La gioia del Vangelo

Il mio percorso di autoguarigione passa attraverso l’attenzione a me stessa, al mio corpo, a ciò che mangio, a ciò che dico, a ciò che penso e anche a ciò che guardo e ascolto ( e con questo mi riferisco a ciò che scelgo di guardare in tv e alla musica che scelgo di ascoltare).
Ma questo non è sufficiente.
Un cammino di oesservazione di se stessi e di crescita personale passa anche attraverso la meditazione e lo studio.
E così da qualche mattina ho accantonato la mia pratica fisica dello yoga per dedicare mezz’ora alla preghiera e alla lettura di testi.
Ho scelto un libro di Davide Caldirola, sacerdote della Diocesi di Milano.
Questo testo mi è stato regalato dal mio padre spirituale un paio di anni fa. Non l’ha regalato solo a me in realtà, ma a tutte le catechiste della Parrocchia.
E ce l’ha regalato in quanto donne.
Il titolo è  “Di donne e di gioia – Itinerario spirituale nel Vangelo di Luca“.
Le donne che incontriamo nel Vangelo di Luca … nel loro agire, amare, soffrire, sono simili alle donne e agli uomini di oggi, con le loro incertezze e le fatiche che segnano le loro difficili storie. La gioia è quella dell’incontro tra queste donne e Gesù: una gioia non gridata, discreta, ma proprio per questo più vera, capace di farsi strada e di fiorire in mezzo ai venti e alle tempeste della vita.

Non è facile parlare della gioia, soprattutto in questi tempi nostri e soprattutto rispetto alle donne di questi nostri tempi.
Ma l’autore non vuole analizzare la psicologia femminile ma semplicemente offrire qualche spunto di riflessione sulla gioia con l’aiuto di alcune figure.

Ma chi sono le donne che incontriamo nel Vangelo di Luca?
Innanzitutto Maria.
La prima parola che l’Angelo le dice è: “Rallegrati!”.
Ma Maria è già allegra e gioiosa. Maria è una giovane promessa sposa, ed è innamorata del suo Giuseppe.
L’ulteriore gioia arriva per lei come un dono inaspettato. E poi in lei c’è “prepotente” la gioia dell’abbandono a Dio, del fidarsi, senza paura ” … avvenga per me secondo la tua Parola”.

Seguono poi Elisabetta con la gioia di una maternità inaspettata; Anna, la profetessa del tempio che vede adempiute le sue preghiere; la vedova di  Nain e la gioia di un figlio ritrovato; la peccatrice e la gioia del perdono; Marta e Maria e la gioia dell’ospitalità; la donna curva e la gioia del ritrovare leggerezza; la donna della moneta perduta e la gioia del ritrovare; la vedova povera e la gioia del dono; le donne del mattino di Pasqua e la gioia della Resurrezione.

Per ogni incontro di Gesù, l’autore propone il relativo brano del Vangelo di Luca, una breve spiegazione, e per finire come vivere questa gioia nella nostra vita.
Un linguaggio semplice ed efficace per immergersi in quel mondo femminile che Gesù amava, per vivere ancora una volta la gioia del Vangelo, che come dice l’autore nell’introduzione è, come sappiamo, “buona notizia”.
Termino con un passaggio del libro che propone le parole di Carlo Maria Martini, arcivescovo di Milano fino al 2002.

Forse quando pensiamo al Cristianesimo, ci immaginiamo anzitutto una serie di doveri, di castighi, di minacce, di precetti, di rimorsi. E’ un errore. L’esperienza cristiana è fondamentalmente l’esperienza di una notizia buona, del tutto insperata, quasi incredibile nella sua capacità di dirci cose nuove e di trasformarci. E’ un’esperienza di grande gioia“.

