Fio-riciclando

E’ già aprile!!!!
Avete trascorso delle serene vacanze di Pasqua!?
Spero tanto di si!
Il tempo passa in frettissima e qui già si respira aria di oratorio estivo.
Quest’anno vorrei proprio riprendere il mio impegno come volontaria nella gestione di un laboratorio creativo.
Lo chiamerò: FIO-RICICLANDO!!!
Ho pensato di continuare a proporre piccoli progetti floreali ma visto che il tema della sostenibilità e del riciclo mi sta molto a cuore penso proprio che proporrò alle mie fedeli bambine dei piccoli lavori con materiale di recupero.
Sono andata alla ricerca di idee in rete e…. guardate che cose carine ho trovato!

Se avete altri suggerimenti non esitate a condividerli!!!!

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Il Gelso Centenario

C’era una volta un gelso centenario, pieno di rughe e di saggezza, che ospitava una colonia di piccoli bruchi. Erano bruchi onesti, laboriosi, di poche pretese. Mangiavano, dormivano e, salvo qualche capatina al bar del penultimo ramo a destra, non facevano chiasso. La vita scorreva monotona, ma serena e tranquilla. Faceva eccezione il periodo delle elezioni, durante il quale i bruchi si scaldavano un po’ per le insanabili divergenze tra la destra, la sinistra e il centro. I bruchi di destra sostengono che si comincia a mangiare la foglia da destra, i bruchi di sinistra sostengono il contrario, quelli di centro cominciano a mangiare dove capita. Alle foglie naturalmente nessuno chiedeva mai un parere. Tutti trovavano naturale che fossero fatte per essere rosicchiate. Il buon vecchio gelso nutriva tutti e passava il tempo sonnecchiando, cullato dal rumore delle instancabili mandibole dei suoi ospiti. Bruco Giovanni era tra tutti il più curioso, quello che con maggiore frequenza si fermava a parlare con il vecchio e saggio gelso. “Sei veramente fortunato, vecchio mio”, diceva Giovanni al gelso. “Te ne stai tranquillo in ogni caso. Sai che dopo l’estate verrà l’autunno, poi l’inverno, poi tutto ricomincerà.
Per noi la vita è così breve. Un lampo, un rapido schioccar di mandibole e tutto è finito”. Il gelso rideva e rideva, tossicchiando un po’: “Giovanni, Giovanni, ti ho spiegato mille volte che non finirà così! Diventerai una creatura stupenda, invidiata da tutti, ammirata…”. Giovanni agitava il testone e brontolava: “Non la smetti mai di prendermi in giro. Lo so bene che noi bruchi siamo detestati da tutti. Facciamo ribrezzo. Nessun poeta ci ha mai dedicato una poesia. Tutto quello che dobbiamo fare è mangiare e ingrassare. E basta”. “Ma Giovanni”, chiese una volta il gelso, “tu non sogni mai?”. Il bruco arrossì. “Qualche volta”, rispose timidamente. “E che cosa sogni?”. “Gli angeli”, disse, “creature che volano, in un mondo stupendo”. “E nel sogno sei uno di quelli?”. “Sì”, mormorò con un filo di voce il bruco Giovanni, arrossendo di nuovo. Ancora una volta, il gelso scoppiò a ridere. “Giovanni, voi bruchi siete le uniche creature i cui sogni si avverano e non ci credete!”. Qualche volta, il bruco Giovanni ne parlava con gli amici. “Chi ti mette queste idee in testa?”, brontolava Pierbruco. “Il tempo vola, non c’è niente dopo! Niente di niente. Si vive una volta sola: mangia, bevi e divertiti più che puoi!”. “Ma il gelso dice che ci trasformeremo in bellissimi esseri alati”. “Stupidaggini. Inventano di tutto per farci stare buoni”, rispondeva l’amico. Giovanni scrollava la testa e ricominciava a mangiare. “Presto tutto finirà… scrunch… Non c’è niente dopo… scrunch… Certo, io mangio scrunch, bevo e mi diverto più che posso… scrunch… ma… scrunch… non sono felice… scrunch. I sogni resteranno sempre sogni. Non diventeranno mai realtà. Sono sono illusioni”, bofonchiava, lavorando di mandibole. Ben presto i tiepidi raggi del sole autunnale cominciarono ad illuminare tanti piccoli bozzoli bianchi tondeggianti sparsi qua e là sulle foglie del vecchio gelso. Un mattino, anche Giovanni, spostandosi con estrema lentezza, come in preda ad un invincibile torpore, si rivolse al gelso. “Sono venuto a salutarti. È la fine. Guarda sono l’ultimo. Ci sono solo tombe in giro. E ora devo costruirmi la mia!”. “Finalmente! Potrò far ricrescere un po’ di foglie! Ho già incominciato a godermi il silenzio! Mi avete praticamente spogliato! Arrivederci, Giovanni!”, sorrise il gelso. “Ti sbagli gelso. Questo… sigh… è… è un addio, amico!”, disse il bruco con il cuore gonfio di tristezza. “Un vero addio. I sogni non si avverano mai, resteranno sempre e solo sogni. Sigh!”. Lentamente, Giovanni cominciò a farsi un bozzolo. “Oh”, ribatté il gelso, “vedrai!”. E cominciò a cullare i bianchi bozzoli appesi ai suoi rami. A primavera, una bellissima farfalla dalle ali rosse e gialle volava leggera intorno al gelso. “Ehi, gelso, cosa fai di bello? Non sei felice per questo sole di primavera?”. “Ciao Giovanni! Hai visto, che avevo ragione io?”, sorrise il vecchio albero. “O ti sei già dimenticato di come eri poco tempo fa?”. Parlare di Risurrezione agli uomini è proprio come parlare di farfalle ai bruchi. Molti uomini del nostro tempo pensano e vivono come i bruchi. Mangiano, bevono e si divertono più che possono: dopotutto non si vive una volta sola?

