Compiti delle vacanze: italiano

Domani partiamo per la collina!
Saranno sicuramente quindici giorni di relax ma… ci sono i compiti!
Con Matilde ci siamo accordate che faremo italiano.
Quali sono i compiti di italiano?
La lettura di tre libri.
Li condivido come possibili letture per ragazzi delle superiori.

– Le notti bianche di Fedor Dostoevskij

– Febbre gialla di Carlo Lucarelli

– Il ballo di Irene Nemirovky ( che dovrà riassumere in 50 righe)

Due temi

Il femminicidio è un fenomeno molto discusso e molto grave. Cerca sul dizionario una definizione di questo termine, cercando di spiegare di cosa si tratta e facendo riferimento a tue conoscenze personali. Cosa si potrebbe fare per ridurre la violenza omicida nei confronti delle donne?”

Immagina di essere un eroe/eroina dell’Antica Grecia e di dover intraprendere un viaggio nel Mediterrano. Quali luoghi vorresti visitare e per quale motivo? Scrivi un racconto in cui ripercorre le tappe di questa tua personale odissea.

– Alcuni esercizi di grammatica.

La collina sarà sicuramente d’ispirazione per Matilde!!
Ci risentiamo da lassù.
Buon fine settimana a tutti voi!

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Come fare un riassunto

alberi-nebbia-foresta

Proprio in queste ore Matilde è impegnata a scuola in una verifica di italiano sul riassunto.
Essere in grado di fare un buon riassunto, cioè esporre il contenuto di un racconto mantenendo le informazioni essenziali non è così facile.
Ma esistono dei passaggi da seguire che possono aiutare.

Innanzitutto è necessaria una lettura approfondita del racconto e la sua suddivisione in sequenze.
Le sequenze sono delle porzioni di testo che hanno una loro autonomia logica. Ci accorgiamo di essere di fronte ad una nuova sequenza perchè è cambiato il luogo in cui si svolgeva l’azione, oppure è cambiato il tempo (per esempio un flashback) o ancora vi è l’entrata in scena di un nuovo personaggio.

In ogni sequenza c’è un contenuto-chiave ed è quello da evidenziare e sintetizzare. Per individuarlo ci sono alcune domande chiave a cui è necessario rispondere:

CHI? Quali sono i personaggi?
CHE COSA? Qual è l’azione?
COME? In che modo operano i personaggi?
DOVE? In quale luogo si svolgono i fatti?
QUANDO? In che periodo si colloca la vicenda?
PERCHE’? Quali sono i motivi e le circostanze?

Utilizzando ciò che in ogni sequenza si è sottolineato si procede alla stesura del riassunto unendo tra loro le sintesi delle singole sequenze in un unico testo che a quel punto dovrebbe contenere tutte le informazioni principali, dovrebbe essere chiaro nel significato e scorrevole nella lettura.

Alcuni accorgimenti che rendono il riassunto più ” efficace” sono:
– Non riscrivere il testo di partenza
– usare le proprie parole il più possibile per rendere il lavoro più personale e più farina del proprio sacco.
– nel riassunto è opportuno usare la terza persona anche quando la narrazione è in prima persona.
– nel riassunto non esiste il discorso diretto quindi non si riportano mai i dialoghi.
– il riassunto deve essere oggettivo quindi non si esprimono mai giudizi personali.
– nel fare un riassunto bisogna scegliere un tempo verbale e poi mantenerlo nel corso di tutto lo scritto. Normalmente viene usato il tempo presente ma anche il tempo passato quando è necessario far capire che c’è stato un salto cronologico.
– usare la punteggiatura e i connettivi appropriati per collegare le frasi ( in seguito, infine, perciò, prima, dopo, ecc…)

Molto importante è rileggere ed eventualmente correggere.

Può succedere che venga dato un numero massimo di parole da utilizzare. In questo caso è necessario contare, fare dei tagli o aggiungere per rispettare la consegna.
E’ un lavoro carino, secondo me, riassumere un racconto prima utilizzando tipo … 180 parole, poi 100 e poi ancora 50.
Un lavoro che richiede grande attenzione perchè le informazioni necessarie devono essere mantenute.

Io ho sempre avuto un po’ di difficolta nel fare i riassunti perchè non riuscivo sempre ad individuare le informazioni essenziali ( regolarmente per me erano altre).
E voi cari lettori?
I vostri ricordi scolastici cosa vi dicono?

