Compiti delle vacanze: inglese

La scuola è finita ormai da più di un mese e non vi ho raccontato nulla del primo anno di liceo artistico di Matilde.
Sono imperdonabile!
Beh! Vi dico che è andato così bene che l’ultimo giorno di scuola la mia creatura mi ha chiesto: ” Mamma, quanto durano le vacanze estive?”
” Tre mesi” rispondo.
“Sono Troppi. Vorrei che fosse già settembre per ritornare a scuola!”
Ok! Non dovete pensare che sia tutto amore per lo studio….
Ma non ho mai visto Matilde così serena ( si ! Lo so! L’avevo detto anche per la scuola media!) e così felice.
Classe perfetta, compagni perfetti, e con i docenti una (quasi) perfetta armonia.
Grande interesse per le materie artistiche ( Discipline grafiche e Pittoriche, Laboratorio Artistico e Discipline plastiche e scultoree), un po’ meno per il disegno tecnico.
Alla grande in inglese.
E proprio partendo dall’inglese vorrei parlare dei compiti delle vacanze.
Tanti ma non esagerati tanto che abbiamo deciso di non iniziare prima della fine dell’oratorio estivo.
Mentre scrivo Matilde è impegnata nel colorare una tavola di copia dal vero.
Dicevo…. inglese.
La docente ha assegnato la lettura di un libro, “The Canterville Ghost” di Oscar Wilde.
Questa edizione fa parte di una collana della casa editrice Liberty.
Per ogni capitolo sono previste delle attività di comprensione del testo, ascolto del cd allegato e domande di comprensione, esercizi di grammatica, introduzione di nuove parole, domande su argomenti toccati dal capitolo ( per esempio nel primo viene chiesto di esprimere delle opinioni sul clima in Inghilterra), ecc…

Io trovo che sia un modo carino di fare i compiti delle vacanze perchè unisce la lettura di un classico in inglese e il ripasso della grammatica, delle espressioni e dei vocaboli.

E voi care mamme?
Avete già iniziato a “fare” i compiti delle vacanze?
Ne avete tanti? Pochi?
Parliamone insieme!

Winton’s children

Nicholas Winton

In 1938, a 29- year-old man called Nicholas Winton was living and working in London.
One day he received a telephone call from a friend in Prague, Czechoslovakia.
Winton’s friend worked for the British embassy and he was helping to organise refugee camps for many families from Czechoslovakia. These families were in danger because they were Jewish.
Germany occupied part of Czechoslovakia and Winton and his friend knew it could soon occupy the rest of the country. Germany’s leader, Adolf Hitler, hated Jews.
Winton came from a Jewish family himself.
He decided to go to Prague. He wanted to help the families in Czechoslovakia before it was too late. There were a lot of children in the refugee camps, and he decided to organise special trains to take them to Britain, with the help of the British embassy.
Winton returned to London and started to raise money for their journey. He also had to find families in Britain to look after the children
In march 1939, Hitler invaded the rest of Czechoslovakia. That year, eight large groups of children (669 in total) left Prague. Most of them were Jewish and seven groups left by train. It was a long journey.
The trains travelled from Czechoslovakia through Germany, and then to Holland. Next the children travelled by boat to England.
On September 3rd 1939 there was an eight train at Prague station. It was ready to take children to England. Unfortunately, it never left Prague. That day, the Second World War started. The Germans closed the borders. Tragically, the train and the 250 children on it, disappeared. For the rest of his life, Winton sorry that the train didn’t leave Prague one day earlier.
The 669 children started a new life in England. They lived with British families.
Back in Czechoslovakia, Hitler sent Jews and many other people, to concentration camps. Most of the families of Winton’s children died.
For years, Nicholas Winton never talked about his work. He didn’t even tell his wife!
50 years later, in 1988, his wife found documents, letters and photos and Winton told his story.
In September 2009, a special train left Prague station. On the train there were 22 of the original children, with their children and grandchildren. The train followed the same route as in 1939, from Prague to London. At London Liverpool Street station, after 70 years, they finally met 100-year-old Sir Nicholas Winton, the man who saved their lives.

