Gita di studio … a Milano

Matilde ed io siamo appena tornate da una “gita” di studio nella nostra città.
L’insegnante di storia dell’arte infatti ha assegnato ai ragazzi come compito delle vacanze di Natale di visitare le basiliche di Sant’Ambrogio e di San Lorenzo che erano state, recentemente, oggetto di studio (arte paleocristiana).
Non mi soffermo sulle caratteristiche delle chiese, sullo stile architettonico, ma piuttosto su ciò che rappresenta per me condividere con mia figlia il suo percorso di studi. E accompagnarla in queste uscite, facendole domande e chiedendo spiegazioni su argomenti che mastica decisamente più di me ( ricordo che frequenta il secondo anno del liceo artistico) per me è davvero entusiasmante.
Non stavo molto bene stamattina ( di nuovo l’influenza?) ma non avrei rinunciato per nulla al mondo a questa uscita.
Storia dell’arte è una materia che a Matilde piace molto e vi assicuro che l’ho vista quasi emozionata di fronte al mosaico del Cristo tra i discepoli nella Cappella di Sant’Aquilino nella Basilica di San Lorenzo. Si, perchè quel mosaico l’aveva studiato e analizzato sul libro ma averlo davanti a sè, dal vivo, è tutta un’altra cosa.

Basilica di Sant’Ambrogio

 

Colonne e Basilica di San Lorenzo

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Viviamo i parchi cittadini!

Questa mattina Matilde ed io abbiamo fatto una lunga passeggiata nel parco che c’è all’interno del nostro quartiere.
Lei ne aveva bisogno visto che sta concludendo i suoi compiti delle vacanze ed è parecchio stanca e io anche visto che non mi sembra nemmeno di aver fatto delle vacanze quest’anno. Per diversi motivi i quindici giorni passati in collina infatti non sono stati rigeneranti e riposanti come gli altri anni.

Anche se si vive in città si ha la possibilità di vivere zone verdi.
Noi a onor del vero siamo molto fortunati. Oltre al nostro parco, abbiamo molti altri parchi vicini: Il Parco delle Cave, Bosco in città, il Parco di Trenno ma poi spostandoci per pochi km con la macchina siamo praticamente in aperta campagna.
Riuscire a passare anche solo venti minuti al giorno circondati dal verde ha dei grandi benefici.
Passeggiare in un parco è di grande aiuto per combattere lo stress e la depressione.
Il parco diventa infatti spesso luogo di incontro, di nascita di amicizie, di condivisione.
I parchi sicuramente hanno anche una funzione estetica rispetto alla location cittadina e avere tanti alberi significa avere aria un pochino ( dico un pochino) più pulita.
Inoltre chi ha un parco o delle zone verdi intorno diventa più consapevole del ritmo delle stagioni. Osservare i colori che cambiamo, il paesaggio che si modifica aiuta secondo me a vivere più consapevolmente e con attenzione. Un esercizio di mindfulness anche questo!
Senza contare i vantaggi per i bambini.
Negli spazi aperti i bambini possono sperimentare creatività ( quante volte io ho immaginato che quella piccola aiuola fosse il giardino del mio castello incantato) e movimento.
Possono interagire con altri bambini, sperimentare nuove amicizie e perchè anche dei piccoli conflitti…

Io amo tanto i parchi e visto che per ora non posso realizzare il mio sogno di vivere in collina ho deciso che li vivrò il più possibile. Non potrà farmi altro che bene!

