DSA alle superiori: il ruolo dei genitori

Come sa chi ci segue da tempo, la nostra avventura scolastica in compagnia della dislessia è cominciata quando Matilde aveva otto anni, quindi in terza elementare.
La certificazione è arrivata come uno shock da una parte ma anche come un sollievo dall’altra. Infatti io continuavo a ripetermi che da quel momento sarebbe stato tutto molto più complicato ma che almeno avevamo più chiara la direzione da prendere per aiutare nostra figlia.
E anche per Matilde essere consapevole delle sue difficoltà e delle loro cause ( quindi il sapere di fare fatica non perchè era svogliata, pigra e con la testa sulle nuvole) fin da piccola l’ha aiutata ad affrontare il lavoro scolastico con più serenità.
Approdando alla scuola secondaria di secondo grado, ho scoperto che tantissime diagnosi sono tardive, cioè tanti studenti arrivano alla certificazione alle superiori appunto.
E credo che questo renda tutto più difficile e faticoso.
Per lo studente stesso e per la famiglia.
Molti genitori si trovano impreparati ad affrontare questa situazione.
Cosa fare?
Come procedere?

Leggo dal libro ” Al diploma e alla laurea con la dislessia” ( Edizioni Erickson).

Se fare il genitore è il mestiere più difficile del mondo, essere il genitore di un ragazzo con difficoltà di apprendimento lo è ancora di più.
Nessuno ha ricette preconfezionate da dare, ma sembra utile tentare di tradurre la generica responsabilità della famiglia nella stesura e nell’attuazione del PDP ( Piano Didattico Personalizzato) in alcuni suggerimenti operativi:

1. nel caso in cui uno o più docenti prospettino l’ipotesi in DSA o suggeriscano comunque di rivolgersi a un centro specializzato, anche solo per una valutazione diagnostica che escluda la presenza di tale disturbo, cercare ( più facile a dirsi che a farsi) di non colpevolizzarsi o vergognarsi o rimuovere il problema;

2. tentare di acquisire consapevolezza del fatto che nessuno sta giudicando o ha intenzione di giudicare il livello di adeguatezza dei genitori a fare i genitori.

3. Cercare di rispondere, nel modo più sincero possibile alla domanda: “cosa posso fare io genitore, in questa situazione per aiutare e sostenere veramente mio figlio?”;

4. Non vergognarsi se si va in crisi ( la parola crisi in greco significa cambiamento, non momento negativo e ogni cambiamento comporta inevitabilmente qualche disagio temporaneo, come i lavori in autostrada) e chiedere aiuto. Saper chiedere aiuto è una modalità adulta di affrontare la vita, tant’è che non tutti sono in grado di farlo;

5. Raccogliere il maggior numero di informazioni sull’argomento;

6. Rivolgersi alla sede più vicina dell’Associazione Italiana Dislessia ( AID ) che raggruppa genitori di ragazzi con lo stesso problema;

7. Confrontarsi con chi vive la stessa esperienza: può servire a non sentirsi soli e a ricevere indicazioni operative;

8. Aiutare il proprio figlio ad accettare la realtà di un disturbo che crea svantaggi ( compensabili) in ambito scolastico, ma non pregiudica gli altri aspetti della vita individuale e associata;

9. Cercare di ottenere la diagnosi il più possibile dettagliata, che contenga già indicazioni utili anche agli operatori scolastici, specificando, ad esempio, i punti di forza e di debolezza, i tempi massimi di attenzione, lo stile cognitivo e quello di apprendimento dominante nel proprio figlio;

10. Cercare di collaborare con l’istituzione scolastica chiedendo, qualora non sia la scuola stessa, come sarebbe suo preciso dovere fare, a coinvolgere la famiglia, come coautori del percorso educativo del proprio figlio;

11. Cercare di avere come interlocutore l’intero consiglio di classe, piuttosto che ogni singolo insegnante o addirittura solo chi è sensibile al problema. Solo così è possibile sperare in una vera e propria sinergia scuola-famiglia;

12. Chiedere, per il proprio figlio, l’affiancamento di un tutor, sia a scuola che a casa;

13. Cercare di sottolineare sempre i progressi, incoraggiando e motivando sulla base di dati reali, cioè in presenza di effettivi miglioramenti;

