Come fare la spesa consapevole

Posso affermare con assoluta certezza che il momento della spesa è uno dei pochi momenti mindful.
Sono lì, armata di carrello, biglietto sapientemente compilato e dettagliato ( il mio biglietto della spesa riproduce la struttura dell’ipermercato in cui abitualmente mi servo in modo da non perdere tempo a girare tra gli scaffali), penna e … no! Ok, la calcolatrice no. Però mi segno i prezzi dei prodotti perchè ho un badget che non devo superare (ci riesco solo se la spesa la faccio da sola, ma se viene Luca con me come ieri è matematico superare il badget e fare una spesa che non ha senso!).
Dicevo, momento mindful.
Si, perchè sono totalmente sul pezzo.
Concentrata su ciò che devo acquistare, a guardare le scadenze, il paese di produzione di un prodotto, se contiene glutine o no (ahimè), se contiene lattosio o no ( ahime parte due, la vendetta), se contiene lieviti o no ( ahimè parte tre, scontro finale).
Leggere con attenzione l’etichetta di un prodotto è molto importante.
Lo dice Enrico Cinotti, vicedirettore del mensile “Il Salvagente” che segue da oltre vent’anni il mondo dei consumatori.
Nel suo libro ” E’ facile fare la spesa se sai leggere l’etichetta” propone delle dritte per evitare rischi e tutelare la nostra salute.

Il mio intento è sempre stato quello di essere una consumatrice consapevole e di non mettere nel carrello la prima cosa che mi capita.
L’obiettivo è quello di pensare alla mia salute e a quella della mia famiglia ma anche di avere un occhio al portafoglio.
E’ stato quindi molto interessante e utile per me leggere questo libro che è diviso in due parti.
Nella prima parte viene spiegato che cosa deve obbligatoriamente riportare un’etichetta, quando un alimento può vantare un apporto nutrizionale, come si riconoscono gli additivi e a cosa servono, perchè è importante la dichiarazione nutrizionale e fino a quando un cibo può essere consunmato. Una serie di informazioni utili per comprendere a fondo la seconda parte in cui viene analizzata l’etichetta dei singoli alimenti suddivisi per reparti proprio come si presentano al supermercato.”

Quindi non è sufficiente dare un’occhiata alla scadenza, essere attenti al paese di produzione del prodotto che vogliamo acquistare, ma tutta una serie di informazioni contenute sull’etichetta ci daranno il metro della “bontà” in termini di salute del suddetto prodotto.
Un esempio sono i biscotti per la prima colazione.
Ormai sugli scaffali troviamo ovunque la dicitura “senza olio di palma”, il temibilissimo grasso vegetale di origine tropicale molto amato dalle industrie per il suo prezzo basso e per le sue caratteristiche di resistenza durante la cottura. Responsabile della deforestazione di intere aree del pianeta ha inoltre un elevato contenuto di grassi saturi che favoriscono l’insorgere di malattie cardiovascolari e di elementi cancerogeni.
Per nulla sostenibile quindi ( qui  spiegavo il concetto di sostenibilità).
Ma l’assenza di olio di palma non fa di un biscotto un prodotto salutare.
I biscotti contengono grassi vegetali, burro e zuccheri con un alto peso calorico.
Allora si tratta di capire quante kcal hanno i biscotti perchè tra questi e le merendine di metà mattina un bambino fa in frettissima a superare l’apporto calorico consigliato.
Per passare al reparto ortofrutta cosa ci deve essere scritto sull’etichetta di un pacchetto di mele?
La denominazione di vendita e la varietà, il paese di origine, la categoria (extra, I o II), il prezzo al chilo, il peso netto, il confezionatore. Mentre non aspettiamoci di trovare la tabella nutrizionale perchè frutta e verdura, essendo prodotti “soggetti a maturazione” non devono rispettare tale obbligo.

Io ho trovato questo libro utile per diventare sempre più una consumatrice consapevole.
Buona spesa!

Questo post partecipa all’iniziativa “Il venerdì del libro” di Homemademamma.

Attività con i bambini: un biglietto natalizio pop-up

Ieri pomeriggio mi sono divertita a realizzare un biglietto che accompagnerà il regalo di Natale di una nostra piccola grande amica.
L’ispirazione mi è venuta sfogliando questo bel libro…

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Si tratta di un libro che suggerisce tanti lavoretti da fare con i bambini a casa, a scuola o a catechismo. Infatti ogni lavoretto è ispirato ad un episodio del Vangelo collegato al Natale: la nascita di Gesù, l’arrivo dei pastori alla grotta di Betlemme, la visita dei Magi ecc…

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Ma veniamo al mio biglietto.
Abbinato all’episodio dell’Annunciazione era proprio un biglietto d’auguri con un simpatico angioletto realizzato con tecnica del pop up. Un pop up molto semplice ma carino.

