Yoga per bambini: Il gioco dei granchietti pulitori

Ieri ho rivisto i bambini del corso di yoga in Polisportiva.
Erano felicissimi di riprendere il nostro percorso e io anche!
Mi sono fatta raccontare come sono andate le loro vacanze, cosa hanno fatto di bello e interessante e poi ho chiesto loro se le spiagge che avevano frequentato erano pulite oppure con un po’ immondizia sparsa qua e là.
“Eh si! Nella mia spiaggia c’erano delle bottigliette di plastiche e della carta!”
” Nella mia spiaggia invece c’erano tanti cestini e la spiaggia era un po’ più pulita”.

Avere rispetto dell’ambiente significa partire dalla piccole cose e stare proprio attenti a non rovinare una bellissima spiaggia con i nostri rifiuti. Ma purtroppo succede!
“Allora sapete cosa facciamo oggi bambini? Ci trasformiamo in tanti granchietti e puliamo la spiaggia.

Ho invitato i bambini a mettersi seduti in fila, uno accanto all’altro. Davanti al primo della fila ho messo una bandanna ( facciamo finta che sia una bottiglietta di plastica!) e accanto all’ultimo della fila un cestino.
Il primo bimbo doveva afferrare con i piedi la bandanna e passarla al compagno che la doveva prendere sempre con i piedi e così via. L’ultimo bimbo doveva buttare la bandanna-bottiglietta nel cestino.
E poi l’ultimo bimbo prendeva il posto del primo in modo che tutti i bambini ” provassero l’ebbrezza” di buttare i rifiuti nel cestino.
Non ho fatto fotografie perchè…. ho giocato anche io!!!!

Ecco lo scopo dello yoga per i bambini.
Trasmettere valori attraverso il gioco e il movimento fisico ( peraltro questo tipo di gioco favorisce la concentrazione perchè i bambini devono stare attenti a non far cadere la bandanna-bottiglietta altrimenti si ricomincia daccapo e l’irrobustimento dei muscoli delle gambe e gli addominali).

Nell’ultima parte della lezione, quella creativa ( che propongo sempre ) ho poi proposto ai bambini di disegnare ciò che del mare era piaciuto di più nelle loro vacanze. Chi ha disegnato un pesciolino rosso, chi una barca, chi un bel tramonto sul mare.
Il disegno è stato poi messo in un piccolo vasetto trasparente con una bella conchiglia.
Perchè lo cose belle vanno sempre guardate e preservate… come una bella spiaggia pulita…

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Viviamo i parchi cittadini!

Questa mattina Matilde ed io abbiamo fatto una lunga passeggiata nel parco che c’è all’interno del nostro quartiere.
Lei ne aveva bisogno visto che sta concludendo i suoi compiti delle vacanze ed è parecchio stanca e io anche visto che non mi sembra nemmeno di aver fatto delle vacanze quest’anno. Per diversi motivi i quindici giorni passati in collina infatti non sono stati rigeneranti e riposanti come gli altri anni.

Anche se si vive in città si ha la possibilità di vivere zone verdi.
Noi a onor del vero siamo molto fortunati. Oltre al nostro parco, abbiamo molti altri parchi vicini: Il Parco delle Cave, Bosco in città, il Parco di Trenno ma poi spostandoci per pochi km con la macchina siamo praticamente in aperta campagna.
Riuscire a passare anche solo venti minuti al giorno circondati dal verde ha dei grandi benefici.
Passeggiare in un parco è di grande aiuto per combattere lo stress e la depressione.
Il parco diventa infatti spesso luogo di incontro, di nascita di amicizie, di condivisione.
I parchi sicuramente hanno anche una funzione estetica rispetto alla location cittadina e avere tanti alberi significa avere aria un pochino ( dico un pochino) più pulita.
Inoltre chi ha un parco o delle zone verdi intorno diventa più consapevole del ritmo delle stagioni. Osservare i colori che cambiamo, il paesaggio che si modifica aiuta secondo me a vivere più consapevolmente e con attenzione. Un esercizio di mindfulness anche questo!
Senza contare i vantaggi per i bambini.
Negli spazi aperti i bambini possono sperimentare creatività ( quante volte io ho immaginato che quella piccola aiuola fosse il giardino del mio castello incantato) e movimento.
Possono interagire con altri bambini, sperimentare nuove amicizie e perchè anche dei piccoli conflitti…

Io amo tanto i parchi e visto che per ora non posso realizzare il mio sogno di vivere in collina ho deciso che li vivrò il più possibile. Non potrà farmi altro che bene!