Con oggi comincia il Triduo Pasquale. Giorni in cui, chi lo desidera, è chiamato al raccoglimento e alla riflessione ripercorrendo le ultime ore di vita di Gesù.
Mi è piaciuta questa storia e l’ho voluta condividere con voi affezionati lettori del blog.
Vi auguro una serenissima Pasqua!!!

Immagine: L’albero di gelso di V. Van Gogh

Passione riciclo creativo

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Oggi è nostra ospite Daniela, del blog Decoriciclo.
Daniela ed io ci conosciamo da tanto tempo, avendo abitato nello stesso quartiere da ragazzine e avendo frequentato entrambe la Parrocchia. Poi le nostre strade si sono divise e lei ha lasciato Milano per andare a vivere in una bellissima località sul Lago Maggiore.
In occasione del Natale e del Capodanno ho partecipato per caso a una delle sue iniziative. Lei mi ha riconosciuto in una fotografia che avevo pubblicato e così ci siamo ritrovate. Non è bella questa cosa?
Daniela ha una vero e proprio talento per il riciclo creativo. Io, che mi ritengo una persona creativa, sono lontana anni luce dalle sue intuizioni, le sue idee e capacità.

Mi sono divertita a farle una piccola intervista per spiegarci come è nata questa passione per cui le lascio immediatamente la parola.

Che cos’è per te la creatività?
Penso si possa dire che la creatività per me sia praticamente uno stile di vita; è infatti la “lente” attraverso la quale guardo ogni aspetto della vita quotidiana.
Si esplica per esempio nel desiderio di personalizzare con un tocco creativo ambienti ed oggetti della mia casa, compresi quelli di uso comune e quotidiano, nello spostare periodicamente gli arredi per gioire della sensazione del “rinnovamento a costo zero”, nel dare loro un aspetto nuovo con semplici modifiche, magari anche solo di colore.
Si traduce anche nella spinta a fare-da-me oggetti, complementi d’arredo e accessori di abbigliamento che vedo in rete o in giro, modificandoli secondo il mio gusto e le mie esigenze.
Trapela nella voglia di sperimentare tecniche e materiali sempre diversi, possibilmente di recupero; nell’esigenza di ridurre ed evitare lo spreco di cose che altrimenti sarebbero dei rifiuti da gettare, e che invece con semplici accorgimenti possono rinascere a nuova ed utile vita.

