Honey Yoga

Da mesi ormai sto lavorando ad un progetto. Un gioco-yoga che ha come argomento base il mondo delle api e il pericolo che il nostro pianeta correrebbe se venissero a mancare questi piccoli e industriosi insetti impollinatori ( ne avevo parlato in questo post).
Il progetto fatica a decollare perchè non sono pienamente soddisfatta. Ma ciò con mi preoccupa in quanto non avendo una scadenza posso permettermi di prendermi tutto il tempo di cui ho bisogno.
Però le api mi hanno stimolato a dare un nome definitivo al mio corso privato di yoga per bambini in Polisportiva.
Si, l’ho chiamato proprio “Honey Yoga“.
Honey significa miele che come sappiamo tutti è uno dei prodotti del lavoro delle api.
Ma la parola “honey” significa anche ” dolcezza”, “piacevolezza” e che cosa c’è di più piacevole e dolce che lavorare con i bambini?
Ho preparato i volantini per pubblicizzare il corso e non potevo non mettere come protagonista una simpatica ape che pratica la famosa posizione dell’albero.
I disegni sono stati fatti appositamente per me dalla mia amica e ormai illustratrice ufficiale Sybille che non finirò mai di ringraziare perchè esaudisce tutti i miei desideri e capisce al volo che cosa desidera la mia mente sempre in movimento.

Non è carina la scritta con le cellette?

Il corso avrà una sua precisa identità e un preciso focus: sensibilizzare i bambini al tema della sostenibilità, quindi stimolarli ad agire, attraverso piccoli e semplici gesti, per contribuire a rispettare l’ambiente e la natura. Il tutto attraverso il linguaggio dello yoga. E rappresentarlo con le api mi è sembrata la scelta adeguata.
Ora non mi resta che fare un po’ di pubblicità sul territorio!

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Zero rifiuti in casa

C’è una cosa che mi fa impazzire!
La quantità di rifiuti che riusciamo a produrre noi come famiglia di tre persone ( e mezzo con il gatto)!
Ogni due giorni scendo con i miei sacchietti di rifiuti separati rigorosamente in plastica, carta, vetro, umido e indifferenziato ( sono una maniaca della raccolta indifferenziata) e almeno due volte all’anno dobbiamo fare un’incursione seria in solaio perchè c’è una marea di roba da portare alla discarica comunale.
Veramente! Non mi capacito!
Perchè produciamo tanti rifiuti?
Come fare per produrne un po’ meno?
Mentre riflettevo su come attuare delle strategie familiari, mi sono imbattuta, in rete, in alcune recensioni del libro di Bea Johnson e l’ho acquistato.

Bea Johnson, originaria della Provenza, oggi vive negli Stati Uniti con il marito e i due figli.
Per anni la famiglia ha vissuto in un appartamento di 280 metri quadrati, con due saloni, un garage in cui ci stavano tre macchine e persino un laghetto per i pesciolini nel giardino.
Due grandi frigoriferi sempre pieni, un enorme televisore, lavatrice e asciugatrice in azione più volte alla settimana.
I Johnson organizzavano feste sontuose, viaggiavano più volte all’anno, facevano shopping tutte le settimane.
Nessun problema finanziario. Il sogno americano.
Eppure qualcosa non andava. Avevo trentadue anni e, dentro di me, ero terrorizzata al pensiero che la mia vita fosse fissa e immutabile. Eravamo diventati troppo sedentari. Nel nostro quartiere residenziale con i suoi grandi viali e i suoi centri commerciali, passavamo troppo tempo in macchina e non abbastanza a piedi.”
Così la famiglia decide di trasferirsi dall’altra parte della baia di San Francisco, a Mill Valley.
Un piccolo appartamento in cui non riesce ovviamente a farci entrare tutti i mobili della vecchia, enorme, casa.
Questi finiscono in un magazzino e… sorpresa sorpresa… i Johnson scoprono che possedendo meno beni materiali avevano più tempo per fare quello che a loro piaceva. Non c’era più bisogno di dedicare del tempo ad arredare la casa o a tosare il giardino. Quel tempo veniva trascorso insieme, facendo escursioni, pic nic e gite alla scoperta dell’ambiente circostante.
Inizia così un percorso consapevole di semplificazione della vita che arriva anche alla produzione dei rifiuti.
Piccole cose che in famiglia si possono perfettamente gestire: niente acqua in bottiglie di plastica, acquisto di prodotti sfusi per eliminare gli imballaggi, eliminazione della carta da cucina e dei tovaglioli sostituiti da strofinacci ricavati da vecchie lenzuola.
Bea è passata così dall’ossessione di acquistare arredi per la casa a quella, più sana, di creare strategie per produrre meno rifiuti arrivando a limitarli a meno di un litro all’anno contro i 240 litri alla settimana di prima.
Nel libro propone 100 astuzie per alleggerirsi la vita e risparmiare che riguardano ciò che possiamo attuare facendo la spesa, occupandoci del guardaroba e delle faccende domestiche, dedicandoci alla pulizia personale.

