Compiti delle vacanze: storia dell’arte ( parte prima )

Riportare a settembre materiale relativo a beni artistici (chiese, musei, monumenti ecc) visti durante le vacanze estive“.
Questi erano i compiti di storia dell’arte. Con nostro grande sollievo nulla da studiare sui libri ma la possibilità di osservare dal vivo le caratteristiche dei vari stili architettonici.
Piacenza si è rivelata una fonte di materiale prezioso per poter svolgere questo compito.
Denominata città delle cento chiese, è ricca di storia, di monumenti ed è stato possibile fare un ricco escursus tra gli stili architettonici.
Se vi fa piacere vi accompagno in questo tour virtuale ( diviso in due parti ) della città…

Piacenza fu fondata dai romani sulle rive del fiume Po intorno al 218 a.C.
In una posizione strategica ( il fiume e la via Emilia la collegavano al mare), Cornelio Tacito la descrive come “colonia potente per forze e per ricchezze” e secondo Strabone era, insieme alla vicina Cremona, una delle città più celebri della Pianura padana.

Architettura paleocristiana
L’editto di Milano nel 313 liberalizza il culto della religione cattolica e da questo momento in poi si iniziano ad erigere le chiese per la professione. La basilica cristiana mantiene le caratteristiche di quella romana, pianta rettangolare e suddivisione in tre navate, una centrale più alta e due laterali. L’accesso alla chiesa viene trasferito dal fianco al lato corto ed in opposizione al lato dove si trova l’abside, pertanto, i cristiani che entrano in chiesa si trovano a percorrere una nuova via che porta all’abside all’altare. Una novità è rappresentata dall’inserimento del transetto, un elemento architettonico formato da un corridoio che posto perpendicolarmente tra le navate ed il presbiterio crea una pianta a croce latina.

Basilica di Sant’ Antonino

Una prima basilica fu eretta tra il 350 e il 375 al tempo di S.Vittore, primo vescovo di Piacenza, probabilmente nell’area dell’attuale transetto.
E’ intitolata a S.Antonino, patrono della città, i cui resti furono traslati verso la fine del IV secolo nella basilica dall’ipogeo che oggi si trova sotto la chiesa di S.Maria in Cortina. Insieme a quelli di S.Vittore sono ancora conservati in un’urna sotto l’altare maggiore.
Probabilmente ebbe il ruolo di cattedrale fino al IX secolo.
Nel corso dei secoli fu più volte ampliata, trasformata e restaurata. Il risultato è una singolare disposizione planimetrica, a croce latina rovesciata, con alta torre ottoganale all’incrocio delle navate e l’accostamento di volumi e stili diversi che tuttavia la rendono tra le più interessanti testimonianze archittettoniche di Piacenza.
Fu ricostruita una prima volta nel 870, forse a pianta centrale sormontata da un tiburio quadrato. Durante le invasioni ungare della prima metà del X secolo la basilica, ancora al di fuori della cinta muraria, riportò gravi danni.
Nel 1004 fu ricostruita e ampliata sotto il vescovo Sigifredo, con elevazione della torre ottogonale e dei transetti.
Nel 1183 ospitò i delegati dei Comuni e dell’imperatore Federico Barbarossa per i preliminari della pace di Costanza.
Attorno al 1230 venne sistemata la facciata nord e nel 1350 prolungato il transetto sinistro con la costruzione dell’atrio detto “Porta del Paradiso” su progetto di Pietro Vago.
Nel 1483 venne edificato il chiostro di cui restano 3 lati, e nel 1495 il soffitto il legno a capriate fu sostituito da volte in stile gotico.
Nei secoli successivi vennero operati nuovi interventi, che modificarono soprattutto l’interno, quali la costruzione dell’abside rettangolare e le cappelle laterali.
A metà ottocento i capitelli furono rivestiti in stile neogotico floreale.
Tra il 1925 e il 1930 fu la volta dei lavori di restauro affidati all’architetto Arata che, nel tentativo di riportare la chiesa all’aspetto originario, operò alcune demolizioni e ricostruzioni tra cui l’abbattimento di due cappelle cinquecentesche e la rimozione del portale barocco della facciata di piazza.
Numerose sono le opere d’arte conservate all’interno della chiesa, tra cui affreschi di Camillo Gavasetti e tele di Roberto De Longe.
Nel museo sono conservati antifonari miniati della fine del XV secolo, antichi manoscritti tra cui uno risalente all’840 di re Lotario, argenterie, reliquari e dossali del Quattrocento. Importante anche l’archivio capitolare con pergamene dal VII al XIV secolo.