Marzo

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Buon inizio marzo cari amici!
Questo sarà un mese molto intenso ( e quale mese non lo è?!?!?!?).
Tra due settimane comincerò il mio primo corso di yoga per bambini.
Sono entusiasta di questa cosa e ci sto lavorando con passione ( giuro che prima o poi pubblicherò qualcosa!).
Mi sta aiutando molto il corso di formazione AIPY che sto facendo ( questo fine settimana si parlerà dell’importanza dei riti per i bambini e poi ancora tanta didattica), senza contare che le mie compagne di corso sono eccezionali. Non mi sono mai trovata così bene in un gruppo. Entusiasmo, voglia di condividere ( anche su WhatsApp per sere intere!).
Bello, bello, bello!
In questo mese succederà un’altra cosa molto bella. I miei ragazzi di catechismo ( cresimandi) incontreranno Papa Francesco il 25 marzo allo Stadio di San Siro in occasione della visita del Pontefice nella nostra città. Io non ci sarò, perchè sarò impegnata in un altro seminario per il mio lavoro ma sono sicura che per loro sarà un’esperienza importante.
E poi marzo è il mese della primavera. Già da qualche settimana ci sono le prime gemmine sugli alberi e l’aria anche se ancora freddina è diversa.
Io ho voglia di primavera. Di rinnovamento. Di vita nuova.
E voi?
Un abbraccio grande a chi passerà di qui oggi… e anche domani 🙂

Sant’Ambrogio, patrono di Milano

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Oggi a Milano è una grande festa.
Si ricorda infatti Sant’Ambrogio, vescovo di Milano e dottore della Chiesa.

Dal latino Ambrosius deriva il nome di ambrosiani dato da lui ai cittadini milanesi.
Ambrogio nasce nel 339 circa a Treviri in Germania, da genitori di fede cristiana. Nel 370 giunge a Milano dalla Pannonia (attuale Ungheria) come governante della Provincia Emilia-Liguria.
Intervenuto per comporre i conflitti tra ariani e cattolici dopo la morte del vescovo Aussenzio, Ambrogio viene acclamato vescovo di Milano prima ancora di essere battezzato, ricevendo poi la consacrazione il 7 dicembre del 374.
Amato dalla popolazione per il suo carattere forte e per il suo senso della giustizia, combatte il paganesimo dilagante e l’eresia ariana, acquisendo una crescente autorità all’interno dell’ impero.

La sua importanza religiosa consiste nell’aver unificato la liturgia (oggi definita rito ambrosiano), aver dato grande impulso al monachesimo e aver composto diversi inni per voci miste. Ma la sua grandezza politica Ambrogio la dimostrò nel coraggio con cui seppe opporsi al potere temporale degli imperatori, costringendo Teodosio a dichiarare il Cristianesimo religione di stato. Fece donazione dei suoi beni alla Chiesa milanese e non esitò a far fondere i gioielli del Tesoro ecclesiastico per riscattare la vita dei prigionieri cristiani caduti nelle mani dei barbari.
Ambrogio morì a Milano nel 397 lasciando suo successore Simpliciano.

(Bibliografia: Storia di Milano, vol. I, Fondazione Treccani 1953)

La fantasia popolare ha attribuito a Sant’Ambrogio tutta una serie di miracoli che non sono entrati a far parte del processo di beatificazione, ma che, come i Vangeli apocrifi, sono pur tuttavia, illuminanti.
Il primo riguarda Ambrogio, in visita al papa (che l’aveva chiamato per rímbrottarlo) e che esclama: “Santità, devo andare! Sento le campane di Milano che suonano il ‘richiamo’ della Messa, non voglio far tardi a officiare!» Naturalmente, qualche istante dopo aver lasciato l’esterrefatto pontefice, Ambrogio era a Milano dietro l’altare.
Il secondo, sempre in Vaticano, comprende Ambrogio che si leva il mantello e, non trovando dove posarlo, lo appoggia su di un raggio di sole che penetra a lama nella stanza in cui il Papa gli sta dando udienza.
Il terzo, riguarda la colonna del diavolo, fuori dalla basilica di Sant’Ambrogio. Il Diavolo tenta il Santo, cerca di allettarlo, e siccome non ce la fa, di fronte a questo paladino della fede, pianta le corna nella colonna, per sfogare la sua rabbia. I 2 buchi dove il Diavolo avrebbe conficcato le sue corna sono visibili ancora oggi.

