Fioriciclando: parte 2

L’oratorio estivo è finito!
E ora, dopo aver ridato una parvenza di ordine e di pulizia alla casa, ritorno volentierissimo a scrivere sul blog.
Dicevo, l’oratorio estivo è terminato la settimana scorsa. Un’esperienza come sempre faticosa ma esaltante.
Il laboratorio “Fioriciclando” ha riscosso un successone!
Bambine entusiaste e anche il parroco non faceva che ripetere che l’idea che abbiamo avuto è stata davvero azzeccata rispetto al tema proposto dalla FOM per l’esperienza dell’oratorio estivo di quest’anno.
Eccomi quindi a voi per condividere alcune immagini dei vari laboratori in cui, vi ricordo, l’elemento fondamentale era l’utilizzo di materiali di recupero.

CORNICI CON SEMI DI ZUCCA ( carta e cartoncino per la cornice recuperati dagli imballaggi con cui arrivano le scorte bar dell’oratorio); semi di zucca ormai scaduti.

QUADRETTO CON BOTTIGLIA E TAPPI (supporto di cartone recuperato dalle scatole del catering delle prime comunioni, tappi di plastica, bottiglietta di plastica, stoffe per fustellare le foglie, mollette da bucato, pirottini per i dolci)

RAMOSCELLO DI FIORI DI CILIEGIO (rametti raccolti nel parco, tovaglioli di carta, avanzi di nastrini di organza)

FIORE CON POM POM (gomitoli di lana recuperati qua e là, un bicchiere di plastica, bastoncini per spiedini, la sabbiolina degli acquari è stata l’unico acquisto).

GIACINTI CON CARTA RICICLATA (volantini dei supermercati, barattoli di latta, matite di grafite, stoffe di recupero, nastrini delle bomboniere)

PIANTINA DI ERBA GATTA O PREZZEMOLO (bottiglia di plastica, tappi di plastica, terriccio e semi)

PORTACHIAVI CON POM POM (gomitoli di lana per i pom pom, perle di legno)

ACCHIAPPASOGNI (rametti raccolti nel parco, bottigliette di plastica, nastri e stoffe di recupero)

MANDALA GIGANTE ( bottigliette di plastica, tappi di plastica e di sughero, pirottini per il dolci, carta colorata riciclata, stoffa di recupero)

PORTALUMINI ( anime dei rotoli di carta igienica)

CORONCINA DI FIORI (cartoncino riciclato, pirottini dei dolci, nastri di organza di recupero)

Eccoli qui, tutti e undici i piccoli progetti!
Arrivederci al prossimo anno, oratorio estivo!!!!

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Come utilizzare le opere d’arte a catechismo

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Sabato pomeriggio ho condiviso una bellissima esperienza con Matilde, che da quest’anno fa l’aiuto catechista.
Abbiamo partecipato ad un laboratorio di formazione per catechiste il cui titolo era “Arte e eucarestia”.
L’arte per secoli ha rappresentato uno strumento efficacissimo per avvicinare le persone alla fede.
Lo strumento visivo aiutava chi non sapeva leggere, chi non aveva cultura a capire il messaggio evangelico e ad interpretare episodi biblici.
Ragion per cui, diventa uno strumento prezioso per approfondire un percorso formativo inerente all’iniziazione cristiana dei piccoli.
In particolare nel laboratorio ci siamo soffermati sulla lettura e l’analisi di due opere di Caravaggio, apparentemente simili ma molto diverse ad un’analisi più attenta.
Si tratta delle sue Cene di Emmaus.
La prima, dipinta nel 1602 e conservata alla National Gallery di Londra ( l’immagine in cima al post) e la seconda dipinta dal Caravaggio nel 1606 e conservata alla Pinacoteca di Brera a Milano ( qui sotto).

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Le opere fissano il momento decisivo in cui Gesù, risorto, si fa riconoscere, attraverso la benedizione e lo spezzare del pane, ai due discepoli di Emmaus. Stesso momento, atmosfera estremamente diversa ( e questo in base allo stato emotivo del Caravaggio che ha dipinto la seconda opera nel periodo difficile dell’espiazione di un grave gesto ( aveva ucciso un uomo).

Dopo aver analizzato insieme le opere, anche sulla base della loro storia e della biografia del Caravaggio, abbiamo cercato di entrarci un po’ più dentro, quindi lasciandoci anche trasportare dal punto di vista emotivo:
– Quali particolari mi colpiscono?
– Che cosa vedo in rapporto al racconto evangelico?
– Che cosa provo di fronte a quest’opera?