14. Chiedere, qualora la scuola si mostri reticente, il rispetto della normativa ( circolare ministeriale del 10 maggio 2007, protocollo 4674) che prevede l’adozione di precise misure dispensative, nonchè l’impiego di strumenti compensativi, anche in sede di esame di Stato.
Tra le prime rientrano la dispensa dalla lettura ad alta voce, dalla scrittura veloce sotto dettatura, dall’uso del vocabolario, dallo studio mnemonico delle tabelline ecc…
Strumenti compensativi sono invece le tabelle con formule di matematica e fisica, la tavola periodica degli elementi in chimica, la calcolatrice, il computer con programmi di video-scrittura con correttore ortografico e sintesi vocale, i libri digitali, ecc…

15. Non sottovalutare i dati ricavati da una ricerca commissionata dalla testata “la Repubblica” e pubblicata il 18 marzo 2008, da cui emerge che il 35% degli imprenditori negli USA e il 25% in Gran Bretagna sono dislessici. Perchè percentuali così alte nel mondo anglosassone rispetto al nostro, dove invece sono pochissimi? L’articolo si chiude con le parole di Judi Stewart, presidente dell’Associazione Britannica Dislessia e coautrice della ricerca: “Serve un ambiente educativo più pragmatico e olistico, che permetta ai dislessici di esprimere appieno il proprio potenziale”. “Gli imprenditori dislessici sono maestri nel comunicare son il loro gruppo, con i media, con i clienti. Il loro stile, semplice e immediato, arriva dritto al cuore. Eccellono, inoltre nel gestire più business e più persone allo stesso tempo e nel delegare, abitudine appresa per farsi aiutare”.

E’ un lavoro faticoso, cari genitori di studenti DSA. Questo è fuor di dubbio!
E’ per questo che come immagine di apertura di questo articolo ho voluto mettere delle api ( che io adoro!).
Sono laboriose, non si stancano mai, ma il loro immenso lavoro porta dei risultati eccellenti.
Sono organizzate e ciascuna ha il proprio ruolo all’interno dell’alveare.
Ed è così anche per quanto riguarda il percorso di crescita scolastica di uno studente DSA che ha bisogno della perfetta organizzazione e sinergia tra i tutte le figure di riferimento: genitori, Dirigente Scolastico, professori,  consiglio di classe,  docente coordinatore,  tutor.

Spero davvero di essere, con questa condivisione, un pochino di aiuto a tutti quei genitori che stanno iniziando a vivere l’avventura DSA con dei figli adolescenti.

Giacomo Guaraldi, Paola Pedroni e Margherita Moretti Fantera
Al diploma e alla laurea con la dislessia – storie di vita e metodologie per la scuola secondaria di secondo grado e l’università
Erickson

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DSA: Esami e strumenti compensativi

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Dal sito dell’Associazione Italiana Dislessia

Nel comma 1 della legge 170/2010 si definisce il diritto dello studente con diagnosi DSA di…

“fruire di appositi provvedimenti dispensativi e compensativi di flessibilità didattica nel corso dei cicli di istruzione e formazione e negli studi universitari.”

Nel DPR 22.6.2009, n. 122 – Regolamento valutazione- Art. 10 – valutazione degli alunni con DSA viene specificato:

“Per gli alunni con DSA adeguatamente certificati, la valutazione e la verifica degli apprendimenti, comprese quelle effettuate in sede di esame conclusivo dei cicli, devono tener conto delle specifiche situazioni soggettive di tali alunni; a tali fini, nello svolgimento dell’attività didattica e delle prove d’esame, sono adottati […] gli strumenti compensativi e dispensativi ritenuti idonei.
Nel diploma finale rilasciato al termine degli esami non viene fatta menzione delle modalità di svolgimento e della differenziazione delle prove.”

