Silenzi di fondo

Sabato scorso, 2 giugno, siamo andati a Lodi a visitare la mostra personale di Mela Andena.
Mela Andena è una persona importantissima per me.
E’ la sorella minore di mia madre, ma è anche mia “sorella” maggiore. La sorella che non ho mai avuto.
Maestra artigiana e artista.
Questa sua personale si intitola appunto “Silenzi di fondo

Il silenzio è luogo privilegiato di incontro; incontro con sè stessi e con l’altro. E’ solo facendo tacere i giudizi che ci apriamo all’intimità, conoscendo per la prima volta ciò che siamo veramente.
In questo silenzioso spazio di colore cogliamo ciò che ci accomuna agli altri: la nostra reciproca diversità.
In null’altro siamo più simili ai “nostri simili” che nel nostro essere diversi e, in quanto tali, imparagonabili e perciò speciali.
L’ascolto vero di un altro sé, così come di un’opera d’arte, parte da qui: lasciare che il silenzio accada e i reciproci silenzi si incontrino.
E’ in questo luogo che possiamo dirci tutto.
Il “fondo” nelle opere di Mela è il silenzio che ci parla attraverso il colore, per arrivare a noi, fin dove glielo permettiamo: è la mano tesa ad un possibile nuovo incontro. A noi la scelta.

La mostra si apriva con la donna che con un gesto morbido si invita al silenzio. Mi sembrava quasi che questa figura mi stesse dicendo: “Mi raccomando, cerca il silenzio, altrimenti questa visita sarà solo vuoto rumore!”.

Devo dire che ho faticato un po’ perchè quel giorno lo spazio della mostra era stato affittato per una festina di compleanno e di silenzio ce n’era ben poco!
Ma mi sono comunque gustata le opere nei giorni successivi attraverso le fotografie che ho scattato…

Devo dire che in questi quadri vedo molto di mia zia e dei luoghi in cui è nata e cresciuta e non solo in quella chiesetta solitaria ( che esiste davvero) che sembra quasi sfumare nella nebbia, ma nei paesaggi che mi ricordano le campagne del lodigiano che io ho vissuto tanto quando ero bambina.

E a proposito di ricordi sempre sabato ho portato Matilde a vedere il Castello di Camairago, uno dei castelli Borromei sparsi per la Lombardia e nel quale trascorrevo le mie vacanze estive. Si, perchè lì ci abitava la nonna Santina, la mia nonna materna.

Ora il castello è stato ristrutturato; dove una volta c’erano le abitazioni ora sono ospitati laboratori di artisti e la grande corte è diventata una splendida location per eventi come matrimoni.
Devo dire che è molto bello… ma lo preferivo prima, quando i coloratissimi amici del sole sbucavano selvaggi  tra i sassi e riempivano di colore il cortile, quando sotto i portici davanti a casa della nonna mi perdevo tra attrezzi agricoli e cianfrusaglie varie.
Ma le cose cambiano… lo sappiamo…

Tornando alla mostra della zia Mela, vi lascio con la sua biografia.

Giuseppina Andena, “Mela” è nata a Camairago (LO) nel 1958 e ha frequentato una serie di corsi che le hanno consentito di sviluppare un approccio poliedrico all’arte. Tra i più significativi: il corso di illustrazione con Marco Vaccari, due corsi di scultura a Lodi presso un artista privato e alla scuola d’arte “Gazzola” di Piacenza, un corso di marmo Carpigiano a Cremona e uno di botanica.
L’arte è stata per anni il suo medium di comunicazione con persone in condizioni esistenziali difficili (disabilità, tossicodipendenza, disagi adolescenziali), che ha seguito in molteplici esperienze di manualità espressiva, con l’obiettivo di far comprendere la possibilità di essere parte attiva nella costruzione di un atto creativo libero, aiutandoli a sviluppare il proprio senso di auto efficacia.
Risale al 2010 l’inizio del suo lavoro all’interno dell’Hospice di Codogno e Casalpusterlengo, mentre nel 2013 inizia a lavorare nel reparto oncologico dell’Ospedale di Lodi e Casalpusterlengo, grazie alle associazioni onlus “A.L.A.O.” e “Il Samaritano”. Ha lavorato con i pazienti, le loro famiglie e gli operatori sanitari, fino ad arrivare al riconoscimento, da parte del RICP ( rivista Italiana Cure Palliative) della sua “Terapia del Colore”.
Oggi, parallelamente all’attività di Terapia del Colore, Mela lavora nel proprio laboratorio di Codogno insegnando tecniche pittoriche attraverso un percorso strutturato, “Opere in corso”, rivolto a tutti coloro che cercano l’espressione, attraverso l’arte, del proprio vissuto emozionale. Si tratta di un cammino creativo, divertente e non giudicante dove ciascuno può ritagliarsi uno spazio proprio e scoprire sorprendenti risorse.  Mela, oltre ad insegnare ai suoi allievi, si dedica alla pittura sperimentando nuove tecniche, lasciandosi trasportare dalle emozioni e immergendosi nei suoi colori.

