Ufficialmente liceale

Questa settimana abbiamo confermato l’iscrizione al liceo artistico che Matilde frequenterà da settembre.
Non mi sembra vero di avere una figlia di quasi 14 anni, una teen ager.
E penso con nostalgia al suo primissimo giorno di scuola…

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Una bimbetta per nulla timida, con un look militaresco ( scelto da lei…. ha sempre avuto le idee chiare la ragazza) e con tanta voglia di conoscere i compagni e le maestre.
La scuola ha sempre rappresentato una grande sfida per Matilde.
Ha sempre manifestato curiosità e voglia di imparare ma come sapete non è stato sempre facile.
Ci sono stati momenti di crisi, di pianti ( io stamattina a scuola non ci voglio andare!), di incomprensioni con un’insegnante volenterosa ma limitata.
Per fortuna alle medie è cambiato tutto e non ho mai visto Matilde così serena e felice.
Cosa succederà alle superiori?
Non lo so!
Vivremo l’avventura giorno per giorno…
Quello che so è che vedo una ragazza “grande” ( come mi ha detto una mia amica questa mattina) che non ha paura di affrontare situazioni nuove come per esempio parlare in pubblico per presentare il laboratorio che ha seguito in questo oratorio estivo che è terminato proprio ieri…

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Una “grande” ragazza!

Buon fine settimana amici!

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Regalo per la promozione? Si! No!

Chi mi conosce e chi segue il nostro blog sa cosa penso della scuola, dello studio e dell’apprendimento.
Studiare non è imparare a memoria nozioni per ottenere un buon voto bensì è un allenamento prezioso a stimolare la curiosità, ad apprendere un metodo per ragionare, per fare collegamenti, per farsi un patrimonio culturale personale, per crearsi una propria personalità e proprie idee.
Preparando la prova orale dell’esame di terza media, Matilde ed io abbiamo avuto la possibilità di parlare molto delle dittature ( le dittature del XX secolo in Europa era l’argomento di partenza). Ci siamo scambiate opinioni e in lei sono sorte molte domande.
Un giorno mi ha chiesto: ” Ma mamma, non può esistere una dittatura buona? Voglio dire, non è possibile che un dittatore, ancorchè detentore di tutti i poteri, faccia davvero il bene delle persone?”.
Allora abbiamo intavolato un bel dialogo sul concetto di libertà, e di come una dittatura è caratterizzata dalla repressione del dissenso ecc…
Ho visto Matilde interessarsi a ciò che studiava e ragionare sul significato anche pratico, attualizzando ciò che stava studiando.
Io credo che questa sia la strada da percorrere e senz’altro la aiuteremo a continuare.
Peraltro sono rimasta piacevolmente colpita dalla struttura dell’attestato rilasciato dalla scuola media in cui non si fa riferimento solo alla valutazione finale ma si riporta materia per materia il livello di competenze raggiunte dallo studente per cui si va da un livello iniziale in cui le competenze acquisite sono impiegate per svolgere compiti semplici, mostrando di possedere conoscenze e abilità essenziali a cui segue un livello base in cui le competenze acquisite sono discrete e poi ancora un livello intermedio in cui tali competenze vengono utilizzate per svolgere compiti e risolvere problemi con una certa autonomia personale ( mi piace il personale!) e ancora un livello avanzato in cui i compiti e le situazioni problematiche vengono risolte con autonomia fino ad arrivare ad un livello di piena autonomia.
Non solo numeri quindi ma caratteristiche.
Tutto questo discorso per introdurre il motivo del titolo del post.
Noi, proprio perchè riteniamo che andare a scuola non sia solo avere una bella pagella ma vivere un percorso importantissimo per crescere e diventare persone autonome e competenti non abbiamo mai fatto un regalo di promozione a nostra figlia.
Sicuramente abbiamo sempre festeggiato la fine dell’anno scolastico con una bella cena o una gita (insieme agli immancabili nonni) ma mai trasmettendo a Matilde il messaggio che quella cena o quella gita era il regalo per la promozione.
Quest’anno, però abbiamo voluto fare un’eccezione e abbiamo voluto premiarla non tanto per il voto con cui è stata “licenziata” ma per l’impegno e la determinazione che ha messo durante tutto l’anno.
Abbiamo condiviso con lei questo nostro desiderio chiedendole se desiderava qualcosa in particolare.
Qualcosa c’era…

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Passerò l’estate con il rumore dei bassi nello stomaco!!!
E voi, cari lettori, che cosa ne pensate del regalo per la promozione?
Si, no, o…
Condividete la vostra idea nei commenti.
Buon inizio settimana!

