La discarica più alta del mondo…

Da qualche giorno abbiamo Netflix.
Per chi, come noi, è appassionato di film e serie tv, è una vera e propria goduria.
Nel week end mi sono sparata quattro puntate della prima stagione di “The crown” la serie dedicata alla vita della Regina Elisabetta II.
Non sono amante dei gossip e della vita dei vip, ma le vicende della famiglia reale inglese, della politica del tempo in cui Elisabetta si trova ad affrontare un incarico inaspettato ( dopo la morte del padre) sono raccontate molto bene. Se ne avete la possibilità, guardatela!
Domenica sera, sfogliando la libreria, ho trovato un film che volevo vedere già da tempo: “Everest”.
E’ narrata la vicenda della tragica spedizione del 1996 sulla montagna più alta del mondo.
Grazie a questo film ho scoperto due cose che ignoravo totalmente e che mi hanno lasciata molto, ma molto perplessa. Continua a leggere “La discarica più alta del mondo…”

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Honey Yoga

Da mesi ormai sto lavorando ad un progetto. Un gioco-yoga che ha come argomento base il mondo delle api e il pericolo che il nostro pianeta correrebbe se venissero a mancare questi piccoli e industriosi insetti impollinatori ( ne avevo parlato in questo post).
Il progetto fatica a decollare perchè non sono pienamente soddisfatta. Ma ciò con mi preoccupa in quanto non avendo una scadenza posso permettermi di prendermi tutto il tempo di cui ho bisogno.
Però le api mi hanno stimolato a dare un nome definitivo al mio corso privato di yoga per bambini in Polisportiva.
Si, l’ho chiamato proprio “Honey Yoga“.
Honey significa miele che come sappiamo tutti è uno dei prodotti del lavoro delle api. Continua a leggere “Honey Yoga”

Perchè “Yoga per crescere”

Ieri ho concluso il percorso di formazione per l’insegnamento dello yoga per l’età evolutiva ” Yoga per crescere” di AIPY ( Associazione Italiana Pedagogia Yoga).
Un’esperienza straordinaria!
Mi guardo indietro, ritorno con la mente a gennaio, quando il corso è cominciato e mi accorgo di quante cose sono cambiate nell’arco di undici mesi.
Mi sento molto più ricca e non soltanto di informazioni, di nozioni, di capacità di applicare un metodo nell’insegnamento dello yoga ai bambini, ma ricca di esperienze, ricca di emozioni che si sono susseguite nei vari fine settimana di formazione.
Un anno è tanto, è lungo, è impegnativo ma ciò che lo ha reso speciale e significativo per me è stato senza dubbio il condividerlo con un gruppo di compagne speciali.
Ho fatto tanti corsi di formazione ma non mi è mai capitato di percepire fin dal primo incontro un’affinità, un feeling, una comunione di obiettivi così forte.
Forse l’amore per il mondo dei bambini ha fatto da filo conduttore.
Non so cosa è stato!
So solo che le mie compagne di corso mi mancano già…

Ho inseguito il corso di formazione “Yoga per crescere” per tre anni e per un motivo o per un altro non ero mai riuscita ad iscrivermi ( ho rischiato anche questa volta!).
Ora che l’ho concluso sono più che felice di averlo scelto, preferendolo ad altri corsi di formazione.
Perchè?
Che cosa fa la differenza?
Lo yoga è uno strumento più che efficace per trasmettere valori.
L’approccio pedagogico di questa formazione permette di utilizzare gli strumenti tradizionali dello yoga ( posizioni, respiro) mescolandoli con altri elementi cari ai bambini come il gioco e le favole per veicolare valori come l’amicizia, la collaborazione, il senso del gruppo.
Ma “Yoga per crescere” va ancora oltre, arrivando a toccare una dimensione più ampia, globale.
E allora i valori della sostenibilità, dell’intercultura e dell’inclusione giocano un ruolo fondamentale.
Attraverso il linguaggio dello yoga è possibile sensibilizzare i bambini sull’importanza e la bellezza dell’essere attenti alla salute del nostro pianeta che è anche salute nostra e al rispetto dell’ambiente partendo da piccoli gesti quotidiani perchè noi siamo un tutt’uno con l’ambiente, ne facciamo parte.
Lo yoga si pone come lingua trasversale a tutte le lingue lavorando in una dimensione orizzontale. Dice Emina Cevro Vukovic, docente del corso: ” I valori sono diversi nelle diverse culture ( no a facili e romantiche visioni universalistiche) ma l’uomo è uguale, funziona nello stesso modo ovunque, per questo lo yoga che si basa sul funzionamento del corpo/mente può essere un efficace mediatore culturale.
E quindi attraverso questo linguaggio orizzontale viene favorita l’inclusione di bambini stranieri.