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In questo giorno di festa che precede quello dell’Immacolata Concezione a Milano si possono fare un sacco di cose.
Innanzitutto c’è la famosa festa degli O Bej! O bej!

le origini dell’attuale festa risalgono al 1510 e coincidono con l’arrivo in città di Giannetto Castiglione, primo Gran Maestro dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Egli era stato incaricato da Papa Pio IV di recarsi a Milano, nel tentativo di riaccendere la devozione e la fede verso i Santi da parte dei cittadini ambrosiani.

Arrivato nei pressi della città, Giannetto ebbe il timore di non venire accolto con favore dalla popolazione milanese, la quale non aveva mai manifestato forti simpatie nei confronti del Papa. Era inoltre il 7 dicembre, giorno in cui si festeggiava il patrono Ambrogio, in coincidenza con l’elezione vescovile del santo avvenuta il 7 dicembre 374. Decise allora di approntare un gran numero di pacchi, riempiti con dolciumi e giocattoli. Entrato a Milano iniziò con il suo seguito a distribuire il contenuto dei pacchi ai bambini milanesi, i quali si erano radunati intorno al corteo insieme ad una gran folla di cittadini. Il corteo raggiunse la Basilica di Sant’Ambrogio attorniato da una folla festante.

Da allora si cominciò ad organizzare, nel periodo della festa dedicata ad Ambrogio, la fiera degli Oh bej! Oh bej!. Venivano allestite bancarelle di vestiti, vecchi giocattoli, e soprattutto di prodotti gastronomici. Tipici dell’epoca, insieme con mostarde e castagnaccio, erano i firòn: castagne affumicate al forno, bagnate di vino bianco e infilate in lunghi spaghi.

Oggi le bancarelle ambulanti degli Oh bej! Oh bej! espongono principalmente prodotti di artigianato, di antiquariato e dolciari.

(da Wikipedia)

E sul sito milanotoday trovate tante altre proposte…
Felice Sant’Ambrogio, amici milanesi!

Milano by night

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Giovedì sera, alla Darsena di Milano è stata organizzata, come in tante altre città italiane, l’iniziativa “Amatriciana solidale” in favore delle popolazioni colpite dal recente terremoto.
Noi ci siamo stati ed io ho approfittato dell’occasione per vivere una parte della mia città che mi è pressochè sconosciuta: la Milano dei Navigli.
Non ho mai gradito uscire di sera, prendere la metropolitana e soprattutto stare in mezzo a tanta gente, ma il senso dell’uscita mi ha incoraggiato.
Ero rilassata e tranquilla.
Siamo arrivati in Darsena al tramonto.
Le luci soffuse e intriganti del crepuscolo hanno creato un’atmosfera particolare.

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Le giornate ormai si sono accorciate. Il buio arriva presto.

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Abbiamo camminato tanto. Per chi conosce Milano ci siamo fatti a piedi da Corso di Porta Ticinese fino al Castello Sforzesco, passando per la Chiesa di Sant’Eustorgio, le colonne di San Lorenzo e Piazza Duomo.
Una bella e piacevole passeggiata anche perchè eravamo in buona compagnia. Infatti è stata una bellissima occasione per rivedere, dopo le vacanze, un ex compagno di classe di Matilde e la sua mamma.

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Non avevo mai vissuto Milano di sera, con il buio e devo dire che non mi è affatto dispiaciuta.
Sono intenzionata a scoprire di più sulla mia città.
E’ proprio vero che non è necessario andare lontano per scoprire cose belle!

P.S. In realtà non siamo riusciti a mangiare il piatto di amatriciana perchè c’era tantissima gente, così siamo entrati in un locale per un panino e abbiamo deciso poi di destinare la somma che avremmo speso per l’amatraciana al crowdfunding di Eppela “Un teatro per Amatrice.
Il Jazz italiano si unisce per ricostruire il Cinema Teatro “Giuseppe Garibaldi” di Amatrice, punto di riferimento per la cultura e la comunità.

Buon inizio settimana!!!