Yoga con Chiara

Come ho raccontato in questo post, dalla scorsa primavera pratico yoga sotto la guida di una nuova insegnante.
Lei è Chiara ed è ormai la MIA insegnante.
E’ vero, anche io ho deciso di dedicarmi alla trasmissione della disciplina dello yoga, lo faccio con dedizione e passione, ma è anche vero che non si finisce mai di essere dei principianti, non si finisce mai di apprendere e quello dello yoga è un percorso che non ha una fine. E’ sempre scoperta e nuova conoscenza.
E poi mi piace praticare in gruppo uno yoga che ha un ritmo che si adatta alle mie caratteristiche, che parla un linguaggio a me familiare.
Sento la necessità di essere guidata da una voce che non sia la mia. E quella di Chiara è la voce perfetta per me!
Ho pensato di farvela conoscere e così le ho fatto una piccola intervista…

Come ti sei avvicinata allo yoga?
Fin dall’adolescenza sono sempre stata affascinata dalle filosofie che esplorano il rapporto fra corpo e mente e che indagano l’essere umano nella sua complessità fatta di pensieri, emozioni e comportamenti. Questo interesse per la natura umana mi ha portato a avvicinarmi alle discipline orientali e a partecipare alla mia prima lezione di yoga. Di questo primo approccio allo yoga ricordo molto bene il momento del rilassamento in shavasana, a colpirmi è stata la percezione di vivere un momento profondamente rigenerante in cui semplicente “essere nel qui ed ora”. Ho subito sentito che era la strada giusta per me così mi sono iscritta a un corso di hatha yoga dando inizio al cammino yogico.

Che cosa ti affascina di questa disciplina?
Sebbene lo yoga affondi le proprie radici in Oriente, si tratta di una pratica universale, che si rivolge a tutti poiché è una disciplina che rispetta ogni persona, disponendo verso l’esistenza, la comprensione e l’accettazione delle differenze.
Lo yoga ci consente di evolvere e armonizzare il nostro essere attraverso l’impegno in un lavoro attivo svolto su se stessi. Grazie allo yoga diventiamo più consapevoli del nostro corpo e dei nostri processi mentali e dunque impariamo a “sentirci” e a prevenire condizioni di disagio come lo stress quotidiano. Questa maggiore consapevolezza, generata dalla costante attenzione a ciò che accade al nostro corpo e alla nostra mente, ci porta a riconoscere le nostre risorse interne e ad attivarle per stare bene.

Come è nata l’idea di trasmetterla attraverso l’insegnamento?
L’idea di condividere lo yoga è nata in seguito all’aver beneficiato in prima persona dei suoi effetti positivi. Grazie allo yoga posso portare benessere e armonia nella vita degli altri, permettendo loro di stare meglio.

Tu insegni lo yoga integrale della tradizione di Satyananda. Che cosa ami di questa tradizione?
Amo questa tradizione perché diffonde lo yoga classico; l’aspetto principale a cui si rifà la tradizione Satyananda è la consapevolezza del corpo, del respiro e dei nostri pensieri.
Le pratiche yogiche comprendono asana (posizioni), pranayama (tecniche di respirazione) concentrazione, meditazione e rilassamento. Questo cammino include yama: i principi sociali ai quali attenersi nella vita quotidiana, riassumibili nella non violenza e nel rispetto alla vita e nyama (osservanze) riconducibili alle qualità della calma e purezza per avanzare nel cammino dello yoga. L’insieme di questi aspetti ci dona una visione integrale dello yoga e dei suoi benefici nella quotidianità. L’esperienza dello yoga non resta quindi confinata al tappetino ma si estende a ogni ambito dell’esistenza (famiglia, lavoro, tempo libero..). Il metodo Satyananda ci ricorda che la vita spirituale non è slegata dalla praticità, dalla partecipazione attiva alla vita, ma anzi, essendo lo yoga “unione” una rafforza e influenza positivamente l’altra; lo yoga diventa un vero e proprio stile di vita che ci dona equilibrio e benessere.

Dove insegni attualmente?
“Yoga Marga Studio – Associazione Studi Yoga Terapeutico” via Benedetto Cacciatori 16, Milano.
“Associazione La Comune” Via Antonio Tolomeo Trivulzio 22, Milano.
“Suono del vento” via Privata Galeno 27, Milano.
“Arvindaa” Via Beato Geremia Lambertenghi 41, Como.
Scuole dell’infanzia e scuole primarie del territorio milanese e comasco.
Centri sportivi, aziende e ospedali del territorio lombardo.

