Rieccomi!!!

Mi sembra un secolo che non scrivo sul blog ma in realtà sono passate solo due settimane.
Ma che settimane!
E’ successo di tutto!
Cose belle e cose meno belle!
Ma con voi preferisco soffermarmi su ciò che è bello e mi rende felice.
E’ iniziato l’oratorio estivo: che stanchezza!
Ci credete che arriviamo alla sera e siamo stracotti. Dico siamo perchè come di consueto tutta la famiglia è impegnata in quest’avventura ( Luca ha preso delle ferie per dare una mano in parrocchia).
Il mio ( anche se quest’anno dovrei dire “il nostro” perchè condivido questo momento con delle meravigliose colleghe catechiste) laboratorio di riciclo creativo sta andando alla grande. Le bambine ( ma anche un paio di maschietti) sono entusiasti …

Abbiamo già fatto una gita ( Leolandia ) e un sacco di attività.
Insomma una …. stancante goduria!
Abbiamo ancora due settimane e chissà se riuscirò a trovare il tempo di aggiornare un pochino il blog.
In ogni caso mi potete trovare sulla nuova pagina Instagram del sito che cercherò di aggiornare quotidianamente!

Buon fine settimana e … buona estate ( che nel frattempo è ufficialmente arrivata!)

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Catechismo: Obiettivo gruppo

La settimana scorsa abbiamo terminato l’anno catechistico.
Inutile dire che i “miei” ragazzi già mi mancano. Per fortuna molti li rivedrò durante l’oratorio estivo 🙂
L’ultimo incontro di catechismo l’abbiamo dedicato a fare una bella merenda insieme.
Ma prima….

Lo scopo principale del percorso di iniziazione cristiana è senza dubbio quello di avvicinare i bambini alla conoscenza e alla sequela di Gesù. Trasmettere il messaggio buono di Gesù con l’entusiasmo e la passione che nasce dalla Fede è compito preciso dei catechisti e delle catechiste.
Ma nel corso della mia “carriera” come catechista ho anche imparato che è molto importante dedicare del tempo e delle energie a creare un gruppo. Più i ragazzi si trovano bene e a proprio agio tra loro e più aumentano le possibilità che questi ragazzi alla conclusione del percorso ( che coincide con la prima media e il Sacramento della Confermazione) non si disperdano ma continuino a sentirsi un gruppo come dicevo affiatato e accolto nella comunità parrocchiale.
Pensando a come poter animare l’ultimo incontro e pensando a questo obiettivo mi è venuta in mente l’immagine dei marines. Si, proprio quei soldati americani che compongono il Corpo dei Marines, una delle Forze Armate degli Stati Uniti d’America.
L’addestramento dei Marines è molto pesante, dura tre mesi e tra gli obiettivi, oltre alla preparazione strettamente militare, vi è quello di imparare la condivisione delle avversità con i compagni di corso. Costruire lo spirito di squadra è l’obiettivo del training.
Durante l’addestramento i marines cantano. Lo sapevate vero?
Soprattutto durante le marce, con un ritmo cadenzato per non perdere il passo.
Cantano per sentire meno la fatica. Fatica condivisa con i compagni di squadra.
Ora, non voglio che pensiate che voglio addestrare i miei ragazzi come dei piccoli soldati ma mi sembrava un esempio efficace per far capire loro l’importanza dell’essere un gruppo che condivide le stesse esperienze e ha lo stesso fine. Nel nostro caso avere Gesù come amico.
Ne ho parlato con le mie colleghe e… cosa abbiamo fatto?
Abbiamo fatto marciare e cantare i ragazzi in stile marines…

Siamo amici di Gesù ( siamo amici di Gesù)
Non ci fermerete più ( non ci fermerete più)

Con Gesù nel nostro cuore ( con Gesù nel nostro cuore)
Non avremo alcun timore ( non avremo alcun timore)

Se Gesù sarà con noi ( se Gesù sarà con noi)
Daremo amore a tutti voi ( daremo amore a tutti voi).