Lo stile di vita Zero Rifiuti ( va da sè che non si arriverà mai ad eliminare totalmente i rifiuti ma chi ben comincia…) parte dalla regole delle cinque R:
– Rifiutare ( ciò di cui non si ha bisogno)
– Ridurre ( ciò di cui abbiamo bisogno e che non possiamo rifiutare)
– Riutilizzare ciò che consumiamo e non possiamo nè rifiutare nè ridurre)
– Riciclare ( ciò che non possiamo nè rifiutare, nè ridurre, nè riutilizzare)
– Ridurre in compost ( il resto).

Lo stile di vita Zero Rifiuti ha degli innegabili vantaggi dal punto di vista economico, della salute e del tempo.

Questo è solo un piccolo assaggio di questo libro che divorerò, rileggerò, sottolineerò, evidenzierò perchè questa faccenda dei rifiuti mi sta dando veramente fastidio!!!!

Bea Johnson
Sero Rifiuti in casa
Logart Press

Un pochino di Munari a yoga…

Ieri ai miei piccoli yogi ho raccontato la storia del piccolo bradipo che dopo aver dormito su un altissimo albero decide di farsi un bagno nel fiume e mentre scende moooolto lentamente dal grande albero incontra tanti amici animali ( l’aquila, la scimmia, lo scoiattolo volante). Quando poi, dopo aver nuotato nel fiume vuole fare ritorno alla sua cuccia sul grande albero, lento com’è ha bisogno di un aiuto e allora l’amico elefante con la sua proboscide gli da una grande spinta d’acqua e il piccolo bradipo può tornare a fare il pigrone.
Una favola sull’amicizia e la collaborazione di cui potete trovare la mia recensione qui.
Dopo aver animato la favola con le posizioni dello yoga ( troppo spassosa la posizione dello scoiattolo volante inventata dai bambini) ho proposto di costruire un bell’albero.
Ogni bimbo aveva un foglio bianco A4 e un tubetto di colla stick.
Ho dato loro tante strisce, di dimensioni diverse di cartoncino marrone …

… e ognuno ha realizzato il proprio albero.
Giulia ha voluto realizzare un albero con tanti rami…

… e poi ha iniziato a disegnare della frutta e una piccola scimmia ( come quella che il bradipo aveva incontrato durante la sua discesa lungo il tronco per raggiungere il fiume)

Viola si è ricordata di quando la scorsa primavera siamo andate ad osservare gli alberi della Polisportiva e di come alcuni di questi avessero il tronco ruvido ruvido e ha voluto ricreare questa sensazione con il cartoncino…

Il piccolo Marco (4 anni) ha creato il suo albero pensando a quando gli alberi vengono tagliati senza nessun motivo e che questa cosa non è affatto giusta. Il suo albero infatti è volutamente tutto sghembo e se anche non si vedono sul foglio …. ” ci sono due bambini sotto l’albero che dicono “NO! Non si fa!” agli uomini che lo stanno tagliando.

Mentre li osservavo creare e ascoltavo le loro riflessioni mi è troppo venuto in mente il bellissimo libro di Bruno Munari “Disegnare un albero“.

Ma quanti modi ci sono per disegnare un albero? Tantissimi, perchè ogni albero ha la propria personalità e le proprie caratteristiche e i bambini sono degli osservatori fini e attenti…

Yoga per bambini: Il gioco dei granchietti pulitori

Ieri ho rivisto i bambini del corso di yoga in Polisportiva.
Erano felicissimi di riprendere il nostro percorso e io anche!
Mi sono fatta raccontare come sono andate le loro vacanze, cosa hanno fatto di bello e interessante e poi ho chiesto loro se le spiagge che avevano frequentato erano pulite oppure con un po’ immondizia sparsa qua e là.
“Eh si! Nella mia spiaggia c’erano delle bottigliette di plastiche e della carta!”
” Nella mia spiaggia invece c’erano tanti cestini e la spiaggia era un po’ più pulita”.

