Decorazioni e regali post natalizi

So che arriverà il giorno dell’Epifania (che tutte le feste si porta via) e io sarò ancora lì ad aggiungere o spostare le decorazioni natalizie.
Mi piace troppo la mia casa vestita da Natale. Ogni angolo in cui c’è una luce, una ghirlanda, una candela mi fa stare lì … incantata.
Ieri pomeriggio mi sono ricordata di una decorazione che avevo visto al Viridea qualche giorno fa e in quel momento mi ero detta: ” Ho tutto l’occorrente per farla!”.
E così ho trasformato il tavolo della cucina nel mio piccolo laboratorio e mi sono messa all’opera…

Già che avevo la cucina per aria ho deciso di incartare due regalini che darò a due care amiche domani pomeriggio…

Mi ritengo una persona dotata di una discreta manualità, ma credetemi se vi dico che non sono capace di fare un pacchetto regalo, anche se il regalo ha una forma perfettamente regolare come in questo caso. ci ho provato, giuro che ci ho provato.
Armata di carta da pacco ( la mia preferita per incartare regali), scotch, forbici, nastrini ho cominciato e… questo è stato il risultato…

Un disastro di pacchetto!
Ho pensato allora che avrei potuto realizzare dei sacchetti con la mia carta da pacco e ho cercato su You tube un tutorial-
Trovato!!!

E voilà!
I sacchetti da regalo saranno il mio futuro!!!
La tecnica di piegatura è ancora da perfezionare ma come primo esperimento mi promuovo a pieni voti!!!

Felice giovedì cari amici!

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Il mio Natale

Io sono la luce del mondo…” Giovanni, 8,12.

La mattina di Natale mi sono svegliata molto presto come è mia consuetudine e mi sono presa dei minuti tutti per me per pregare e meditare.
Ho acceso le lucine dell’albero e tutte quelle sparse per la casa.
La luce.
Gesù è venuto a portare la luce nel mondo.
Il suo è un messaggio di luce.
Nella luce tutto è più chiaro, è più comprensibile, fa meno paura.
Avvolta nella tranquillità della mia casa, mi sono ritrovata a pensare che se io, Catia, non seguo l’esempio di Gesù e non mi impegno a portare un po’ di luce in questo mondo, allora il mio credere a questo bambino di cui tutti gli anni celebriamo la nascita non ha senso.
Che scopo ha la mia vita se non riesco a strappare un sorriso ad una persona che soffre, se non rivolgo parole di speranza ad una persona in difficoltà, se non porto a mia volta sorrisi anche solo per un istante nella vita delle persone che incontro?
E se non credo che la nascita di Gesù sia speranza anche per me, che ho una vita piuttosto incasinata, allora che senso ha mettere in atto tutti i riti legati al Natale, tutte quelle forme esteriori, luci, decorazioni, regali che hanno un senso se non rimangono appunto solo segni esteriori?
Io sento forte la presenza di Dio nella mia vita ma la sola presenza ( sebbene sia già un dono immenso) non basta.
Bisogna agire. Essere luce. Certo, secondo le nostre possibilità e capacità, nel nostro quotidiano ( e forse è anche più difficile).
Si, a tutto questo ho pensato la mattina di Natale!
E ho avuto subito l’occasione per mettere in atto queste riflessioni ( è stato il primo Natale trascorso senza i miei genitori, che hanno preferito viverlo nell’intimità della loro casa per diversi motivi).
Ed ora qualche immagine rubata qua e là…

Storia di un albero di Natale

Si stava avvicinando il Natale.
In una piccola e modesta casetta un taglialegna e suoi bambini cercavano di riscaldarsi vicino a un debole fuoco. Ad un tratto si sentì bussare alla porta.
Nessuno si spingeva ai margini della collina nei giorni freddi per andare a trovarlo… chi poteva essere?
Il taglialegna andò ad aprire e, più che mai sorpreso vide il segretario del sindaco del suo paese.
Subito pensò di aver commesso qualcosa di male, ma il segretario lo rassicurò e gli comunicò che il sindaco voleva un grandissimo abete da esporre sulla piazza del paese per Natale.
Mille pensieri assalirono il povero taglialegna. Mai nessuno lo aveva scelto per qualcosa… aveva sempre dovuto aggiustarsi per tirare a campare e ora… proprio il sindaco gli dava un incarico.
La mattina presto si inoltrò nel bosco fitto e ancora buio. I suoi occhi erano avidi, tutto il suo corpo era già proteso verso l’abete più bello che senza dubbio avrebbe trovato.
Finalmente avrebbe avuto la possibilità di essere apprezzato da tutti gli abitanti del paese. I suoi bambini sarebbero diventati i figli del taglialegna con la T maiuscola.
Camminava, camminava sempre più ansioso, ma non vedeva che querce possenti e timide betulle, qualche lepre che sgattaiolava tra i cespugli, uccellini affamati che speravano in qualche briciola. Incontrò persino un gatto selvatico che silenzioso si aggirava nel bosco in cerca di cibo.
Tutto il bosco lo seguiva nella sua disperata ricerca.
Si stava facendo sera, le prime stelle comparivano nel cielo e la saggia luna giocava a nascondino con lui tra le cime degli alberi… ed ecco … finalmente… il più grande, il più maestoso, il più bell’abete che avesse mai visto.
Il taglialegna si fermò folgorato. Nella sua mente già si sentiva applaudire, si vedeva onorato con la medaglia sul petto, vedeva la sua casetta colma di doni offerti dai paesani per riconoscenza… finalmente avrebbe avuto quella vita che aveva sempre sognato.
Ma una piccola voce silenziosa e ferma interruppe il suo sogno…

