Fio-riciclando

E’ già aprile!!!!
Avete trascorso delle serene vacanze di Pasqua!?
Spero tanto di si!
Il tempo passa in frettissima e qui già si respira aria di oratorio estivo.
Quest’anno vorrei proprio riprendere il mio impegno come volontaria nella gestione di un laboratorio creativo.
Lo chiamerò: FIO-RICICLANDO!!!
Ho pensato di continuare a proporre piccoli progetti floreali ma visto che il tema della sostenibilità e del riciclo mi sta molto a cuore penso proprio che proporrò alle mie fedeli bambine dei piccoli lavori con materiale di recupero.
Sono andata alla ricerca di idee in rete e…. guardate che cose carine ho trovato!

Se avete altri suggerimenti non esitate a condividerli!!!!

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Giornata mondiale dell’acqua

Il tema del risparmio dell’acqua mi sta molto a cuore. Sull’argomento ho sviluppato anche la mia tesi per il corso di formazione AIPY lo scorso anno.
Nel nostro piccolo, anche se magari nella territorio in cui viviamo non c’è carenza d’acqua possiamo mettere in atto tutta una serie di atteggiamenti per proteggere questa risorsa fondamentale.
La natura stessa ci può venire in aiuto.
Oggi, 22 marzo, è la Giornata Mondiale dell’Acqua, istituita dall’ONU nel 1992.

Dal bellissimo sito ” Immagini per la terra“:
La natura ha la soluzione. È questa la chiave scelta dall’Onu per celebrare il World Water Day 2018, la Giornata Mondiale dell’Acqua che ogni 22 marzo richiama l’attenzione sull’importanza di valorizzare e proteggere le risorse idriche. Ricordare di non sprecare l’acqua, di non inquinarla, di conservare gli ambienti naturali umidi è un impegno che le Nazioni Unite sostengono dal 1992, coinvolgendo un numero sempre maggiore di persone, promuovendo attività concrete e supportando eventi in tutto il mondo.

L’edizione 2018 dell’iniziativa è dedicata al tema Nature for Water (La Natura per l’acqua) e si concentra sulle soluzioni che la Natura stessa ci offre per conservare e ripristinare il ciclo naturale dell’acqua, impedendo che la nostra più importante risorsa vada perduta.

La domanda di partenza è: possiamo ridurre inondazioni, siccità e inquinamento dell’acqua adottando soluzioni che abbiamo già in natura?

Quel che è certo è che gli ecosistemi danneggiati influenzano la quantità e la qualità dell’acqua disponibile per il consumo umano. I dati Unesco parlano chiaro: oggi 1,8 miliardi di persone vivono in terreni degradati o desertificati e 2,1 miliardi non dispongono di acqua potabile pulita. Dalle previsioni, la popolazione mondiale crescerà di 2 miliardi entro il 2050, comportando un aumento della domanda di acqua dolce del 30%. Un miliardo di persone in più potrebbe essere esposto a situazioni di “stress idrico” rispetto ad oggi. Alla mancanza dell’acqua si aggiunge il problema di quella sporca: almeno 1,8 miliardi di persone utilizzano fonti di acqua contaminate da escrementi e oltre l’80% delle acque reflue al mondo viene disperso nell’ambiente senza essere adeguatamente trattato.

La Giornata Mondiale dell’acqua vuole innanzitutto aprire una riflessione: la sfida che tutti dobbiamo affrontare è complessa e inevitabile, per questo dobbiamo ripartire dalla Natura e trovare in essa le soluzioni che ci offre.

Tra gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile del Millennio, il numero 6 riguarda proprio l’impegno nel garantire, entro il 2030, l’accesso all’acqua pulita e ai servizi igienico-sanitari per tutti. Uno dei traguardi di questo obiettivo si ricollega anche alla Natura, impegnandosi a proteggere e risanare gli ecosistemi legati all’acqua, comprese le montagne, le foreste, le paludi, i fiumi, le falde acquifere e i laghi.

Ma le soluzioni devono coinvolgere anche le città e i cittadini: sarebbe auspicabile investire in infrastrutture “verdi” e dove possibile, armonizzarle con quelle “grigie”. La riforestazione, la difesa del corso del fiume e il risanamento delle paludi potrebbero essere degli investimenti utili per riequilibrare il ciclo dell’acqua e migliorare la salute umana e il suo sostentamento. Esempi virtuosi in tal senso vengono dallo Zimbabwe, dove lungo il fiume Sashane con dighe in terra battuta si aumenta la quantità di acqua immagazzinata dai cicli naturali. O ancora dal Rajasthan, in India, dove la rigenerazione delle foreste e dei terreni favorisce una ricarica delle risorse idriche sotterranee adeguata e duratura nel tempo. Mentre la Cina con il progetto “Città spugna” punta a sfruttare le soluzioni più all’avanguardia per riutilizzare fino al 70% dell’acqua piovana nelle aree urbane. Una dimostrazione di come ricerca, innovazione e impegno dei singoli e della collettività siano gli elementi chiave di un’economia efficiente e sempre più rispettosa dell’ambiente.

