Wednesdayoga: la filosofia di vita di Tao Porchon-Lynch

Riprendo dopo tantissimo tempo la mia rubrica settimanale sullo yoga e lo faccio parlandovi di una persona straordinaria.
Ieri, una mia allieva, è arrivata a lezione dicendo: “Sai Catia ho visto su Internet la foto dell’insegnante di yoga più anziana del mondo. Ha 99 anni! E mi sono immaginata te a 99 anni con noi allieve ultracentenarie qui in Polisportiva a praticare ancora yoga!!!”.
Situazione inverosimile ma simpatica da immaginare!
Nel pomeriggio ho condiviso sul gruppo di WhattsApp dello yoga la foto di Tao Porchon- Lynch, l’insegnante di yoga più anziana del mondo appunto e qualcuno ha chiesto: “Sarà merito dello yoga?”.
Non credo che una vita longeva sia frutto solo della pratica dello yoga. Sicuramente lo yoga aiuta a stare in salute e in forma e agendo a livello mentale aiuta a vivere le situazioni della vita senza caricarci di eccessivo stress e questo incide ovviamente anche sul benessere fisico.
Quello che colpisce di questa simpatica vecchietta è il suo viso sereno, disteso e il suo entusiasmo rispetto alla vita.
E’ questo che secondo me più di tutto fa la differenza ( certo, ci vuole anche una buona dose di fortuna rispetto alla longevità).
Tempo fa leggevo su un blog che seguo, Mattina nascente, i punti che riassumono la sua filosofia di vita.
Credo che siano degli ottimi spunti per tutti noi!

1. Non soffermarti sulle cose brutte che potrebbero succederti
Il primo consiglio è di non lasciare che la nostra mente si infili in un tunnel senza fine di negatività. “La tua mente si mette su questi binari e ti perseguita con tutto ciò che potrebbe andar male”, ha spiegato. “Io non permetto che la mia mente lo faccia. Ho vissuto la Seconda Guerra Mondiale a contatto con i piloti dell’aeronautica e osservandoli ho capito cosa vuol dire vivere davvero senza paura. Così dovremmo approcciarci alla vita: senza paura“.

2. Smettila di giudicare
“Non giudicate nessuno“, dice con convinzione. “Ricordo che mio zio prendeva in giro un contadino che non aveva avuto il privilegio di studiare. Poteva pure essere analfabeta, ma sapeva molte più cose sulla terra in cui viviamo e che ci nutre rispetto a mio zio. Dobbiamo sempre ricordarci che qualsiasi persona può insegnarci qualcosa di importante“.

3. Affronta ogni giornata con gioia
“Ogni mattina mi alzo e mi dico che sarà la giornata più bella della mia vita… Alla fine è sempre così!“, rivela ridendo la 98enne. “Quando vi svegliate, sorridete. Così la vostra vita sarà la miglior pratica di meditazione possibile”.

Una vita da film
Tao Porchon-Lynch nasce nel 1918 a Pondicherry, colonia francese in India, da padre francese e madre indiana: la mamma muore di parto e il padre emigra in Canada. La bambina viene cresciuta dagli zii. Suo zio, che ha contribuito a creare sistemi ferroviari in Asia e Africa, la porta in giro per il mondo. «Mio zio era un grande amico del Mahatma Gandhi e mi ha portato con loro mentre marciavano per la libertà per l’India. Questa fede nella giustizia è rimasta con me». A 20 anni si trasferisce in Francia, tra i vigneti di famiglia di suo padre. «Quando i tedeschi invasero la Francia, aiutavo mia zia a nascondere profughi in fuga dai nazisti. Poi sono scappata in Inghilterra e ho continuato il mio lavoro per la Resistenza ». A Londra, Tao comincia a esibirsi nei cabaret, con danze indiane. Dopo la guerra, nel 1945, fa la modella per Marcel Rochas e Jean Patou. Recita in film e spettacoli teatrali e vince un concorso per “le gambe più lunghe d’Europa.” Arriva negli Stati Uniti nel 1948 e qui firma un contratto con la MGM e recita in numerosi film. Più tardi, scrive sceneggiature per il cinema e la TV e realizza documentari. Alla MGM, insegna yoga ai suoi colleghi attori. Dopo il suo matrimonio con Bill Lynch, visita l’India ogni anno e perfeziona il suo yoga con Indra Devi e B.K.S. Iyengar. Alla morte del marito, fa dell’insegnamento dello yoga la sua principale occupazione ( dal sito Yogajournal.it)

Una vita piena. Di eventi belli e meno belli ma sempre affontati con entusiasmo e positività.
Forse qualcosa possiamo imparare! Che ne dite?

