Pics from the hills 2018 – the return

Ieri siamo ritornati in collina per stare un po’ con i nonni…
dopo un’ora che eravamo arrivati ha cominciato a piovere ed è stato bello. Avevo voglia di vedere un po’ di pioggia dopo tanti giorni caldi a Milano ( in questo momento ha cominciato a piovere qui a Milano, che meraviglia!).
Dopo lo scroscio d’acqua siamo usciti a passeggiare, a raccogliere more, a chiacchierare.
Io poi ho passato buona parte del pomeriggio con il nonno Antonio a tirare con l’arco. Da tempo non lo facevo ed è stato piacevole e rilassante!
Ovviamente io sono sempre quella che ferma gli istanti con la macchina fotografica, ma nessuno fa mai fotografie a me.
Così mi sono fatta un selfie!
Da qualche settimana mi sento stanca, spenta, un po’ demotivata. E’ stata ed è un’estate strana, molto lenta e a tratti pesante.
Ho constatato che il mio viso rispecchia tutto questo! Mi guardo e nonostante il sorriso, mi vedo tirata e davvero stanca.
Spero che l’autunno con la ripresa delle attività mi dia un po’ più di vigore…

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Linee guida per essere felici

Qualche giorno fa il nostro condizionatore ha fatto le bizze e ha cominciato a perdere acqua. Peccato che uno split sia proprio sopra una delle nostre librerie e… risultato! Molti libri si sono completamente inzuppati!
Li abbiamo fatti asciugare e mentre riordinavo la libreria mi è caduto l’occhio su un piccolo libro che mi aveva aiutato tanto in un periodo di down completo.
Il libro in questione è “Lezioni del Buddha per raggiungere la serenità in tre mesi“. Sottotitolo: 90 esercizi per rendere meravigliosa la vita di tutti i giorni.
Ora, io non credo in quelle che potrebbero sembrare formule miracolose, ma gli esercizi e gli spunti proposti mi sembrano da prendere in considerazione.
L’autore è Nansen Osho, un monaco che affronta i temi fondamentali della filosofia buddhista con un linguaggio semplice e chiaro. Ciò che mi aveva colpito quando ho acquistato il libro era stata una frase sulla quarta di copertina: ” Io amo tutti: anche le persone sgradevoli e quelle con cui non vado d’accordo. O meglio, decido di amarle. Di sicuro ci sarà ci sarà qualcuno che riterrà questa un’affermazione priva di senso. Eppure si può imparare anche dalle persone sgradevoli e da quelle con cui non vi va d’accordo; e si possono trarre spunti per essere felici“.
Avevate mai pensato di poter imparare qualcosa anche dalle persone che non sopportiamo?
Nel prologo, Nansen Osho racconta di come un suo professore in un seminario aveva assegnato il compito di “stabilire la propria linea di condotta in dieci punti”. Da buon buddhista l’autore pensa di prendere spunto dagli insegnamenti del Buddha e stila un elenco di dieci norme che possono diventare una guida del nostro comportamento.
Eccole:

1. Azioni
Se nessuno lo farà, io lo farò.

2. Generosità
Darò io per primo

3. Parole amorevoli
Sceglierò le mie parole facendo attenzione che siano positive.

4. Azioni giuste
Agirò per il bene delle persone, delle comunità locali e del pianeta.

5. Empatia
Mi commuoverò, mi emozionerò, sarò riconoscente.

6. Moralità
Vivrò seguendo la mia linea di condotta.

7. Pazienza
Anche se mi sentirò abbattuto, non mi perderò d’animo e non mi arrenderò.

8. Perseveranza
Ogni giorno avanzerò di un piccolo passo rispetto al giorno precedente.

9. Meditazione
Scaverò dentro di me e passerò del tempo in silenzio.

10. Saggezza
Continuerò a crescere fino alla fine, e anche dopo offrirò il mio sostegno.

Che cosa ne pensate?
Lo chiede l’autore e ve lo chiedo anche io cari amici!

L’autore dice che rileggendo l’elenco si era accorto che tutto sommato sono cose che già facciamo abitualmente.
Non so…. per quanto mi riguarda alcuni punti sono davvero difficili da vivere anche se sento che la mia anima e il mio essere cercano di avvicinarsi e di lavorare in quel senso.

Ecco la fotina del libro…

Nansen Osho
Lezioni del Buddha per raggiungere la serenità in 3 mesi – 90 esercizi er rendere meravigliosa la vita di tutti i giorni
Vallardi

Il mio pollice verde…

Come molti sapranno non sono famosa per il mio pollice verde. Anzi!
Come dico sempre: “Riuscirei a far morire anche una pianta finta!”.
Eppure adoro le piante, i fiori, il verde, la natura…
Alla fine del corso di yoga le mie allieve mi hanno regalato un bonsai.
Io ovviamente ho apprezzato tantissimo il pensiero anche se tra me e me pensavo: ” Non sanno quale orrendo crimine stanno commettendo! Mettere un bonsai, così delicato, fragile, particolare nelle mie scellerate mani”.
E infatti….
Giuro che ho fatto di tutto per curarlo, abbeverarlo, gli ho anche parlato per farlo sentire a suo agio in casa nostra eppure dopo qualche giorno, dalla mattina alla sera, nel giro di poche ore, aveva perso completamente le foglie. Era spoglio come gli alberi in autunno. Ero delusa e frustrata.
Ma Luca mi ha detto: “Ehi, guarda qua!” e mi ha indicato delle piccole gemme verdi che si intravedevano qua e là tra i poveri rami.
“Dai che ce la facciamo” ha aggiunto fiducioso.
E così abbiamo cambiato posto al piccolo bonsai, l’abbiamo abbevererato e potato e adesso… è rinato!