Davide Caldirola
Di donne e di gioia – itinerario nel Vangelo di Luca
Le àncore

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Attimi di serenità

Buon lunedì cari lettori!
Come state?
Io ho cominciato il mio percorso di autoguarigione ( ne parlavo nel post in cui ricordavo il mio compleanno).
Non è facile!
Guardarsi dentro è spesso doloroso.
Ma serve per conoscersi meglio e a questo proposito volevo suggerirvi la lettura di questo post.
Eh gia! Quante volte ho desiderato essere una persona diversa da quella che sono, prendendo spunto da altri oppure ho ammirato la vita “glitterata” di alcune blogger desiderando vivere in un luogo sperduto in un bellissimo bosco ad allevare galline e caprette o su una spiaggia assolata per tutto l’anno con una casa perfetta e una famiglia perfetta.
Chissà se è solo una mia impressione ma tutti gli altri sembrano felici e senza problemi. E invece no. Si tratta sempre di una questione di atteggiamento nei confronti della vita.Comunque una difficoltà che ho negli ultimi tempi è proprio quella di capire bene chi sono, cosa voglio fare della mia vita, come mi devo rapportare con le persone.
Ma passiamo oltre…
Negli ultimi giorni ho cercato fortemente di vivere momenti tranquilli, declinando impegni e dedicandomi all’ascolto di buona musica o semplicemente a passare un pochino di tempo ad accarezzare il mio micio…
Ieri sera in Parrocchia ho assistito allo spettacolo preparato dal gruppo musical. Una serata tranquilla, serena, senza pensieri…
E ne cercherò sempre di più di questi momenti…
Buona settimana!

 

Verso il mio mezzo secolo …

Lunedì prossimo, 21 maggio, compirò 49 anni.
Eh si! Mi avvicino al mezzo secolo e… mezzo secolo di vita è significativo.
E’ inevitabile guardarsi un po’ indietro e curiosare tra i passi fatti e nelle impronte lasciate.
Oh si! Sono cambiata tanto, anche solo nell’ultimo anno.
E non sempre in meglio!
Ci sono aspetti della mia vita in cui sono decisa, sicura, so perfettamente cosa voglio dire e cosa voglio fare.
Altri in cui mi trovo davanti ad un muro di nebbia in cui vedo forme indistinte e confuse.
Una cosa è certa!
La mia salute è peggiorata! Sarà per le intolleranze alimentari, sarà per vicende familiari un po’ traumatiche, sarà perchè somatizzo alla grande ma dire che sto bene….. no… non posso proprio!
Eppure c’è sempre qualcosa che mi fa sperare per il meglio, c’è una forza incredibile dentro che mi fa lottare, che non mi fa arrendere, che, nonostante tutto mi fa sorridere ( no! Ridere di gusto come dicevo in qualche post fa… non ci riesco ancora).
Allora, dicevo che da lunedì solo 365 giorni mi separeranno dai 50 anni.
Vorrei che fossero 365 speciali. Da ricordare per sempre. 365 giorni in cui far affiorare completamente quella forza che sento prepotente ma che a volte fa fatica ad emergere.
Ma come fare?
Il desiderio che sento molto intenso in questo periodo è di ritirarmi a vita privata.
Vorrei dedicare tutto il mio tempo alla mia famiglia: come moglie e madre rispetto alla mia little family e come figlia e nuora rispetto alle nostre famiglie di origine; al mio lavoro come insegnante di yoga per gli adulti e per i bambini ( quanti progetti per l’autunno!); al mio caro e amato ruolo di catechista; alla mia casa che da sempre è quella che ci rimette.
Molto probabilmente non sarò così assidua nell’aggiornare il blog.
E’ come se sentissi il bisogno di riscoprire il mio mondo interno ( come suggerisco sempre alle mie allieve), la mia dimensione più prettamente spirituale e intima.
La sento come una via per acquisire forza: fisica, mentale e spirituale.
Allora, buon compleanno a me e un sincero arrivederci a voi, cari lettori!
Io inizio il cammino verso il mio mezzo secolo….

Il valore del cibo

 

Si avvicina il mio compleanno e mi sono fatta fare un regalo da Luca un pochino in anticipo.
In questo periodo in cui per me il cibo rappresenta un problema a causa delle mie intolleranze e sensibilità ad alcuni alimenti, ho pensato che questo libro mi avrebbe riportato a dare al cibo il giusto valore. E così è stato!
Papa Francesco ha una grande considerazione del cibo e ciò che rappresenta. Il cibo è prima di tutto condivisione.
La condivisione del cibo è un tempo per il prossimo. E’ fonte di relazione. E’ accoglienza dell’altro. E’ ascolto di chi ti sta accanto. Consumare il pasto insieme è un’azione fortemente evocatrice e simbolica che rimanda alla vitalità di segni e valori religiosi. Racconta e rivela il rapporto e il legame stabiliti con l’altro e con l’Alto“.