Architettura romanica
Tra le innovazioni più significative nell’architettura romanica religiosa troviamo la pianta delle chiese a croce latina, la sostituzione delle colonne con i pilastri, e la sostituzione della volta con le travi in legno con la volta a botte o a crociera. Inizia ad essere usato l’arco a tutto sesto, l’unità di misura per lo spazio interno alle chiese diventa la campata, i campanili vengono costruiti con base quadrata a più piani, i portali di ingresso delle chiese sono ampiamente decorati, vengono ridotte le finestre quindi si ha una scarsa illuminazione dello spazio interno, il presbiterio viene sopraelevato permettendo così di ricavare una cripta nello spazio sottostante.

Cattedrale di Santa Maria Assunta ( Duomo)

Iniziato nel 1122 sulle fondamenta della preesistente cattedrale di S.Giustina, fu terminato nel 1233. La facciata è divisa in due contrafforti, in marmo rosa nella parte inferiore e in arenaria nella parte superiore. I tre ingressi sono sormontati da piccoli portici a due colonne. Capolavori di arte romanica sono le figure che reggono i protiri, prodotto di una scuola cantiere piacentina che segue i modelli di Wiligelmo e Nicolò. La torre e la cupola sono del Trecento. L’interno presenta una significativa testimonianza dell’ arte barocca con affreschi di Carracci e Procaccini nel presbiterio e Guercino e Morazzone nella cupola. Nella sacrestia spicca “Lo sposalizio di Santa Caterina” di Robert de Longe. Di notevole importanza anche le formelle dei paratici, collocate sulle colonne, che testimoniano la partecipazione alla costruzione della chiesa degli artigiani locali. La vasca battesimale paleocristiana documenta le antiche origini del Duomo. La devozione popolare, agli inizi del Seicento, ha dedicato una particolare attenzione alla Madonna del Popolo nella omonima cappella; sul lato opposto si trova la tomba del Beato Giovanni Battista Scalabrini. Molto interessante anche la cripta dove sono conservati i resti di S.Giustina. Di notevole importanza è l’archivio capitolare. Il campanile è a struttura quadrata in cotto e svetta alla sinistra del Duomo fino a 67 metri di altezza. Sulla punta della guglia conica, nel 1341, il capomastro piacentino Pietro Vago installò un angelo rotante di rame dorato. La statua é uno dei simboli della città, affettuosamente chiamata dai piacentini “L’Angil dal Dom”. Particolare la gabbia in ferro, collocata su un lato del campanile nel 1495 per ordine di Lodovico il Moro, più che altro come monito ai malfattori.