P.S. l’immagine di apertura ovviamente non c’entra nulla con l’articolo ma mi piaceva troppo e l’ho presa da qui. In questi giorni sto lavorando alle mie lezioni di yoga per bambini che hanno come protagonisti gli alberi e il bosco per cui non vi assicuro di non propinarvene altri nei prossimi giorni 🙂

Per cominciare bene la giornata… un po’ di poesia metasemantica

La metasemantica è una tecnica letteraria teorizzata ed utilizzata da Fosco Maraini ( padre della scrittrice Dacia Maraini) nella sua raccolta di poesie “Gnòsi delle fànfole”.
La semantica è quella parte della linguistica che studia il significato delle parole (semantica lessicale), degli insiemi delle parole, delle frasi (semantica frasale) e dei testi. La metasemantica, nell’accezione proposta dal Maraini, va oltre il significato delle parole e consiste nell’utilizzo di parole prive di referente, ma dal suono familiare alla lingua a cui appartiene il testo stesso, e della quale deve seguire comunque le regole sintattiche e grammaticali (nel caso di Fosco Maraini la lingua italiana).
Dal suono e dalla posizione all’interno del testo si possono attribuire significati più o meno arbitrari a tali parole ( da Wikipedia)

Un famoso esempio di poesia metasemantica è “Il lonfo”.

Il Lonfo non vaterca né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce,
sdilenca un poco e gnagio s’archipatta.
È frusco il Lonfo! È pieno di lupigna
arrafferia malversa e sofolenta!
Se cionfi ti sbiduglia e ti arrupigna
se lugri ti botalla e ti criventa.
Eppure il vecchio Lonfo ammargelluto
che bete e zugghia e fonca nei trombazzi
fa legica busia, fa gisbuto;
e quasi quasi in segno di sberdazzi
gli affarferesti un gniffo. Ma lui, zuto
t’ alloppa, ti sbernecchia; e tu l’accazzi.

Come vedete le parole non esistono ma ti suggeriscono delle idee, delle caratteristiche da attribuire a questo lonfo.
A proposito. Ma che cos’è il lonfo?

E adesso la poesia recitata da Maddy e il suo papà… ( uno spasso! Lei è adorabile!)

… e dal maestro Gigi Proietti…

Giocare con le parole è affascinante e divertente.

… e il naufragar m’è dolce in questo mare.

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Giacomo Leopardi.
Il poeta del dolore e del pessimismo.
La vita è dolore ( Leopardi era buddhista?).
Il dolore è la condizione ineliminabile della vita umana ( no! Decisamente Leopardi non era buddhista!”).

Matilde per oggi aveva da studiare a memoria una poesia di Leopardi.
Sono sempre perplessa sull’utilità di imparare a memoria le poesie, soprattutto se siamo in presenza di studenti dislessici.
Matilde è volenterosa e cerca di studiare a memoria tutto quello che i docenti chiedono ( la settimana scorsa ha voluto sostenere una verifica di geometria sulle formule di circonferenza e cerchio e qualche settimana fa quella sui verbi irregolari inglesi).
Inutile dire che per me significa escogitare nuove strategie per aiutarla a memorizzare.
Tornando a Leopardi, la poesia scelta da Matilde è…

L’infinito

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare.

Quel ramo del lago di Como…

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( immagine presa dal web perchè purtroppo a Lecco non ci sono ancora stata!)

E così siamo arrivati a studiare il romanzo storico e ” I Promessi Sposi”.
La settimana scorsa Matilde ha fatto una verifica su Manzoni ed è tornata a casa tutta imbronciata…
“Accidenti mamma, non mi ricordavo perchè Renzo e Lucia hanno chiamato la loro prima figlia Maria!”.
“Poco male” le rispondo ” prendiamo il libro e cerchiamo il passaggio, anzi no, telefoniamo al nostro esperto in materia, il nonno Antonio e ce lo facciamo spiegare!”.
Si, perchè dovete sapere che il nonno Antonio ha un’autentica passione per il romanzo di Manzoni e sa proprio proprio tutto!
E infatti….

Vi ricorderete che la sfortunata Lucia ad un certo momento viene rapita dall’Innominato ( per conto di Don Rodrigo) e durante la prigionia fa voto alla Madonna di non sposare Renzo se le avesse fatto la grazia di riuscire a scampare alla sua sciagurata condizione di prigioniera.
Quando poi ritroviamo i nostri due infelici ragazzi a Milano, finalmente riuniti, Renzo viene a sapere del voto. Lui lo considera un voto ingiusto perchè si tratta di un voto che riguarda anche lui, che lo danneggia ed è stato fatto senza il suo consenso quindi per lui non valido e avrebbe preferito che Lucia promettesse di chiamare Maria la loro prima figlia.
Sappiamo poi che Padre Cristoforo scioglierà il voto di Lucia e i due ragazzi saranno di nuovo promessi sposi.

A Matilde non dispiace lo studio del romanzo di Manzoni.
Ma a dire la verità lei la vicenda la conosceva già…

E a voi piacciono “I promessi sposi”?
O magari come me, li avete riscoperti molti anni dopo aver terminato la scuola?

Buon inizio settimana, amici!