Ho preso un cartoncino formato A4 e l’ho tagliato a metà.
La metà l’ho piegata a sua volta a metà…

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Dall’altra metà ho ritagliato una striscia di 15cm per 3 cm e ho fatto una piega a metà e due pieghe a 2 cm dai bordi.

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Con la Big Shot ho fustellato dei cerchi e dei cuoricini da un foglio di carta argentato…

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Ho decorato con i cerchi piccoli e grandi il biglietto e ho incollato nel mezzo la striscia con le pieghe…

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Dai modelli presenti nella pagina centrale del libro ho ritagliato il corpo e le ali dell’angioletto…

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e l’ho assemblato aggiungendo il faccino e le manine e decorando il vestitino con i cuoricini argentati…

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Una volta asciuttissima la colla ho piegato esattamente a metà l’angioletto e l’ho incollato alla striscia sul biglietto in modo che la piega dell’angioletto combaciasse con la piega della striscia e del biglietto e voilà l’angioletto pop up…

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Il modello originale prevedeva di aggiungere del cordino dorato per fare i capelli dell’angioletto ma mi sembrava troppo capellone, così ho fustellato un fiorellino e l’ho messo sotto il faccino creando un angioletto fiorelloso ( dopo petaloso si potrà dire anche fiorelloso!)
Questo è il modello originale…

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E così il biglietto per la mia piccola e speciale amica è pronto…

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Gillian Chapman
Il Natale a 10 dita
Elledici

Questo post partecipa all’iniziativa “Il venerdì del libro” di Homemademamma.

“Il sogno d’argento” una storia di Neil Gaiman

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Qualche giorno fa Matilde è arrivata in cucina tutta agitata e mi ha detto: “Mamma guarda la Francesca cosa mi ha mandato!” e mi ha mostrato una foto sul suo cellulare.
Nella foto la copertina dell’ultimo romanzo per ragazzi di Neil Gaiman.
Ho già avuto occasione di dire che noi amiamo particolarmente Neil Gaiman. I suoi romanzi, le sue graphic novel, insomma tutto!
Il sogno d’argento” è il seguito de “Il ragazzo dei mondi infiniti” di cui avevo parlato in questo post.
Il protagonista è Joey Harker, un ragazzo coraggioso e leale.
Ha imparato a padroneggiare la sua speciale abilità di Camminatore tra le diverse dimensioni dell’Intraspazio, dopodichè ha contribuito a salvare l’Altriverso dalla distruzione, portando al sicuro i compagni della squadra.
Joey Harker è un eroe. Ma i minacciosi poteri rivali, quello dei Binari, la scienza, e quello dell’ESA, la magia, non si sono ancora dati per vinti e lottano per conquistare il controllo di tutti i mondi paralleli. La missione di pace dell’Intermondo non è certo conclusa….

Abbiamo ordinato il libro il giorno stesso in cui Matilde l’ha scoperto cioè lunedì sera e grazie al servizio superveloce di Amazon, martedì in mattinata era già arrivato. Martedì sera a Matilde mancavano poche pagine!
E poi ha scoperto che della saga che si chiama dei Mondi Infiniti realizzeranno anche un film probabilmente della Dreamworks.
E così Joey Harker si riconferma il personaggio preferito della mia adolescente.

” Il sogno d’argento”
Una storia di Neil Gaiman e Michael Reaves scritta da Micheal Reaves e Mallory Reaves
Mondadori

 

Questo post partecipa all’iniziativa “Il venerdì del libro” di Homemademamma

Latino, che passione!

Per questo “Il venerdì del libro” l’iniziativa di “Homemademamma” volevo proporre due libri decisamente speciali.
Non sono libri pubblicati o romanzi famosi, ma allo stesso modo sono stati pensati e creati con tanto amore e tanta passione.
I libri in questione sono stati scritti dal nonno Antonio che con tanta pazienza ha raccolto proverbi e detti latini ed è andato alla ricerca di quelle significative frasi che si trovano sulle meridiane verticali.
Anche io ci ho messo lo zampino avendo trascritto durante il periodo vacanziero in collina di qualche anno fa un bel po’ ( quanti?) detti latini.
Il nonno Antonio è speciale ed è anche molto generoso perchè ha messo questi suoi lavori a disposizione dei lettori ( e non) del suo sito www.pievedirevigozzo.org gratuitamente.
Non bisogna fare altro che scrivergli una mail.

Ma ecco una piccola presentazione dei due libri da parte dello stesso nonno Antonio…

IPSE DIXIT
Raccolta di detti, proverbi, locuzioni latine con traduzione, fonte e commento. Pensata con l’intento di dare maggior visibilità al sito di Pievedirevigozzo già alla sua prima e timida apparizione sul WEB ha trovato presso i nostri visitatori una accoglienza inaspettata a riprova di quanto il latino sia ancora una lingua ben presente nella vita di tutti i giorni.

