La parola dell’anno

Innanzitutto mi scuso con i miei lettori e follower visto che avevo promesso di scrivere un post al giorno ma …. quella promessa l’avevo fatta durante le vacanze di Natale quando ero più rilassata, avevo più tempo ecc…
Con la ripresa delle normali attività è stato un po’ un delirio e non ho trovato un briciolo di tempo per aggiornare il blog.
Prendere nota: non fare promesse che non si possono mantenere.
Nei pochi minuti liberi che ho avuto questa settimana ( nella fattispecie in macchina fuori dal liceo di Matilde mentre aspettavo che uscisse) ho leggiucchiato i blog che seguo e ho notato che molti parlavano della parola dell’anno, cioè quella parola che viene presa come spunto, come proposito per affrontare il nuovo anno.
C’è chi la sceglie un po’ a caso, secondo l’ispirazione del momento, c’è chi non riesce a decidersi perchè ne ha più di una e allora si affida alla consultazione delle carte o prende spunto da libri.
Io non nessuna simpatia per i tarocchi, carte e quant’altro e così mi sono affidata all’unico libro che ispira la mia vita e cioè la Bibbia.
Una mattina l’ho aperta a caso e ho letto le prime parole che mi sono balzate sotto gli occhi.
Erano: Israele, la sposa infedele.
Avevo aperto il libro del profeta Osea.
Osea, il primo dei profeti minori parla dell’amore immenso di Dio per il suo popolo che però continua a tradirlo. Ma Dio perdona. Sempre, così come Osea perdona la moglie Gomer che continua a tradirlo.
E così ho riflettuto sul concetto di infedeltà.
Quando si è infedeli? Verso chi? Verso che cosa?
Si può essere infedeli verso le persone certo ma anche verso i propri ideali, i propri valori quando abbiamo dei momenti di stanchezza, di debolezza, di pigrizia.
L’infedeltà verso quello in cui diciamo di credere ( non sto parlando solo di matrimonio anche se nel libro di Osea per la prima volta il rapporto di Dio con il suo popolo viene proprio associato all’immagine del matrimonio), verso il modo in cui portiamo avanti il nostro lavoro senza cedere a compromessi, senza sventolare come una banderuola in balìa dei venti di ciò che conviene o di ciò che ci è più comodo o ci piace di più in quel momento.
Ecco quindi quale sarà la mia parola dell’anno: fedeltà.
Fedeltà verso me stessa, verso i miei pensieri, i miei valori, il mio modo di essere, di pensare…. senza cedimenti, senza compromessi.

E voi, cari amici di blog, l’avete la parola dell’anno?
Condividete nei commenti se vi fa piacere!
Intanto vi auguro di trascorrere un sereno week end!

Photocredit: National Geographic

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Qualcosa tutti i giorni ( anche solo un saluto)

Il 2017 è stato un grande anno per il mio blog.
Tante visite, tanti visitatori, commenti meno dell’anno scorso ma in compenso tante mail private legate agli argomenti trattati.
E’ un grande risultato per un blog personale, di poche, pochissime pretese ( non ho nessuna intenzione di essere una influencer… si dice così? E perchè poi devo influenzare o essere influenzata da qualcosa o qualcuno? E basta!!!) se non quella di avere piacere a condividere un po’ della mia vita, delle mie esperienze, creando uno scambio, uno spazio per confrontarsi.
Quindi, che dire? Evviva il mio piccolo blog!
Nel 2018 desidero davvero continuare su questa strada della condivisione, magari provando ad aggiornare il blog quotidianamente ( sabato e domenica esclusi che dedicherò completamente alla mia famiglia e alla mia casa).
Vorrei che diventasse davvero un piccolo diario ( scolastico e non ) che possa essere letto e riletto ( anche da me… tra qualche anno).
Comincio subito raccontandovi che oggi ho iniziato a lavorare su un regalo di compleanno.
Si perchè i regali che piacciono a me devono avere qualcosa di mio. Non sempre ci riesco ma questo sarà un compleanno speciale e voglio partire con un certo anticipo in modo da potermici dedicare con calma e attenzione…
Qualche giorno fa mi è ricapitato un mano un libro bellissimo del quale parlavo qui.
Sfogliandolo mi è venuta l’idea di praticare questa attività del colorare ( attività che favorisce la concentrazione e calma la mente) e visto che le tavole sono realizzate su una carta “importante” si prestano ad essere poi trasformate in quadretti da appendere.
E così dall’idea di colorare sono passata all’idea del regalo…

Secondo me al destinatario del regalo piacerà tantissimo!!!!
Buona giornata amici e a questo punto…. a domani!

