Una passeggiata nel bosco con Matilde

Sabato pomeriggio Matilde mi chiede:” Mamma, ho voglia di stare un po’ da sola con te. Andiamo a fare una passeggiata al Parco delle Cave?”
Non me lo faccio dire due volte e affrontando il caldo ci incamminiamo.
Una passeggiata in cui si sono alternati momenti di silenzio, momenti in cui ognuna godeva della semplice presenza fisica dell’altra a momenti in cui abbiamo ripercorso l’oratorio estivo appena concluso e la sua esperienza, con amicizie già consolidate e amicizie che si sono formate proprio grazie a questi momenti di gioco e di condivisione.
Essere genitori di un’adolescente è un’esperienza preziosa.
Si imparano un sacco di cose.
In questi ultimi tempi sto imparando a rallentare.
Nella mia vita è diventato importantissimo il concetto del rallentare, un po’ per volontà mia e un po’ per necessità.
Per esempio adeguarsi ai ritmi di mio padre che ormai ha una mobilità ridotta significa fare un esercizio importante di osservazione di se stessi. I primi tempi adattarsi al suo passo, ai suoi movimenti lenti era abbastanza frustrante e questa sensazione emergeva alcune volte provocando disagio in lui. Poi ho cominciato a provare a pensare come lui e ho capito innanzitutto che doveva essere molto più frustrante per lui il non potersi muovere come voleva. E’ diventato un po’ più facile. Esercitare l’empatia è sempre vantaggioso. Per sè e per coloro con i quali si interagisce.
Con Matilde è lo stesso.
L’adolescenza è caratterizzata proprio da atteggiamenti che cambiano velocemente, per cui un attimo prima lei ride, scherza, parla, si confida, si apre e un attimo dopo si chiude e ti fa capire che quello spazio tutto suo è inviolabile e che se vuole coccolare tutto da sola.
Anche con lei all’inizio è strato frustrante.
La tentazione di chiedere, di sapere, di vivere insieme a lei anche le emozioni legate all’amicizia ( valore fortissimo per gli adolescenti) era fortissima.
E poi ho provato a mettermi nei suoi panni e ho capito che il mio compito è aspettare che ritorni ad aprirsi, spontaneamente, senza forzature. Solo così le confidenze saranno davvero sincere.
E così è stato durante la nostra passeggiata nel nostro bosco cittadino…

Tradizioni familiari natalizie quando i figli crescono

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Quello natalizio è un periodo magico.
Luci, canti, decorazioni.
Quando in famiglia c’è un bimbo piccolo sembra che questa magia venga amplificata e si dedica tutta l’energia per vedere i volti dei nostri bambini iluminarsi alla vista dell’albero di Natale, dei pacchetti e pacchettini, dei personaggi del presepe …
E quando i figli crescono? Tipo … quando entrano nell’adolescenza?
Forse un pochino di magia si perde ma ci sono alcuni momenti che possono essere mantenuti per ritrovare non solo un po’ della magia ma anche un’occasione per stare insieme e creare dei riti tutti nostri.
Uno di questi momenti è proprio la decorazione della casa.
Da noi è tradizione che dell’albero di Natale se ne occupi Matilde.
Infatti io sono una frana totale a decorare l’albero. Non ho senso della simmetria e dell’armonia per cui il mio albero è sempre storto, o carico di decorazioni solo da una parte o illuminato in senso poco logico.
Dedichiamo una serata in cui mentre Matilde decora l’albero, Luca ed io ci occupiamo di sistemare la ghirlanda illuminata sul mobile del soggiorno, di sistemare il presepe e le candele nei punti strategici. Ma la nostra tradizione prevede che il tutto sia accompagnato dalla visione di un film ( natalizio ovviamente) .
Quest’anno ci siamo gustati un cartone animato troppo simpatico: Arthur’s Christmas ( il figlio di Babbo Natale).

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Un’altra tradizione familiare riguarda l’acquisto di una decorazione nuova ogni anno. Quando Matilde era piccola piccola la sceglievo io e solitamente era una pallina per decorare l’albero poi quando Matilde è stata un po più grandina, verso i quattro anni, ha cominciato a sceglierla personalmente e la prima è stata una palla di vetro con la neve ed è stata la prima di undici. Dal 2006 tutti gli anni andiamo insieme al Viridea ad acquistare una palla di vetro con la neve ( e facciamo merenda fuori con una crepe alla nutella !).
Ecco le undici palle di vetro…

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… e questa è quella che Matilde ha scelto quest’anno!

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L’ultima tradizione che si è mantenuta è quella di sistemare dei libri natalizi in una cesta sotto l’albero. Quante volte Matilde si è fatta leggere quelle pagine nelle settimane precedenti il Natale!

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Anche se non leggo più per lei, ogni tanto Matilde li sfoglia ancora!
E poi, per noi, ancora più importante di tutte le tradizioni “decorative” è partecipare insieme alla S. Messa della Vigilia.
Non è necessario fare grandi cose per mantenere viva anche nei figli adolescenti la magia del Natale.
Buon fine settimana cari amici e buona ultima domenica d’Avvento!