Perchè vuoi sradicarmi, perchè vuoi abbattermi? Per tanti anni ho donato ombra ai passanti nelle calde estati, ho inviato l’aria pura fino alle grandi città fumose, ho accolto con le mie grandi braccia chi si sedeva sulle mie radici… questo è il luogo del mio esprimermi, cosa potrei fare in mezzo ad una piazza se non morire in poco tempo?

Il taglielegna si destò e cercò invano le sembianze umane di quella voce.
Mille domande si affacciarono alla sua mente finchè guardò verso l’alto attratto da quel cielo infinito cosparso di stelle luminose. A poco a poco ogni stellina cominciò a scendere per decorare l’abete e tra esse una sorrise al taglielegna e andò ad illuminare quell’angolino sconosciuto del suo cuore dove nascondeva tutti i suoi doni.
Intanto la saggia luna, in alto nel cielo, osservava e sorrideva.
Da quella notte, ogni anno a Natale il taglialegna accompagna tutti i bambini del suo paese a vedere l’albero magico decorato come nessun abete potrà mai esserlo.

Con questa storia io auguro a tutti voi lettori affezionati di questo blog di trascorrere un sereno Natale!

P.S. Nel prossimo post spiegherò come abbiamo animato questa storia nell’ultima lezione di yoga per bambini prima delle vacanze.

Decorare la casa per il Natale

Lo scorso week end, finalmente, dopo dieci giorni di immobilità assoluta per via di una bruttissima influenza che mi ha letteralmente bloccata, mi sono potuta dedicare ad un rito che ogni anno mi riempie di gioia: decorare la casa per accogliere il S.Natale.
Ho iniziato il venerdì pulendo per bene casa e poi tra sabato e domenica, insieme a Matilde, ho iniziato a trafficare tra lucine, ghirlande e decorazioni per l’albero.
Come da tradizione mentre lavoravo mi faceva compagnia un film natalizio. Quest’anno ho scelto “Polar Express”…

Ma perchè decoriamo le nostre abitazioni a Natale?
Senza dubbio il periodo che precede il Natale è magico. Se ci sono bambini piccoli poi l’attesa è proprio colma di gioia, di trepidazione.
Quando i figli crescono si perde tutto?
Nel mio caso no!
Il tempo che dedico a decorare la casa come dicevo all’inizio mi riempie davvero di gioia intensa, è come se per un momento dimenticassi i problemi, le preoccupazioni. E’ come se, preparare la casa per festeggiare Gesù che anche quest’anno ritorna, rinnovasse la speranza di un mondo un pochino diverso, un po’ più buono.
Leggevo da qualche parte che decorare la casa in anticipo rispetto al tempo canonico del 7/8 dicembre è tipico delle persone felici. Riporta in superficie il bambino che è in noi.
Io,che solitamente inizio a decorare casa con la prima domenica dell’Avvento Ambrosiano ( cioè a metà novembre), sono senz’altro ancora bambina dentro. Con una gran voglia di giocare, di cantare, di ballare…
Le vicende della vita a volta mi costringono a soffocare queste attitudini e allora nell’intimità della mia casa, vivere anche se per pochi istanti l’euforia del mio essere bambina dentro è una ricarica.
Matilde anche se ormai quindicenne, mi segue…( l’unica cosa che non le piace è la visione del film natalizio…)

E a voi cari amici, piace decorare la casa per il Natale?
Che emozioni provate?
Vi sentite ancora un po’ bambini e vivete il periodo natalizio con entusiasmo?

E visto che ormai è iniziato per tutti….. BUON AVVENTO!!!

Un regalo decisamente … Steampunk

cof

Matilde adora i ciondoli.
Ne ha di tutti i tipi, forme e materiali.
Oro, argento, pietre dure, legno, acciaio…
Un paio di mesi prima di Natale Luca mi chiama al pc e mi dice: “Che ne dici se a Natale regaliamo a Matilde questo?” e mi fa vedere la fotografia di un ciondolo a forma di libellula realizzato a mano assemblando ingranaggi di orologi, rotelle e un pennino.
Una meraviglia!
Peraltro Matilde ha un debole per lo stile Steampunk, cioè quel filone della narrativa fantastica caratterizzato dall’introdurre una tecnologia anacronistica in un determinato periodo storico ( solitamente l’ambientazione è quella della Londra vittoriana e come esempio possiamo citare “La macchina del tempo” di H.C. Wells., anche se il precursore è stato decisamente Jules Verne con i romanzi ” Viaggio al centro della Terra” o “Ventimila leghe sotto i mari”).
E così sotto l’albero Matilde ha trovato il suo bellissimo ciondolo…

ciondolomati

cof

Il regalo perfetto per la nostra adolescente!
L’abbiamo trovato sulla pagina di Deviant Art di un artista indiano. Gli abbiamo scritto e ordinato la libellula.
Matilde era felicissima!