La colonna sonora delle nostre vacanze

Da sabato siamo a Milano.
Le nostre vacanze in collina sono state come sempre piacevoli ( nonostante il caldo degli ultimi giorni).
Abbiamo fatto numerose gite, passeggiate.
Durante i nostri spostamenti in macchina ci ha tenuto compagnia una cantante e arpista francese, Cécile Corbel.
Da amanti della musica celtica e pseudo-celtica non poteva non colpirci questa graziosa ragazza bretone, dalla voce sottile e melodiosa.
L’abbiamo scoperta grazie al film di animazione “Arrietty – il mondo segreto sotto il pavimento” dello studio Ghibli di cui ha realizzato la colonna sonora.

E ora vi lascio con due canzoni. La prima è la preferita di Matilde e la seconda piace tantissimo a Luca…

Buon ascolto!

“Notre – Dame de Paris” tra parole e musica

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Ci capita ogni tanto di essere tutti e tre sul divano dopo cena, magari in compagnia di una bella tisana calda e di divertirci a guardare vecchi video musicali.
Luca ed io andiamo in brodo di giuggiole ( come si suol dire) con i video delle canzoni degli anni ’80 e ’90 ( tipo Spandau Ballet, Duran Duran, Bangles, Blondie e poi ancora Madonna, Mike Olfield, Genesis e chi più ne ha più ne metta)…perchè diciamoci la verità la musica di quegli anni, cioè gli anni della nostra adolescenza era davvero mitica e indimenticabile.
Poi ovviamente cediamo alle richieste di Matilde e ascoltiamo e vediamo i Linkin Park, Skillet, Poets of the fall, Miracleofsound…
Martedì sera quando sono tornata dalla mia lezione di yoga ( come allieva e non come insegnante) ho trovato stravaccati sul divano padre e figlia che si gustavano dei video tratti da musical.
Mi sono aggiunta anche io, con il mio pigiama caldo caldo e la mia tazza di latte di riso basmati ( la cena del dopo yoga!).
Jesus Christ Superstar, Rocky Horror Pictures Shows, Cats ( accidenti mi sono dimenticata di richiedere un video tratto da Hair!).
E poi Luca si è ricordato di un bellissimo musical scritto da uno dei più importanti autori italiani: Riccardo Cocciante.
Il musical è appunto “Notre – Dame de Paris”.
Una storia struggente quella del gobbo Quasimodo innamorato della bella zingara Esmeralda.
Incuriosita dalla storia Matilde ha chiesto se avevamo il romanzo di Victor Hugo.
” In casa nostra i libri che hanno fatto storia ci sono quasi tutti” è stata la risposta di Luca.
E così la ragazza si è presa il libro e prima di addormentarsi ha letto quasi 100 pagine.
Il romanzo è intenso e molto bello.
Tutti i personaggi hanno il loro fascino.
Ma i veri protagonisti sono secondo me la cattedrale di Notre Dame e le sue campane.
La cattedrale con i suoi gargoyles che dominano sulla città e osservano le vicende parigine di quel lontano 1482.
Il musical è intensissimo e le voci degli artisti eccezionali.
Un vero capolavoro.
Eccone un piccolo assaggio ma l’invito è di acquistare il dvd perchè lo spettacolo merita davvero.

Questo post partecipa all’iniziativa “Il venerdì del libro” di Homemademamma.

Quante emozioni!

La scuola è cominciata!
L’avventura del liceo artistico ha avuto inizio.
Ieri mattina Matilde era tesa, nervosa ed emozionata.
Ad un certo punto l’ho vista bianca come un cencio in viso e ho avuto paura che crollasse.
I suoi occhioni azzurri spalancati, il respiro un po’ veloce.
Lo sguardo quasi perso.
La sua angoscia derivava dal fatto di non conoscere proprio nessuno nella nuova scuola.
Quando, tutti riuniti in palestra, l’hanno chiamata e ha visto i visi dei suoi nuovi compagni di classe, l’ho vista rilassarsi un po’.
Il nuovo fa paura, l’incognita fa paura, ma bisogna buttarsi e osare per superare il tutto.
Quando all’uscita l’ho vista da lontano in mezzo alla folla di studenti ( ma quanti sono?) stava sorridendo e chiacchierando tranquillamente con due compagni.
“Ok! E’ fatta!” mi sono detta.
L’ ostacolo del primo giorno è stato superato!
A Matilde auguro non solo di trovare una bella classe, un gruppo di compagni con cui lavorare ( e anche divertirsi) in armonia, ma anche docenti capaci di stimolare la curiosità, che è sempre stata una sua caratteristica. Le auguro di accrescere l’amore per il sapere, per la cultura e che tutto questo patrimonio sappia poi non tenerselo solo per sè, ma riesca a condividerlo per fare del nostro mondo un posto sempre migliore.
Le difficoltà ci saranno ma lei sa che potrà contare sempre sulla nostra presenza e il nostro sostegno.
Dovrà solo voltarsi e noi ci saremo.

