Yoga per bambini: il gioco delle api chiacchierone

Ieri pomeriggio ho concluso il corso di yoga per bambini in Polisportiva.
Un’esperienza che mi ha divertito, che mi ha messo alla prova, che mi dato modo di sperimentare ciò che sto imparando al corso AIPY.
In occasione dell’ultima lezione ho voluto proporre ai bambini un bel gioco dell’oca… yogico.
Mi sono ispirata alla ormai immancabile Sybille.
Nella sua raccolta di giochi per l’estate mi aveva colpito tutto il lavoro fatto sulle api e in particolare il gioco delle api chiacchierone.
E così mi è venuto in mente di riadattarlo alle esigenze … yogiche insieme alle carte oracolo che invece trovate nella raccolta giochi per l’inverno.
Ai bambini piacciono tantissimo le posizioni e le camminate degli animali e quindi ho basato il mio gioco dell’oca proprio su questo.

PREPARAZIONE
Ho scaricato lo schema del gioco dell’oca e il template del dado dal sito di Homemademamma e l’ho riprodotto su un cartoncino più grande.

Ho fotocopiato le pagine della raccolta giochi estate con tutte le apine e i vasetti del miele e le ho colorate…

Ho scannerizzato e rimpicciolito a misura di casella del tabellone le carte oracolo della raccolta giochi inverno e le ho ritagliate…

Ho incollato i vari elementi sulle caselle che nel frattempo avevo numerato, posizionando nell’ultima casella il disegno dell’alveare che è la meta delle nostre apine.
Infatti le pedine dei vari giocatori erano delle simpatiche api sorridenti…

FUNZIONAMENTO DEL GIOCO
E’ un classico gioco dell’oca, con le pedine, il dado e le caselle che contengono ciascuna una “consegna”.

Caselle degli animali: quando un bambino capita su una carta degli animali si farà tutti insieme la posizione o la camminata dell’animale raffigurato ( orso, lepre, gallina, cagnolino, elefante, leone, tartaruga ecc..) e il bambino scambierà due chiacchiere con quell’animale ( sono si o no api chiacchierone?).

Casella ape: quando un bambino capita sulla carta in cui è raffigurata un sola ape dovrà da solo fare la respirazione dell’ape ( inspiro e poi espirando fare il rumore dell’ape);

Casella api: si farà la respirazione dell’ape tutti insieme.

Casella miele: imitiamo insieme l’orso che si allunga che prendere il miele dagli alberi ( ma sapete che buon esercizio di allungamento della colonna!).

Casella candela: chiudiamo gli occhi e ci concentriamo contando fino a dieci.

Casella cuore: diciamo la prima parola bella che ci viene in mente ( ieri Giulia ha detto “Bacio!” e ha dato un bacio a tutti noi).

Caselle consegne varie: alcune sono le tipiche del gioco dell’oca ( torna indietro di 3 caselle, avanza fino alla casella 24, ecc…), altre le ho proprio inventate io ( abbraccia tutti i tuoi compagni di gioco, facciamo insieme il respiro del vento).

SCOPO DEL GIOCO
Arrivare alla casella alveare.
Quando tutte le api sono arrivate a casa si riposano con un breve rilassamento guidato.

I bambini si sono divertiti tantissimo. Sono sempre stati attenti e reattivi ( anche il piccolino di quattro anni!)

Non vedo l’ora che arrivi settembre per poter lavorare ancora con loro!!!!

L’impermanenza

“Viola, ti va di costruire un grande mandala con me?”
“Siiiii!!!!”

Ieri a lezione Viola ed io eravamo da sole.
Gli altri bambini sono a scuola natura questa settimana.
E così ho pensato di dedicare del tempo a costruire un mandala insieme.
Al lavoro con la Big Shot ho fustellato tante forme carine e partendo dal centro in cui abbiamo sistemato un cuore rosa, abbiamo creato il nostro mandala sviluppando cerchi sempre più ampi.

” Lo sai Viola che cosa succede una volta che si costruisce un mandala?”
“Cosa?”
” Lo si distrugge”

Il visino un po’ perplesso.

“Lo distruggeremo anche noi?”
” Si, soffiandoci sopra ” ( e così inserisco anche un esercizio di respiro!).