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Un anno in 12 immagini

Arrivati all’ultimo giorno dell’anno desidero ripercorrere con voi questo 2017 che stasera ci saluterà.
E vorrei farlo attraverso 12 immagini che ho selezionato dopo aver dedicato ieri del tempo a rileggere ( anche se brevemente ) i post scritti quest’anno.

Gennaio
Dopo diversi tentennamenti dovuti a problemi familiari, inizio il corso di formazione  AIPY per l’insegnamento dello yoga per l’età evolutiva.

Febbraio
Mi faccio il proposito di camminare ogni giorno almeno mezz’ora! Beh! Ci devo ancora lavorare!

Marzo
La bisnonna Maria ci lascia e tornare in collina è un po’ triste senza di lei!

Aprile
Ho iniziato il mio corso privato di yoga per bambini. Ho solo 2/3 piccoli yogi ma la felicità è tanta!

Maggio
Con mia grande gioia, scopro vicinissimo a casa mia, un centro yoga dove posso praticare secondo la tradizione del Satyananda Yoga e vabbè… è proprio il massimo!!!
P.S. Ora il centro di chiama YogaLab- Atelier Yoga Milano.

Giugno
Inizia l’oratorio estivo, un appuntamento che coinvolge tutta la famiglia e accidenti!!!! Quanto ci divertiamo!

Luglio
E’ il mese delle nostre vacanze sulle “mie” colline piacentine, il luogo che amo di più al mondo!
Quest’anno poi ho vissuto un’esperienza tutta particolare!

Agosto
Matilde ed io andiamo alla scoperta dei parchi cittadini.

Settembre
Matilde inizia il secondo anno di liceo artistico e anche questa si rivelerà una bellissima anche se faticosa avventura!

Ottobre
Riprendo la mia attività come catechista in parrocchia con i bimbi di terza elementare. Un nuovo ciclo, una nuova avventura!

Novembre
Concludo il corso di formazione AIPY e che dire! Una felicità immensa!

Dicembre
Metto subito in pratica ciò che ho imparato nel corso AIPY con grande soddisfazione nella mia piccola sala yoga completamente ristrutturata!!!!

Mi guardo indietro e in quest’anno vedo tanta fatica, tante preoccupazioni ma una grande voglia di essere felice, con la mia little family, il mio lavoro, il mio yoga, il mio catechismo.
Concludo l’anno con tanta serenità per aver vissuto un anno intenso, intensissimo.

E il vostro anno come è stato cari lettori?
Condividete nei commenti se vi fa piacere!
E intanto vi auguro di trascorre serenamente questa ultima giornata del 2017!!!
Buon Anno!!!!!!

Lo yoga è per tutti?

Perchè praticare yoga?
Sono molte le risposte a questa domanda. La più semplice è che attraverso lo Yoga possiamo diventare FELICI. Tutti gli esseri umani cercano la felicità, però, di solito, la cercano all’esterno.
Lo Yoga ci aiuta a comprendere che la FELICITA’ deve essere cercata dentro di noi perché, di fatto, essa significa armonia di corpo, mente ed anima.
Praticando le posture yoga, gli esercizi di respirazione e la meditazione, puoi arrivare a raggiungere quell’equilibrio fisico, psichico, mentale e spirituale che è fonte di felicità.
Ecco una parte dei VANTAGGI della pratica Yoga:

-elimina lo stress
-allevia e fa scomparire le tensioni psichiche, le depressioni, le nevrosi
-allevia e guarisce una serie di affezioni del corpo fisico
-amplifica la memoria e i processi mentali
-equilibra tutte le strutture dell’essere
-stimola il sistema immunitario
-induce uno stato profondo di calma e pace interiore
-libera l’essere dai pregiudizi, dalle inibizioni e dai limiti
-migliora la capacità di comunicare con gli altri
-armonizza la vita sessuale
-dinamizza la volontà
-amplifica la fiducia in se stessi
-facilita la riuscita per il successo
-armonizza la struttura del corpo fisico, eliminando il sovrappeso
-fortifica e tonifica la muscolatura
-amplifica la concentrazione e l’attenzione
-sveglia ed amplifica la capacità di amare
-apre l’essere verso una comunicazione spirituale autentica con l’Universo e con Dio.

SVANTAGGI: non esistono.

