Osserviamo la natura

Ieri Viola ed io abbiamo dedicato una parte della lezione di yoga ad osservare le piante che ci sono all’interno dello spazio della Polisportiva.
Abbiamo scoperto che c’è una palma.
Abbiamo osservato il suo tronco …”è peloso!” e le fronde secche…

“Come sono le foglie?”
” sono lunghe, strette, cadono verso il basso e insieme formano una specie di ventaglio”

Le cortecce non sono tutte uguali…
Alcune sono ruvide…

… e altre sono lisce…

Poi abbiamo scelto un albero, quello che ci era piaciuto di più, gli abbiamo dato un nome, lo abbiamo salutato e abbracciato…

“Viola, ti piace abbracciare gli alberi?”
” Si, il mio albero è morbido da abbracciare”.

Dopo l’attività di osservazione, siamo rientrati nella nostra saletta e abbiamo fatto il disegno del nostro albero ( mi sono dimenticata di fare le foto!) mentre Viola mi raccontava della sua gita scolastica ad una cascina didattica dove aveva visto tanti animali.
Una giornata nella natura per la mia piccola yogini.

Insegnare ai bambini ad osservare la natura, anche così, semplicemente come abbiamo fatto noi è importante.

Nel suo libro “My life in nature” John Muir dice:

Rimanevo seduto per ore a guardare gli uccelli o gli scoiattoli o a osservare le corolle dei fiori. Quando scoprivo una nuova pianta, mi sedevo lì accanto per qualche minuto o per un giorno intero, per fare conoscenza e cercare di sentire quello che aveva da raccontarmi.”

Una della attività, tutte meravigliose, del libro “Vivere la natura” di Joseph Bharat Cornell è proprio quella di osservare la natura.

La maggior parte delle persone guarda ma non vede.
Questà attività permette  di scoprire e ricordare le caratteristiche fisiche e le qualità particolari di animali e piante.
E’ un’attività proposta dai 10 anni in su e consiste, dopo aver scelto un animale o una pianta, a anche una pietra o un ruscello, nell’elencare sette caratteristiche che abbiamo scoperto, di scegliere una parola che descrive l’animale o la pianta ( come si muove o il suo portamento), di scrivere una frase che esprime la sua unicità, di dargli un nome e di scrivere una poesia o una piccola storia indicando ciò che suscita la nostra ammirazione.
Con Viola, che è ancora piccina, mi sono limitata a proporle di dare un nome all’albero che aveva scelto.
Ha scelto un pino, all’interno del quale abbiamo scoperto un piccolo rifugio e lo ha chiamato ” L’albero Albert”.

Insegnamo ai nostri bambini a vedere oltre che guardare.
Se imparano ad osservare la natura, chissà che non imparino anche ad osservare le persone e ad andare oltre ciò che vedono!

Pasqua e pasquetta in collina

Finalmente in collina!
Il luogo dove mi rigenero, dove immediatmente, guardandomi allo specchio, vedo un’altra Catia, un altro viso, muscoli più rilassati, tensioni più allentate.
Può essere un luogo così terapeutico? Evidentemente si!
Il giorno di Pasqua il cielo ero limpidissimo, la temperatura estremamente piacevole.
Ci siamo incontrati con la famiglia di mio suocero per un piacevole pranzo al ristorante. In realtà non possiamo dire di avere mangiato proprio bene bene ( io odio i menù fissi), ma la compagnia è stata estremamente piacevole.
Da tantissimo tempo non prendevo in mano la mia Canon e passeggiavo per catturare momenti e fermarli lì… Continue reading “Pasqua e pasquetta in collina”

La vita segreta degli alberi

In queste settimane sto leggendo e studiando tantissimo per il corso di formazione per l’insegnamento dello yoga in età evolutiva che sto seguendo.
Tante letture interessanti e affascinanti.
Oggi vi voglio parlare ancora di alberi.
Mi è arrivato pochi giorni fa e non l’ho ancora affrontato seriamente, ma l’ho sfogliato e mi ha già conquistato.
Si tratta appunto de “La vita segreta degli alberi” di Peter Wohlleben.
L’autore è una guardia forestale che ci aiuta ad addentrarci nei segreti del bosco e dei suoi abitanti, gli alberi. Continue reading “La vita segreta degli alberi”

La meditazione camminata

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Ieri mattina sono andata dal dentista.
Non avevo voglia di prendere la macchina però poi mi sono detta che forse attraversare il parco del quartiere con due gradi sotto lo zero non era il caso. Poi però ho pensato ai miei fratelli del centro Italia letteralmente sepolti sotto la neve, senza elettricità e con ancora l’angoscia per la terra che trema sotto i loro piedi. Ho fatto il proposito di lamentarmi più per il freddo ( e anche per qualsiasi altra cosa…), mi sono equipaggiata e sono uscita a piedi.
Il nostro parco è molto bello. In tutte le stagioni. Mi piace passeggiare per il mio parco.
Questa volta l’ho voluto fare con un atteggiamento meditativo e consapevole.
Da qualche settimana mi è molto difficile fermarmi e meditare così ho deciso di sostituire la meditazione “passiva” con un atteggiamento di costante consapevolezza sul momento presente. Cosa che già faccio di mio ma ho voluto aumentare appunto la consapevolezza.
E così ho camminato concentrandomi sui passi, sul rumore della brina che scricchiolava sotto le mie scarpe.