Annualmente il MIUR fornisce indicazioni sulle modalità di svolgimento degli Esami di Stato conclusivi delle medie e delle superiori. L’ O.M. 252/2016 , art. 23, Esame dei candidati con DSA e BES, esplicita:

“Nello svolgimento delle prove scritte, i candidati possono utilizzare gli strumenti compensativi previsti dal Piano Didattico Personalizzato o da altra documentazione redatta ai sensi dell’articolo 5 del decreto ministeriale 12 luglio 2011. A tali candidati potrà, pertanto, essere consentita la utilizzazione di apparecchiature e strumenti informatici solo nel caso in cui siano già stati impiegati per le verifiche in corso d’anno o comunque siano ritenuti funzionali alla svolgimento dell’esame, senza che venga pregiudicata la validità delle prove scritte. Sarà possibile prevedere alcune particolari attenzioni finalizzate a rendere sereno per tali candidati lo svolgimento dell’esame sia al momento delle prove scritte, sia in fase di colloquio. I candidati possono usufruire di dispositivi per l’ascolto dei testi della prova registrati in formati “mp3”. Per la piena comprensione del testo delle prove scritte, la Commissione può prevedere, in conformità con quanto indicato dal capitolo 4.3.1 delle Linee guida citate, di individuare un proprio componente che possa leggere i testi delle prove scritte. Per i candidati che utilizzano la sintesi vocale, la Commissione può provvedere alla trascrizione del testo su supporto informatico. In particolare, si segnala l’opportunità di prevedere tempi più lunghi di quelli ordinari per lo svolgimento della prove scritte, di curare con particolare attenzione la predisposizione della terza prova scritta, con particolare riferimento all’accertamento delle competenze nella lingua straniera, di adottare criteri valutativi attenti soprattutto al contenuto piuttosto che alla forma.”

Pertanto ogni alunno durante tutta la sua carriera scolastica ha il diritto di utilizzare gli strumenti compensativi concordati a inizio anno nel PDP, senza eccezioni, anche durante l’esame di Stato.

E’ stato così anche per Matilde.
Ha affrontato le cinque prove scritte con la sua calcolatrice, le sue tabelle, i suoi formulari. L’unica deroga, voluta da lei, ha riguardato il tema nel senso che non ha voluto usare il pc ma ha preferito scrivere a mano. Una volontà che aveva espresso già a metà della seconda media in quanto scrivere a mano le piace, non le pesa ed evidentemente c’è stata anche una compensazione dal punto di vista della disortografia, visti i buoni risultati delle sue elaborazioni scritte.
Per quanto riguarda l’orale, la difficoltà più grande che Matilde ha affrontato e sono certa affronterà ancora nella sua carriera scolastica concerne la memorizzazione di nomi e date.
Per questo abbiamo lavorato tanto sulle mappe concettuali in questi anni e continueremo a farlo.
Gli argomenti scelti per la prova orale ( ricordo che il punto di partenza erano le dittature del XX secolo in Europa) erano tanti e prevedevano di ricordare molti eventi e molte date.
Ecco perchè abbiamo realizzato una linea del tempo (molto semplice e casalinga per la verità) da avere come punto di riferimento nella sua esposizione.
Abbiamo cercato di inserire in un unico foglio tutte le date importanti relative a tutte le materie…

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… e abbiamo lavorato sui colori per poter distinguere gli eventi che riguardavano le singole dittature e gli eventi narrati nelle altre materie li abbiamo incorniciati con il colore abbinato alla dittatura alla quale erano collegati.

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Per quanto riguarda geografia abbiamo riportato su carta da lucido la cartina del Giappone, l’abbiamo colorata per bene e poi sempre giocando con i colori abbiamo indicato le città principali, i monti, i fiumi, i laghi, le pianure ecc…
Quante cose si possono dire di un paese guardando solo la cartina!!!!

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Vorrei spendere due parole sull’uso degli strumenti compensativi.
Ci sono ancora tante persone ( insegnanti compresi) che pensano che l’uso di questi strumenti esoneri i ragazzi rispetto allo studio perchè ragionano in questo modo: “E’ comodo avere tutto scritto e poter guardare!”.
A queste persone vorrei dire che gli strumenti compensativi sono del tutto inutili se non c’è insieme al loro utilizzo un lavoro di studio, di comprensione e assimilazione dei concetti che richiede un coinvolgimento dal punto di vista cognitivo..
Anche gli strumenti vanno studiati, vanno compresi per poter essere utilizzati.
Si tratta quindi di un doppio lavoro per i ragazzi con DSA.
Non è proprio comodo comodo, non trovate?

Felice mercoledì cari amici di blog!!!