Una mattina in compagnia … delle api

Il venerdì della prima settimana trascorsa in collina ho vissuto un’esperienza straordinaria.
Ve lo ricordate il mio gioco dell’oca yogico? Quello che si intitolava “Il gioco delle api chiacchierone”?
Ebbene è piaciuto tantissimo e ho ricevuto l’invito a svilupparlo ulteriormente ma soprattutto di declinarlo a tema “sostenibilità“.
Ho iniziato a lavorarci sopra cercando su internet materiale riguardo al tema della moria delle api e del perchè la sopravvivenza delle api è fondamentale per la sopravvivenza del nostro pianeta.
Ho trovato tantissimi spunti su cui lavorare ma sentivo che mi mancava qualcosa e cioè conoscere dal vivo questi minuscoli ma importantissimi insetti impollinatori grazie ai quali abbiamo la possibilità di gustare frutta e verdura.
E così ho chiesto alla zia Marisa, la sorella del nonno Antonio se mi faceva da contatto con l’azienda presso la quale lei si rifornisce di miele biologico.
Detto, fatto!
Un paio di telefonate ed eccomi con maschera e guanti pronta a vedere dal vero degli alveari, a riconoscere i fuchi, l’ape regina, a capire i vari ruoli che ogni ape ricopre lungo la sua breve vita e soprattutto a capire ciò che mette in pericolo la loro sopravvivenza. Ho capito che ci sono cause naturali come il cambiamento del clima che si sta facendo troppo caldo per loro o la presenza di acari che sono loro nemici ma anche cause umane e cioè l’uso, da parte degli agricoltori di insetticidi non consentiti, i nicotinoidi in primis che intontiscono le api quando si posano sulle colture e non riescono più a fare ritorno agli alveari.
Ho imparato un sacco di cose grazie a Romano e Luca, padre e figlio, appassionati apicoltori da ormai tanti anni in Val Nure.
Qui la loro pagina facebook!

E’ stata davvero un’esperienza incredibile!
Pensavo di avere più timore ad avvicinarmi alle api, nonostante maschera e guanti. Invece sono stata tranquillissima anche quando Romano con la mano ha spostato le api dal telaio….  e queste hanno iniziato a volare dappertutto e alcune si sono appoggiate alla mia maschera!
La società delle api è affascinante. Sono superorganizzate, ognuna sa che cosa deve fare e lo fa benissimo…
Se solo l’uomo imparasse a rispettarle…

Io nel frattempo sono grata a queste piccole creature …

Scoprire e amare la bellezza del creato

Stamattina è cominciato l’oratorio estivo.
Quasi duecento bambini hanno “invaso” il salone dell’oratorio per cominciare insieme quest’avventura.
Il tema di quest’anno è bellissimo!
Lo slogan “DETTO FATTO – meravigliose le tue opere” rimanda alla creazione e all’invito rivolto ai ragazzi di imparare a guardare, contemplare, conoscere, stupirsi fdinnanzi a tutto ciò che di bello c’è nel nostro mondo e soprattutto imparare a benedire, cioè a “dire bene”.
Il testo di riferimento sarà ovviamente il primo capitolo della Genesi e il percorso che i ragazzi seguiranno si articolerà nella spiegazione, attraverso giochi, attività e momenti di preghiera, dei sette giorni che hanno portato alla creazione.

Diremo ogni giorno ai ragazzi, di fronte alla bellezza e alla varietà del mondo, che all’origine di tutto esiste il pensiero buono di Dio che ha voluto un universo ordinato, in cui ci fossimo dentro anche noi, lo esprimeremo con uno sguardo che è molto somigliante a quello del Creatore e con parole e fatti che possono essere segno della sua presenza e quindi una sua «immagine».

Credo che sia importante trasmettere ai bambini, anche attraverso il linguaggio biblico l’importanza del vivere in un mondo che è per sua natura ordinato, pulito, che segue determinate e benefiche regole per automantenersi e di come noi uomini, meravigliose creature, possiamo essere validi aiutanti.
Papa Francesco, qualche anno fa, ha voluto dedicare addirittura un’enciclica intera al tema dell’ambiente che ha intitolato “Laudato sì”, frase che ricorre nel Cantico delle Creature di San Francesco d’Assisi per lodare Dio per le sue meravigliose creature.
Sia il percorso dell’oratorio estivo che l’enciclica del Papa non hanno ovviamente un intento scientifico rispetto al tema dell’ambiente e della creazione, ma io credo che gli obiettivi pastorali e quelli scientifici possano andare di pari passo come veicoli di trasmissione di valori sani, puri, di rispetto e di condivisione di ciò che ci circonda.