La discarica più alta del mondo…

Da qualche giorno abbiamo Netflix.
Per chi, come noi, è appassionato di film e serie tv, è una vera e propria goduria.
Nel week end mi sono sparata quattro puntate della prima stagione di “The crown” la serie dedicata alla vita della Regina Elisabetta II.
Non sono amante dei gossip e della vita dei vip, ma le vicende della famiglia reale inglese, della politica del tempo in cui Elisabetta si trova ad affrontare un incarico inaspettato ( dopo la morte del padre) sono raccontate molto bene. Se ne avete la possibilità, guardatela!
Domenica sera, sfogliando la libreria, ho trovato un film che volevo vedere già da tempo: “Everest”.
E’ narrata la vicenda della tragica spedizione del 1996 sulla montagna più alta del mondo.
Grazie a questo film ho scoperto due cose che ignoravo totalmente e che mi hanno lasciata molto, ma molto perplessa. Continua a leggere “La discarica più alta del mondo…”

Honey Yoga

Da mesi ormai sto lavorando ad un progetto. Un gioco-yoga che ha come argomento base il mondo delle api e il pericolo che il nostro pianeta correrebbe se venissero a mancare questi piccoli e industriosi insetti impollinatori ( ne avevo parlato in questo post).
Il progetto fatica a decollare perchè non sono pienamente soddisfatta. Ma ciò con mi preoccupa in quanto non avendo una scadenza posso permettermi di prendermi tutto il tempo di cui ho bisogno.
Però le api mi hanno stimolato a dare un nome definitivo al mio corso privato di yoga per bambini in Polisportiva.
Si, l’ho chiamato proprio “Honey Yoga“.
Honey significa miele che come sappiamo tutti è uno dei prodotti del lavoro delle api. Continua a leggere “Honey Yoga”

Zero rifiuti in casa

C’è una cosa che mi fa impazzire!
La quantità di rifiuti che riusciamo a produrre noi come famiglia di tre persone ( e mezzo con il gatto)!
Ogni due giorni scendo con i miei sacchietti di rifiuti separati rigorosamente in plastica, carta, vetro, umido e indifferenziato ( sono una maniaca della raccolta indifferenziata) e almeno due volte all’anno dobbiamo fare un’incursione seria in solaio perchè c’è una marea di roba da portare alla discarica comunale.
Veramente! Non mi capacito!
Perchè produciamo tanti rifiuti?
Come fare per produrne un po’ meno?
Mentre riflettevo su come attuare delle strategie familiari, mi sono imbattuta, in rete, in alcune recensioni del libro di Bea Johnson e l’ho acquistato.

Bea Johnson, originaria della Provenza, oggi vive negli Stati Uniti con il marito e i due figli.
Per anni la famiglia ha vissuto in un appartamento di 280 metri quadrati, con due saloni, un garage in cui ci stavano tre macchine e persino un laghetto per i pesciolini nel giardino.
Due grandi frigoriferi sempre pieni, un enorme televisore, lavatrice e asciugatrice in azione più volte alla settimana.
I Johnson organizzavano feste sontuose, viaggiavano più volte all’anno, facevano shopping tutte le settimane.
Nessun problema finanziario. Il sogno americano.
Eppure qualcosa non andava. Avevo trentadue anni e, dentro di me, ero terrorizzata al pensiero che la mia vita fosse fissa e immutabile. Eravamo diventati troppo sedentari. Nel nostro quartiere residenziale con i suoi grandi viali e i suoi centri commerciali, passavamo troppo tempo in macchina e non abbastanza a piedi.”
Così la famiglia decide di trasferirsi dall’altra parte della baia di San Francisco, a Mill Valley.
Un piccolo appartamento in cui non riesce ovviamente a farci entrare tutti i mobili della vecchia, enorme, casa.
Questi finiscono in un magazzino e… sorpresa sorpresa… i Johnson scoprono che possedendo meno beni materiali avevano più tempo per fare quello che a loro piaceva. Non c’era più bisogno di dedicare del tempo ad arredare la casa o a tosare il giardino. Quel tempo veniva trascorso insieme, facendo escursioni, pic nic e gite alla scoperta dell’ambiente circostante.
Inizia così un percorso consapevole di semplificazione della vita che arriva anche alla produzione dei rifiuti.
Piccole cose che in famiglia si possono perfettamente gestire: niente acqua in bottiglie di plastica, acquisto di prodotti sfusi per eliminare gli imballaggi, eliminazione della carta da cucina e dei tovaglioli sostituiti da strofinacci ricavati da vecchie lenzuola.
Bea è passata così dall’ossessione di acquistare arredi per la casa a quella, più sana, di creare strategie per produrre meno rifiuti arrivando a limitarli a meno di un litro all’anno contro i 240 litri alla settimana di prima.
Nel libro propone 100 astuzie per alleggerirsi la vita e risparmiare che riguardano ciò che possiamo attuare facendo la spesa, occupandoci del guardaroba e delle faccende domestiche, dedicandoci alla pulizia personale.

Lo stile di vita Zero Rifiuti ( va da sè che non si arriverà mai ad eliminare totalmente i rifiuti ma chi ben comincia…) parte dalla regole delle cinque R:
– Rifiutare ( ciò di cui non si ha bisogno)
– Ridurre ( ciò di cui abbiamo bisogno e che non possiamo rifiutare)
– Riutilizzare ciò che consumiamo e non possiamo nè rifiutare nè ridurre)
– Riciclare ( ciò che non possiamo nè rifiutare, nè ridurre, nè riutilizzare)
– Ridurre in compost ( il resto).

Lo stile di vita Zero Rifiuti ha degli innegabili vantaggi dal punto di vista economico, della salute e del tempo.

Questo è solo un piccolo assaggio di questo libro che divorerò, rileggerò, sottolineerò, evidenzierò perchè questa faccenda dei rifiuti mi sta dando veramente fastidio!!!!

Bea Johnson
Sero Rifiuti in casa
Logart Press