Io credo che…

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Matilde, insieme ad alcuni coetanei della Parrocchia, si sta preparando alla Professione di Fede, un atto pubblico con il quale i ragazzi esprimono alla comunità il loro personale desiderio di essere discepoli di Gesù impegnandosi in prima persona.
Credere in Dio, qualsiasi sia il nome che gli diamo, è un atto di affidamento e di abbandono ( nello yoga si parla di Ishvara Pranidana) che per quanto riguarda la mia vita ha rappresentato un elemento di grande conforto e di grande pace.
Io ho cercato di trasmettere tutto questo a Matilde.
Ora Matilde fa la sua scelta.
I ragazzi, durante gli incontri sono stati sollecitati dagli educatori a riflettere sulle loro convinzioni anche rispetto alla vita in generale ( non solo spirituale) e alle persone con cui interagiscono e a esprimerle attraverso delle frasi.
Ecco quelle di Matilde.

Io credo che la felicità debba essere vista anche nelle piccole cose.
Io credo che la vita di una persona sia una delle cose più preziose che questa possa possedere.
Io credo che ogni persona meriti più tempo per ogni cosa.
Io credo che una persona non debba tradire le persone che le stanno vicine.

La frase che più mi ha colpito è la terza e mi domando da che cosa nasce questa riflessione.
Sarà un ottimo spunto per uno scambio di pensieri tra mamma e figlia.

Buon mercoledì, amici di blog!

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Oggi Matilde compie 14 anni.
E ovviamente non mi sembra vero.
Mia figlia esce dall’età pediatrica ed entra ufficialmente nell’adolescenza.
Una teen ager!
Ritorno con il pensiero ai miei 14 anni e devo dire …. accidenti… che differenza!
Io ero imbranatissima e confusa.
Era l’età dei primi battiti di cuore. E delle figuracce.
Mi ricordo che c’era un ragazzo che mi piaceva tantissimo e che incontravo tutti i giorni a scuola. Un giorno all’uscita lui era dall’altra parte della strada e io lo stavo guardando ( era bellissimo… per me ovviamente). Guarda e riguarda sono andata a sbattere contro un palo della luce rimanendo rintronata per un bel po’, circondata dalle mie compagne che invece di chiedermi come stavo ridevano a crepapelle.
Ma ci stava.
Matilde è diversa da me.
Per il momento si occupa più dei battiti del cuore delle sue compagne, partecipando alle loro “dolorose” vicende amorose, dando consigli e anche preoccupandosi molto quando vede una sua compagna particolarmente depressa.
Essere mamma di un’adolescente, per giunta nata sotto il segno dello scorpione ( non che io creda particolarmente all’astrologia ma la codina con il pungiglione la vedo…) non è facile.
E’ il periodo del ribattere a qualsiasi cosa io le possa dire, del ricordarti che tu quel giorno lì hai detto quella cosa lì per cui adesso è inutile se mi rimproveri dicendo questa cosa qui.
A volte vi assicuro mi gira la testa.
Capita anche a voi mamme di adolescenti?

Intanto domenica pomeriggio abbiamo festeggiato i compleanni ( perchè anche Luca compie gli anni a novembre ) con i nonni.
Facendo un po’ di amarcord su quando Matilde era piccola, la nonna Mariuccia ha ripescato delle scarpine che aveva conservato…

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Beh! Devo dire che un po’ di nostalgia mi è venuta ripensando a quando Mati era piccola.
Ma poi penso a lei come a una bella e giovane donna che ha le idee chiare su ciò che vuole fare, sui suoi pensieri e le sue convinzioni e sono felice che sia arrivato anche il momento di vivere con lei l’adolescenza.
Anche questo è un dono prezioso da curare e coccolare.

E intanto a Milano è cominciato l’Avvento.
E siamo in cammino verso la nostra Luce…

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In viaggio da sola

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La scuola superiore porta tante novità.
Nuovi compagni, nuovi professori, nuovi ambienti, nuove abitudini.
Un carico di lavoro diverso, nel caso di Matilde tanto lavoro pratico anche a casa.
Ma soprattutto con l’inizio della scuola superiore si esce da un ambiente come dire… protetto.
La scuola elementaria ( o primaria) e la scuola media ( o secondaria inferiore) solitamente sono sul territorio.
Il tragitto per arrivarci è abbastanza breve, nel nostro caso ci si poteva arrivare tranquillamente a piedi e in effetti l’abbiamo fatto parecchie volte.
Le scuole superiori sono invece più lontane, molte sono in centro e quelle in periferia sono comunque raggiungibili in macchina o con i mezzi pubblici.
Fino a quest’anno Matilde non ha avuto la necessità di spostarsi con i mezzi pubblici.
Le prime settimane di scuola l’abbiamo accompagnata in macchina e siamo andati a prenderla. Le abbiamo dato il tempo di familiarizzare con i compagni e anche cercare di capire se tra loro ce ne fossero alcuni con cui condividere il tragitto scuola-casa o almeno una parte di esso.
Venerdì scorso, per la prima volta nella sua vita, Matilde ha viaggiato da sola ( cioè senza di noi) in metropolitana.
E’ stata contenta di averlo fatto.
Un altro piccolo passo verso l’autonomia.
Se noi siamo preoccupati? Si! Come penso tutti i genitori che vedono le proprie creature spiccare il volo.
E’ normale la preoccupazione come è normale che i figli spicchino il volo.
Insomma tutto normale!

Buon inizio settimana!