Serpentessa amigurumi a crochet imbottita di T-shirt smesse

3. ex mobile-stereo diventa cuccia per cani

6. porta-matite con cerniera, fatto con due bottiglie di plastica

Il tuo blog si chiama Decoriciclo, quindi il focus è puntato su una creatività che si esprime attraverso il riutilizzo di materiali e oggetti ai quali viene data una seconda possibilità.
Raccontaci come è nata la passione per il riciclo creativo e la storia del tuo blog, un blog molto curato, seguito e davvero ispirante.

Innanzi tutto, ti ringrazio di cuore per i complimenti al mio blog; mi fanno davvero piacere anche perché lo considero una mia creatura, che seguo e “coltivo” con dedizione e cura da circa tre anni e mezzo.

L’ho aperto il 16 gennaio del 2013, così, senza pensarci troppo su e senza avere alcuna esperienza della cosiddetta blogosfera, nemmeno come lettrice di altri blog. Il mio pensiero iniziale era quello di creare una semplice vetrina per mostrare di tanto in tanto i tanti lavori creativi realizzati nel corso di una ventina di anni, sia per passione e hobby, sia per lavoro.
Tra i tanti che ho svolto, ci sono infatti anche due lavori che hanno stimolato e approfondito la mia creatività: dapprima ho aperto un laboratorio artigianale nel quale producevo e vendevo articoli fatti a mano, poi sono finita, con molta soddisfazione, a fare l’animatrice in una casa di riposo per anziani (per 6 anni) e una parte preponderante del mio lavoro era l’animazione ambientale, ossia la realizzazione attraverso varie tecniche di ambienti stimolanti e compensativi.

Tornando al blog… non mi aspettavo assolutamente che questa esperienza mi avrebbe coinvolta totalmente e che avrebbe riacceso la mia creatività manuale in quel momento un po’ assopita.
Ho cominciato a CONDIVIDERE: trovo che la condivisione sia infatti la migliore risorsa e caratteristica della rete. Ho imparato molto da altre blogger, sia a livello di miglioramento “tecnico” del blog, materia che come ho detto mi era abbastanza estranea, sia a livello di nuove tecniche creative da sperimentare, senza dimenticare piccoli accorgimenti per migliorare le fotografie dei miei oggetti. Il “bombardamento” di idee è all’ordine del giorno, e questo si traduce inevitabilmente in voglia-di-fare-cose ma anche nell’urgenza di mostrarle e condividere a mia volta idee e progetti.
Sempre in rete ho trovato una frase di George Bernard Shaw, il cui messaggio e valore sposo in pieno: “Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela per uno. Ma se tu hai un’idea, ed io ho un’idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.”

Riguardo alla mia passione per il riciclo creativo, è sempre stata abbastanza presente nel mio modo di fare e creare; l’attenzione a non sprecare mi è stata trasmessa dalla mia famiglia e a questa, con il tempo, si è aggiunta la voglia di ri-usare e di trasformare, che sono le modalità dalle quali traggo la più grande soddisfazione in ambito creativo.
La vita quotidiana di oggi e le abitudini che le sono correlate portano alla produzione eccessiva di rifiuti, a cominciare dagli imballaggi delle merci che acquistiamo. Sono perfettamente consapevole che il riciclo creativo non possa essere la soluzione radicale e definitiva a questo problema, ma si tratta sicuramente di un modo per fare qualcosa a riguardo, ognuno nel proprio piccolo, di guardare con occhi diversi le cose per dare loro una seconda vita utile per scopi diversi da quelli per cui è nata, per stimolare la creatività e, perché no, reperire materiale creativo a costo zero.