Grazie Chiara per le tue interessantissime riflessioni e per aver condiviso con i miei lettori l’amore comune per questa meravigliosa disciplina!
E io vi invito a seguire la sua bellissima pagina Instagram

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A scuola con Matilde va in vacanza…

… per un po’!
Si cari amici,
aprile sta finendo e maggio sarà un mese di fuoco.
Il catechismo con gli incontri post-cresima da preparare, il laboratorio di yoga per bambini allo Yoga Festival Milano, l’ultimo week end di formazione AIPY prima della pausa estiva per il quale devo studiare dei testi e preparare la presentazione di alcune pratiche da condividere con le mie compagne di corso, le ultime verifiche e interrogazioni di questo primo anno di liceo artistico di Matilde. Cos’altro? Beh! Direi che ce n’è abbastanza.
Nelle ultime settimane ho pubblicato sul blog togliendo tempo alla casa e anche al sonno, ma non credo che ci riuscirò d’ora in avanti.
Ecco perchè ho deciso di mandare questo diario in vacanza anticipata.
Anzi non so se riprenderò a scriverci.
L’idea è quella di aprire, a conclusione della bellissima esperienza di formazione che sto facendo, un blog dedicato esclusivamente allo yoga per bambini perchè sento che è in quella direzione che deve andare la mia vita professionale che quindi potrò condividere con chi è appassionato o interessato a questo aspetto importantissimo e delicato della disciplina dello yoga.
Non mi resta quindi che salutarvi con un sicuro arrivederci ma … non so a quando!

Namaste e buona vita a tutti voi!

Cambio di rotta ovvero come adeguarsi ai cambiamenti

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Quando ho aperto questo blog l’obiettivo era quello di condividere con altri genitori l’esperienza dell’avventura scolastica.
E mi si è aperto un mondo.
Parole come apprendimento, educazione libertaria, homeschooling hanno cominciato ad affascinarmi e anche se noi non abbiamo vissuto l’esperienza della scuola familiare ho davvero imparato tanto da chi invece ha intrapreso il percorso e attinto tantissimo per applicare poi in quello che avevamo definito forse impropriamente un “homeschooling part time”.
Qualche tempo dopo è iniziata un’altra aventura cioè quella della dislessia e questo ha portato ad un cambiamento anche nei contenuti del blog. Ed era normale.
Ho passato mesi e mesi a studiare, leggere, cercare informazioni, confrontarmi e il blog era diventato anche lo strumento con cui “sfogarmi” visto che l’esperienza non è stata sempre tutta rose e fiori.
Mi sono poi divertita molto a pubblicare le nostre mappe, i nostri schemi, i nostri lapbooks ecc…
E ora?
Ora le cose sono cambiate tanto.
I primi mesi del liceo mi hanno fatto capire che Matilde ha sempre meno bisogno di me, almeno come supporto allo studio.
Le materie artistiche, tante, la tengono molto occupata e quindi io mi limito ad aiutarla a studiare storia, geografia, scienze, matematica mentre per italiano e inglese se la cava benissimo da sola avendo trovato le sue personali strategie per compensare le sue personali difficoltà.
Ovviamente di questo sono molto contenta perchè significa che si sta avviando ad una piena autonomia.
Credo che anche il blog “risentirà” di questo cambiamento.
Probabilmente pubblicherò meno articoli “scolastici”.
Ma ci sta.
Tutto cambia, tutto si modifica e si trasforma.
Anche la vita “bloggosa” di una mamma homeschooler part-time.
Vorrà dire che parlerò un po’ più di me, del mio percorso di yogini, di insegnante ( sotto questo aspetto si prospetta un 2017 interessante), di catechista, dei miei slanci creativi ( ora che si avvicina il Natale) e comunque di me, mamma di un’adolescente che ha ancora voglia di essere abbracciata e coccolata.
Mi seguirete lo stesso vero?

L’ultimo post?

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Cari amici,
quando ad agosto ho seguito il mio programma di detox e di meditazione sono stata proprio bene.
Mi sono concentrata su quello, sul mio lavoro, sulla mia famiglia, sulla mia salute ( i controlli che dovevo fare sono andati tutti bene…) e ho limitato i miei accessi al web per reperire le informazioni sulle iniziative di solidarietà rispetto al terremoto del 24 agosto.
Poi con settembre ho ripreso a postare sul blog e… ho avvertito una specie di malessere che ho scoperto dipendere, dopo una riflessione, dal fatto che … mi sentivo obbligata a postare.
Insomma per dirla tutta l’ho vissuto come un dovere e non come un piacere.
Mi sono sentita subito preoccupata di vedere quante visite giornaliere al blog c’erano stata nella giornata, quanti commenti, quanti “mi piace” e no! Non mi sono sentita bene per niente.
Che l’avventura del blog abbia fatto il suo corso?
Negli ultimi giorni non mi sento nemmeno a mio agio a visitare altri blog.
Mi sembra quasi di invadere la privacy.
Che strano, vero?
E’ strano anche che non avendo ricevuto una risposta ad un commento mi sia risentita. Non era mai successo!
Che il mio percorso mi stia portando a vivere lontano dal web? A ritrovare una dimensione meno pubblica?
Credo che l’unica soluzione sia fermarmi ancora un po’…e vedere come va!

Quindi ancora una volta vi saluto… e chissa!