Lo so, ad alcuni di voi sembrerà strana e fuori luogo una catechesi di questo tipo.
Figuratevi che sono oggetto di critica persino da parte di alcune colleghe catechiste per questo.
Ma io guardo negli occhi i ragazzi e vedo ciò di cui hanno bisogno e cioè di una catechesi coinvolgente, allegra, anche al di sopra delle righe alcune volte.
L’importante è il punto di partenza: l’amore per Gesù e le sue parole buone.

Buon fine settimana cari lettori!
Che sia sereno e pieno di belle cose!!!

La gioia del Vangelo

Il mio percorso di autoguarigione passa attraverso l’attenzione a me stessa, al mio corpo, a ciò che mangio, a ciò che dico, a ciò che penso e anche a ciò che guardo e ascolto ( e con questo mi riferisco a ciò che scelgo di guardare in tv e alla musica che scelgo di ascoltare).
Ma questo non è sufficiente.
Un cammino di oesservazione di se stessi e di crescita personale passa anche attraverso la meditazione e lo studio.
E così da qualche mattina ho accantonato la mia pratica fisica dello yoga per dedicare mezz’ora alla preghiera e alla lettura di testi.
Ho scelto un libro di Davide Caldirola, sacerdote della Diocesi di Milano.
Questo testo mi è stato regalato dal mio padre spirituale un paio di anni fa. Non l’ha regalato solo a me in realtà, ma a tutte le catechiste della Parrocchia.
E ce l’ha regalato in quanto donne.
Il titolo è  “Di donne e di gioia – Itinerario spirituale nel Vangelo di Luca“.
Le donne che incontriamo nel Vangelo di Luca … nel loro agire, amare, soffrire, sono simili alle donne e agli uomini di oggi, con le loro incertezze e le fatiche che segnano le loro difficili storie. La gioia è quella dell’incontro tra queste donne e Gesù: una gioia non gridata, discreta, ma proprio per questo più vera, capace di farsi strada e di fiorire in mezzo ai venti e alle tempeste della vita.

Non è facile parlare della gioia, soprattutto in questi tempi nostri e soprattutto rispetto alle donne di questi nostri tempi.
Ma l’autore non vuole analizzare la psicologia femminile ma semplicemente offrire qualche spunto di riflessione sulla gioia con l’aiuto di alcune figure.

Ma chi sono le donne che incontriamo nel Vangelo di Luca?
Innanzitutto Maria.
La prima parola che l’Angelo le dice è: “Rallegrati!”.
Ma Maria è già allegra e gioiosa. Maria è una giovane promessa sposa, ed è innamorata del suo Giuseppe.
L’ulteriore gioia arriva per lei come un dono inaspettato. E poi in lei c’è “prepotente” la gioia dell’abbandono a Dio, del fidarsi, senza paura ” … avvenga per me secondo la tua Parola”.

Seguono poi Elisabetta con la gioia di una maternità inaspettata; Anna, la profetessa del tempio che vede adempiute le sue preghiere; la vedova di  Nain e la gioia di un figlio ritrovato; la peccatrice e la gioia del perdono; Marta e Maria e la gioia dell’ospitalità; la donna curva e la gioia del ritrovare leggerezza; la donna della moneta perduta e la gioia del ritrovare; la vedova povera e la gioia del dono; le donne del mattino di Pasqua e la gioia della Resurrezione.

Per ogni incontro di Gesù, l’autore propone il relativo brano del Vangelo di Luca, una breve spiegazione, e per finire come vivere questa gioia nella nostra vita.
Un linguaggio semplice ed efficace per immergersi in quel mondo femminile che Gesù amava, per vivere ancora una volta la gioia del Vangelo, che come dice l’autore nell’introduzione è, come sappiamo, “buona notizia”.
Termino con un passaggio del libro che propone le parole di Carlo Maria Martini, arcivescovo di Milano fino al 2002.

Forse quando pensiamo al Cristianesimo, ci immaginiamo anzitutto una serie di doveri, di castighi, di minacce, di precetti, di rimorsi. E’ un errore. L’esperienza cristiana è fondamentalmente l’esperienza di una notizia buona, del tutto insperata, quasi incredibile nella sua capacità di dirci cose nuove e di trasformarci. E’ un’esperienza di grande gioia“.