Una cosa interessante, almeno per me personalmente, è stata la proposta di far rivivere l’opera attraverso un tableau vivant.
Dico per me personalmente, perchè quando hanno chiesto volontari, solo io e Matilde abbiamo alzato la mano ( e questa è stato il culmine della mia esperienza di condivisione con mia figlia).
Per ovvie ragioni di privacy non posso farvi vedere la fotografia del tableau vivant che abbiamo realizzato ( perchè poi due componenti dell’equipe decanale che presenta i laboratori hanno partecipato) ma posso dirvi che cosa ho provato io nell'”interpretare” nientemeno che Gesù che benedice il pane.
Cercare la precisione dei gesti delle mani, osservare l’espressione serena, tranquilla di quel giovane uomo che si rivela ai suoi amici. Una gioia infinita. Coinvolgente.
Ho cercato la concentrazione in quel momento immobile in cui sentivo solo il mio respiro che mi accompagnava con un’azione tranquillizzante.
Anche Matilde è stata molto brava ad assumere quella posizione che esprimeva stupore e voglia di correre per andare ad annunciare al mondo che Gesù era risorto di quel discepolo che il Caravaggio ha ritratto di spalle.

L’idea del tableau vivant sarebbe bellissima anche da proporre ai bambini per aiutarli a immergersi con più efficacia nelle emozioni dei personaggi di un’opera invitandoli a cogliere le sfumature dei gesti, le espressioni, gli oggetti e la loro simbologia.
Per me che insegno yoga ai bambini e lavoro molto con la fisicità, la corporeità ( in fondo assumere un asana è prendere la forma di quell’asana e sentirsi quell’ elemento, che sia un albero, la montagna, un animale, ecc… e vivere le sue caratteristiche) è un’ idea che senz’altro sfrutterò nei miei incontri di catechismo.

Un’altra idea è poi quella di stimolare la riflessione attraverso domande:
– Quale episodio del Vangelo è rappresentato nell’opera?
– Chi sono i personaggi?
– Cosa vedete?
– Vi piace?
– Che sensazioni vi trasmette?
– I gesti dei personaggi cosa comunicano?
– A quale personaggio vi sentite più vicini?
– I colori e le espressioni cosa comunicano?
– In questa opera vi sembra che si parli o si ascolti?

Per concludere posso dire che io imparo sempre tanto da questi laboratori. Arricchiscono il mio bagaglio di conoscenze, di esperienze, di condivisione. E questa volta aver avuto Matilde con me ha rappresentato il valore aggiunto.
E anche lei si è divertita molto.
Siamo tornate a casa cantando a squarciagola!

Buon inizio settimana amici!

Inglese e arte

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Ormai parecchi anni fa ( Matilde era alle elementari!) abbiamo partecipato ai laboratori per famiglie organizzati dal Museo Popoli e Culture del Pime.
Se avete voglia di curiosare ne avevo parlato  qui, qui e qui.
Teneva questi laboratori Alejandra Villafana.
Matilde si è subito affezionata ad Alejandra e ci siamo frequentati anche fuori dai laboratori ( nella foto una bellissima serata al cinema e come era piccina Matilde!)
Alejandra è laureata in Storia dell’Arte e ha conseguito un Master all’Università Cattolica di Milano in Servizi Educativi per il patrimonio artistico, dei musei storici e di arti visive.
Ci siamo sentite la settimana scorsa perchè il Museo Popoli e Culture sta organizzando una serie di laboratori, che si terranno da gennaio a maggio, per ragazzi dai 6 agli 11 anni intitolati “The ARTful English Lab”.
Si tratta praticamente di un corso di inglese attraverso l’arte.
Pittura, disegno, danza e gioco saranno gli strumenti con cui i bambini potranno approcciarsi a questa lingua straniera. Attraverso momenti ludico-creativi i bambini potranno divertirsi, sviluppare la loro creatività e consolidare la fiducia in se stessi.

Il corso sarà presentato sabato 12 dicembre alle ore 11.00 presso il Museo Popoli e Culture ( Via Mosè Bianchi, 94 a Milano).
Per informazioni:
museo@pimemilano.com

Matilde è ormai fuori età ma ho voluto condividere l’iniziativa con i miei lettori di Milano e dintorni anche se noi sicuramente andremo a trovarla.

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