaplin diceva “Un giorno senza un sorriso, è un giorno perso”.
E’ vero!
La vita ci appioppa tanti motivi per essere tristi, ma a guardare bene abbiamo anche tanti motivi per sorridere ed essere felici.
Ma troppo spesso non li vediamo perchè siamo sempre in balia degli eventi.
Ma se ci fermiamo un attimo …
Il sorriso poi è contagioso, la felicità è contagiosa, la tranquillità è contagiosa.
Il sorriso è simbolo di amore per se stessi e di disponibilità verso gli altri.
Chi ama sorride!

La mia mission? Sorridere e portare sorrisi.
Alla mia famiglia, agli amici, ai conoscenti e a chi non conosco, a chi mi sta simpatico e a chi mi sta un po’ meno simpatico ( è umano no?).
Chissà che un po’ di questi sorrisi non comincino a diffondersi nel mondo …

P.S Sorridere è diverso da mostrare i denti!!!