Grafiche Logos: un’azienda per la scuola

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Oggi vi voglio parlare dei prodotti di un’azienda, Grafiche Logos, che si è specializzata nell’ideazione di quaderni, blocchi e diari che sono strutturati per diventare dei veri e propri supporti di studio.
Nella gamma dei loro prodotti ci sono i Quirebook che sono dei quaderni nei quali viene schematizzata la materia a cui sono dedicati…

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Particolarmente utile per Matilde in questo momento il quaderno di matematica per la scuola media inferiore con gli schemi su monomi e polinomi e le equazioni che ha cominciato ad utilizzare per esercitarsi in vista della prova scritta di matematica della prossima settimana…

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Fatto molto bene, il quadernino del corsivo è rivolto ovviamente ai bambini che si approcciano alla scrittura in corsivo…

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Nel quaderno vengono utilizzati i colori per fornire ai bambini dei punti di riferimento facilmente individuabili. La linea verde indica il margine sinistro, quello dal quale si comincia a scrivere, la linea rossa significa ALT! oltre il margine destro non si può andare e la riga di base gialla indica lo spazio verticale entro il quale scrivere le lettere.
Il quadernino del corsivo diventa un valido strumento per accompagnare i bambini nell’acquisizione della grafomotricità di base del carattere corsivo.

Belli e interessanti sono gli esercizi suggeriti per favorire il rilassamento, la tonificazione e la coordinazione dei gruppi muscolari che sono interessati nella graficità motoria da eseguire all’inizio dell’attività di scrittura…

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Il quaderno Easy write aiuta i bambini a scrivere lettere e numeri in modo ordinato…

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Il font utilizzato per la realizzazione di questi strumenti è il Dyslexie studiato per studenti con DSA.

… un tuffo nell’arte… tra scuola e catechismo

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Ho appena finito di preparare le due mappe che serviranno a Matilde per la verifica di arte su Metafisica e Surrealismo…
Le mappe si fanno via via sempre più essenziali, riportando solo alcuni concetti sui movimenti artistici (che Matilde svilupperà attraverso lo studio sul testo e sugli appunti) e i nomi degli artisti e il titolo di un dipinto ( questi elementi sono sempre i più difficili da ricordare per un dislessico).

metafisica mappa

surrealismo

Mentre elaboravo le mappe pensavo a come proporre ai ragazzi del catechismo l’ultimo argomento dell’anno: Maria come discepola di Gesù.
E tra un dipinto e l’altro mi sono detta: “Perchè non proporre alcuni momenti della vita di Maria in cui ha manifestato le caratteristiche del discepolato attraverso dei dipinti ( visto che il tema conduttore di tutto l’anno è stato: ESSERE DISCEPOLI)?

Ho scelto tre momenti:
L’annunciazione

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In questo momento l’angelo comunica a Maria il progetto di Dio su di lei.
E non è una semplice comunicazione, ma un’esperienza vera e propria.
Maria è dapprima turbata, poi si fa delle domande e poi arriva il consenso: “Eccomi!”.
E in quell’eccomi c’è tutta la sua persona, la sua mente, le sue energie…

L’annunciazione del Beato Angelico è un affresco destinato ad una cella del convento di San Marco a Firenze e colloca la scena in un ambiente del convento stesso. Questo trasporta l’evento nel presente e lo rende disponibile per la meditazione del monaco.

Le nozze di Cana

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Nell’episodio delle nozze di Cana, durante le quali avviene il primo miracolo di Gesù, Maria concretizza tutte le caratteristiche del discepolo: l’attenzione ai bisogni del prossimo, la fede audace che le permette di rivolgersi al figlio con totale fiducia, l’invito rivolto ad altri ad ascoltare Gesù.

Le nozze di Cana è un dipinto autografo di Duccio di Boninsegna appartenente alla predella della Maestà del Duomo di Siena.
In questo dipinto è bellissimo il dialogo tra Gesù e Maria.

La crocifissione

Sotto la Croce, Maria apprende di essere Madre dei figli di Dio: «Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto il discepolo che egli amava, disse alla madre: “Donna, ecco il tuo figlio!”. Poi disse al discepolo: “Ecco la tua madre!”» (Gv 19,26-27).
Ecco la sua nuova missione nel cammino di discepola di Gesù.

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La crocifissione di Giotto fa parte del ciclo della Cappella degli Scrovegni a Padova. È compreso nelle Storie della Passione di Gesù del registro centrale inferiore.

E a conclusione dell’incontro un gioco: Trova le differenze…

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( dal sito Cartoonchurch)