PoppyCat e l’udito sopraffino ovvero come proteggere le nostre orecchie

Venerdì pomeriggio ho accompagnato mio padre all’Amplifon per dare una controllatina al suo apparecchio acustico.
Mentre aspettavo mi è caduto l’occhio su un libriccino davvero carino.

Quando avete giocato a nascondino l’ultima volta? Non importa se ieri perchè siete bambini, l’altro ieri perchè siete genitori, o molti ieri fa perchè siete nonni.
Conta il ricordo di quegli attimi speciali, quando si giocava a stare nascosti in silenzio, zitti zitti per non farsi sentire e pronti a scattare.
E’ in quel momento che i suoni si amplificano: il cuore batte forte per l’emozione. Chissà se si sente anche fuori… E il respiro?
Verrebbe da trattenere anche quello, pur di non fare rumore.
Le orecchie sono tese per controllare se i passi di chi conta si stanno avvicinando e per ascoltare cosa dicono e sussurano i compagni di gioco. E poi lo scatto, la corsa: quatti quatti oppure velocissimi. I passi rimbombano sul pavimento, echeggiano nella stanza, si attutiscono nell’erba del prato…
E alla fine il grido fortissimo TANA LIBERA TUTTI! E gli EVVIVA e le risate e i NOOOO di chi sarà ancora sotto.
Poi di nuovo la conta 1,2,3…18,19, 20… ARRIVOOOOOO!
Ogni attimo della nostra vita racchiude una stupefacente quantità di suoni. E se all’improvviso non riuscissimo più a sentirli bene, a distinguerli? Le nostre orecchie vanno amate e protette.
E anche controllate regolarmente.
Dal 1950 i centri Amplifon aiutano le persone a sentirci bene. A ogni età. Anzi: prima si impara a volere bene alle proprie orecchie e a proteggerle, meglio è!
Da questa convinzione è nato il progetto di educazione alla salute Oggi ti sento bene- Avventure da leggere a bassa voce dedicato ai bambini delle scuole primarie.
Del progetto fa parte questo libro con le divertenti avventure di PoppyCat, il gatto con due orecchie sopraffine e due nonni super. E allora cosa stiamo aspettando?
Udite, udite, la storia va a cominciare….”

Nella storia PoppyCat, che ha un udito sopraffino imparerà molte cose sui rumori forti e fastidiosi e sui suoni che caratterizzano le stagioni.

Per PoppyCat i suoni si possono distinguere in:

Suoni di dentro: sono i suoni che nascono proprio dentro di noi. Sono i suoni più preziosi perchè li abbiamo sentiti fin da quando eravamo piccini,ancora nella pancia della mamma. Lì, al calduccio sentivamo il cuore e il respiro della nostra mamma; ora possiamo sentire il nostro di cuore che batte veloce veloce quando siamo spaventati e poi possiamo sentire il suono della nostra pancia che brontola. Che buffo eh!

Suoni di fuori: sono quelli che ci accompagnano di giorno e di notte, che cambiano di stagione in stagione e di luogo in luogo. Per esempio la voce, come quella della nonna che legge la storia della buonanotte, e poi se sento le campane vuol dire che è un giorno di festa e se sento gli uccellini che cantano quanta gioia!

Suoni extra: Sono i tuoni del temporale, l’ululato di un lupo o il barrire di un elefante. Sono i suoni che vengono da lontano ma anche quelli speciali che si sentono solo di tanto in tanto.

Alla fine dell’avventura del piccolo gatto, le 10 regole d’oro per proteggere l’udito:

