Lavorare sodo

Nelle ultime settimane ho aperto e chiuso almeno quattro profili Instagram.
La volubilità è uno dei miei peggiori difetti, in effetti, e riguardo a questa cosa di questo social che mi attrae ( mi piace fare e vedere fotografie) ma mi distrae tantissimo ( incapacità mia di gestirlo?) questo difetto raggiunge il suo apice.
Vabbè! Ieri ho chiuso definitivamente l’ultimo account e … si… mi sento meglio!
Penso che continuerò su questa strada!
Questo non significa che ogni tanto non vada a sbirciare i profili che mi piacciono.
Tra questi c’è quello di Claudia Porta, la prima blogger in assoluto che ho conosciuto approdando sul web nel lontano 2009.
In uno degli ultimi post pubblicati Claudia faceva una riflessione sui nostri obiettivi e su quanto facciamo per raggiungerli.
Per raggiungere i propri obiettivi c’è un solo segreto: lavorare sodo. Alcune persone hanno un talento naturale e ci arrivano più in fretta. Altre lo bruciano, trascurando il lavoro perché pensano che basti il talento. Altre non hanno un talento particolare, o hanno addirittura delle difficoltà, e si abbattono prima di cominciare. Oppure decidono di lavorare. Ogni giorno. Con pazienza e costanza. Fino a riuscirci. #obiettivospaccata non è un obiettivo importante. Si può vivere, e persino insegnare lo yoga, senza saperla fare. Ma per me le sfide con me stessa sono uno stile di vita, un modo per migliorarmi continuamente, per allenare e rinforzare la mia forza di volontà. Ci sono cose che sono fuori dalla nostra portata perché non dipendono da noi. Per quello che invece dipende da noi, non ci sono scuse: o non lo consideri abbastanza importante, o ci lavori fino a realizzarlo. Qual è un obiettivo che ti sembrava impossibile e che invece, lavorando sodo, hai potuto raggiungere?

Il suo obiettivo “yogico” di questo momento è la spaccata, ma rappresenta solo un pretesto per parlare d’altro evidentemente.
La sua è una riflessione importante, secondo me!
E mi vede tanto in difetto.
Una frase mi ha colpito come un pugno in piena faccia: ” Ci sono cose che sono fuori dalla nostra portata perché non dipendono da noi. Per quello che invece dipende da noi, non ci sono scuse: o non lo consideri abbastanza importante, o ci lavori fino a realizzarlo

Attualmente ho tanti obiettivi, che riguardano il mio lavoro, la mia famiglia e il suo benessere, la mia vita spirituale. Capisco che sono validi per la mia felicità e il mio equilibrio, eppure rimangono lì… in sospeso… in attesa che io faccia il primo di mille e mille passi.
Saranno forse i mille e mille passi che mi spaventano?
Si, perchè raggiungere degli obiettivi richiede, come dice Claudia, pazienza e costanza.
O non li ritengo abbastanza importanti da lavorare sodo per raggiungerli?
Questo sarebbe ancora più grave.
In questo periodo sto facendo un percorso di psicoterapia per affontare un trauma subito qualche tempo fa ( ma che potrebbe avere radici più lontane nel tempo) e questo sarà sicuramente un aspetto che vorrò affrontare e approfondire.

Nel frattempo alleggerisco la mente facendo passeggiate e raccogliendo immagini colorate e leggere…

Buon inizio settimana!
P.s. ho appena aperto un altro profilo instagram!
Aiuto!!!!!!!

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La bellezza della vita ad ogni età

C’è un bellissimo pensiero di Madre Teresa che mi rimbalza in testa da parecchi giorni.
Lo trovo molto yogico se mi permettete il paragone e che rispecchia ciò che in queste settimane non riesco proprio a fare…

Non aspettare di finire l’ università, di innamorarti, di trovare lavoro, di sposarti di avere dei figli e di vederli sistemati, di perdere dieci chili… che arrivi il venerdì sera o la domenica mattina, la primavera, l’ estate, l’ autunno o l’ inverno.. non c’è momento migliore di questo per essere felice.
Donati interamente a Dio.
Egli si servirà di te per compiere grandi cose a condizione che tu creda più nel suo amore che nella tua fragilità.

Cercare la felicità in qualcosa che deve ancora succedere o ripensare con nostalgia a quello che è stato.
Mi capita spesso di pensare che la mia vita era molto meno complicata quando ero bambina, ragazzina ( ma va?) e allora quella famosa nostalgia ritorna prepotente.
Eppure c’è qualcosa di meraviglioso anche in questa mia età ( mi manca poco per arrivare al mezzo secolo!).
Faccio solo un po’ di fatica a vederlo.
Questa mattina non sono molto in forma.
Per distrami un attimo ho acceso il pc e ho iniziato a cercare del materiale sulla celebrazione della Prima Confessione dei miei ( nostri…. tra i miei lettori ci sono le mie socie catechiste…) ragazzi.
E mentre cercavo mi sono imbattuta in questo video…

Ogni età è preziosa, da vivere intensamente anche se al momento ci sembra difficile, complicata,
” E’ dura essere adolescente, vero Matilde?” le ho detto qualche giorno fa.
Ho aggiunto ” Ma è anche entusiasmante, un’età in cui tutte le emozioni sono come amplificate… ma mi ricordo di averti detto una volta “E’ dura avere otto anni, vero Matilde?” Ed era vero…”

Posso dire che è dura avere 49 anni così come è stata dura averne 25 e poi 33 ( non sono anni scelti a caso ma decisamente significativi per la mia vita).
Eppure di quelle età ricordo anche momenti sereni ed euforici.