Obiettivi impegnativi ma inevitabili per un progetto che ha a cuore il benessere dei bambini che vivono in un mondo purtroppo sempre più inquinato e per fortuna sempre più multietnico.

Perchè ritengo che il corso “Yoga per crescere” sia un ottimo corso di formazione?

1. Per la sua struttura articolata in otto week end ( un week end al mese da gennaio a novembre, mesi estivi esclusi).
Questo tipo di struttura permette di lasciar sedimentare le competenze acquisite nel fine settimana di formazione, permette di sperimentarle ( come nel mio caso che ho un piccolo corso privato) e quindi di verificare, di aggiustare il tiro a livello di proposte, di tempi ecc…. Permette inoltre di approfondire con letture ( preziosissima per me la bibliografia consigliata all’inizio del corso) avendo poi la possibilità di scambio e di confronto nei fine settimana successivi.
Permette, come dicevo all’inizio del post di creare un senso del gruppo forte con i compagni di viaggio e allora la formazione continua anche durante il mese, con scambi di proposte e condivisione di esperienze.
Una proposta di formazione full-immersion ( tipo di una settimana) seppur comoda dal punto di vista dell’impegno, non offre secondo me questi vantaggi assomigliando di più ad un mordi e fuggi.
2. La presenza di un nutrito team di docenti altamente qualificati che lavorano in sinergia.
3. La presenza nel piano di studi di molte ore di didattica e di sperimentazione pratica ben distribuite in alternanza con le ore di teoria ( psicologia dell’infanzia e dell’adolescenza, miti e simboli ecc..)
4. La possibilità di laboratori extra presentati da ex allievi con la proposta di una vera e propria lezione da sperimentare.
5. La possibilità di verifica delle competenze acquisite attraverso un esame intermedio ( un questionario individuale) e la tesi finale di gruppo.
6. Un testo di riferimento preciso (ne ho parlato in questo post).

Insomma io credo che nel panorama delle proposte di formazione per l’insegnamento dello yoga ai bambini, il metodo “Yoga per crescere” abbia delle peculiarità che lo rendono completo ed efficace.
( qui il link alla pagina del sito con tutte le informazioni per i corsi del 2018 nelle diverse sedi)

Concludo ringraziando Clemi Tedeschi, coordinatrice didattica del corso, per avermi convinta, in quel lontano pomeriggio di gennaio, ad iniziare questo bellissimo viaggio, dicendomi di viverlo tappa per tappa, gustando momento dopo momento e con leggerezza nonostante tutto, con vero e proprio spirito yogico.

Ed eccoci qui, noi, nuove insegnanti “Yoga per Crescere”….

Zero rifiuti in casa

C’è una cosa che mi fa impazzire!
La quantità di rifiuti che riusciamo a produrre noi come famiglia di tre persone ( e mezzo con il gatto)!
Ogni due giorni scendo con i miei sacchietti di rifiuti separati rigorosamente in plastica, carta, vetro, umido e indifferenziato ( sono una maniaca della raccolta indifferenziata) e almeno due volte all’anno dobbiamo fare un’incursione seria in solaio perchè c’è una marea di roba da portare alla discarica comunale.
Veramente! Non mi capacito!
Perchè produciamo tanti rifiuti?
Come fare per produrne un po’ meno?
Mentre riflettevo su come attuare delle strategie familiari, mi sono imbattuta, in rete, in alcune recensioni del libro di Bea Johnson e l’ho acquistato.

