Vedrai che bello!

Primo incontro di catechismo ieri!!!
Ero emozionata, felice e da tempo non mi sentivo così sicura di me.
Ricomincio un ciclo con i bimbi di terza elementare, condividendo il cammino con la mia inseparabile partner Grazia, con Matilde aiuto catechista entusiasta e quattro nuove socie ( come ci chiamiamo tra noi).
Sarà forse un nuovo modo di lavorare, di interagire, di collaborare.
Sarà anche faticoso, perchè il mio spirito libero mi porta ogni tanto ad agire in solitaria ma penso invece che sia importante imparare a lavorare in equipe.
Una nuova sfida!
Accettata!
E sono sicura che sarà tutto molto bello.
Il tema dell’anno oratoriano 2017-2018 è proprio “Vedrai che bello!”.
L’obiettivo, attraverso il percorso di iniziazione cristiana, è quello di trasmettere la bellezza dell’amicizia con Gesù.
I sacramenti? Solo tappe di questo percorso, ma a mio avviso non sono la parte più importante. Sono momenti importanti in cui si approfondisce la conoscenza di questo amico speciale ma non sono lo scopo della catechesi.
E’ su questo che mi piacerebbe puntare in questo nuovo ciclo che si apre.
E lo vorrei vivere con la massima serenità possibile, senza particolari aspettative, nè da parte dei bambini nè da parte dei genitori.
Vorrei poter trasmettere con passione e convinzione quel “Vedrai che bello!”, perchè per me lo è.
E’ davvero bello!

Auguro a me e alle mie socie un anno catechistico pieno di gioia, di sorrisi, di canzoni, di balletti, di gioco, di abbracci, di merende condivise, di valori trasmessi con la piena consapevolezza di avere tra noi l’Amico più Amico che si possa avere. E allora niente può andare storto!

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Il libro illustrato dei Mandala

Riprendo oggi l’appuntamento con “Il venerdì del libro” la bellissima iniziativa di Homemademamma.
E lo faccio con un libro che parla di mandala.
Che cos’è il mandala?
Il mandala è un simbolo universale della vita, di Dio, del mondo. La sua forma è quella di un cerchio.
Il cerchio è una struttura radicata nell’inconscio e appare in numerose forme della natura, dai cristalli di neve ai fiori.
Ovunque si guardi si può riconoscere una forma mandalica, come specchio del mondo interiore.
Il significato simbolico e rituale del cerchio si estende come un filo conduttore lungo la storia dell’umanità: nella mitologia egiziana è simbolo del cosmo.
in Europa i mandala, sotto forma di rosoni delle chiese esprimono un ricco simbolismo.
La parola mandala significa cerchio sacro o centro, e nel buddhismo e nell’induismo un gruppo particolare di mandala, usati regolarmente nella meditazione sono denominati Yantra.

… Il lavoro con i mandala offre degli spunti per prendere coscienza di contenuti psicofisici incosci, per liberare i poteri di autoguarigione e per creare armonia interiore.
Il mandala aiuta a conoscere meglio alcuni lati della propria personalità, a manifestare tensioni e conflittti interiori e a produrre un effetto chiarificatore e regolatore sulla personalità spirituale…

I mandala si rivelano uno strumento per poter ritrovare il nostro equilibrio interiore ed evolverci in armonia.

Nel libro , dopo un escursus sul significato di mandala, sulla visione buddhista dell’uomo, sulla spiegazione del mandala classico e del suo significato per gli europei, sono presentati moltissimi mandala da colorare e per ognuno è indicato l’atteggiamento su cui lavora, la struttura del mandala, i colori consigliati ( ogni colore, come sappiamo, lavora su una emozione) e un’affermazione…

Chiudo condividendo le immagini di mandala realizzati con elementi naturali da un’artista portoghese, Ana Castilho.
Sono semplicemente meravigliosi!!!