Per aiutarla a rilassarsi un po’ rispetto ai pensieri del primo giorno di scuola domenica sera l’abbiamo portata al Busto Folk, il festival interceltico che si tiene tutti gli anni a Busto Arsizio, non lontano da Milano.
Così ha assistito al suo primissimo concerto.
Infatti, si è esibito un artista bravissimo, che noi amiamo molto: Alan Stivell.
E’ un musicista bretone famoso in tutto il mondo per aver riportato in auge lo strumento dell’arpa celtica del quale è un virtuoso.
Matilde era strafelice! Luca ed io davvero emozionati di poter condividere questa passione con lei.
Vi lascio con un video di uno dei pezzi più famosi di Alan Stivell così potete immaginare le nostre emozioni di quella sera.

Regalo per la promozione? Si! No!

Chi mi conosce e chi segue il nostro blog sa cosa penso della scuola, dello studio e dell’apprendimento.
Studiare non è imparare a memoria nozioni per ottenere un buon voto bensì è un allenamento prezioso a stimolare la curiosità, ad apprendere un metodo per ragionare, per fare collegamenti, per farsi un patrimonio culturale personale, per crearsi una propria personalità e proprie idee.
Preparando la prova orale dell’esame di terza media, Matilde ed io abbiamo avuto la possibilità di parlare molto delle dittature ( le dittature del XX secolo in Europa era l’argomento di partenza). Ci siamo scambiate opinioni e in lei sono sorte molte domande.
Un giorno mi ha chiesto: ” Ma mamma, non può esistere una dittatura buona? Voglio dire, non è possibile che un dittatore, ancorchè detentore di tutti i poteri, faccia davvero il bene delle persone?”.
Allora abbiamo intavolato un bel dialogo sul concetto di libertà, e di come una dittatura è caratterizzata dalla repressione del dissenso ecc…
Ho visto Matilde interessarsi a ciò che studiava e ragionare sul significato anche pratico, attualizzando ciò che stava studiando.
Io credo che questa sia la strada da percorrere e senz’altro la aiuteremo a continuare.
Peraltro sono rimasta piacevolmente colpita dalla struttura dell’attestato rilasciato dalla scuola media in cui non si fa riferimento solo alla valutazione finale ma si riporta materia per materia il livello di competenze raggiunte dallo studente per cui si va da un livello iniziale in cui le competenze acquisite sono impiegate per svolgere compiti semplici, mostrando di possedere conoscenze e abilità essenziali a cui segue un livello base in cui le competenze acquisite sono discrete e poi ancora un livello intermedio in cui tali competenze vengono utilizzate per svolgere compiti e risolvere problemi con una certa autonomia personale ( mi piace il personale!) e ancora un livello avanzato in cui i compiti e le situazioni problematiche vengono risolte con autonomia fino ad arrivare ad un livello di piena autonomia.
Non solo numeri quindi ma caratteristiche.
Tutto questo discorso per introdurre il motivo del titolo del post.
Noi, proprio perchè riteniamo che andare a scuola non sia solo avere una bella pagella ma vivere un percorso importantissimo per crescere e diventare persone autonome e competenti non abbiamo mai fatto un regalo di promozione a nostra figlia.
Sicuramente abbiamo sempre festeggiato la fine dell’anno scolastico con una bella cena o una gita (insieme agli immancabili nonni) ma mai trasmettendo a Matilde il messaggio che quella cena o quella gita era il regalo per la promozione.
Quest’anno, però abbiamo voluto fare un’eccezione e abbiamo voluto premiarla non tanto per il voto con cui è stata “licenziata” ma per l’impegno e la determinazione che ha messo durante tutto l’anno.
Abbiamo condiviso con lei questo nostro desiderio chiedendole se desiderava qualcosa in particolare.
Qualcosa c’era…

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Passerò l’estate con il rumore dei bassi nello stomaco!!!
E voi, cari lettori, che cosa ne pensate del regalo per la promozione?
Si, no, o…
Condividete la vostra idea nei commenti.
Buon inizio settimana!