Yoga con Chiara

Come ho raccontato in questo post, dalla scorsa primavera pratico yoga sotto la guida di una nuova insegnante.
Lei è Chiara ed è ormai la MIA insegnante.
E’ vero, anche io ho deciso di dedicarmi alla trasmissione della disciplina dello yoga, lo faccio con dedizione e passione, ma è anche vero che non si finisce mai di essere dei principianti, non si finisce mai di apprendere e quello dello yoga è un percorso che non ha una fine. E’ sempre scoperta e nuova conoscenza.
E poi mi piace praticare in gruppo uno yoga che ha un ritmo che si adatta alle mie caratteristiche, che parla un linguaggio a me familiare.
Sento la necessità di essere guidata da una voce che non sia la mia. E quella di Chiara è la voce perfetta per me!
Ho pensato di farvela conoscere e così le ho fatto una piccola intervista…

Come ti sei avvicinata allo yoga?
Fin dall’adolescenza sono sempre stata affascinata dalle filosofie che esplorano il rapporto fra corpo e mente e che indagano l’essere umano nella sua complessità fatta di pensieri, emozioni e comportamenti. Questo interesse per la natura umana mi ha portato a avvicinarmi alle discipline orientali e a partecipare alla mia prima lezione di yoga. Di questo primo approccio allo yoga ricordo molto bene il momento del rilassamento in shavasana, a colpirmi è stata la percezione di vivere un momento profondamente rigenerante in cui semplicente “essere nel qui ed ora”. Ho subito sentito che era la strada giusta per me così mi sono iscritta a un corso di hatha yoga dando inizio al cammino yogico.

Che cosa ti affascina di questa disciplina?
Sebbene lo yoga affondi le proprie radici in Oriente, si tratta di una pratica universale, che si rivolge a tutti poiché è una disciplina che rispetta ogni persona, disponendo verso l’esistenza, la comprensione e l’accettazione delle differenze.
Lo yoga ci consente di evolvere e armonizzare il nostro essere attraverso l’impegno in un lavoro attivo svolto su se stessi. Grazie allo yoga diventiamo più consapevoli del nostro corpo e dei nostri processi mentali e dunque impariamo a “sentirci” e a prevenire condizioni di disagio come lo stress quotidiano. Questa maggiore consapevolezza, generata dalla costante attenzione a ciò che accade al nostro corpo e alla nostra mente, ci porta a riconoscere le nostre risorse interne e ad attivarle per stare bene.

Come è nata l’idea di trasmetterla attraverso l’insegnamento?
L’idea di condividere lo yoga è nata in seguito all’aver beneficiato in prima persona dei suoi effetti positivi. Grazie allo yoga posso portare benessere e armonia nella vita degli altri, permettendo loro di stare meglio.

Tu insegni lo yoga integrale della tradizione di Satyananda. Che cosa ami di questa tradizione?
Amo questa tradizione perché diffonde lo yoga classico; l’aspetto principale a cui si rifà la tradizione Satyananda è la consapevolezza del corpo, del respiro e dei nostri pensieri.
Le pratiche yogiche comprendono asana (posizioni), pranayama (tecniche di respirazione) concentrazione, meditazione e rilassamento. Questo cammino include yama: i principi sociali ai quali attenersi nella vita quotidiana, riassumibili nella non violenza e nel rispetto alla vita e nyama (osservanze) riconducibili alle qualità della calma e purezza per avanzare nel cammino dello yoga. L’insieme di questi aspetti ci dona una visione integrale dello yoga e dei suoi benefici nella quotidianità. L’esperienza dello yoga non resta quindi confinata al tappetino ma si estende a ogni ambito dell’esistenza (famiglia, lavoro, tempo libero..). Il metodo Satyananda ci ricorda che la vita spirituale non è slegata dalla praticità, dalla partecipazione attiva alla vita, ma anzi, essendo lo yoga “unione” una rafforza e influenza positivamente l’altra; lo yoga diventa un vero e proprio stile di vita che ci dona equilibrio e benessere.

Dove insegni attualmente?
“YogaLab Atelier Yoga Milano” via Benedetto Cacciatori 16, Milano.
“Associazione La Comune” Via Antonio Tolomeo Trivulzio 22, Milano.
“Suono del vento” via Privata Galeno 27, Milano.
“Arvindaa” Via Beato Geremia Lambertenghi 41, Como.
Scuole dell’infanzia e scuole primarie del territorio milanese e comasco.
Centri sportivi, aziende e ospedali del territorio lombardo.

Grazie Chiara per le tue interessantissime riflessioni e per aver condiviso con i miei lettori l’amore comune per questa meravigliosa disciplina!
E io vi invito a seguire la sua bellissima pagina Instagram

A scuola con Matilde va in vacanza…

… per un po’!
Si cari amici,
aprile sta finendo e maggio sarà un mese di fuoco.
Il catechismo con gli incontri post-cresima da preparare, il laboratorio di yoga per bambini allo Yoga Festival Milano, l’ultimo week end di formazione AIPY prima della pausa estiva per il quale devo studiare dei testi e preparare la presentazione di alcune pratiche da condividere con le mie compagne di corso, le ultime verifiche e interrogazioni di questo primo anno di liceo artistico di Matilde. Cos’altro? Beh! Direi che ce n’è abbastanza.
Nelle ultime settimane ho pubblicato sul blog togliendo tempo alla casa e anche al sonno, ma non credo che ci riuscirò d’ora in avanti.
Ecco perchè ho deciso di mandare questo diario in vacanza anticipata.
Anzi non so se riprenderò a scriverci.
L’idea è quella di aprire, a conclusione della bellissima esperienza di formazione che sto facendo, un blog dedicato esclusivamente allo yoga per bambini perchè sento che è in quella direzione che deve andare la mia vita professionale che quindi potrò condividere con chi è appassionato o interessato a questo aspetto importantissimo e delicato della disciplina dello yoga.
Non mi resta quindi che salutarvi con un sicuro arrivederci ma … non so a quando!

Namaste e buona vita a tutti voi!