DSA: Esami e strumenti compensativi

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Dal sito dell’Associazione Italiana Dislessia

Nel comma 1 della legge 170/2010 si definisce il diritto dello studente con diagnosi DSA di…

“fruire di appositi provvedimenti dispensativi e compensativi di flessibilità didattica nel corso dei cicli di istruzione e formazione e negli studi universitari.”

Nel DPR 22.6.2009, n. 122 – Regolamento valutazione- Art. 10 – valutazione degli alunni con DSA viene specificato:

“Per gli alunni con DSA adeguatamente certificati, la valutazione e la verifica degli apprendimenti, comprese quelle effettuate in sede di esame conclusivo dei cicli, devono tener conto delle specifiche situazioni soggettive di tali alunni; a tali fini, nello svolgimento dell’attività didattica e delle prove d’esame, sono adottati […] gli strumenti compensativi e dispensativi ritenuti idonei.
Nel diploma finale rilasciato al termine degli esami non viene fatta menzione delle modalità di svolgimento e della differenziazione delle prove.”

Annualmente il MIUR fornisce indicazioni sulle modalità di svolgimento degli Esami di Stato conclusivi delle medie e delle superiori. L’ O.M. 252/2016 , art. 23, Esame dei candidati con DSA e BES, esplicita:

“Nello svolgimento delle prove scritte, i candidati possono utilizzare gli strumenti compensativi previsti dal Piano Didattico Personalizzato o da altra documentazione redatta ai sensi dell’articolo 5 del decreto ministeriale 12 luglio 2011. A tali candidati potrà, pertanto, essere consentita la utilizzazione di apparecchiature e strumenti informatici solo nel caso in cui siano già stati impiegati per le verifiche in corso d’anno o comunque siano ritenuti funzionali alla svolgimento dell’esame, senza che venga pregiudicata la validità delle prove scritte. Sarà possibile prevedere alcune particolari attenzioni finalizzate a rendere sereno per tali candidati lo svolgimento dell’esame sia al momento delle prove scritte, sia in fase di colloquio. I candidati possono usufruire di dispositivi per l’ascolto dei testi della prova registrati in formati “mp3”. Per la piena comprensione del testo delle prove scritte, la Commissione può prevedere, in conformità con quanto indicato dal capitolo 4.3.1 delle Linee guida citate, di individuare un proprio componente che possa leggere i testi delle prove scritte. Per i candidati che utilizzano la sintesi vocale, la Commissione può provvedere alla trascrizione del testo su supporto informatico. In particolare, si segnala l’opportunità di prevedere tempi più lunghi di quelli ordinari per lo svolgimento della prove scritte, di curare con particolare attenzione la predisposizione della terza prova scritta, con particolare riferimento all’accertamento delle competenze nella lingua straniera, di adottare criteri valutativi attenti soprattutto al contenuto piuttosto che alla forma.”

Pertanto ogni alunno durante tutta la sua carriera scolastica ha il diritto di utilizzare gli strumenti compensativi concordati a inizio anno nel PDP, senza eccezioni, anche durante l’esame di Stato.