1. I rumori intensi o improvvisi fanno male alle orecchie. Evitiamoli!

2. Sentire la musica è bello e importante, meglio senza cuffie, soprattutto per strada.

3. La musica è bella anche a volume non troppo alto.

4. Ogni tanto facciamo tutti il gioco del silenzio… Anche le orecchie hanno bisogno di riposo.

5. Vogliamo parlare insieme? Allora spegniamo la radio e la Tv.

6. Vogliamo che l’altro ci ascolti? Parliamo chiaramente vicino e davanti.

7. Se siamo in tenti non alziamo la voce! Basta parlare uno per volta.

8. Orecchie pulite con acqua e sapone ( ma poca schiuma).

9. Con i bastoncini si pulisce solo l’orecchio esterno. Se andiamo più a fondo rischiamo di fare un tappo di cerume.

10. Fatto il controllo dallo specialista? Non è mai troppo presto.

Il progetto che ha coinvolto 15.000 bambini di 167 scuole in 46 città italiane ha sensibilizzato le famiglie rispetto all’attenzione e alla cura delle orecchie dei propri figli.
Anche se non abbiamo adesso problemi di udito mettiamo in atto tutte le buone abitudini per non averne mai.
Non riuscire a sentire i suoni che ci circondano, quelli della natura, la voce delle persone che amiamo o la musica non è per niente bello.
La mancanza di udito compromette anche le relazioni. Comunicare diventa difficile, a volte quasi impossibile.
Non sentire porta all’isolamento e alla depressione.
E noi non vogliamo, vero?

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Ridere fa troppo bene

Oggi è la Giornata Mondiale della Risata che è stata istituita nel 1995 da Madan Kataria, fondatore del movimento internazionale dello yoga della risata.
Ridere fa bene alla salute di corpo e spirito.
E lo sapete che sorridere anche quando siamo tristi, quando va tutto storto ha gli stessi effetti psicologici di un sorriso “vero”? Infatti i ricercatori hanno dimostrato che l’organismo non distingue tra risata spontanea e autoindotta.

( dal sito Riza.it)
Ridere non significa essere poco seri
Ridere è una capacità tipicamente umana, innata in ognuno di noi anche se, sempre più spesso, ci dimentichiamo l’importanza e l’effetto benefico che una sana risata può avere sul nostro cervello e sul nostro organismo.
La nostra società giudica in modo eccessivamente positivo la serietà e la predisposizione a vivere in modo esageratamente composto, mentre il divertimento e la tendenza a ridere vengono vissuti come aspetti da circoscrivere a momenti ludici e di svago. Uno dei luoghi comuni più diffusi ci porta a pensare che serietà sia sinonimo di costanza, affidabilità e responsabilità, mentre l’allegria è spesso fraintesa come eccessiva leggerezza e superficialità. Da questa credenza scaturisce l’idea che una persona portata a sdrammatizzare, a ridere anche nelle situazioni più critiche e complesse sia immatura, ingenua e non all’altezza di certi compiti e impegni. Invece è una qualità preziosa che ci consente di essere flessibili, elastici e di cambiare visuale con agilità.

Ridere fa funzionare meglio il cervello
Ridere ci permette di liberarci dagli atteggiamenti mentali chiusi, troppo razionali e statici, ci aiuta a sviluppare una curiosità e un’intelligenza creativa che ci rende aperti, elastici e dotati di molteplici punti di vista. Un pensiero costantemente serioso diventa ripetitivo e pedante, le fissazioni producono ansia e stress, la rigidità assorbe le nostre energie impedendoci di vedere il problema sotto un’altra luce. Una bella risata nutre il cervello, libera sostanze che hanno una funzione benefica sul sistema immunitario e migliorano il tono dell’umore; tali sostanze, inoltre, eliminano lo stress aiutandoci a prevenire tutta una serie di disturbi ad esso correlati (attacchi di panico, depressione, ansia, malattie cardiovascolari).

Ridere è anche una terapia
Diverse ricerche hanno dimostrato che elevati livelli di stress e ansia causano un abbassamento delle naturali difese immunitarie del nostro organismo. Al contrario una bella risata, spontanea, di pancia, rappresenta un vero toccasana che ci aiuta a tenere lontano tensione, disagi e malattie. Ridere favorisce la circolazione e l’ossigenazione del sangue, permettendo in questo modo ai tessuti di rigenerarsi; la risata, inoltre, stimola la produzione di endorfine, sostanze chimiche che hanno un effetto benefico sul sistema cardiovascolare. Se si pensa che tutto ciò che condiziona lo stato emozionale di un individuo ha un impatto importante sul cuore, è facile comprendere quanto una semplice risata possa giovare alla nostra salute.

Non a caso negli ultimi decenni si è sviluppata una vera e propria terapia del sorriso, detta anche clown-terapia, usata in molteplici contesti socio-sanitari (situazioni di disagio sociale, ospedali, case di cura…) e particolarmente adatta con i bambini. È un approccio fondato sulla constatazione degli effetti benefici che l’allegria e una sana risata sono in grado di produrre, anche su pazienti gravemente malati.