Bea Johnson, originaria della Provenza, oggi vive negli Stati Uniti con il marito e i due figli.
Per anni la famiglia ha vissuto in un appartamento di 280 metri quadrati, con due saloni, un garage in cui ci stavano tre macchine e persino un laghetto per i pesciolini nel giardino.
Due grandi frigoriferi sempre pieni, un enorme televisore, lavatrice e asciugatrice in azione più volte alla settimana.
I Johnson organizzavano feste sontuose, viaggiavano più volte all’anno, facevano shopping tutte le settimane.
Nessun problema finanziario. Il sogno americano.
Eppure qualcosa non andava. Avevo trentadue anni e, dentro di me, ero terrorizzata al pensiero che la mia vita fosse fissa e immutabile. Eravamo diventati troppo sedentari. Nel nostro quartiere residenziale con i suoi grandi viali e i suoi centri commerciali, passavamo troppo tempo in macchina e non abbastanza a piedi.”
Così la famiglia decide di trasferirsi dall’altra parte della baia di San Francisco, a Mill Valley.
Un piccolo appartamento in cui non riesce ovviamente a farci entrare tutti i mobili della vecchia, enorme, casa.
Questi finiscono in un magazzino e… sorpresa sorpresa… i Johnson scoprono che possedendo meno beni materiali avevano più tempo per fare quello che a loro piaceva. Non c’era più bisogno di dedicare del tempo ad arredare la casa o a tosare il giardino. Quel tempo veniva trascorso insieme, facendo escursioni, pic nic e gite alla scoperta dell’ambiente circostante.
Inizia così un percorso consapevole di semplificazione della vita che arriva anche alla produzione dei rifiuti.
Piccole cose che in famiglia si possono perfettamente gestire: niente acqua in bottiglie di plastica, acquisto di prodotti sfusi per eliminare gli imballaggi, eliminazione della carta da cucina e dei tovaglioli sostituiti da strofinacci ricavati da vecchie lenzuola.
Bea è passata così dall’ossessione di acquistare arredi per la casa a quella, più sana, di creare strategie per produrre meno rifiuti arrivando a limitarli a meno di un litro all’anno contro i 240 litri alla settimana di prima.
Nel libro propone 100 astuzie per alleggerirsi la vita e risparmiare che riguardano ciò che possiamo attuare facendo la spesa, occupandoci del guardaroba e delle faccende domestiche, dedicandoci alla pulizia personale.

Lo stile di vita Zero Rifiuti ( va da sè che non si arriverà mai ad eliminare totalmente i rifiuti ma chi ben comincia…) parte dalla regole delle cinque R:
– Rifiutare ( ciò di cui non si ha bisogno)
– Ridurre ( ciò di cui abbiamo bisogno e che non possiamo rifiutare)
– Riutilizzare ciò che consumiamo e non possiamo nè rifiutare nè ridurre)
– Riciclare ( ciò che non possiamo nè rifiutare, nè ridurre, nè riutilizzare)
– Ridurre in compost ( il resto).

Lo stile di vita Zero Rifiuti ha degli innegabili vantaggi dal punto di vista economico, della salute e del tempo.

Questo è solo un piccolo assaggio di questo libro che divorerò, rileggerò, sottolineerò, evidenzierò perchè questa faccenda dei rifiuti mi sta dando veramente fastidio!!!!

Bea Johnson
Sero Rifiuti in casa
Logart Press

Un pochino di Munari a yoga…

Ieri ai miei piccoli yogi ho raccontato la storia del piccolo bradipo che dopo aver dormito su un altissimo albero decide di farsi un bagno nel fiume e mentre scende moooolto lentamente dal grande albero incontra tanti amici animali ( l’aquila, la scimmia, lo scoiattolo volante). Quando poi, dopo aver nuotato nel fiume vuole fare ritorno alla sua cuccia sul grande albero, lento com’è ha bisogno di un aiuto e allora l’amico elefante con la sua proboscide gli da una grande spinta d’acqua e il piccolo bradipo può tornare a fare il pigrone.
Una favola sull’amicizia e la collaborazione di cui potete trovare la mia recensione qui.
Dopo aver animato la favola con le posizioni dello yoga ( troppo spassosa la posizione dello scoiattolo volante inventata dai bambini) ho proposto di costruire un bell’albero.
Ogni bimbo aveva un foglio bianco A4 e un tubetto di colla stick.
Ho dato loro tante strisce, di dimensioni diverse di cartoncino marrone …

… e ognuno ha realizzato il proprio albero.
Giulia ha voluto realizzare un albero con tanti rami…

… e poi ha iniziato a disegnare della frutta e una piccola scimmia ( come quella che il bradipo aveva incontrato durante la sua discesa lungo il tronco per raggiungere il fiume)

Viola si è ricordata di quando la scorsa primavera siamo andate ad osservare gli alberi della Polisportiva e di come alcuni di questi avessero il tronco ruvido ruvido e ha voluto ricreare questa sensazione con il cartoncino…

Il piccolo Marco (4 anni) ha creato il suo albero pensando a quando gli alberi vengono tagliati senza nessun motivo e che questa cosa non è affatto giusta. Il suo albero infatti è volutamente tutto sghembo e se anche non si vedono sul foglio …. ” ci sono due bambini sotto l’albero che dicono “NO! Non si fa!” agli uomini che lo stanno tagliando.

Mentre li osservavo creare e ascoltavo le loro riflessioni mi è troppo venuto in mente il bellissimo libro di Bruno Munari “Disegnare un albero“.

Ma quanti modi ci sono per disegnare un albero? Tantissimi, perchè ogni albero ha la propria personalità e le proprie caratteristiche e i bambini sono degli osservatori fini e attenti…