In bocca al lupo a tutti gli educatori, gli animatori, i volontari perchè hanno la grande responsabilità di vivere loro in prima persona quegli stessi valori.

P.S. La ragazza della foto è un’amica di Matilde che stamattina si è avvicinata al mondo e ha detto “Io lo adoro!”

Come fare la spesa consapevole

Posso affermare con assoluta certezza che il momento della spesa è uno dei pochi momenti mindful.
Sono lì, armata di carrello, biglietto sapientemente compilato e dettagliato ( il mio biglietto della spesa riproduce la struttura dell’ipermercato in cui abitualmente mi servo in modo da non perdere tempo a girare tra gli scaffali), penna e … no! Ok, la calcolatrice no. Però mi segno i prezzi dei prodotti perchè ho un badget che non devo superare (ci riesco solo se la spesa la faccio da sola, ma se viene Luca con me come ieri è matematico superare il badget e fare una spesa che non ha senso!).
Dicevo, momento mindful.
Si, perchè sono totalmente sul pezzo.
Concentrata su ciò che devo acquistare, a guardare le scadenze, il paese di produzione di un prodotto, se contiene glutine o no (ahimè), se contiene lattosio o no ( ahime parte due, la vendetta), se contiene lieviti o no ( ahimè parte tre, scontro finale).
Leggere con attenzione l’etichetta di un prodotto è molto importante.
Lo dice Enrico Cinotti, vicedirettore del mensile “Il Salvagente” che segue da oltre vent’anni il mondo dei consumatori.
Nel suo libro ” E’ facile fare la spesa se sai leggere l’etichetta” propone delle dritte per evitare rischi e tutelare la nostra salute.

Il mio intento è sempre stato quello di essere una consumatrice consapevole e di non mettere nel carrello la prima cosa che mi capita.
L’obiettivo è quello di pensare alla mia salute e a quella della mia famiglia ma anche di avere un occhio al portafoglio.
E’ stato quindi molto interessante e utile per me leggere questo libro che è diviso in due parti.
Nella prima parte viene spiegato che cosa deve obbligatoriamente riportare un’etichetta, quando un alimento può vantare un apporto nutrizionale, come si riconoscono gli additivi e a cosa servono, perchè è importante la dichiarazione nutrizionale e fino a quando un cibo può essere consunmato. Una serie di informazioni utili per comprendere a fondo la seconda parte in cui viene analizzata l’etichetta dei singoli alimenti suddivisi per reparti proprio come si presentano al supermercato.”

Quindi non è sufficiente dare un’occhiata alla scadenza, essere attenti al paese di produzione del prodotto che vogliamo acquistare, ma tutta una serie di informazioni contenute sull’etichetta ci daranno il metro della “bontà” in termini di salute del suddetto prodotto.
Un esempio sono i biscotti per la prima colazione.
Ormai sugli scaffali troviamo ovunque la dicitura “senza olio di palma”, il temibilissimo grasso vegetale di origine tropicale molto amato dalle industrie per il suo prezzo basso e per le sue caratteristiche di resistenza durante la cottura. Responsabile della deforestazione di intere aree del pianeta ha inoltre un elevato contenuto di grassi saturi che favoriscono l’insorgere di malattie cardiovascolari e di elementi cancerogeni.
Per nulla sostenibile quindi ( qui  spiegavo il concetto di sostenibilità).
Ma l’assenza di olio di palma non fa di un biscotto un prodotto salutare.
I biscotti contengono grassi vegetali, burro e zuccheri con un alto peso calorico.
Allora si tratta di capire quante kcal hanno i biscotti perchè tra questi e le merendine di metà mattina un bambino fa in frettissima a superare l’apporto calorico consigliato.
Per passare al reparto ortofrutta cosa ci deve essere scritto sull’etichetta di un pacchetto di mele?
La denominazione di vendita e la varietà, il paese di origine, la categoria (extra, I o II), il prezzo al chilo, il peso netto, il confezionatore. Mentre non aspettiamoci di trovare la tabella nutrizionale perchè frutta e verdura, essendo prodotti “soggetti a maturazione” non devono rispettare tale obbligo.

Io ho trovato questo libro utile per diventare sempre più una consumatrice consapevole.
Buona spesa!

Questo post partecipa all’iniziativa “Il venerdì del libro” di Homemademamma.