Building a sword

Quando siamo andati in collina, a metà luglio, Matilde aveva in mente di realizzare un progetto e sapeva di poter affrontare il lavoro solo lì.
Prima di tutto perchè c’era il nonno Antonio a darle tutte le dritte necessarie e poi perchè effettivamente ci sarebbe stato lo spazio sufficiente per lavorare.
Di che si trattava?
Costruire una spada in legno.
Una cosa semplice eh… non da super artigiano.
Era un obiettivo che aveva in mente già da tempo.
E così si è fatta dare il materiale necessario dal nonno ( hanno riciclato il legno delle cassette della frutta) e fin dal primo giorno si è messa al lavoro… Continua a leggere “Building a sword”

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Fioriciclando: parte 2

L’oratorio estivo è finito!
E ora, dopo aver ridato una parvenza di ordine e di pulizia alla casa, ritorno volentierissimo a scrivere sul blog.
Dicevo, l’oratorio estivo è terminato la settimana scorsa. Un’esperienza come sempre faticosa ma esaltante.
Il laboratorio “Fioriciclando” ha riscosso un successone!
Bambine entusiaste e anche il parroco non faceva che ripetere che l’idea che abbiamo avuto è stata davvero azzeccata rispetto al tema proposto dalla FOM per l’esperienza dell’oratorio estivo di quest’anno.
Eccomi quindi a voi per condividere alcune immagini dei vari laboratori in cui, vi ricordo, l’elemento fondamentale era l’utilizzo di materiali di recupero.

CORNICI CON SEMI DI ZUCCA ( carta e cartoncino per la cornice recuperati dagli imballaggi con cui arrivano le scorte bar dell’oratorio); semi di zucca ormai scaduti.

QUADRETTO CON BOTTIGLIA E TAPPI (supporto di cartone recuperato dalle scatole del catering delle prime comunioni, tappi di plastica, bottiglietta di plastica, stoffe per fustellare le foglie, mollette da bucato, pirottini per i dolci)

RAMOSCELLO DI FIORI DI CILIEGIO (rametti raccolti nel parco, tovaglioli di carta, avanzi di nastrini di organza)

FIORE CON POM POM (gomitoli di lana recuperati qua e là, un bicchiere di plastica, bastoncini per spiedini, la sabbiolina degli acquari è stata l’unico acquisto).

GIACINTI CON CARTA RICICLATA (volantini dei supermercati, barattoli di latta, matite di grafite, stoffe di recupero, nastrini delle bomboniere)

PIANTINA DI ERBA GATTA O PREZZEMOLO (bottiglia di plastica, tappi di plastica, terriccio e semi)

PORTACHIAVI CON POM POM (gomitoli di lana per i pom pom, perle di legno)

ACCHIAPPASOGNI (rametti raccolti nel parco, bottigliette di plastica, nastri e stoffe di recupero)

MANDALA GIGANTE ( bottigliette di plastica, tappi di plastica e di sughero, pirottini per il dolci, carta colorata riciclata, stoffa di recupero)

PORTALUMINI ( anime dei rotoli di carta igienica)

CORONCINA DI FIORI (cartoncino riciclato, pirottini dei dolci, nastri di organza di recupero)

Eccoli qui, tutti e undici i piccoli progetti!
Arrivederci al prossimo anno, oratorio estivo!!!!

Rieccomi!!!

Mi sembra un secolo che non scrivo sul blog ma in realtà sono passate solo due settimane.
Ma che settimane!
E’ successo di tutto!
Cose belle e cose meno belle!
Ma con voi preferisco soffermarmi su ciò che è bello e mi rende felice.
E’ iniziato l’oratorio estivo: che stanchezza!
Ci credete che arriviamo alla sera e siamo stracotti. Dico siamo perchè come di consueto tutta la famiglia è impegnata in quest’avventura ( Luca ha preso delle ferie per dare una mano in parrocchia).
Il mio ( anche se quest’anno dovrei dire “il nostro” perchè condivido questo momento con delle meravigliose colleghe catechiste) laboratorio di riciclo creativo sta andando alla grande. Le bambine ( ma anche un paio di maschietti) sono entusiasti …

Abbiamo già fatto una gita ( Leolandia ) e un sacco di attività.
Insomma una …. stancante goduria!
Abbiamo ancora due settimane e chissà se riuscirò a trovare il tempo di aggiornare un pochino il blog.

Buon fine settimana e … buona estate ( che nel frattempo è ufficialmente arrivata!)

Fio-riciclando

E’ già aprile!!!!
Avete trascorso delle serene vacanze di Pasqua!?
Spero tanto di si!
Il tempo passa in frettissima e qui già si respira aria di oratorio estivo.
Quest’anno vorrei proprio riprendere il mio impegno come volontaria nella gestione di un laboratorio creativo.
Lo chiamerò: FIO-RICICLANDO!!!
Ho pensato di continuare a proporre piccoli progetti floreali ma visto che il tema della sostenibilità e del riciclo mi sta molto a cuore penso proprio che proporrò alle mie fedeli bambine dei piccoli lavori con materiale di recupero.
Sono andata alla ricerca di idee in rete e…. guardate che cose carine ho trovato!

Se avete altri suggerimenti non esitate a condividerli!!!!