Sir Nicholas Winton è morto nel 2015 all’età di 106 anni.
E’ stato definito ” un eroe timido”.
Ha salvato 669 bambini dalla ferocia senza senso del nazismo e solo 50 anni dopo si è venuti a conoscenza delle sue gesta per caso.
Mi sto divertendo a seguire Matilde nella preparazione della prova orale dell’esame ( il brano si riferisce alla prova di inglese orale ovviamente) e sto riscoprendo tante, tante e ancora tante cose sul periodo delle dittature del XX secolo in Europa.
Alcune mi hanno fatto venire i brividi oltre ogni limite ( eugenetica nazista) ma altre mi hanno risollevato l’animo.
Come questa incredibile storia di Sir Nicholas Winton

Parlare di razzismo ai nostri figli

Rosa Parks On Bus

The mother of the Civil Rights Movement

On 1st Dicember 1955, a young black woman took the bus home from work. Her name was Rosa Parks, and she lived in Montgomery, Alabama.
On that day the bus driver asked her to give up her seat for a white passenger. Rosa Parks refused. The driver called the police and she was arrested.
The police arrested her because she was breaking a local segregation law. Segregation laws separated black people from white people. They were common in many southern states in the United States. Black Americans and white Americans went to separate schools and hospitals. They sat in different seats on buses and had separated areas in restaurants. They couldn’t get good jobs or houses, and in these areas many African-Americans couldn’t vote. They were also often attacked by white people. In Alabama, white people could sit at the front of buses, but blacks couldn’t.

Rosa and most African-Americans were tired of this discrimination. After her arrest, local African-Americans stopped travelling by bus as a protest. They didn’t use the bus for 382 days. Their protest was in newspapers around the world. In the end, the Supreme Court decided that racial segregation on public transport was illegal.

Rosa Parks’s protest strengthened the Civil Rights Movement in the United States. The movement wanted to abolish segregation laws and stop racial discrimination. The success of the boycott showed them that they had the power to change their situation.
One of the leaders of the movement was Martin Luther King. He led the African- Americans in a long fight for equality. Unfortunately, King was assassinated in 1968.

Only fifty years later, in January 2009, Barack Obama became the first African- American President of the United States. It was a historic moment. The United States, and the world, have become very different place since Rosa Parks’s protest.

Rosa Parks died on 24th October 2005. She was 92 years old. She inspired a lot of people, and many people call her “The Mother of the Civil Rights Movement”.

Per oggi Matilde doveva studiare questo brano e rispondere ad alcune domande di comprensione.
Oltre a considerare che potrebbe essere un buon argomento d’esame sono sorte spontanee alcune riflessioni sul razzismo.
In particolare una domanda del questionario chiedeva se in Italia esiste il razzismo.
Matilde dopo aver considerato che per fortuna non siamo come in alcune nazioni degli Stati Uniti in cui esistono ancora manifestazioni di razzismo di gruppo ( Ku Klux Klan) ha però specificato che purtroppo anche in Italia si verificano episodi di razzismo ancorchè isolati e individuali.
Io credo che sia importantissimo parlare di razzismo con i ragazzi e a questo proposito mi è venuto in mente che da qualche parte nella nostra libreria ( da quando l’abbiamo rimessa a posto e spostato i libri dalla loro posizione originale che avevamo memorizzato, facciamo una fatica tremenda a trovarli!!!!) c’è questo bellissimo libro…

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Tahar Ben Jelloun è uno scrittore franco-marocchino che attraverso un bellissimo dialogo con la figlia spiega perchè l’uomo può diventare razzista e di quanto sia importante educare i nostri figli a non essere razzisti.
Qui trovate una recensione molto bella ( perchè fatta da ragazzi che hanno letto il libro!).
Oggi lo cerco e lo propongo a Matilde come prossima lettura.