Bene, e ora che ho scritto questo interessante articolo, me lo rileggo per bene perchè mi sono accorta di non aver ancora sorriso oggi!!!!
Buone risate!!!

Intolleranza al lattosio

Ieri mattina, finalmente, sono riuscita a fare il test per l’intolleranza al lattosio.
Quattro ore di test! Sono tornata a casa sfinita e stavo ovviamente malissimo.
Si, perchè il test consiste nel misurare, ogni mezz’ora circa la quantità di idrogeno, che si forma nell’intestino dopo aver assunto circa 25 g di lattosio ( per chi volesse avere maggiori informazioni consiglio il sito www.maidirelattosio.com).
E così ora il quadro è completo!
Sensibilità al glutine, ai lieviti e intolleranza al lattosio.
Cercare di capire cosa posso mangiare diventa sempre più complicato.
Da ottobre avevo abbandonato, su consiglio della dietologa, la mia dieta vegetariana reintroducendo carne e pesce almeno un paio di volte alla settimana. Continua a leggere “Intolleranza al lattosio”

Viviamo i parchi cittadini!

Questa mattina Matilde ed io abbiamo fatto una lunga passeggiata nel parco che c’è all’interno del nostro quartiere.
Lei ne aveva bisogno visto che sta concludendo i suoi compiti delle vacanze ed è parecchio stanca e io anche visto che non mi sembra nemmeno di aver fatto delle vacanze quest’anno. Per diversi motivi i quindici giorni passati in collina infatti non sono stati rigeneranti e riposanti come gli altri anni.

Anche se si vive in città si ha la possibilità di vivere zone verdi.
Noi a onor del vero siamo molto fortunati. Oltre al nostro parco, abbiamo molti altri parchi vicini: Il Parco delle Cave, Bosco in città, il Parco di Trenno ma poi spostandoci per pochi km con la macchina siamo praticamente in aperta campagna.
Riuscire a passare anche solo venti minuti al giorno circondati dal verde ha dei grandi benefici.
Passeggiare in un parco è di grande aiuto per combattere lo stress e la depressione.
Il parco diventa infatti spesso luogo di incontro, di nascita di amicizie, di condivisione.
I parchi sicuramente hanno anche una funzione estetica rispetto alla location cittadina e avere tanti alberi significa avere aria un pochino ( dico un pochino) più pulita.
Inoltre chi ha un parco o delle zone verdi intorno diventa più consapevole del ritmo delle stagioni. Osservare i colori che cambiamo, il paesaggio che si modifica aiuta secondo me a vivere più consapevolmente e con attenzione. Un esercizio di mindfulness anche questo!
Senza contare i vantaggi per i bambini.
Negli spazi aperti i bambini possono sperimentare creatività ( quante volte io ho immaginato che quella piccola aiuola fosse il giardino del mio castello incantato) e movimento.
Possono interagire con altri bambini, sperimentare nuove amicizie e perchè anche dei piccoli conflitti…

Io amo tanto i parchi e visto che per ora non posso realizzare il mio sogno di vivere in collina ho deciso che li vivrò il più possibile. Non potrà farmi altro che bene!

Gluten Sensitivity

E’ confermato: non sono celiaca ma due pareri medici su due parlano di sensibilità al glutine.
Ho voluto saperne di più e ho acquistato questo libro che spiega nel dettaglio che cos’è la sensibilità al glutine e come fare per evitare tutti i fastidiosi sintomi ad essa legata.
La sindrome da sensibilità al glutine è diffusa e colpisce ogni fascia d’età.
E’ una sindrome in quanto oltre ai disturbi intestinali classici ( dolori addominali, gonfiore, gas, stipsi ecc…) provoca tutta una serie di disturbi extraintestinali come sonnolenza, mal di testa, depressione, stanchezza cronica e disturbi cutanei. Negli ultimi due anni infatti, io, a parte i disturbi cutanei ( che non ho fortunatamente) sto lottando contro la stanchezza, la sonnolenza ( dormirei praticamente sempre) oltre che con i fastidiosissimi gonfiori addominali e disturbi intestinali vari. Continua a leggere “Gluten Sensitivity”