Si, i mandala si fanno e si distruggono a sottolineare il concetto di impermanenza.
Si, a sei anni è un po’ difficile capire questo concetto ma io ho detto a Viola:
” Non ti è mai capitato di litigare con una tua amica e tenerle il muso per un pochino?”
“Si!”
” E subito dopo questo pochino, eravate di nuovo amiche?”
“Si!”

Ecco, tutto passa.
Le cose belle, le cose brutte, ciò che ci fa ridere, ciò che ci fa piangere.
L’impermanenza.
Tutto cambia. In ogni momento.
Il secondo che è passato non è uguale a quello che sto vivendo ora che non sarà uguale a quello successivo.
Ogni mattina ci svegliamo con la speranza che tutto sia uguale a ieri perchè giò che è abitudinario, che non cambia ci dà sicurezza, ci fa sentire tranquilli.
Ma molto probabilmente non sarà così.
Arriveranno cose inaspettate che ci faranno soffrire oppure giorire.
Il primo segreto è accettare il cambiamento.
Il secondo segreto è vivere intensamente ogni momento, bello o brutto che sia.

“… a casa il mandala lo posso rifare!!!!”

Catechismo è…

L’anno catechistico sta finendo.
Per me significa salutare i ragazzi con i quali ho condiviso i cinque anni del percorso di iniziazione cristiana.
Erano dei frugoletti quando ci siamo incontrati. Li ho visti cambiare.
Ho sentito la voce dei ragazzi diventare una voce da uomini e ho visto le bambine cambiare le loro forme.
Un percorso di crescita per tutti, anche per me.
Mai come in questo ciclo ho sperimentato cosa significa “essere catechista” e non ” fare catechismo” anche se l’aspetto organizzativo a volte prende il sopravvento e ci si trova invischiati in un aspetto delle fede che è più un fare, un organizzare appunto che un esserci dentro.
Per questo mi è piaciuto tantissimo il fatto di poter sfruttare la cappellina nuova costruita in oratorio l’anno scorso e poter cominciare i nostri incontri con un momento di preghiera che non fosse solo il recitare il Padre Nostro o l’Ave Maria, ma un momento di riflessione.
Quindi ci stiamo avviando alla fine.
E la malinconia comincia a farsi sentire.
Ho proposto alle mie colleghe di creare un qualcosa che noi potessimo tenere come ricordo, come traccia del passaggio nelle nostre vite di questi ragazzi.
Allora abbiamo pensato di realizzare un murales. Beh! non proprio…. il parroco non avrebbe accettato la proposta di scrivere sui muri dell’oratorio!
Un murales su un grande foglio bianco.

Abbiamo chiesto ai ragazzi di esprimere con una frase o con delle parole che cosa è stato per loro il catechismo, di esprimere le loro emozioni rispetto a questo cammino percorso insieme.
E allora per terra, senza scarpe per non sporcare o rompere il cartellone, tutti si sono dati da fare …

A casa poi ho letto con calma le frasi e le parole…

Quando ho iniziato il mio incarico come catechista in Parrocchia, mi sono domandata quale fosse la mia priorità cioè che cosa desideravo trasmettere ai ragazzi. Tenendo conto che i primi educatori nella fede sono i genitori ( cioè per intenderci secondo me sono i genitori che devono avvicinare i figli alla preghiera… semplicemente pregando insieme a loro) io mi sono sentita di voler creare nei bambini una forma mentis in cui la figura di Gesù è considerata come un amico. Un amico fedele, un amico che non tradisce, un amico al quale rivolgersi e dal quale ” attingere” buoni consigli per una vita felice. E l’ho voluto fare in allegria, utilizzando il gioco, la creatività, la musica e anche il corpo ( in questo post lo spiegavo più chiaramente).
Spero di esserci riuscita.
Un altro obiettivo, condiviso con le mie super colleghe ( non vivrei senza di voi, care Roberta e Grazia !) era quello di creare in questi ragazzi il senso del gruppo, in modo che una volta terminato il percorso di iniziazione cristiana non si disperdessero ma considerassero di continuare insieme seguendo la proposta educativa parrocchiale del dopo cresima.
Leggendo le frasi sul cartellone penso che un po’ i nostri obiettivi siano stati raggiunti. La dimensione di un percorso per conoscere Gesù insieme agli amici è emersa da tutti i ragazzi e questo non può che farmi/farci tanto piacere.