La creazione consapevole di un mandala è nutrimento per l’anima e per lo spirito al fine di creare l’intima armonia, per incoraggiarsi e rilassarsi

Kamala Murty
Il libro illustrato del Mandala
Mediterranee

Scoprire e amare la bellezza del creato

Stamattina è cominciato l’oratorio estivo.
Quasi duecento bambini hanno “invaso” il salone dell’oratorio per cominciare insieme quest’avventura.
Il tema di quest’anno è bellissimo!
Lo slogan “DETTO FATTO – meravigliose le tue opere” rimanda alla creazione e all’invito rivolto ai ragazzi di imparare a guardare, contemplare, conoscere, stupirsi fdinnanzi a tutto ciò che di bello c’è nel nostro mondo e soprattutto imparare a benedire, cioè a “dire bene”.
Il testo di riferimento sarà ovviamente il primo capitolo della Genesi e il percorso che i ragazzi seguiranno si articolerà nella spiegazione, attraverso giochi, attività e momenti di preghiera, dei sette giorni che hanno portato alla creazione.

Diremo ogni giorno ai ragazzi, di fronte alla bellezza e alla varietà del mondo, che all’origine di tutto esiste il pensiero buono di Dio che ha voluto un universo ordinato, in cui ci fossimo dentro anche noi, lo esprimeremo con uno sguardo che è molto somigliante a quello del Creatore e con parole e fatti che possono essere segno della sua presenza e quindi una sua «immagine».

Credo che sia importante trasmettere ai bambini, anche attraverso il linguaggio biblico l’importanza del vivere in un mondo che è per sua natura ordinato, pulito, che segue determinate e benefiche regole per automantenersi e di come noi uomini, meravigliose creature, possiamo essere validi aiutanti.
Papa Francesco, qualche anno fa, ha voluto dedicare addirittura un’enciclica intera al tema dell’ambiente che ha intitolato “Laudato sì”, frase che ricorre nel Cantico delle Creature di San Francesco d’Assisi per lodare Dio per le sue meravigliose creature.
Sia il percorso dell’oratorio estivo che l’enciclica del Papa non hanno ovviamente un intento scientifico rispetto al tema dell’ambiente e della creazione, ma io credo che gli obiettivi pastorali e quelli scientifici possano andare di pari passo come veicoli di trasmissione di valori sani, puri, di rispetto e di condivisione di ciò che ci circonda.

In bocca al lupo a tutti gli educatori, gli animatori, i volontari perchè hanno la grande responsabilità di vivere loro in prima persona quegli stessi valori.

P.S. La ragazza della foto è un’amica di Matilde che stamattina si è avvicinata al mondo e ha detto “Io lo adoro!”

L’impermanenza

“Viola, ti va di costruire un grande mandala con me?”
“Siiiii!!!!”

Ieri a lezione Viola ed io eravamo da sole.
Gli altri bambini sono a scuola natura questa settimana.
E così ho pensato di dedicare del tempo a costruire un mandala insieme.
Al lavoro con la Big Shot ho fustellato tante forme carine e partendo dal centro in cui abbiamo sistemato un cuore rosa, abbiamo creato il nostro mandala sviluppando cerchi sempre più ampi.

” Lo sai Viola che cosa succede una volta che si costruisce un mandala?”
“Cosa?”
” Lo si distrugge”

Il visino un po’ perplesso.

“Lo distruggeremo anche noi?”
” Si, soffiandoci sopra ” ( e così inserisco anche un esercizio di respiro!).

Si, i mandala si fanno e si distruggono a sottolineare il concetto di impermanenza.
Si, a sei anni è un po’ difficile capire questo concetto ma io ho detto a Viola:
” Non ti è mai capitato di litigare con una tua amica e tenerle il muso per un pochino?”
“Si!”
” E subito dopo questo pochino, eravate di nuovo amiche?”
“Si!”

