… con Matilde

In questi giorni sto studiando storia.
Più precisamente la storia romana in quel periodo che va dall’età tardo – antica, passando per Costantino, Teodosio e approdando alla fine dell’Impero romano d’Occidente.
Perchè studio storia?
Perchè la sta studiando Matilde.
E allora, direte voi?
E’ vero, Matilde fa la seconda superiore e in realtà è diventata discretamente autonoma nello studio, eppure a me continua a piacere studiare con lei.
Un po’ perchè sono curiosa, ho voglia di sapere, di capire… e un po’ perchè il momento dello studio ( che poi per lei è in realtà il momento del ripasso) è un momento prezioso per stare insieme.
Crescendo Matilde ha affinato, ovviamente, la sua personalità, i suoi gusti.
Sa perfettamente come passare il suo tempo libero e questo comprende, ancora ovviamente, i suoi amici e i suoi compagni di classe.
E io non ci metto assolutamente il becco, come si suol dire.
Allora il momento dello studio si rivela come quel momento tutto nostro, in cui ci confrontiamo sugli argomenti che studiamo e approfondiamo cercando materiale in rete o sui libri.
Le materie di studio sono un pretesto per chiacchierare e per conoscerci meglio. Partiamo da un argomento per arrivare a parlare di tutt’altro.
E allora in quel contesto è piacevole scoprire che tua figlia ti dice: ” Sono fortunata ad avere una mamma come te!”
Il momento dello studio diventa la nostra isola felice, in cui ci siamo solo noi.
Vabbè, non è che per stare insieme studiamo soltanto.
Ascoltiamo un sacco di musica insieme, guardiamo video su you tube, piangiamo commosse guardando l’ultima puntata della serie Tv “The Musketeers” e studiamo una coreografia sulla musica di “Happy”.
Il mio desiderio è che questi nostri momenti privilegiati continuino il più a lungo possibile, ma so che arriverà il momento in cui Matilde prenderà definitivamente il volo… ( e letteralmente visto che il suo sogno è di trasferirsi in Canada).
Vorrà dire che ogni tanto volerò da lei.

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La bellezza della vita ad ogni età

C’è un bellissimo pensiero di Madre Teresa che mi rimbalza in testa da parecchi giorni.
Lo trovo molto yogico se mi permettete il paragone e che rispecchia ciò che in queste settimane non riesco proprio a fare…

Non aspettare di finire l’ università, di innamorarti, di trovare lavoro, di sposarti di avere dei figli e di vederli sistemati, di perdere dieci chili… che arrivi il venerdì sera o la domenica mattina, la primavera, l’ estate, l’ autunno o l’ inverno.. non c’è momento migliore di questo per essere felice.
Donati interamente a Dio.
Egli si servirà di te per compiere grandi cose a condizione che tu creda più nel suo amore che nella tua fragilità.

Cercare la felicità in qualcosa che deve ancora succedere o ripensare con nostalgia a quello che è stato.
Mi capita spesso di pensare che la mia vita era molto meno complicata quando ero bambina, ragazzina ( ma va?) e allora quella famosa nostalgia ritorna prepotente.
Eppure c’è qualcosa di meraviglioso anche in questa mia età ( mi manca poco per arrivare al mezzo secolo!).
Faccio solo un po’ di fatica a vederlo.
Questa mattina non sono molto in forma.
Per distrami un attimo ho acceso il pc e ho iniziato a cercare del materiale sulla celebrazione della Prima Confessione dei miei ( nostri…. tra i miei lettori ci sono le mie socie catechiste…) ragazzi.
E mentre cercavo mi sono imbattuta in questo video…

Ogni età è preziosa, da vivere intensamente anche se al momento ci sembra difficile, complicata,
” E’ dura essere adolescente, vero Matilde?” le ho detto qualche giorno fa.
Ho aggiunto ” Ma è anche entusiasmante, un’età in cui tutte le emozioni sono come amplificate… ma mi ricordo di averti detto una volta “E’ dura avere otto anni, vero Matilde?” Ed era vero…”

Posso dire che è dura avere 49 anni così come è stata dura averne 25 e poi 33 ( non sono anni scelti a caso ma decisamente significativi per la mia vita).
Eppure di quelle età ricordo anche momenti sereni ed euforici.

E voi?
Che rapporto avete con la vostra attuale età?
Se poteste scegliere, ritornereste ad essere più giovani? O se siete giovani, desiderereste essere più “vecchi”?

Buon inizio settimana amici di blog!