Il Gelso Centenario

C’era una volta un gelso centenario, pieno di rughe e di saggezza, che ospitava una colonia di piccoli bruchi. Erano bruchi onesti, laboriosi, di poche pretese. Mangiavano, dormivano e, salvo qualche capatina al bar del penultimo ramo a destra, non facevano chiasso. La vita scorreva monotona, ma serena e tranquilla. Faceva eccezione il periodo delle elezioni, durante il quale i bruchi si scaldavano un po’ per le insanabili divergenze tra la destra, la sinistra e il centro. I bruchi di destra sostengono che si comincia a mangiare la foglia da destra, i bruchi di sinistra sostengono il contrario, quelli di centro cominciano a mangiare dove capita. Alle foglie naturalmente nessuno chiedeva mai un parere. Tutti trovavano naturale che fossero fatte per essere rosicchiate. Il buon vecchio gelso nutriva tutti e passava il tempo sonnecchiando, cullato dal rumore delle instancabili mandibole dei suoi ospiti. Bruco Giovanni era tra tutti il più curioso, quello che con maggiore frequenza si fermava a parlare con il vecchio e saggio gelso. “Sei veramente fortunato, vecchio mio”, diceva Giovanni al gelso. “Te ne stai tranquillo in ogni caso. Sai che dopo l’estate verrà l’autunno, poi l’inverno, poi tutto ricomincerà.
Per noi la vita è così breve. Un lampo, un rapido schioccar di mandibole e tutto è finito”. Il gelso rideva e rideva, tossicchiando un po’: “Giovanni, Giovanni, ti ho spiegato mille volte che non finirà così! Diventerai una creatura stupenda, invidiata da tutti, ammirata…”. Giovanni agitava il testone e brontolava: “Non la smetti mai di prendermi in giro. Lo so bene che noi bruchi siamo detestati da tutti. Facciamo ribrezzo. Nessun poeta ci ha mai dedicato una poesia. Tutto quello che dobbiamo fare è mangiare e ingrassare. E basta”. “Ma Giovanni”, chiese una volta il gelso, “tu non sogni mai?”. Il bruco arrossì. “Qualche volta”, rispose timidamente. “E che cosa sogni?”. “Gli angeli”, disse, “creature che volano, in un mondo stupendo”. “E nel sogno sei uno di quelli?”. “Sì”, mormorò con un filo di voce il bruco Giovanni, arrossendo di nuovo. Ancora una volta, il gelso scoppiò a ridere. “Giovanni, voi bruchi siete le uniche creature i cui sogni si avverano e non ci credete!”. Qualche volta, il bruco Giovanni ne parlava con gli amici. “Chi ti mette queste idee in testa?”, brontolava Pierbruco. “Il tempo vola, non c’è niente dopo! Niente di niente. Si vive una volta sola: mangia, bevi e divertiti più che puoi!”. “Ma il gelso dice che ci trasformeremo in bellissimi esseri alati”. “Stupidaggini. Inventano di tutto per farci stare buoni”, rispondeva l’amico. Giovanni scrollava la testa e ricominciava a mangiare. “Presto tutto finirà… scrunch… Non c’è niente dopo… scrunch… Certo, io mangio scrunch, bevo e mi diverto più che posso… scrunch… ma… scrunch… non sono felice… scrunch. I sogni resteranno sempre sogni. Non diventeranno mai realtà. Sono sono illusioni”, bofonchiava, lavorando di mandibole. Ben presto i tiepidi raggi del sole autunnale cominciarono ad illuminare tanti piccoli bozzoli bianchi tondeggianti sparsi qua e là sulle foglie del vecchio gelso. Un mattino, anche Giovanni, spostandosi con estrema lentezza, come in preda ad un invincibile torpore, si rivolse al gelso. “Sono venuto a salutarti. È la fine. Guarda sono l’ultimo. Ci sono solo tombe in giro. E ora devo costruirmi la mia!”. “Finalmente! Potrò far ricrescere un po’ di foglie! Ho già incominciato a godermi il silenzio! Mi avete praticamente spogliato! Arrivederci, Giovanni!”, sorrise il gelso. “Ti sbagli gelso. Questo… sigh… è… è un addio, amico!”, disse il bruco con il cuore gonfio di tristezza. “Un vero addio. I sogni non si avverano mai, resteranno sempre e solo sogni. Sigh!”. Lentamente, Giovanni cominciò a farsi un bozzolo. “Oh”, ribatté il gelso, “vedrai!”. E cominciò a cullare i bianchi bozzoli appesi ai suoi rami. A primavera, una bellissima farfalla dalle ali rosse e gialle volava leggera intorno al gelso. “Ehi, gelso, cosa fai di bello? Non sei felice per questo sole di primavera?”. “Ciao Giovanni! Hai visto, che avevo ragione io?”, sorrise il vecchio albero. “O ti sei già dimenticato di come eri poco tempo fa?”. Parlare di Risurrezione agli uomini è proprio come parlare di farfalle ai bruchi. Molti uomini del nostro tempo pensano e vivono come i bruchi. Mangiano, bevono e si divertono più che possono: dopotutto non si vive una volta sola?

Con oggi comincia il Triduo Pasquale. Giorni in cui, chi lo desidera, è chiamato al raccoglimento e alla riflessione ripercorrendo le ultime ore di vita di Gesù.
Mi è piaciuta questa storia e l’ho voluta condividere con voi affezionati lettori del blog.
Vi auguro una serenissima Pasqua!!!

Immagine: L’albero di gelso di V. Van Gogh