Anche nelle Sacre Scritture è forte il riferimento al cibo e al momento della sua condivisione. Vogliamo dimenticare che Gesù ha voluto congedarsi dai suoi discepoli invitandoli ad una cena?
E che ancora prima parla di pesci e di pane e che paragona la nostra vita di cristiani al lievito che fermenta e cresce?
Ma anche nell’Antico Testamento un frutto, la mela, diventa un simbolo ed è la manna ad sollevare il popolo d’Israele dalla fatica e dalle sofferenze del viaggio verso la Terra Promessa.

Non può non colpire l’augurio che Papa Francesco rivolge ai suoi fedeli ogni domenica: “Buon pranzo!”.
Si, perchè il pranzo in famiglia rappresenta la serenità dell’essere tutti insieme attorno ad una tavola a gustare cibi che sono stati preparati con amore. Continua a leggere “Il valore del cibo”

Lavorare sodo

Nelle ultime settimane ho aperto e chiuso almeno quattro profili Instagram.
La volubilità è uno dei miei peggiori difetti, in effetti, e riguardo a questa cosa di questo social che mi attrae ( mi piace fare e vedere fotografie) ma mi distrae tantissimo ( incapacità mia di gestirlo?) questo difetto raggiunge il suo apice.
Vabbè! Ieri ho chiuso definitivamente l’ultimo account e … si… mi sento meglio!
Penso che continuerò su questa strada!
Questo non significa che ogni tanto non vada a sbirciare i profili che mi piacciono.
Tra questi c’è quello di Claudia Porta, la prima blogger in assoluto che ho conosciuto approdando sul web nel lontano 2009.
In uno degli ultimi post pubblicati Claudia faceva una riflessione sui nostri obiettivi e su quanto facciamo per raggiungerli.
Per raggiungere i propri obiettivi c’è un solo segreto: lavorare sodo. Alcune persone hanno un talento naturale e ci arrivano più in fretta. Altre lo bruciano, trascurando il lavoro perché pensano che basti il talento. Altre non hanno un talento particolare, o hanno addirittura delle difficoltà, e si abbattono prima di cominciare. Oppure decidono di lavorare. Ogni giorno. Con pazienza e costanza. Fino a riuscirci. #obiettivospaccata non è un obiettivo importante. Si può vivere, e persino insegnare lo yoga, senza saperla fare. Ma per me le sfide con me stessa sono uno stile di vita, un modo per migliorarmi continuamente, per allenare e rinforzare la mia forza di volontà. Ci sono cose che sono fuori dalla nostra portata perché non dipendono da noi. Per quello che invece dipende da noi, non ci sono scuse: o non lo consideri abbastanza importante, o ci lavori fino a realizzarlo. Qual è un obiettivo che ti sembrava impossibile e che invece, lavorando sodo, hai potuto raggiungere?

Il suo obiettivo “yogico” di questo momento è la spaccata, ma rappresenta solo un pretesto per parlare d’altro evidentemente.
La sua è una riflessione importante, secondo me!
E mi vede tanto in difetto.
Una frase mi ha colpito come un pugno in piena faccia: ” Ci sono cose che sono fuori dalla nostra portata perché non dipendono da noi. Per quello che invece dipende da noi, non ci sono scuse: o non lo consideri abbastanza importante, o ci lavori fino a realizzarlo

Attualmente ho tanti obiettivi, che riguardano il mio lavoro, la mia famiglia e il suo benessere, la mia vita spirituale. Capisco che sono validi per la mia felicità e il mio equilibrio, eppure rimangono lì… in sospeso… in attesa che io faccia il primo di mille e mille passi.
Saranno forse i mille e mille passi che mi spaventano?
Si, perchè raggiungere degli obiettivi richiede, come dice Claudia, pazienza e costanza.
O non li ritengo abbastanza importanti da lavorare sodo per raggiungerli?
Questo sarebbe ancora più grave.
In questo periodo sto facendo un percorso di psicoterapia per affontare un trauma subito qualche tempo fa ( ma che potrebbe avere radici più lontane nel tempo) e questo sarà sicuramente un aspetto che vorrò affrontare e approfondire.

Nel frattempo alleggerisco la mente facendo passeggiate e raccogliendo immagini colorate e leggere…

Buon inizio settimana!
P.s. ho appena aperto un altro profilo instagram!
Aiuto!!!!!!!