Il valore del cibo

 

Si avvicina il mio compleanno e mi sono fatta fare un regalo da Luca un pochino in anticipo.
In questo periodo in cui per me il cibo rappresenta un problema a causa delle mie intolleranze e sensibilità ad alcuni alimenti, ho pensato che questo libro mi avrebbe riportato a dare al cibo il giusto valore. E così è stato!
Papa Francesco ha una grande considerazione del cibo e ciò che rappresenta. Il cibo è prima di tutto condivisione.
La condivisione del cibo è un tempo per il prossimo. E’ fonte di relazione. E’ accoglienza dell’altro. E’ ascolto di chi ti sta accanto. Consumare il pasto insieme è un’azione fortemente evocatrice e simbolica che rimanda alla vitalità di segni e valori religiosi. Racconta e rivela il rapporto e il legame stabiliti con l’altro e con l’Alto“.

Anche nelle Sacre Scritture è forte il riferimento al cibo e al momento della sua condivisione. Vogliamo dimenticare che Gesù ha voluto congedarsi dai suoi discepoli invitandoli ad una cena?
E che ancora prima parla di pesci e di pane e che paragona la nostra vita di cristiani al lievito che fermenta e cresce?
Ma anche nell’Antico Testamento un frutto, la mela, diventa un simbolo ed è la manna ad sollevare il popolo d’Israele dalla fatica e dalle sofferenze del viaggio verso la Terra Promessa.

Non può non colpire l’augurio che Papa Francesco rivolge ai suoi fedeli ogni domenica: “Buon pranzo!”.
Si, perchè il pranzo in famiglia rappresenta la serenità dell’essere tutti insieme attorno ad una tavola a gustare cibi che sono stati preparati con amore. Continua a leggere “Il valore del cibo”

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Obiettivo raggiunto e… due ricette

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La settimana della non spesa è andata alla grande!
Come da proposito ho fatto la spesa il venerdì. E peraltro si è trattato di una una spesa di freschi ( solo frutta e verdura) perchè mentre il frigorifero si è felicemente svuotato in dispensa è rimasto ancora qualcosa ( scatolame ). In più la spesa me l’ha regalata la mia mammetta per cui mi è andata di lusso. Risparmio totale! Il corrispettivo della spesa l’ho messo nella cassettina dei risparmi!
E’ stato divertente inventare anche nuove ricette.
Beh! Nuove non lo so! Immagino che qualcuno ci sia arrivato prima di me a mescolare ingredienti quasi a caso e tirare fuori un piatto che potesse essere gradito.
Desidero condividere due intuizioni culinarie.
Ovviamente non indico la dose di tutti ingredienti perchè… non ne ho la più pallida idea 🙂

La prima “invenzione” è stata le polpettine di cavolfiore ( nella foto).
Ho fatto cuocere un cavolfiore al vapore.
Una volta cotto l’ho pestato con una forchetta e ho aggiunto semplicemente del parmigiano, dell’impanatura di mais ( non pangrattato perchè io sono sensibile al glutine), un uovo e taaaanto prezzemolo.
Ho mescolato il tutto e ho formato delle belle palline che ho passato ancora nell’impanatura di mais.
Ho evitato di friggerle e le ho messe in forno controllandole finchè non sono diventate belle dorate.
Buoooonnnnneee! Sono piaciute anche a Luca che solitamente disegna la verdura cotta e i cavolfiori in particolare.

Per la seconda ricettina ho sfruttato lo scatolame che avevo ancora in dispensa e sabato sera mi sono preparata un risottino venere con germogli di soia, piselli, verza e una gran bella spolveratina di curry ( che io adoro!).
Niente di più semplice da realizzare.
In una padella ho messo un pochino di olio e ho fatto saltare i germogli di soia, i piselli e la verza tagliata a striscioline.
A parte bolliva il riso venere.
Ho poi unito il riso al mio condimento e gnam! La mia cena vegetariana era pronta mentre le altre creature si sono pappate gli spaghetti al ragù.

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La settimana scorsa quindi risparmio totale sulla spesa ( certo non posso sperare che mia mamma mi paghi sempre la spesa!)
Quindi l’esperimento della settimana senza spesa si può fare.
Risparmio, divertimento e creatività in cucina!

Buon inizio settimana amici!

un libro… delizioso

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Oggi vi vorrei parlare di un libro di ricette.
L’ho definito delizioso perchè non solo propone piatti ( vegetariani e vegani) davvero gustosi ma perchè è stato impostato in modo davvero delizioso.
L’autrice è Emina Cevro Vukovic, insegnante di yoga e persona davvero piacevole ( ho avuto il piacere di averla come docente e anche come compagna di studio ad alcuni corsi di formazione continua per insegnanti yoga). E’ autrice di saggistica e narrativa, giornalista freelance, collabora con Yoga Journal e con Percorsi yoga la rivista della Yani ( Associazione Nazionale Insegnanti Yoga) di cui è socio fondatore. Come insegnante di yoga si è formata alla scuola Yoga Ratna della Maestra Gabriella Cella Al-Chamali. Eco attivista ha molto a cuore la salute dell’ambiente e del nostro pianeta.
Il sottotitolo del libro è infatti ” la cucina etica e golosa di una yogini tantrica con 56 menù stagionali e 160 ricette.
Ma non si tratta di un libro in cui sono solo elencate e spiegate delle ricette.
Direi che si tratta di un libro in cui l’autrice ha messo molto del personale.
E non sono solo ricette che Emina ha sperimentato. Esse sono collegate ad esperienze che lei ha vissuto fin dalla sua infanzia…

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La cucina di quando ero piccola era a pianta quadrata, riscaldata dalla stufa economica e aveva un tavolo rettangolare di lengo con il piano di marmo bianco. E’ lì che ho cominciato a cucinare con l’aiuto di mia madre

Mia madre mi aveva regalato un’attrezzatura per cucinare in miniatura: un piccolo matterello di legno, un piccolo schiacciapatate di alluminio, degli stampini, delle pentoline e quando lei cucinava io cucinavo con lei“.