(immagine presa dal web)

Architettura gotica

Al posto dell’arco a tutto sesto e della volta a botte o crociera, tipici dello stile romanico, entrano a far parte della nuova architettura gli archi ad ogiva e la volta a costoloni. Un altro elemento architettonico innovativo è dato dalla luminosità, infatti, al posto delle chiese cupe romaniche, negli edifici religiosi gotici si aprono delle grandissime vetrate, che permettono oltre all’ingresso della luce, l’alleggerimento delle pareti che in periodo romanico erano molto pesanti e robuste. L’architettura degli edifici ha uno slancio verso l’alto grazie all’uso degli archi rampanti utilizzati all’esterno tra contrafforti e pilastri per conferire sostegno.
In Italia al romanico effettivamente furono apportate delle modifiche in stile gotico ma l’architettura italiana preferì non alleggerire le pareti e non elevarsi in altezza. Si può periodizzare il gotico italiano con lo sviluppo dell’architettura cistercese nel XII.
A Piacenza una delle opere in stile gotico più rilevanti è il Palazzo Comunale che si affaccia su Piazza dei Cavalli, detto dai piacentini “Il Gotico“.

È uno degli esempi più impressionanti di questo tipo di edifici: il piano terra è rivestito di marmo grigio, bianco e rosa, e si presenta nella parte anteriore come una loggia monumentale che si relaziona con la città attraverso cinque archi a sesto acuto.
Al di sopra s’innalza compatto il piano principale, dalle forme estremamente sontuose: sei finestre trifore sono incorniciate da archi a tutto sesto variamente profilate, e la superficie è ravvivata da decorazioni in terracotta e laterizio.
La forma “civile” della facciata non è in contrasto con la minacciosa merlatura che adorna l’edificio, una reminiscenza dell’architettura militare che compare anche nelle costruzioni più tarde.

A presto con la seconda parte del viaggio alla scoperta di Piacenza attraverso gli stili architettonici!

 

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Attività con i bambini: il parco avventura JRP Extreme

Ieri abbiamo vissuto la prima gita di questo Oratorio Estivo 2017.
Destinazione il Parco Avventura JXP Extreme di Caglio in provincia di Como.
Questo tipo di attività ha sempre un grande impatto sui bambini e i ragazzi ( nonchè sugli adulti visto che Luca si è preso le ferie in questa settimana per non perdersi l’emozione!).

Le proposte sono varie e interessanti.
Al nostro arrivo i ragazzi, che erano già stati divisi in tre gruppi, si sono alternati nelle tre attività in programma: Percorso sospeso tra gli alberi, Orienteering e Sopravvivenza.

Ho documentato la giornata facendo anche delle piccole interviste ai ragazzi:
Riccardo, 8 anni : ” la parte che mi è piaciuta di più è stata quando ho fatto la carrucola!”.
Alessandro, 9 anni: ” E’ stato tutto bello, ma soprattutto perchè eravamo in mezzo alla natura!”
Carlotta, 9 anni: “E’ tutto una sfida!”
Sophie, 11 anni: “L’orienteering è stancante ma divertente. In pratica siamo andati in giro per tutto il paese con una mappa e dovevamo trovare delle bandierine orientandoci appunto con la mappa”.
Filippo, 11 anni: ” Nell’attività di sopravvivenza abbiamo imparato ad accendere un fuoco senza avere accendino o fiammiferi, a costruire una piccola capanna con legni e corteccia e a sapercela cavare solo con quello che abbiamo nello zaino”.

Ecco la capanna…..

… e no! Non potevo non collaborare!

 

La mia piccola yogini ed io ci siamo ritrovate ancora una volta circondate da alberi e….. beh! Eravamo felici ( lei soprattutto!)

Con la mappa…

Sono felice di aver trascorso una giornata in uno splendido bosco con i ragazzi.
Sono giornate rigeneranti per me … e spero anche per loro!