Elogio alla musica

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Lettera alla professoressa di musica di Matilde.

Era una calda sera dell’estate del 1998.
Quella sera, Luca ed io freschi fidanzati abbiamo deciso che se Dio ci avesse fatto la grazia di avere una figlia l’avremmo chiamata Matilde.
Quella sera eravamo a Castelnovo ne’ Monti, un grazioso paese collinare in provincia di Reggio Emilia. Poco distante troneggiava la Pietra di Bismantova con la sua caratteristica forma di ferro da stiro rovesciato.
Nella piazza del paese si esibiva un gruppo, i Ductia, toscani. Una tastiera, una chitarra, un flauto e uno strumento appassionante, dal suono particolare e quasi antico, le uilleann pipes.
Le note dell’ultimo brano del concerto ci toccano nel profondo; lo adottiamo a colonna sonora della nostra storia e quando scopriamo il titolo prendiamo la decisione.
Il titolo è “Matilde”.
E’ quella Matilde, la contessa.
Quella donna forte, coraggiosa, determinata, forse un po’ vittima delle circostanze che ha caratterizzato il nostro medioevo.
Del resto il significato del suo nome è proprio questo: “Donna forte in battaglia, guerriera”.
E la mia Matilde ha mostrato questa forza e questo coraggio fin dai suoi primi respiri.
Nata prematura mi ha accompagnato in quel viaggio al buio che ho vissuto nei giorni successivi alla sua nascita.
In quel coma forzato che mi stava permettendo di ricominciare a respirare ( un’insufficienza respiratoria grave era insorta nel dopo parto) lei era lì con me. C’era un filo che ci univa e questo filo di Arianna era rappresentato dalle note di “Matilde” che risuonavano nelle mie orecchie e mi facevano da guida, come se la mia piccola mi dicesse “Mamma, torna da me!”.
E sono tornata.
Le note e le sue combinazioni hanno accompagnato la sua crescita.
Non si addormentava con le ninne nanne tradizionali, ma con la melodia delle colonne sonore dei videogiochi e in casa Cxxxxxa si racconta ancora adesso un aneddoto divertente: “…. Ad un certo punto abbiamo visto Matilde prendere una seggiolina, metterla nel centro dell’aula, salirci sopra e incominciare a cantare: “ Figaro qua, Figaro là, Figaro su, Figaro giù…. Sono il factotum della città, della città, dellaaaaa ciiiiittàààààààà!!!!” sotto gli occhi divertiti di noi educatrici e quelli stupiti e perplessi dei suoi compagni di classe”.
Erano gli anni della scuola materna.
Matilde cresceva tra heavy metal e jazz, rock e musica classica, musica celtica e mantra indiani.
Ora i suoi gusti musicali sono più precisi, più personali e sono piacevoli i momenti in cui, da sole, ascoltiamo alternandole le canzoni che piacciono a me e quelle che piacciono a lei. Un modo, per me, di entrare in punta di piedi e con il suo permesso nel suo mondo da adolescente.
Alle medie l’esperienza del coro.
Cantare in un coro significa davvero prendere parte a qualcosa di grande.
Significa rappresentare un pezzetto di puzzle. Se manca quel pezzetto l’armonia del disegno viene a mancare.
Essere parte di un coro significa crescere in responsabilità e impegno, condividere un obiettivo e avere sempre una particolare attenzione per l’altro. Da insegnante di yoga ritengo che il cantare in un coro richiede particolare attenzione al qui e ora perché la mia voce, il suo volume, il suo timbro, le sue note devo essere precise in quel preciso istante. Non un istante prima e non un istante dopo. Tutto questo richiede attenzione e concentrazione.
Sono fermamente convinta che l’esperienza del coro abbia rappresentato per Matilde un valore aggiunto all’avventura della scuola media e abbia incrementato il suo amore per la musica ( credo che ci aspetterà un’estate al ritmo del basso elettrico!).
Del resto che cos’è la vita senza la musica?
Un bel film perderebbe i tre quarti della sua bellezza senza una colonna sonora. Un compleanno non è un compleanno se non si intona “Tanti auguri a te!” e come diceva Sant’Agostino “Cantare significa pregare due volte”.
Grazie per aver rappresentato la colonna sonora dei nostri ultimi tre anni.
Catia
( mamma di Matilde)