E’ stato così anche per Matilde.
Ha affrontato le cinque prove scritte con la sua calcolatrice, le sue tabelle, i suoi formulari. L’unica deroga, voluta da lei, ha riguardato il tema nel senso che non ha voluto usare il pc ma ha preferito scrivere a mano. Una volontà che aveva espresso già a metà della seconda media in quanto scrivere a mano le piace, non le pesa ed evidentemente c’è stata anche una compensazione dal punto di vista della disortografia, visti i buoni risultati delle sue elaborazioni scritte.
Per quanto riguarda l’orale, la difficoltà più grande che Matilde ha affrontato e sono certa affronterà ancora nella sua carriera scolastica concerne la memorizzazione di nomi e date.
Per questo abbiamo lavorato tanto sulle mappe concettuali in questi anni e continueremo a farlo.
Gli argomenti scelti per la prova orale ( ricordo che il punto di partenza erano le dittature del XX secolo in Europa) erano tanti e prevedevano di ricordare molti eventi e molte date.
Ecco perchè abbiamo realizzato una linea del tempo (molto semplice e casalinga per la verità) da avere come punto di riferimento nella sua esposizione.
Abbiamo cercato di inserire in un unico foglio tutte le date importanti relative a tutte le materie…

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… e abbiamo lavorato sui colori per poter distinguere gli eventi che riguardavano le singole dittature e gli eventi narrati nelle altre materie li abbiamo incorniciati con il colore abbinato alla dittatura alla quale erano collegati.

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Per quanto riguarda geografia abbiamo riportato su carta da lucido la cartina del Giappone, l’abbiamo colorata per bene e poi sempre giocando con i colori abbiamo indicato le città principali, i monti, i fiumi, i laghi, le pianure ecc…
Quante cose si possono dire di un paese guardando solo la cartina!!!!

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Vorrei spendere due parole sull’uso degli strumenti compensativi.
Ci sono ancora tante persone ( insegnanti compresi) che pensano che l’uso di questi strumenti esoneri i ragazzi rispetto allo studio perchè ragionano in questo modo: “E’ comodo avere tutto scritto e poter guardare!”.
A queste persone vorrei dire che gli strumenti compensativi sono del tutto inutili se non c’è insieme al loro utilizzo un lavoro di studio, di comprensione e assimilazione dei concetti che richiede un coinvolgimento dal punto di vista cognitivo..
Anche gli strumenti vanno studiati, vanno compresi per poter essere utilizzati.
Si tratta quindi di un doppio lavoro per i ragazzi con DSA.
Non è proprio comodo comodo, non trovate?

Felice mercoledì cari amici di blog!!!

Una mega mappa per l’esame

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Hola amici,
come state?
Qui stiamo lavorando sodo per l’esame orale che Matilde avrà lunedì prossimo.
Per fortuna verrà interrogata il primo giorno degli orali, così ci leviamo il pensiero e poi ci butteremo a capofitto nell’oratorio estivo!
Questa settimana di mattina Matilde è impegnata negli scritti e di pomeriggio nel ripasso degli argomenti che porterà appunto al colloquio.
Per ripassare abbiamo realizzato una mega mappa.
In realtà mi sarebbe tanto piaciuto fare tanti lapbook in stile Sybille, ma il tempo è stato davvero poco ( fino alla settimana scorsa io ho avuto i corsi e Matilde stessa le ultime interrogazioni). Però ci tenevo a realizzare qualcosa che la potesse aiutare a visualizzare gli argomenti. In fondo non sono pochi! Sono dieci argomenti per dieci materie ( Ed. fisica compresa).
Mi fa piacere condividere il nostro lavoro perchè penso che potrebbe essere uno spunto interessante per chi nei prossimi anni dovrà affrontare l’esame.

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Il punto di partenza è stato un fumetto, del quale vi avevo già parlato in questo post.

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La tematica del fumetto ha suggerito a Matilde l’argomento di storia che avrebbe poi fatto da filo conduttore …

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Ecco le quattro dittature europee del XX secolo con i rispettivi leader…

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E poi via via i vari collegamenti.
Il fascismo lo abbiamo collegato a letteratura parlando di Primo Levi e del neorealismo ( in letteratura ma anche nella cinematografia. Infatti come attività di homeschooling abbiamo in programma la visione di “Roma, città aperta” film simbolo del neorealismo).

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Il nazismo si è prestato a collegare tante materie e per la precisione:
– Scienze: la genetica e l’eugenetica ( con riferimento all’eugenetica nazista);
– Inglese: Matilde ha studiato un articolo su Sir Nicholas Winton;
– Musica: la musica del novecento ( l’espressionismo e i generi atonale, dodecafonico, puntillista e politonale) e in particolare A. Schoemberg con la cantata “un sopravvissuto di Varsavia”;
– Educazione Fisica: Le olimpiadi di Berlino del 1936 con un escursus sulla storia dei Giochi olimpici;
– Tecnologia e Informatica: Alan Turing e il computer.