E’ bellissimo e sono spuntati anche dei piccoli fiori bianchi!
Sono molto fiera di me!

La mia amica Paola, durante l’oratorio estivo mi ha regalato un’altra piantina. La poverina è stata dimenticata sul balcone durante un pomeriggio di vento fortissimo e non era messa bene.
Ma io ormai forte della mia esperienza con il bonsai, l’ho risollevata, messa in un posto più al riparo ma comunque ben assolato e adesso…

Lanciatissima da queste esperienze botaniche la settimana scorsa mi sono comprata……. un bel mazzo di ….. basilico!!! ( pensavate ad una qualche strana pianta esotica eh!)….

Che profumo!!!!

Buon giovedì cari amici e…. se volete bene a me ma soprattutto alle piante…. non regalatemele!!!!

Rieccomi!!!

Mi sembra un secolo che non scrivo sul blog ma in realtà sono passate solo due settimane.
Ma che settimane!
E’ successo di tutto!
Cose belle e cose meno belle!
Ma con voi preferisco soffermarmi su ciò che è bello e mi rende felice.
E’ iniziato l’oratorio estivo: che stanchezza!
Ci credete che arriviamo alla sera e siamo stracotti. Dico siamo perchè come di consueto tutta la famiglia è impegnata in quest’avventura ( Luca ha preso delle ferie per dare una mano in parrocchia).
Il mio ( anche se quest’anno dovrei dire “il nostro” perchè condivido questo momento con delle meravigliose colleghe catechiste) laboratorio di riciclo creativo sta andando alla grande. Le bambine ( ma anche un paio di maschietti) sono entusiasti …

Abbiamo già fatto una gita ( Leolandia ) e un sacco di attività.
Insomma una …. stancante goduria!
Abbiamo ancora due settimane e chissà se riuscirò a trovare il tempo di aggiornare un pochino il blog.

Buon fine settimana e … buona estate ( che nel frattempo è ufficialmente arrivata!)

Catechismo: Obiettivo gruppo

La settimana scorsa abbiamo terminato l’anno catechistico.
Inutile dire che i “miei” ragazzi già mi mancano. Per fortuna molti li rivedrò durante l’oratorio estivo 🙂
L’ultimo incontro di catechismo l’abbiamo dedicato a fare una bella merenda insieme.
Ma prima….

Lo scopo principale del percorso di iniziazione cristiana è senza dubbio quello di avvicinare i bambini alla conoscenza e alla sequela di Gesù. Trasmettere il messaggio buono di Gesù con l’entusiasmo e la passione che nasce dalla Fede è compito preciso dei catechisti e delle catechiste.
Ma nel corso della mia “carriera” come catechista ho anche imparato che è molto importante dedicare del tempo e delle energie a creare un gruppo. Più i ragazzi si trovano bene e a proprio agio tra loro e più aumentano le possibilità che questi ragazzi alla conclusione del percorso ( che coincide con la prima media e il Sacramento della Confermazione) non si disperdano ma continuino a sentirsi un gruppo come dicevo affiatato e accolto nella comunità parrocchiale.
Pensando a come poter animare l’ultimo incontro e pensando a questo obiettivo mi è venuta in mente l’immagine dei marines. Si, proprio quei soldati americani che compongono il Corpo dei Marines, una delle Forze Armate degli Stati Uniti d’America.
L’addestramento dei Marines è molto pesante, dura tre mesi e tra gli obiettivi, oltre alla preparazione strettamente militare, vi è quello di imparare la condivisione delle avversità con i compagni di corso. Costruire lo spirito di squadra è l’obiettivo del training.
Durante l’addestramento i marines cantano. Lo sapevate vero?
Soprattutto durante le marce, con un ritmo cadenzato per non perdere il passo.
Cantano per sentire meno la fatica. Fatica condivisa con i compagni di squadra.
Ora, non voglio che pensiate che voglio addestrare i miei ragazzi come dei piccoli soldati ma mi sembrava un esempio efficace per far capire loro l’importanza dell’essere un gruppo che condivide le stesse esperienze e ha lo stesso fine. Nel nostro caso avere Gesù come amico.
Ne ho parlato con le mie colleghe e… cosa abbiamo fatto?
Abbiamo fatto marciare e cantare i ragazzi in stile marines…

Siamo amici di Gesù ( siamo amici di Gesù)
Non ci fermerete più ( non ci fermerete più)

Con Gesù nel nostro cuore ( con Gesù nel nostro cuore)
Non avremo alcun timore ( non avremo alcun timore)

Se Gesù sarà con noi ( se Gesù sarà con noi)
Daremo amore a tutti voi ( daremo amore a tutti voi).

Lo so, ad alcuni di voi sembrerà strana e fuori luogo una catechesi di questo tipo.
Figuratevi che sono oggetto di critica persino da parte di alcune colleghe catechiste per questo.
Ma io guardo negli occhi i ragazzi e vedo ciò di cui hanno bisogno e cioè di una catechesi coinvolgente, allegra, anche al di sopra delle righe alcune volte.
L’importante è il punto di partenza: l’amore per Gesù e le sue parole buone.

Buon fine settimana cari lettori!
Che sia sereno e pieno di belle cose!!!