La mostra “Silenzi di fondo” è ospitata presso la Biblioteca Civica Laudense in Via Fanfulla, 3 a Lodi fino al 17 giugno.

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Oratorio estivo 2018: All’opera ( secondo il suo disegno)

Eh si! La scuola volge inesorabilmente al termine ( ieri pomeriggio c’è stata l’ultima assemblea di classe al liceo di Matilde con saluto ai docenti visto che nel triennio cambieranno praticamente tutti!) e fervono i preparativi per l’oratorio estivo.
Come di consueto noi siamo tutti impegnati: Matilde, promossa capitano di una squadra, come animatrice; Luca che si è preso due settimane di ferie per dare una mano in cucina e durante le gite ed io riprendo, dopo due anni di riposo, il mio laboratorio creativo ( ne parlavo qui).
Che cosa rappresenta per me l’oratorio estivo?
E’ sicuramente una forma di karma yoga, lo yoga dell’azione disinteressata.
E’ sicuramente volontariato ma con un ritorno importante in termini di entusiasmo da parte dei bambini, di respiro di sollievo da parte del nostro parroco, oberato di pensieri e preoccupazioni.
Mi piace! Mi è sempre piaciuto!
In occasione dell’oratorio estivo emerge prepotente quella voglia di lavorare con i bambini, di ascoltarli, di vederli muovere quelle manine a volte svelte svelte, a volte un po’ impacciate, di osservare i loro volti concentrati sul progetto che li sta impegnando.
Io credo che educatori, insegnanti, animatori e tutti coloro che per lavoro o per volontariato appunto trascorrono del tempo con i bambini siano dei privilegiati.
Il mondo dei bambini è quanto di più ricco ed entusiasmante che ci possa essere. Continua a leggere “Oratorio estivo 2018: All’opera ( secondo il suo disegno)”

Lavorare sodo

Nelle ultime settimane ho aperto e chiuso almeno quattro profili Instagram.
La volubilità è uno dei miei peggiori difetti, in effetti, e riguardo a questa cosa di questo social che mi attrae ( mi piace fare e vedere fotografie) ma mi distrae tantissimo ( incapacità mia di gestirlo?) questo difetto raggiunge il suo apice.
Vabbè! Ieri ho chiuso definitivamente l’ultimo account e … si… mi sento meglio!
Penso che continuerò su questa strada!
Questo non significa che ogni tanto non vada a sbirciare i profili che mi piacciono.
Tra questi c’è quello di Claudia Porta, la prima blogger in assoluto che ho conosciuto approdando sul web nel lontano 2009.
In uno degli ultimi post pubblicati Claudia faceva una riflessione sui nostri obiettivi e su quanto facciamo per raggiungerli.
Per raggiungere i propri obiettivi c’è un solo segreto: lavorare sodo. Alcune persone hanno un talento naturale e ci arrivano più in fretta. Altre lo bruciano, trascurando il lavoro perché pensano che basti il talento. Altre non hanno un talento particolare, o hanno addirittura delle difficoltà, e si abbattono prima di cominciare. Oppure decidono di lavorare. Ogni giorno. Con pazienza e costanza. Fino a riuscirci. #obiettivospaccata non è un obiettivo importante. Si può vivere, e persino insegnare lo yoga, senza saperla fare. Ma per me le sfide con me stessa sono uno stile di vita, un modo per migliorarmi continuamente, per allenare e rinforzare la mia forza di volontà. Ci sono cose che sono fuori dalla nostra portata perché non dipendono da noi. Per quello che invece dipende da noi, non ci sono scuse: o non lo consideri abbastanza importante, o ci lavori fino a realizzarlo. Qual è un obiettivo che ti sembrava impossibile e che invece, lavorando sodo, hai potuto raggiungere?