Pratico yoga da 21 anni e lo trasmetto, con le mie capacità, limiti e possibilità da sette e ovviamente sono in perfetto accordo con l’elenco che ho riportato dal sito www.amoyoga.it
Ma praticare yoga ha anche un’altra faccia della medaglia.
Uno dei vantaggi elencati è che amplifica oltre alla concentrazione anche l’attenzione.
Amplificare l’attenzione può avere effetti importanti.
Significa diventare più sensibili ai cambiamenti, sia a quelli fisici che mentali, a quelli interiori e ai cambiamenti che provengono dall’esterno.
Questa sensibilità porta a percepire intorno e dentro di noi vibrazioni nuove e a volte non sempre piacevoli ( entrare in una stanza e provare la netta sensazione di non voler essere lì perchè c’è una persona che diffonde negatività non è per niente piacevole!).
Lo yoga insegna, a torto o a ragione a selezionare e quindi se si desidera intraprendere il percorso yogico ( intendendolo come stile di vita ) bisogna essere disposti a scendere a patti con questa possibile realtà.
Può essere faticoso e persino doloroso.
Allora forse lo yoga non è proprio per tutti.
E’ un cammino di autoconoscenza e come quando si inizia una psicoterapia possono emergere aspetti che proprio non vi piacciono.

Il cammino dello yoga è lungo, ogni palmo di terreno dev’essere conquistato vincendo una grande resistenza e le qualità più necessarie al sadhaka sono una pazienza e una perseveranza invariabili e un’incrollabile fede malgrado tutte le difficoltà, tutti i ritardi e gli apparenti insuccessi

“La pratica dello Yoga ci porta faccia a faccia con la straordinaria complessità del nostro proprio essere”
Sri Aurobindo

Detto questo, il mio percorso nello yoga procede ora ( dopo periodi di alti e bassi) con molta serenità. Lo yoga, le sue pratiche, i suoi principi mi aiutano ( oltre alla fede) ad essere serena, ad essere nel mondo senza per forza adeguarmi a tutto ciò che il mondo propone.
E ne sono felice!

Perchè “Yoga per crescere”

Ieri ho concluso il percorso di formazione per l’insegnamento dello yoga per l’età evolutiva ” Yoga per crescere” di AIPY ( Associazione Italiana Pedagogia Yoga).
Un’esperienza straordinaria!
Mi guardo indietro, ritorno con la mente a gennaio, quando il corso è cominciato e mi accorgo di quante cose sono cambiate nell’arco di undici mesi.
Mi sento molto più ricca e non soltanto di informazioni, di nozioni, di capacità di applicare un metodo nell’insegnamento dello yoga ai bambini, ma ricca di esperienze, ricca di emozioni che si sono susseguite nei vari fine settimana di formazione.
Un anno è tanto, è lungo, è impegnativo ma ciò che lo ha reso speciale e significativo per me è stato senza dubbio il condividerlo con un gruppo di compagne speciali.
Ho fatto tanti corsi di formazione ma non mi è mai capitato di percepire fin dal primo incontro un’affinità, un feeling, una comunione di obiettivi così forte.
Forse l’amore per il mondo dei bambini ha fatto da filo conduttore.
Non so cosa è stato!
So solo che le mie compagne di corso mi mancano già…

Ho inseguito il corso di formazione “Yoga per crescere” per tre anni e per un motivo o per un altro non ero mai riuscita ad iscrivermi ( ho rischiato anche questa volta!).
Ora che l’ho concluso sono più che felice di averlo scelto, preferendolo ad altri corsi di formazione.
Perchè?
Che cosa fa la differenza?
Lo yoga è uno strumento più che efficace per trasmettere valori.
L’approccio pedagogico di questa formazione permette di utilizzare gli strumenti tradizionali dello yoga ( posizioni, respiro) mescolandoli con altri elementi cari ai bambini come il gioco e le favole per veicolare valori come l’amicizia, la collaborazione, il senso del gruppo.
Ma “Yoga per crescere” va ancora oltre, arrivando a toccare una dimensione più ampia, globale.
E allora i valori della sostenibilità, dell’intercultura e dell’inclusione giocano un ruolo fondamentale.
Attraverso il linguaggio dello yoga è possibile sensibilizzare i bambini sull’importanza e la bellezza dell’essere attenti alla salute del nostro pianeta che è anche salute nostra e al rispetto dell’ambiente partendo da piccoli gesti quotidiani perchè noi siamo un tutt’uno con l’ambiente, ne facciamo parte.
Lo yoga si pone come lingua trasversale a tutte le lingue lavorando in una dimensione orizzontale. Dice Emina Cevro Vukovic, docente del corso: ” I valori sono diversi nelle diverse culture ( no a facili e romantiche visioni universalistiche) ma l’uomo è uguale, funziona nello stesso modo ovunque, per questo lo yoga che si basa sul funzionamento del corpo/mente può essere un efficace mediatore culturale.
E quindi attraverso questo linguaggio orizzontale viene favorita l’inclusione di bambini stranieri.