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Per il franchismo abbiamo preso come argomento di partenza “Guernica” di P.Picasso e di conseguenza uno studio approfondito del cubismo e un brano sulla vita del pittore spagnolo da esporre in francese.
Per realizzare la parte dedicata a francese e arte mi sono divertita tantissimo. Minilibri, una specie di linea del tempo per i tre periodi artistici di Picasso ( non sono carini i dipinti stesi come panni sullo sfondo di Parigi?) e Guernica “sezionato” per interpretarlo con ordine e precisione.

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Lo Stalinismo non sapevamo come collegarlo poi ci è venuto in mente che come materia ci mancava geografia e così abbiamo optato per il Giappone che ha avuto a che fare con Stalin, Mussolini e Hitler durante la seconda guerra mondiale e che è il paese dei manga, i fumetti che piacciono tanto a Matilde e al suo papà.
Il cerchio è così chiuso!

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Come sempre io mi diverto un sacco a studiare con Matilde, a interrogarla, a cercare notizie per approfondire gli argomenti.
Chissà se anche alle superiori continueremo a divertirci studiando?

Winton’s children

Nicholas Winton

In 1938, a 29- year-old man called Nicholas Winton was living and working in London.
One day he received a telephone call from a friend in Prague, Czechoslovakia.
Winton’s friend worked for the British embassy and he was helping to organise refugee camps for many families from Czechoslovakia. These families were in danger because they were Jewish.
Germany occupied part of Czechoslovakia and Winton and his friend knew it could soon occupy the rest of the country. Germany’s leader, Adolf Hitler, hated Jews.
Winton came from a Jewish family himself.
He decided to go to Prague. He wanted to help the families in Czechoslovakia before it was too late. There were a lot of children in the refugee camps, and he decided to organise special trains to take them to Britain, with the help of the British embassy.
Winton returned to London and started to raise money for their journey. He also had to find families in Britain to look after the children
In march 1939, Hitler invaded the rest of Czechoslovakia. That year, eight large groups of children (669 in total) left Prague. Most of them were Jewish and seven groups left by train. It was a long journey.
The trains travelled from Czechoslovakia through Germany, and then to Holland. Next the children travelled by boat to England.
On September 3rd 1939 there was an eight train at Prague station. It was ready to take children to England. Unfortunately, it never left Prague. That day, the Second World War started. The Germans closed the borders. Tragically, the train and the 250 children on it, disappeared. For the rest of his life, Winton sorry that the train didn’t leave Prague one day earlier.
The 669 children started a new life in England. They lived with British families.
Back in Czechoslovakia, Hitler sent Jews and many other people, to concentration camps. Most of the families of Winton’s children died.
For years, Nicholas Winton never talked about his work. He didn’t even tell his wife!
50 years later, in 1988, his wife found documents, letters and photos and Winton told his story.
In September 2009, a special train left Prague station. On the train there were 22 of the original children, with their children and grandchildren. The train followed the same route as in 1939, from Prague to London. At London Liverpool Street station, after 70 years, they finally met 100-year-old Sir Nicholas Winton, the man who saved their lives.

Sir Nicholas Winton è morto nel 2015 all’età di 106 anni.
E’ stato definito ” un eroe timido”.
Ha salvato 669 bambini dalla ferocia senza senso del nazismo e solo 50 anni dopo si è venuti a conoscenza delle sue gesta per caso.
Mi sto divertendo a seguire Matilde nella preparazione della prova orale dell’esame ( il brano si riferisce alla prova di inglese orale ovviamente) e sto riscoprendo tante, tante e ancora tante cose sul periodo delle dittature del XX secolo in Europa.
Alcune mi hanno fatto venire i brividi oltre ogni limite ( eugenetica nazista) ma altre mi hanno risollevato l’animo.
Come questa incredibile storia di Sir Nicholas Winton