Ecco, tutto passa.
Le cose belle, le cose brutte, ciò che ci fa ridere, ciò che ci fa piangere.
L’impermanenza.
Tutto cambia. In ogni momento.
Il secondo che è passato non è uguale a quello che sto vivendo ora che non sarà uguale a quello successivo.
Ogni mattina ci svegliamo con la speranza che tutto sia uguale a ieri perchè giò che è abitudinario, che non cambia ci dà sicurezza, ci fa sentire tranquilli.
Ma molto probabilmente non sarà così.
Arriveranno cose inaspettate che ci faranno soffrire oppure giorire.
Il primo segreto è accettare il cambiamento.
Il secondo segreto è vivere intensamente ogni momento, bello o brutto che sia.

“… a casa il mandala lo posso rifare!!!!”

Catechismo è…

L’anno catechistico sta finendo.
Per me significa salutare i ragazzi con i quali ho condiviso i cinque anni del percorso di iniziazione cristiana.
Erano dei frugoletti quando ci siamo incontrati. Li ho visti cambiare.
Ho sentito la voce dei ragazzi diventare una voce da uomini e ho visto le bambine cambiare le loro forme.
Un percorso di crescita per tutti, anche per me.
Mai come in questo ciclo ho sperimentato cosa significa “essere catechista” e non ” fare catechismo” anche se l’aspetto organizzativo a volte prende il sopravvento e ci si trova invischiati in un aspetto delle fede che è più un fare, un organizzare appunto che un esserci dentro.
Per questo mi è piaciuto tantissimo il fatto di poter sfruttare la cappellina nuova costruita in oratorio l’anno scorso e poter cominciare i nostri incontri con un momento di preghiera che non fosse solo il recitare il Padre Nostro o l’Ave Maria, ma un momento di riflessione.
Quindi ci stiamo avviando alla fine.
E la malinconia comincia a farsi sentire.
Ho proposto alle mie colleghe di creare un qualcosa che noi potessimo tenere come ricordo, come traccia del passaggio nelle nostre vite di questi ragazzi.
Allora abbiamo pensato di realizzare un murales. Beh! non proprio…. il parroco non avrebbe accettato la proposta di scrivere sui muri dell’oratorio!
Un murales su un grande foglio bianco.

Abbiamo chiesto ai ragazzi di esprimere con una frase o con delle parole che cosa è stato per loro il catechismo, di esprimere le loro emozioni rispetto a questo cammino percorso insieme.
E allora per terra, senza scarpe per non sporcare o rompere il cartellone, tutti si sono dati da fare …

A casa poi ho letto con calma le frasi e le parole…

Quando ho iniziato il mio incarico come catechista in Parrocchia, mi sono domandata quale fosse la mia priorità cioè che cosa desideravo trasmettere ai ragazzi. Tenendo conto che i primi educatori nella fede sono i genitori ( cioè per intenderci secondo me sono i genitori che devono avvicinare i figli alla preghiera… semplicemente pregando insieme a loro) io mi sono sentita di voler creare nei bambini una forma mentis in cui la figura di Gesù è considerata come un amico. Un amico fedele, un amico che non tradisce, un amico al quale rivolgersi e dal quale ” attingere” buoni consigli per una vita felice. E l’ho voluto fare in allegria, utilizzando il gioco, la creatività, la musica e anche il corpo ( in questo post lo spiegavo più chiaramente).
Spero di esserci riuscita.
Un altro obiettivo, condiviso con le mie super colleghe ( non vivrei senza di voi, care Roberta e Grazia !) era quello di creare in questi ragazzi il senso del gruppo, in modo che una volta terminato il percorso di iniziazione cristiana non si disperdessero ma considerassero di continuare insieme seguendo la proposta educativa parrocchiale del dopo cresima.
Leggendo le frasi sul cartellone penso che un po’ i nostri obiettivi siano stati raggiunti. La dimensione di un percorso per conoscere Gesù insieme agli amici è emersa da tutti i ragazzi e questo non può che farmi/farci tanto piacere.

Sono felice di aver fatto parte della vita di queste creature….queste adorabili e simpatiche creature…