Sono felice di aver fatto parte della vita di queste creature….queste adorabili e simpatiche creature…

Attività con i bambini: origami semplici

Mi piacciono tantissimo, ma sono negatissima!
Sto parlando degli origami cioè dell’arte di piegare le carta per creare cose meravigliose.
Ogni tanto mi ci metto e mi diverto ( a parte confermare la mia totale incapacità).
Ho acquistato recentemente un libro in cui vengono spiegati passo passo 35 progetti semplici che si possono realizzare con i bambini.

In allegato con il libro tanti bei fogli colorati…

I progetti sono presentati con diversi livelli di difficoltà.
Per provare ho scelto due progetti con difficoltà 1 ( ero quasi certa che sarei riuscita a realizzarli!).

Ho realizzato una piccola casetta.
Poche pieghe effettivamente per un risultato molto carino.
Immaginate un villaggio tutto colorato…

Da bambina ne ho fatti tantissimi di quei giochini che si chiamavano “inferno e paradiso”. Ve lo ricordate?
Beh! Da adulta buio totale su come si deve procedere.
Ma con pazienza…

Origami per bambini è l’introduzione perfetta all’origami, l’arte giapponese di piegare la carta, adatta a genitori e bambini di tutte le età.
I progetti sono divisi in sei sezioni e vanno dagli origami classici, come gli animali, alle decorazioni per le feste.
C’è anche un progetto per creare il tradizionale elmo dei samurai giapponesi!
Effettuando delle semplici piegature si possono davvero creare tantissimi oggetti.

In Giappone è un passatempo usuale per i bambini che apprendono l’arte di piegare la carta dai genitori o dai nonni e anche alla scuola materna.
L’origami aiuta a sviluppare la concentrazione e infonde nei bambini un senso di realizzazione.
E’ bello vedere l’oggetto che si sviluppa piega dopo piega!

E in effetti è così!
Qualche giorno dopo aver acquistato il libro ed essermi cimentata nella realizzazione di semplici origami, una docente del corso di formazione AIPY ne ha proposto uno a noi allieve.
Ho scoperto di non essere la sola ad avere qualche difficoltà!
In ogni caso alla fine, piega dopo piega, e anche dopo qualche piccolo errore è uscita questa splendida farfalla…

Ho proposto l’attività degli origami alle mie piccole yogini che hanno realizzato una scatolina per adagiare cinque ovetti di cioccolato ( era la lezione prima delle vacanze di Pasqua) e la cosa ha riscosso un grande successo!

Mari Ono e Roshin Ono
Origami per bambini
Edizioni Il Castello
Per bambini dai 3 anni in su

Attività con i bambini: costruiamo il nostro sole

Lezione molto solare quella di ieri con le mie piccole yogini!
Si, perchè la lezione era proprio dedicata al sole.
Abbiamo iniziato ad imparare la sequenza del Saluto al Sole, abbiamo fatto la danza dei raggi di sole e poi abbiamo costruito addirittura un piccolo sole tutto nostro.
E’ un’attività simpatica da proporre ai bimbi, magari in una grigia giornata di pioggia per rischiararla un po’!

E’ molto semplice.
Si ritaglia un cerchio abbastanza grande da un cartoncino giallo ( in alternativa si può usare un piattino di carta).
Poi si chiede ai bimbi di disegnare la forma delle loro mani e di ritagliarla.

Le manine dei bambini saranno i raggi del nostro sole.
Infatti man mano si incollano sul bordo del cerchio di cartoncino …

Ovviamente poi i bambini si divertiranno a fare occhi, bocca, naso e tutto ciò che a loro piace per personalizzare il loro piccolo sole…

Possiamo spiegare che come i raggi del sole attraverso la luce e il calore fanno vivere le piante e fanno bene anche a noi, così le nostre mani possono essere utili per aiutare i nostri amici e le persone che ci chiedono aiuto e possono diventare strumenti di gesti gentili.