E voi?
Che rapporto avete con la vostra attuale età?
Se poteste scegliere, ritornereste ad essere più giovani? O se siete giovani, desiderereste essere più “vecchi”?

Buon inizio settimana amici di blog!

Il diario della gratitudine

Da qualche mese seguo con grande interesse il blog di Marta Albè.
Il titolo del blog è “Vivere in armonia”.
E a chi non piacerebbe vivere sempre in armonia?  Con se stessi. Con gli altri. Con l’ambiente. Con il mondo.
Il suo è un blog visivamente semplice, pulito, proprio come quelli che piacciono a me.
In più è un’insegnante di yoga e non può non piacermi.
Per presentarsi usa queste parole: “La ricerca di sé è praticamente infinita.
Ho scelto scrittura, creatività, yoga e meditazione come strumenti per la mia crescita personale e spirituale e voglio aiutarti a fare altrettanto”.

Nel suo ultimo articolo suggeriva l’uso di uno strumento di felicità: il diario della gratitudine.
Scrive Marta: “Il diario della gratitudine, o Gratitude Journal, è un potente strumento di felicità. Lo è davvero molto per me perché alla fine della giornata scrivere una frase di gratitudine mi fa ricordare delle cose belle della vita, anche quando capita un giorno ‘no’.
La magia del diario della gratitudine è quella di farti trovare almeno una piccola cosa per dire il tuo grazie alla vita alla fine di ogni giornata, della più spensierata o della più faticosa.
Trovare un elemento di bellezza e felicità ogni giorno ti dà davvero una marcia in più perché ti fa uscire da quel vortice negativo che di tanto in tanto ti trascina via dal tuo centro di equilibrio e di tranquillità
“.

E’ verissimo ciò che dice Marta.
E’ facile essere preda dei pensieri negativi, è facile vedere tutto, ma proprio tutto nero.
E allora ti sembra che nulla meriti un’osservazione positiva, che niente di ciò che ti capita abbia un risvolto bello e buono.
Ma non è così!
Ho provato a giungere alla fine di una giornata faticosa, che dico! Faticosissima!!!! e fermarmi a rivedere il tutto e mi sono accorta che non era poi così vero che non era capitato nulla di bello.
Può essere solo una parola buona in mezzo a tante cattive; può essere un sorriso in mezzo a tanti volti scuri; può essere un abbraccio inaspettato; può essere un incoraggiamento o un sentirsi dire: “Che succede Catia? Ti vedo stanca!”

Allora ho cominciato a scrivere, nero su bianco ( nel mio caso arancione su bianco) su un piccolo quaderno almeno un motivo al giorno per cui essere grati. Perchè c’è! Sempre!
Basta fermarsi un attimo e pensarci!

Il suono naturale del nostro respiro

Questa settimana alle mie allieve ho proposto una piccola meditazione ( giusto cinque minuti) sul respiro con la ripetizione del mantra So-Ham.

Il nostro respiro è un atto fisiologico involontario che compiamo circa 25.000 volte al giorno.
Ogni respirazione secondo lo Yoga è accompagnata da un suono, un breve Mantra che recitiamo costantemente senza accorgercene.
Il Mantra So Ham.
Il suo significato è “Io sono quello” o in parole meno ermetiche “io sono parte dell’energia universale presente in ogni cosa”.
La stessa dinamica respiratoria quindi presuppone, insita nella nostra natura, una predisposizione verso il mondo, e verso tutti gli esseri viventi, predisposizione che riusciamo a cogliere solo a momenti, presi come siamo dagli impegni e dai problemi della vita.
Come lo Yoga ci insegna, concentrandoci invece sul respiro e ripetendo mentalmente il Mantra So Ham è possibile entrare consapevolmente in questo stato di coscienza più vasto e universale, in una dimensione quindi che trascenda le comuni circostanze del vivere quotidiano.
(dal sito yogaitalia.it)

Questa piccola meditazione fa parte della mia pratica quotidiana.
Nelle ultime settimane non riesco a svegliarmi molto presto ( come facevo prima) e fare una pratica completa, per cui, rispettando ciò che il mio corpo e la mia mente mi suggeriscono preferisco dedicare anche solo cinque minuti a concentrarmi sul mio respiro.
Tutto questo mi aiuta ad avere un po’ più di chiarezza mentale, di permettere alla mente di non vagare fin dal primo risveglio e intanto ritrovo ( anche se con un po’ di fatica) quel luogo sacro, tutto mio.

L’immagine di apertura me l’ha inviata una cara amica durante lo scorso weekend che ha trascorso in montagna. Immagino che in luoghi come questo, dove regna incontrastato il silenzio, riuscirei davvero a sentirlo il suono naturale del mio respiro!

Vi lascio il video con la carinissima Sara Bigatti che vi spiega come fare ….( lei lo canta il mantra, ma in realtà va ripetuto mentalmente)

Buon fine settimana cari amici di blog!