Ad hoc, ad interim, a divinis, ad libitum, ad multos annos, a latere, alibi, alter ego, ante litteram, a posteriori, a priori, brevi manu, casus belli, … curriculum, referendum, memorandum, cum quibus, de facto, de iure, de profundis, desiderata, deus ex machina, dies irae, do ut des, ergo, errare humanum est, errata corrige, est est est, locanda, ex aequo, extra/intra moenia, factotum, forma mentis, gratis et amore Dei, grosso modo, habitat, humus, incipit…, media, monitor…, par condicio, sursum corda, transeat, via crucis…!
Sono alcune delle tante espressioni prese a prestito dal latino ed entrate “sic et simpliciter” nell’uso di ogni giorno.

MERIDIANE

Ruit hora…!
Amicis et vino quaelibet hora…!

Per quanto la misura del tempo abbia costituito, in ogni epoca, una preoccupazione per l’umanità, lo sviluppo della gnomonica, su basi scientifiche, la si fa risalire ai Greci già attorno al 600 a.C.
Per quanto le meridiane rappresentino oggi un segno del passato, è sempre gradevole godere della loro vista, apprezzarne le eleganti soluzioni pittoriche e architettoniche e soffermarci a riflettere qualche attimo sul significato dell’immancabile scritta che le accompagna.
Vere perle di saggezza che provengono dai testi sacri della Bibbia, dai classici latini o da sconosciuti autori capaci di trasferire nella lingua di Cicerone il pensiero del tempo accomunato a quello della morte e del giudizio divino, ma anche divertenti giochi di parole che qualche bontempone si divertiva ad inventare.
Nel presentare questa raccolta “sui generis” ci è piaciuto inquadrarla tra i due motti che di questa filosofia spicciola rappresentano, a nostro giudizio, gli estremi: “Ruit hora” e “Amicis et vino quaelibet hora”.
Di nessuno di questi siamo riusciti a trovarne l’autore ma, immaginandoli coniati nello stesso periodo, potremmo ragionevolmente assegnarli rispettivamente a qualche seguace di frà Gerolamo Savonarola ed a qualcuno dei giovani amici di Lorenzo de’ Medici.
Scarno il primo, angosciante nel suo suono onomatopeico che, quasi profetica minaccia, riecheggia l’incombere sull’umanità intera di una imminente catastrofe, di un castigo ineluttabile.
Gaio, festaiolo e godereccio il secondo ad immagine della gioventù fiorentina che di giorno e di notte (forse più di giorno per problemi di illuminazione) cercava in Firenze e nelle ricche ville sulle sue colline di allontanare il pensiero della morte.

 

Se siete amanti della lingua latina, siete studenti alle prese con la lingua di Cicerone o insegnanti potete richiedere i libri direttamente sul sito del nonno Antonio ( a questa pagina per i detti e proverbi latini e a questa per le meridiane)
Questo post diventerà una pagina fissa di questo blog e si chiamerà CONTENUTI GRATUITI. Inoltre nella colonna dei widget potete trovare le copertine dei libri con il link alla pagina dell’indirizzo a cui richiederli.

Milano by night

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Giovedì sera, alla Darsena di Milano è stata organizzata, come in tante altre città italiane, l’iniziativa “Amatriciana solidale” in favore delle popolazioni colpite dal recente terremoto.
Noi ci siamo stati ed io ho approfittato dell’occasione per vivere una parte della mia città che mi è pressochè sconosciuta: la Milano dei Navigli.
Non ho mai gradito uscire di sera, prendere la metropolitana e soprattutto stare in mezzo a tanta gente, ma il senso dell’uscita mi ha incoraggiato.
Ero rilassata e tranquilla.
Siamo arrivati in Darsena al tramonto.
Le luci soffuse e intriganti del crepuscolo hanno creato un’atmosfera particolare.

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Le giornate ormai si sono accorciate. Il buio arriva presto.

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Abbiamo camminato tanto. Per chi conosce Milano ci siamo fatti a piedi da Corso di Porta Ticinese fino al Castello Sforzesco, passando per la Chiesa di Sant’Eustorgio, le colonne di San Lorenzo e Piazza Duomo.
Una bella e piacevole passeggiata anche perchè eravamo in buona compagnia. Infatti è stata una bellissima occasione per rivedere, dopo le vacanze, un ex compagno di classe di Matilde e la sua mamma.

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Non avevo mai vissuto Milano di sera, con il buio e devo dire che non mi è affatto dispiaciuta.
Sono intenzionata a scoprire di più sulla mia città.
E’ proprio vero che non è necessario andare lontano per scoprire cose belle!

P.S. In realtà non siamo riusciti a mangiare il piatto di amatriciana perchè c’era tantissima gente, così siamo entrati in un locale per un panino e abbiamo deciso poi di destinare la somma che avremmo speso per l’amatraciana al crowdfunding di Eppela “Un teatro per Amatrice.
Il Jazz italiano si unisce per ricostruire il Cinema Teatro “Giuseppe Garibaldi” di Amatrice, punto di riferimento per la cultura e la comunità.

Buon inizio settimana!!!