Obiettivi impegnativi ma inevitabili per un progetto che ha a cuore il benessere dei bambini che vivono in un mondo purtroppo sempre più inquinato e per fortuna sempre più multietnico.

Perchè ritengo che il corso “Yoga per crescere” sia un ottimo corso di formazione?

1. Per la sua struttura articolata in otto week end ( un week end al mese da gennaio a novembre, mesi estivi esclusi).
Questo tipo di struttura permette di lasciar sedimentare le competenze acquisite nel fine settimana di formazione, permette di sperimentarle ( come nel mio caso che ho un piccolo corso privato) e quindi di verificare, di aggiustare il tiro a livello di proposte, di tempi ecc…. Permette inoltre di approfondire con letture ( preziosissima per me la bibliografia consigliata all’inizio del corso) avendo poi la possibilità di scambio e di confronto nei fine settimana successivi.
Permette, come dicevo all’inizio del post di creare un senso del gruppo forte con i compagni di viaggio e allora la formazione continua anche durante il mese, con scambi di proposte e condivisione di esperienze.
Una proposta di formazione full-immersion ( tipo di una settimana) seppur comoda dal punto di vista dell’impegno, non offre secondo me questi vantaggi assomigliando di più ad un mordi e fuggi.
2. La presenza di un nutrito team di docenti altamente qualificati che lavorano in sinergia.
3. La presenza nel piano di studi di molte ore di didattica e di sperimentazione pratica ben distribuite in alternanza con le ore di teoria ( psicologia dell’infanzia e dell’adolescenza, miti e simboli ecc..)
4. La possibilità di laboratori extra presentati da ex allievi con la proposta di una vera e propria lezione da sperimentare.
5. La possibilità di verifica delle competenze acquisite attraverso un esame intermedio ( un questionario individuale) e la tesi finale di gruppo.
6. Un testo di riferimento preciso (ne ho parlato in questo post).

Insomma io credo che nel panorama delle proposte di formazione per l’insegnamento dello yoga ai bambini, il metodo “Yoga per crescere” abbia delle peculiarità che lo rendono completo ed efficace.
( qui il link alla pagina del sito con tutte le informazioni per i corsi del 2018 nelle diverse sedi)

Concludo ringraziando Clemi Tedeschi, coordinatrice didattica del corso, per avermi convinta, in quel lontano pomeriggio di gennaio, ad iniziare questo bellissimo viaggio, dicendomi di viverlo tappa per tappa, gustando momento dopo momento e con leggerezza nonostante tutto, con vero e proprio spirito yogico.

Ed eccoci qui, noi, nuove insegnanti “Yoga per Crescere”….

Forza ed equilibrio

Dove sta la vera forza?
Dove sta il vero equilibrio?
Qualche giorno fa parlando con una parente le dicevo che ultimamente mi sento in pace con il mondo.
Si, lo ammetto, ci sono parole, frasi e atteggiamenti da parte di alcune persone che al momento mi mettono agitazione, ma è la sensazione di un millesimo di secondo e poi tutto torna ad essere calmo e quieto.
Credo che questo sia solo una tappa del percorso di crescita personale e spirituale che ho intrapreso.
Credo che il mio sankalpa stia cominciando a concretizzarsi.
Ci sto lavorando sopra da un bel po’ in effetti.
La chiave di tutto questo è che sto cominciando adesso a praticare veramente lo yoga.
Come? Direte voi? Ma se sono più di vent’anni che pratichi yoga?
Il percorso dello yoga non “rispetta” i tempi che vogliamo noi, questo è certo.
Arrivare a gustare la bellezza del momento presente, del qui e ora, richiede tempo.
Arrivare a percepire la bellezza della vita anche nei momenti dolorosi è faticoso e richiede tempo.
Il grande maestro Iyengar nel libro “Vita nello yoga. Trasformazione, saggezza e libertà” diceva che molte persone si concentrano sul passato e sul futuro per evitare di sperimentare il presente, perchè spesso il presente è doloroso o difficile da sopportare. Ma il dolore è un grande maestro, è un grande guru. Solo sperimentando il dolore possiamo vedere la luce.
La vera forza è non perdere la felicità anche quando ci troviamo a vivere l’esperienza del dolore.
Sperimentiamo il vero equilibrio quando ci fermiamo e diamo il giusto peso ad un’affermazione, ad un gesto, ad una parola.
Tutto facile?
No!!!
Tutto impossibile?
No!!!