Avere rispetto dell’ambiente significa partire dalla piccole cose e stare proprio attenti a non rovinare una bellissima spiaggia con i nostri rifiuti. Ma purtroppo succede!
“Allora sapete cosa facciamo oggi bambini? Ci trasformiamo in tanti granchietti e puliamo la spiaggia.

Ho invitato i bambini a mettersi seduti in fila, uno accanto all’altro. Davanti al primo della fila ho messo una bandanna ( facciamo finta che sia una bottiglietta di plastica!) e accanto all’ultimo della fila un cestino.
Il primo bimbo doveva afferrare con i piedi la bandanna e passarla al compagno che la doveva prendere sempre con i piedi e così via. L’ultimo bimbo doveva buttare la bandanna-bottiglietta nel cestino.
E poi l’ultimo bimbo prendeva il posto del primo in modo che tutti i bambini ” provassero l’ebbrezza” di buttare i rifiuti nel cestino.
Non ho fatto fotografie perchè…. ho giocato anche io!!!!

Ecco lo scopo dello yoga per i bambini.
Trasmettere valori attraverso il gioco e il movimento fisico ( peraltro questo tipo di gioco favorisce la concentrazione perchè i bambini devono stare attenti a non far cadere la bandanna-bottiglietta altrimenti si ricomincia daccapo e l’irrobustimento dei muscoli delle gambe e gli addominali).

Nell’ultima parte della lezione, quella creativa ( che propongo sempre ) ho poi proposto ai bambini di disegnare ciò che del mare era piaciuto di più nelle loro vacanze. Chi ha disegnato un pesciolino rosso, chi una barca, chi un bel tramonto sul mare.
Il disegno è stato poi messo in un piccolo vasetto trasparente con una bella conchiglia.
Perchè lo cose belle vanno sempre guardate e preservate… come una bella spiaggia pulita…

Lavoretti autunnali per bambini

L’autunno è una stagione meravigliosa!
Tutte le stagioni lo sono ma in autunno chissà perchè i colori, i profumi, l’atmosfera … insomma tutto è un po’ più affascinante.
Dell’autunno io amo proprio tutto: le foglie che cadono, le castagne, la nebbiolina che fa da protagonista di mattina presto, l’aria frizzantina del tardo pomeriggio e il piacere di iniziare a coccolarsi sul divano avvolti in una copertina assaporando una tisana.
Possiamo trasmettere queste piccole gioie legate alla stagione autunnale anche ai nostri bambini coinvolgendoli in attività manuali legate agli elementi naturali.
Ecco alcuni semplici esempi.

VETRATA CON LE FOGLIE
Passiamo qualche ora con i nostri bambini nel parco e raccogliamo insieme tante foglie di forme e colori diversi.
Dopo la bella passeggiata all’aria aperta torniamo a casa e scegliamo la finestra che vogliamo decorare con le nostre foglie.
Prendiamo un foglio di carta cerata un po’ più grande della finestra che vogliamo decorare e lo adagiamo su una pila di giornali vecchi.
I bambini disporranno secondo la loro fantasia le foglie sul foglio di carta cerata.
Copriamo il tutto con un secondo foglio di carta cerata.
Ora, con il ferro da stiro regolato al minimo aiutamo i bimbi a stirare, premendo leggermente il doppio strato di carta cerata con le foglie. Poco a poco i due fogli si uniranno. Continuiamo a stirare con movimenti circolari finché il foglio superiore sarà completamente incollato a quello inferiore.
Ora tagliamo i bordi del doppio foglio secondo le misure del nostro vetro e attacchiamo il foglio decorato al vetro con nastro adesivo trasparente.

BANDANA DECORATA CON LE NOCI

Mamma o papà aiuteranno i bimbi a tagliare a metà una noce nel senso della larghezza ( e non nel senso della lunghezza come sarebbe naturale).
Togliamo in gheriglio aiutandoci con uno stuzzicadenti.
Ora prendiamo un fazzoletto bianco e lo pieghiamo a metà per quattro volte.
Stiriamo bene bene il fazzoletto piegato e quando lo riapriremo ci accorgeremo di aver formato tanti quadrati ( 16 per l’esattezza!) che potremo usare per rendere più simmetrica la decorazione.
Ora possiamo usare il guscio della nostra noce tagliata a metà come timbro, intingendolo nella tempera o nell’inchiostro e decorando il nostro fazzoletto come più ci piace, magari partendo dal centro e allargando via via la decorazione.
Una volta asciutto … potremo indossare il nostro fazzoletto come una bandana…

Idee carine vero?
Le ho prese dal libro “L’officina verde – 50 fantastici progetti per esplorare le meraviglie del nostro pianeta” – Editoriale Scienza