Una passeggiata nel bosco con Matilde

Sabato pomeriggio Matilde mi chiede:” Mamma, ho voglia di stare un po’ da sola con te. Andiamo a fare una passeggiata al Parco delle Cave?”
Non me lo faccio dire due volte e affrontando il caldo ci incamminiamo.
Una passeggiata in cui si sono alternati momenti di silenzio, momenti in cui ognuna godeva della semplice presenza fisica dell’altra a momenti in cui abbiamo ripercorso l’oratorio estivo appena concluso e la sua esperienza, con amicizie già consolidate e amicizie che si sono formate proprio grazie a questi momenti di gioco e di condivisione.
Essere genitori di un’adolescente è un’esperienza preziosa.
Si imparano un sacco di cose.
In questi ultimi tempi sto imparando a rallentare.
Nella mia vita è diventato importantissimo il concetto del rallentare, un po’ per volontà mia e un po’ per necessità.
Per esempio adeguarsi ai ritmi di mio padre che ormai ha una mobilità ridotta significa fare un esercizio importante di osservazione di se stessi. I primi tempi adattarsi al suo passo, ai suoi movimenti lenti era abbastanza frustrante e questa sensazione emergeva alcune volte provocando disagio in lui. Poi ho cominciato a provare a pensare come lui e ho capito innanzitutto che doveva essere molto più frustrante per lui il non potersi muovere come voleva. E’ diventato un po’ più facile. Esercitare l’empatia è sempre vantaggioso. Per sè e per coloro con i quali si interagisce.
Con Matilde è lo stesso.
L’adolescenza è caratterizzata proprio da atteggiamenti che cambiano velocemente, per cui un attimo prima lei ride, scherza, parla, si confida, si apre e un attimo dopo si chiude e ti fa capire che quello spazio tutto suo è inviolabile e che se vuole coccolare tutto da sola.
Anche con lei all’inizio è strato frustrante.
La tentazione di chiedere, di sapere, di vivere insieme a lei anche le emozioni legate all’amicizia ( valore fortissimo per gli adolescenti) era fortissima.
E poi ho provato a mettermi nei suoi panni e ho capito che il mio compito è aspettare che ritorni ad aprirsi, spontaneamente, senza forzature. Solo così le confidenze saranno davvero sincere.
E così è stato durante la nostra passeggiata nel nostro bosco cittadino…

Tradizioni familiari natalizie quando i figli crescono

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Quello natalizio è un periodo magico.
Luci, canti, decorazioni.
Quando in famiglia c’è un bimbo piccolo sembra che questa magia venga amplificata e si dedica tutta l’energia per vedere i volti dei nostri bambini iluminarsi alla vista dell’albero di Natale, dei pacchetti e pacchettini, dei personaggi del presepe …
E quando i figli crescono? Tipo … quando entrano nell’adolescenza?
Forse un pochino di magia si perde ma ci sono alcuni momenti che possono essere mantenuti per ritrovare non solo un po’ della magia ma anche un’occasione per stare insieme e creare dei riti tutti nostri.
Uno di questi momenti è proprio la decorazione della casa.
Da noi è tradizione che dell’albero di Natale se ne occupi Matilde.
Infatti io sono una frana totale a decorare l’albero. Non ho senso della simmetria e dell’armonia per cui il mio albero è sempre storto, o carico di decorazioni solo da una parte o illuminato in senso poco logico.
Dedichiamo una serata in cui mentre Matilde decora l’albero, Luca ed io ci occupiamo di sistemare la ghirlanda illuminata sul mobile del soggiorno, di sistemare il presepe e le candele nei punti strategici. Ma la nostra tradizione prevede che il tutto sia accompagnato dalla visione di un film ( natalizio ovviamente) .
Quest’anno ci siamo gustati un cartone animato troppo simpatico: Arthur’s Christmas ( il figlio di Babbo Natale).

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Un’altra tradizione familiare riguarda l’acquisto di una decorazione nuova ogni anno. Quando Matilde era piccola piccola la sceglievo io e solitamente era una pallina per decorare l’albero poi quando Matilde è stata un po più grandina, verso i quattro anni, ha cominciato a sceglierla personalmente e la prima è stata una palla di vetro con la neve ed è stata la prima di undici. Dal 2006 tutti gli anni andiamo insieme al Viridea ad acquistare una palla di vetro con la neve ( e facciamo merenda fuori con una crepe alla nutella !).
Ecco le undici palle di vetro…

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… e questa è quella che Matilde ha scelto quest’anno!

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L’ultima tradizione che si è mantenuta è quella di sistemare dei libri natalizi in una cesta sotto l’albero. Quante volte Matilde si è fatta leggere quelle pagine nelle settimane precedenti il Natale!

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Anche se non leggo più per lei, ogni tanto Matilde li sfoglia ancora!
E poi, per noi, ancora più importante di tutte le tradizioni “decorative” è partecipare insieme alla S. Messa della Vigilia.
Non è necessario fare grandi cose per mantenere viva anche nei figli adolescenti la magia del Natale.
Buon fine settimana cari amici e buona ultima domenica d’Avvento!

Io credo che…

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Matilde, insieme ad alcuni coetanei della Parrocchia, si sta preparando alla Professione di Fede, un atto pubblico con il quale i ragazzi esprimono alla comunità il loro personale desiderio di essere discepoli di Gesù impegnandosi in prima persona.
Credere in Dio, qualsiasi sia il nome che gli diamo, è un atto di affidamento e di abbandono ( nello yoga si parla di Ishvara Pranidana) che per quanto riguarda la mia vita ha rappresentato un elemento di grande conforto e di grande pace.
Io ho cercato di trasmettere tutto questo a Matilde.
Ora Matilde fa la sua scelta.
I ragazzi, durante gli incontri sono stati sollecitati dagli educatori a riflettere sulle loro convinzioni anche rispetto alla vita in generale ( non solo spirituale) e alle persone con cui interagiscono e a esprimerle attraverso delle frasi.
Ecco quelle di Matilde.

Io credo che la felicità debba essere vista anche nelle piccole cose.
Io credo che la vita di una persona sia una delle cose più preziose che questa possa possedere.
Io credo che ogni persona meriti più tempo per ogni cosa.
Io credo che una persona non debba tradire le persone che le stanno vicine.

La frase che più mi ha colpito è la terza e mi domando da che cosa nasce questa riflessione.
Sarà un ottimo spunto per uno scambio di pensieri tra mamma e figlia.

Buon mercoledì, amici di blog!