Ma che cos’è la meditazione camminata?
Lo spiega molto bene il monaco zen Thich Nath Hanh nel suo libro “La pace è ogni passo

La meditazione camminata può essere molto piacevole. Camminiamo lentamente, da soli o in compagnia, possibilmente in un bel posto. Meditazione camminata significa gustare la camminata, camminare non per arrivare, ma semplicemente per camminare. Lo scopo è radicarsi nel presente e, consapevoli di respirare e di camminare, gustare ogni passo. Perciò dobbiamo scrollarci di dosso ansie e preoccupazioni, non pensare al futuro, non pensare al passato, ma solo gustare l’attimo presente. Possiamo farlo tenendo per mano un bambino, Camminiamo un passo dopo l’altro, come se fossimo le persone più felici del mondo. Noi camminiamo continuamente, ma di solito lo facciamo correndo, e in questo modo lasciamo sulla Terra impronte di ansie e di dolore. Quando camminiamo, dovremmo farlo in modo da lasciare solo impronte di pace e di serenità. Tutti possiamo farlo, a patto di volerlo davvero. Ogni bambino può farlo. Se ci è possibile fare un passo così, potremo farne due, e poi tre, quattro, cinque. Con un solo passo di pace e di felicità contribuiamo alla pace e alla felicità di tutto il genere umano. La meditazione camminata è una pratica meravigliosa. Quando pratichiamo all’aperto, camminiamo un po’ più lentamente del solito e coordiniamo la respirazione con i passi. Per esempio, facciamo tre passi inspirando e tre passi espirando. Possiamo aggiungere le parole: “In, in, in. Out, out, out”. “In” ci aiuta a identificare l’inspirazione. Chiamare una cosa con il suo nome la rende più vera, è come dire il nome di un amico. Se i vostri polmoni richiedono quattro passi invece di tre, dategliene pure quattro. Se ne bastano due, dategliene due. La durata dell’inspirazione non deve necessariamente essere identica a quella dell’espirazione. Per esempio, potete fare tre passi a ogni inspirazione e quattro a ogni espirazione. Se camminando vi sentite felici, tranquilli e gioiosi la vostra pratica è corretta. Siate consapevoli del contatto fra i vostri piedi e la Terra. Camminate come se baciaste la Terra con i piedi. Le abbiamo fatto tanto male. E’ venuto il momento di prendercene cura. Portiamo la nostra pace e la nostra calma sulla superficie della Terra, e impariamo ad amare con lei. Camminiamo con questo spirito. Di tanto in tanto, quando vediamo una cosa bella, possiamo fermarci a guardarla: può essere un albero, un fiore, bambini che giocano. Mentre guardiamo continuiamo a seguire il respiro, per non perdere il bel fiore e non farci risucchiare dai nostri pensieri. Quando vogliamo riprendere a camminare, ricominciamo da capo. Ogni passo farà nascere una brezza, che ci ristora nel corpo e nella mente. Ogni passo fa sbocciare un fiore sotto i nostri piedi. Possiamo farlo solo se non pensiamo al futuro o al passato, se sappiamo che la vita va cercata solo nell’attimo presente”.

Ecco che camminando con questa consapevolezza cambia anche il modo di percepire le cose che ci circondano e di scoprire che ogni attimo si allunga, che il tempo si dilata.
Può nascere gioia!
Buon fine settimana cari amici e se trovate il tempo fate una bella passeggiata consapevole nella natura.

Con questo post partecipo all’iniziativa “Il venerdì del libro” di Homemademamma.

La natura ama i numeri primi

Animals_Views_www.laba.ws
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In questi giorni stiamo facendo il ripasso di matematica sui numeri naturali e i numeri interi.
Dei numeri naturali fanno parte i numeri primi che sono quei numeri che possono essere divisibili solo per 1 o per se stessi.
Leggo sul libro di matematica di Matilde:

In diversi fenomeni la natura sembra scegliere i numeri primi. Se proviamo a sezionare una banana, il frutto all’interno appare diviso in tre parti, mentre se tagliano una mela a metà nel senso trasversale possiamo osservare 5 logge che contengono i semi del frutto, disposte secondo una simmetria a stella. Il numero 5 ricorre spesso in natura: basti pensare alle dita degli arti dei mammiferi, alle stelle marine, ai petali di fiori come la rosa canina, la petunia, il gelsomino, alle foglie della vite o del platano. 7 sono i giorni della settimana: dato che tra una fase e l’altra di luna piena e la successiva intercorrono circa 29 giorni ( numero primo anch’esso), il numero 7 permette una pratica suddivisione del mese in quattro gruppi di 7 giorni.
Ma questi sono solo alcuni esempi: guardandoti intorno, puoi scoprire tanti numeri primi anche tu!

Ci siamo guardati intorno e abbiamo visto .. i 7 colori dell’arcobaleno!

doppio_arcobaleno

E voi quali numeri primi “naturali” vedete?
Have a nice monday, friends!