Si tratta di nutrire le nostre radici – dice Emina – per arrivare a sviluppare un approccio consapevole all’alimentazione.
E lo yoga si inserisce molto bene in questo contesto perchè “affina le capacità propriocettive, cioè la capacità di sentire cosa succede dentro il nostro corpo e così ci permette di capire i nostri veri bisogni alimentari. Sviluppa i sensi e la curiosità, l’ascolto delle sensazioni, insegna ad aver fiducia nella saggezza del corpo

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Perchè mi piace questo libro e perchè lo consiglio?
Perchè stimola ad assumere abitudini alimentari sostenibili e attente a ciò che ci circonda ( bellissimo il capitolo su Ahimsa – la non violenza), perchè ogni capitolo si conclude con il suggerimento di un esercizio di consapevolezza ( come tenere il diario dei propri consumi alimentari), perchè anche le ricette sono scritte in prima persona ( non dicono per esempio: ” Mettete sul fuoco…, tagliate…, portate ad ebollizione… ecc…., ma ” metto sul fuoco”, “taglio”, ” porto ad ebollizione”, ecc…) e questo mi fa sentire molto più coinvolta nella preparazione del piatto, come se stessi cucinando con lei.

Insomma un libro che davvero merita di essere acquistato, consultato, messo in pratica e direi vissuto consapevolmente… proprio come lo yoga!
Ringrazierò personalmente Emina, visto che sarà ancora mia docente da gennaio quando comincerò il corso “Yoga per crescere” dell’Aypi.

Emina Cevro Vukovic
Doppiamente buono
illustrazioni di Eloisa Scichilone
Morellini Editore – Yoga Journal

Con questo post partecipo all’iniziativa “Il venerdì del libro” di Homemademamma

Una cena speciale

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Ho già avuto occasione di dire sul blog che noi ci teniamo in modo particolare a festeggiare gli onomastici.
Fin da piccolissima Matilde ha avuto la festa per il compleanno e la festa per l’onomastico.
Lunedì era appunto Santa Matilde e abbiamo voluto per l’occasione preparare una cena speciale ( approfittando anche del fatto che Luca questa settimana non è reperibile e può tranquillamente cenare con noi!).
Peccato che lunedì pomeriggio io sia stata malissimo per colpa di un panino alle olive che avevo mangiato per merenda ( quando mi convincerò che devo dire definitivamente basta a glutine e lievito!?!?!?) e così abbiamo rimandato la cena a martedì.
Nei giorni precedenti avevo chiesto a Matilde che tipo di cena avrebbe gradito e lei mi ha risposto: “Cinese!”.
Vada per il cinese!
Handmade, naturalmente!
Ecco il menù
Involtini primavera
Riso alla cantonese
Pollo al limone
Ero talmente concentrata nella preparazione dei piatti i quali, a parte qualche piccolo dettaglio sono venuti bene, che mi sono dimenticata di fare fotografie per documentare questa piccola impresa ( per me lo è stata!).
Sono riuscita ad immortalare la macedonia, non proprio cinese per la verità, ma servita in deliziosi conetti di fogli di pino. Si, mi sono sentita un po’ in colpa per i poveri alberi, ma facevano tanto orientale!

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Abbiamo fatto coincidere questa cena speciale con un po’ di homeschooling, visto che Matilde ha appena iniziato a studiare l’Asia, continente che dal punto di vista del cibo e delle specialità gastronomiche è molto ricco e vario.
La settimana prossima si va in Israele!

Piadine kebab fatte in casa

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A Matilde e Luca piace molto il kebab.
Panini kebab, pizza kebab e piadine kebab.
Ogni tanto lo ordinano al loro “kebabbaro” di fiducia.
L’ultima volta però dopo essersi gustata la sua piadina, a Matilde è venuto un gran di mal di stomaco.
E allora mi sono detta: “Perchè non proviamo a farcele noi, queste benedette piadine?”

Detto, fatto!
Al supermercato vendono le vaschette di kebab di pollo. Per il resto gli ingredienti sono semplici: pomodori, cavolo cappuccio e salsa allo yogurt aromatizzata alle erbe ( l’ho comprata già fatta ma la prossima volta ci facciamo da noi pure questa!).

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Le piadine? Beh! E’ davvero facile farle.
Per tre piadine ho utilizzato 300 grammi di farina ( io ho mescolato farina 00 e farina integrale), 50 grammi di olio EVO, 80 grammi di acqua tiepida e sale.
Ho mescolato tutti gli ingredienti nel robot fino a formare una bella palla morbida ed elastica.
L’ho divisa in tre parti e ogni parte l’ho stesa con il mattarello fino a formare la piadina ( certo! Non vengono mica perfettamente rotonde come quelle comprate, ma chissene….).
Con le dosi indicate si fanno ben più di tre piadine, ma io avevo bisogno che fossero grandi e resistenti per poterci inserire tutti gli ingredienti e riuscire ad arrotolarle.

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Ho spennellato di olio una padella antiaderente e ho messo le piadine lasciandole cuocere 5 minuti per parte.
Intanto il kebab saltava e si scaldava in padella.
Poi Matilde si è divertita a farcire le piadine…

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… e una volta inserita anche la carne le ha arrotolate con stile…

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Una cena gustosa, abbastanza sana ma soprattutto … niente mal di stomaco!
La ricetta per queste piadine che come avete visto sono senza strutto e senza lievito la trovate sul blog “naturalmente-stefy“.