Questo post partecipa all’iniziativa “Il venerdì del libro” di Homemademamma.

Inglese e arte

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Ormai parecchi anni fa ( Matilde era alle elementari!) abbiamo partecipato ai laboratori per famiglie organizzati dal Museo Popoli e Culture del Pime.
Se avete voglia di curiosare ne avevo parlato  qui, qui e qui.
Teneva questi laboratori Alejandra Villafana.
Matilde si è subito affezionata ad Alejandra e ci siamo frequentati anche fuori dai laboratori ( nella foto una bellissima serata al cinema e come era piccina Matilde!)
Alejandra è laureata in Storia dell’Arte e ha conseguito un Master all’Università Cattolica di Milano in Servizi Educativi per il patrimonio artistico, dei musei storici e di arti visive.
Ci siamo sentite la settimana scorsa perchè il Museo Popoli e Culture sta organizzando una serie di laboratori, che si terranno da gennaio a maggio, per ragazzi dai 6 agli 11 anni intitolati “The ARTful English Lab”.
Si tratta praticamente di un corso di inglese attraverso l’arte.
Pittura, disegno, danza e gioco saranno gli strumenti con cui i bambini potranno approcciarsi a questa lingua straniera. Attraverso momenti ludico-creativi i bambini potranno divertirsi, sviluppare la loro creatività e consolidare la fiducia in se stessi.

Il corso sarà presentato sabato 12 dicembre alle ore 11.00 presso il Museo Popoli e Culture ( Via Mosè Bianchi, 94 a Milano).
Per informazioni:
museo@pimemilano.com

Matilde è ormai fuori età ma ho voluto condividere l’iniziativa con i miei lettori di Milano e dintorni anche se noi sicuramente andremo a trovarla.

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Consumo di carne e sopravvivenza del nostro pianeta

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L’insegnante di inglese ha assegnato ai ragazzi la lettura e lo studio di un articolo del Professor Umberto Veronesi.
Lo spunto iniziale è legato all’EXPO che Veronesi vede come un’occasione di “dibattito e riflessione per tutti, perchè il cibo è sicuramente cultura e espressione vitale di un Paese, ma è anche un elemento di giustizia sociale e di equilibrio ambientale.”
Nel 2050 sulla Terra vivranno 9 miliardi di persone e non ci sarà cibo e acqua per tutti e comunque già oggi le risorse alimentari sono distribuite in maniera inaccettabile rispetto alla soddisfazione dei requisiti di giustizia e equilibrio.
Nell’articolo Veronesi si sofferma particolarmente sulla questione del consumo di carne.
La carne è infatti un cibo per nulla sostenibile.
Per produrre un chilo di carne serve una quantità inimmaginabile di acqua ( circa 20.000 litri contro i 1000 che servono per ottenere un chilo di cereali).
E’ enorme la quantità di cereali destinata all’alimentazione degli animali da macello, ma di questa quantità solo il 10% viene poi trasformata in carne. Non è un vero spreco?
In più si prospetta un futuro in cui gli animali d’allevamento saranno più degli uomini e questo porterà ad un incredibile disequilibrio dell’ecosistema terrestre.
Ma vi è una speranza legata alla presa di coscienza rispetto a questi temi da parte dei giovani.
Matilde da parte sua dopo aver studiato bene l’articolo, in inglese ovviamente, l’altra sera mi ha detto: ” Mamma, sai che io sono carnivora, ma da oggi voglio cominciare anche io a ridurre il consumo di carne.”
Brava la mia ragazza!
Voglio concludere con la frase di Albert Einstein, diventato vegetariano negli ultimi anni della sua vita: ” Niente aumenterà le possibilità di sopravvivenza di vita sulla terra quanto l’evoluzione verso un’alimentazione vegetariana”.