Con questo intento, quasi due anni fa, ho anche aperto ed avviato una community su Google+ che si chiama “BarattiAMO… creativamente” dedicata allo scambio di materiale creativo, di riciclo e non, nella quale si è formato un bel gruppo (che si ingrandisce sempre più e nel quale chiunque ne condivida lo spirito è ben accetto) di creative che sono anche diventate amiche, sebbene per lo più a distanza… ma non sono mancati emozionanti incontri di persona.
Anche il baratto è una preziosa risorsa per non sprecare, un metodo etico e sostenibile per procurarsi materiali, oggetti e servizi di cui si ha necessità, e mettere a disposizione di altre persone cose che non ci servono più e di cui possano fare buon uso.

barattolo mosaico di tappi a corona 1-001

ciotola tonda tappi di sughero interi 1-001

fiore a mosaico di piati rotti su sasso

Che cosa succede nella tua mente quando vedi un materiale o un oggetto e capisci che può avere una seconda vita o può essere utilizzato per ri-creare qualcosa? Mi immagino le rotelle della tua mente che… cominciano ad attivarsi … 🙂

Succede esattamente ciò che hai immaginato… ogni volta che devo gettare via qualcosa… non posso fare a meno di chiedermi “cosa potrei fare con questo? cosa potrebbe mai diventare?” e allora metto da parte, in attesa dell’idea giusta per donagli una nuova vita, idea che può arrivare presto (a volte anche subito) oppure farsi attendere un po’… per fortuna ho abbastanza spazio e un luogo dedicato ai miei hobby creativi, altrimenti rischieremmo di venire sommersi da quello che molti considerano “ciarpame”! =)

saponette al microonde 1

tappetino ovale Gipsy, fatto con T-shirt smesse lavorate con cotone all'uncinetto

forchetta espositore-001

magliette con cuori stampati con tappi di sughero 1-001

Grazie Daniela!
La tua passione e entusiasmo sono davvero contagiosi!!!!

Una ghirlanda per carnevale

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Venerdì pomeriggio ho approfittato del fatto che Matilde fosse sonnacchiosa per via della semi influenza che l’ha colpita e non era in forma per studiare, per preparare una decorazione di Carnevale.
Non avevo voglia di comprare nessun materiale e così mi sono messa a cercare tra le mie cianfrusaglie.
Guarda che ti guarda ho trovato un pacchettino di pirottini che era avanzato dai laboratori all’oratorio estivo la scorsa estate.
E poi ho trovato un rotolo di cartoncino bianco ondulato ( chissà per che cosa l’avevo preso?) e così mi è venuta l’idea di realizzare una ghirlanda da appendere all’ingresso.
Ho sistemato il mio materiale sul tavolo della cucina…

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… con un piatto della pizza ho tracciato due cerchi sul cartoncino…

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… e ho poi ricavato due corone circolari…

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… le ho incollate tra loro per dare più spessore alla ghirlanda e poi mentre aspettavo che la colla facesse presa ho cominciato a lavorare con i pirottini, tagliandoli di diverse dimensioni.

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Ho cominciato poi ad incollarli lungo la ghirlanda partendo dal pirottino più grande e inserendo man mano quelli più piccoli e via così fino alla fine divertendomi ad alternare i colori…

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Alla fine ho ritagliato dei soggetti ( stelline, fiori e cuori) utilizzando solo la parte centrale dei pirottini e incollandoli al centro di ogni gruppo.
Ecco il risultato…

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Semplicissima e velocissima da realizzare anche per i bambini!!!
Con gli avanzi dei pirottini?
Stelle filanti!!!!!

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Ben arrivato Carnevale!!!
Con questo post partecipo all’iniziativa “Link Party di Carnevale” di “Inartesy

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