Davide Caldirola
Di donne e di gioia – itinerario nel Vangelo di Luca
Le àncore

Attimi di serenità

Buon lunedì cari lettori!
Come state?
Io ho cominciato il mio percorso di autoguarigione ( ne parlavo nel post in cui ricordavo il mio compleanno).
Non è facile!
Guardarsi dentro è spesso doloroso.
Ma serve per conoscersi meglio e a questo proposito volevo suggerirvi la lettura di questo post.
Eh gia! Quante volte ho desiderato essere una persona diversa da quella che sono, prendendo spunto da altri oppure ho ammirato la vita “glitterata” di alcune blogger desiderando vivere in un luogo sperduto in un bellissimo bosco ad allevare galline e caprette o su una spiaggia assolata per tutto l’anno con una casa perfetta e una famiglia perfetta.
Chissà se è solo una mia impressione ma tutti gli altri sembrano felici e senza problemi. E invece no. Si tratta sempre di una questione di atteggiamento nei confronti della vita.Comunque una difficoltà che ho negli ultimi tempi è proprio quella di capire bene chi sono, cosa voglio fare della mia vita, come mi devo rapportare con le persone.
Ma passiamo oltre…
Negli ultimi giorni ho cercato fortemente di vivere momenti tranquilli, declinando impegni e dedicandomi all’ascolto di buona musica o semplicemente a passare un pochino di tempo ad accarezzare il mio micio…
Ieri sera in Parrocchia ho assistito allo spettacolo preparato dal gruppo musical. Una serata tranquilla, serena, senza pensieri…
E ne cercherò sempre di più di questi momenti…
Buona settimana!

 

Verso il mio mezzo secolo …

Lunedì prossimo, 21 maggio, compirò 49 anni.
Eh si! Mi avvicino al mezzo secolo e… mezzo secolo di vita è significativo.
E’ inevitabile guardarsi un po’ indietro e curiosare tra i passi fatti e nelle impronte lasciate.
Oh si! Sono cambiata tanto, anche solo nell’ultimo anno.
E non sempre in meglio!
Ci sono aspetti della mia vita in cui sono decisa, sicura, so perfettamente cosa voglio dire e cosa voglio fare.
Altri in cui mi trovo davanti ad un muro di nebbia in cui vedo forme indistinte e confuse.
Una cosa è certa!
La mia salute è peggiorata! Sarà per le intolleranze alimentari, sarà per vicende familiari un po’ traumatiche, sarà perchè somatizzo alla grande ma dire che sto bene….. no… non posso proprio!
Eppure c’è sempre qualcosa che mi fa sperare per il meglio, c’è una forza incredibile dentro che mi fa lottare, che non mi fa arrendere, che, nonostante tutto mi fa sorridere ( no! Ridere di gusto come dicevo in qualche post fa… non ci riesco ancora).
Allora, dicevo che da lunedì solo 365 giorni mi separeranno dai 50 anni.
Vorrei che fossero 365 speciali. Da ricordare per sempre. 365 giorni in cui far affiorare completamente quella forza che sento prepotente ma che a volte fa fatica ad emergere.
Ma come fare?
Il desiderio che sento molto intenso in questo periodo è di ritirarmi a vita privata.
Vorrei dedicare tutto il mio tempo alla mia famiglia: come moglie e madre rispetto alla mia little family e come figlia e nuora rispetto alle nostre famiglie di origine; al mio lavoro come insegnante di yoga per gli adulti e per i bambini ( quanti progetti per l’autunno!); al mio caro e amato ruolo di catechista; alla mia casa che da sempre è quella che ci rimette.
Molto probabilmente non sarò così assidua nell’aggiornare il blog.
E’ come se sentissi il bisogno di riscoprire il mio mondo interno ( come suggerisco sempre alle mie allieve), la mia dimensione più prettamente spirituale e intima.
La sento come una via per acquisire forza: fisica, mentale e spirituale.
Allora, buon compleanno a me e un sincero arrivederci a voi, cari lettori!
Io inizio il cammino verso il mio mezzo secolo….