Il suo obiettivo “yogico” di questo momento è la spaccata, ma rappresenta solo un pretesto per parlare d’altro evidentemente.
La sua è una riflessione importante, secondo me!
E mi vede tanto in difetto.
Una frase mi ha colpito come un pugno in piena faccia: ” Ci sono cose che sono fuori dalla nostra portata perché non dipendono da noi. Per quello che invece dipende da noi, non ci sono scuse: o non lo consideri abbastanza importante, o ci lavori fino a realizzarlo

Attualmente ho tanti obiettivi, che riguardano il mio lavoro, la mia famiglia e il suo benessere, la mia vita spirituale. Capisco che sono validi per la mia felicità e il mio equilibrio, eppure rimangono lì… in sospeso… in attesa che io faccia il primo di mille e mille passi.
Saranno forse i mille e mille passi che mi spaventano?
Si, perchè raggiungere degli obiettivi richiede, come dice Claudia, pazienza e costanza.
O non li ritengo abbastanza importanti da lavorare sodo per raggiungerli?
Questo sarebbe ancora più grave.
In questo periodo sto facendo un percorso di psicoterapia per affontare un trauma subito qualche tempo fa ( ma che potrebbe avere radici più lontane nel tempo) e questo sarà sicuramente un aspetto che vorrò affrontare e approfondire.

Nel frattempo alleggerisco la mente facendo passeggiate e raccogliendo immagini colorate e leggere…

Buon inizio settimana!
P.s. ho appena aperto un altro profilo instagram!
Aiuto!!!!!!!

Gita di studio … a Milano

Matilde ed io siamo appena tornate da una “gita” di studio nella nostra città.
L’insegnante di storia dell’arte infatti ha assegnato ai ragazzi come compito delle vacanze di Natale di visitare le basiliche di Sant’Ambrogio e di San Lorenzo che erano state, recentemente, oggetto di studio (arte paleocristiana).
Non mi soffermo sulle caratteristiche delle chiese, sullo stile architettonico, ma piuttosto su ciò che rappresenta per me condividere con mia figlia il suo percorso di studi. E accompagnarla in queste uscite, facendole domande e chiedendo spiegazioni su argomenti che mastica decisamente più di me ( ricordo che frequenta il secondo anno del liceo artistico) per me è davvero entusiasmante.
Non stavo molto bene stamattina ( di nuovo l’influenza?) ma non avrei rinunciato per nulla al mondo a questa uscita.
Storia dell’arte è una materia che a Matilde piace molto e vi assicuro che l’ho vista quasi emozionata di fronte al mosaico del Cristo tra i discepoli nella Cappella di Sant’Aquilino nella Basilica di San Lorenzo. Si, perchè quel mosaico l’aveva studiato e analizzato sul libro ma averlo davanti a sè, dal vivo, è tutta un’altra cosa.

Basilica di Sant’Ambrogio

 

Colonne e Basilica di San Lorenzo

Qualcosa tutti i giorni ( anche solo un saluto)

Il 2017 è stato un grande anno per il mio blog.
Tante visite, tanti visitatori, commenti meno dell’anno scorso ma in compenso tante mail private legate agli argomenti trattati.
E’ un grande risultato per un blog personale, di poche, pochissime pretese ( non ho nessuna intenzione di essere una influencer… si dice così? E perchè poi devo influenzare o essere influenzata da qualcosa o qualcuno? E basta!!!) se non quella di avere piacere a condividere un po’ della mia vita, delle mie esperienze, creando uno scambio, uno spazio per confrontarsi.
Quindi, che dire? Evviva il mio piccolo blog!
Nel 2018 desidero davvero continuare su questa strada della condivisione, magari provando ad aggiornare il blog quotidianamente ( sabato e domenica esclusi che dedicherò completamente alla mia famiglia e alla mia casa).
Vorrei che diventasse davvero un piccolo diario ( scolastico e non ) che possa essere letto e riletto ( anche da me… tra qualche anno).
Comincio subito raccontandovi che oggi ho iniziato a lavorare su un regalo di compleanno.
Si perchè i regali che piacciono a me devono avere qualcosa di mio. Non sempre ci riesco ma questo sarà un compleanno speciale e voglio partire con un certo anticipo in modo da potermici dedicare con calma e attenzione…
Qualche giorno fa mi è ricapitato un mano un libro bellissimo del quale parlavo qui.
Sfogliandolo mi è venuta l’idea di praticare questa attività del colorare ( attività che favorisce la concentrazione e calma la mente) e visto che le tavole sono realizzate su una carta “importante” si prestano ad essere poi trasformate in quadretti da appendere.
E così dall’idea di colorare sono passata all’idea del regalo…

Secondo me al destinatario del regalo piacerà tantissimo!!!!
Buona giornata amici e a questo punto…. a domani!