In Valle d’Aosta sulle tracce degli Avengers…

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Lunedì scorso mentre “chiacchieravo” con Daniela su Facebook ho scoperto una cosa bellissimissima per noi che amiamo i supereroi!
Quando ho visto per la prima volta il film ” Avengers – Age of Ultron” ho immediatamente riconosciuto nella base dell’Hydra ( i cattivoni) il Forte di Bard che si trova in Valle d’Aosta avendolo visitato qualche anno fa.
Quello che non sapevo è all’interno della fortezza è stata allestita una mostra dedicata ai “Vendicatori” ( che proseguirà fino al 6 gennaio 2017).
L’ho detto subito a Luca e a Matilde e detto – fatto! Ieri ci siamo andati!
Il film è stato girato infatti in parte in Italia, e precisamente in alcune località della Valle d’Aosta.
Per esempio Pont Saint Martin che è stata la prima tappa della nostra gita…

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Questo grazioso paese è famoso appunto per il ponte che rappresenta una tappa della Via Francigena

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Arrivati a Bard ( perdonatemi per la foto sfocatissima fatta dalla macchina!)…

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… abbiamo raggiunto la cima della fortezza ( dove c’è la biglietteria) con gli ascensori disposti su quattro livelli.

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Poi siamo scesi fino al livello dove c’era la mostra percorrendo il percorso pedonale…

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… godendoci il panorama…

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Ma eccoci arrivati alla mostra nella quale sono esposte fotografie delle riprese, oggetti di scena, costumi dei personaggi, video con le riprese del dietro le quinte.
A darci il benvenuto è Capitan America…

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Il mio Vendicatore preferito è decisamente Thor ma evidentemente ciò non basta a farmi diventare degna del Miöllnir, il suo martello…

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Però non mi dispiace nemmeno Hawkeye…

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… e il suo arco.

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Una parete con i disegni di scena…

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… e un video con un’intervista al regista.

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Nonna Mariuccia-Hulk e Nonno Antonio-Capitan American! I nostri veri supereroi!!!

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Dopo aver pranzato ( e molto bene ) in un ristorante ad Arnad, nel pomeriggio abbiamo visitato Aosta, anch’essa location di alcune scene del film.
Ma il nonno Antonio ed io abbiamo fatto un salto indietro nel tempo e visitato il teatro romano…

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Un’altra bella e piacevole giornata con la mia famiglia!
Buon inizio settimana amici!
Ci aspettano giorni di pulizie e riordino prima della partenza per la collina!!!!!

… con Artù e i suoi cavalieri…

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Mercoledì abbiamo partecipato alla seconda gita dell’Oratorio Estivo.
Questa volta la nostra destinazione era il bellissimo castello di San Colombano al Lambro.

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Il Castello di San Colombano aderisce all’iniziativa “ I Magici Castelli” che anima gite scolastiche e proposte didattiche per le scuole.
L’iniziativa è frutto del lavoro della Compagnia San Giorgio e il Drago ( qui la loro storia).

Per i ragazzi ( ma anche per gli adulti!) è divertimento assicurato!!!
Per un giorno siamo  diventati cavalieri di Re Artù…

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Che belle giornate!!!!
Buon fine settimana!

Volandia

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Sabato siamo stati, con i nonni, a Volandia, il Museo del Volo a Somma Lombarda in provincia di Varese, a pochi metri dall’aeroporto della Malpensa.

Il Museo si snoda in quelli che erano i capannoni della fabbrica dell’Ingegner Giovanni Caproni, pionere dell’aviazione italiana.
Egli infatti, nel 1910, effettuò il primo volo proprio in questi luoghi con il suo primo velivolo a motore…

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Una curiosità a noi molto gradita: il personaggio di Giovanni Caproni è presente nel film d’animazione “Si alza il vento” del nostro adorato maestro Miyazaki, che vede protagonista Jirō Horikoshi progettista ed ingegnere aeronautico giapponese, il quale ha diverse conversazioni con Caproni durante i suoi sogni.

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Nel museo quindi sono esposti velivoli che vanno appunto dai primi voli passando per i viaggi in mongolfiera, fino ad arrivare ai velivoli più moderni, al convertiplano e infine ai voli nello spazio.
Con la possibilità di provare l’ebbrezza di un decollo e di un atterraggio con i simulatori di volo.
E’ stato molto divertente e soprattutto interessante.
Una visita che consiglio davvero a grandi e piccini!

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