La colonna sonora delle nostre vacanze

Da sabato siamo a Milano.
Le nostre vacanze in collina sono state come sempre piacevoli ( nonostante il caldo degli ultimi giorni).
Abbiamo fatto numerose gite, passeggiate.
Durante i nostri spostamenti in macchina ci ha tenuto compagnia una cantante e arpista francese, Cécile Corbel.
Da amanti della musica celtica e pseudo-celtica non poteva non colpirci questa graziosa ragazza bretone, dalla voce sottile e melodiosa.
L’abbiamo scoperta grazie al film di animazione “Arrietty – il mondo segreto sotto il pavimento” dello studio Ghibli di cui ha realizzato la colonna sonora.

E ora vi lascio con due canzoni. La prima è la preferita di Matilde e la seconda piace tantissimo a Luca…

Buon ascolto!

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“Il piccolo Nicolas e i suoi genitori”

Ieri pomeriggio ci siamo gustati questo film divertentissimo che consiglio vivamente.
Nicolas è un bambino di otto anni.
E’ un bambino felice, benvoluto dai suoi compagni di classe, molto amato dai suoi genitori.
Un giorno un suo compagno arriva a scuola tutto imbronciato perchè gli è nato un fratellino e i suoi genitori non hanno più per lui tutte le attenzioni che avevano prima.
Tutti i bambini la vedono come una situazione veramente tragica!
Una sera Nicolas ascolta un frammento di una conversazione tra la mamma e il papà e si convince che anche lui presto avrà un fratellino.
Bisogna subito porre rimedio!
Insieme ai suoi amici escogita assurdi piani per potersi liberare del fratellino una volta nato….

La trama è divertente ( non ve la voglio anticipare tutta!), i giovani attori che interpretano Nicolas e i suoi compagni sono strepitosi.
C’è il secchione che viene sempre preso di mira ( ma che non può essere picchiato perchè porta gli occhiali), il mangione ( troppo simpatico), il riccone che viene sempre accontentato, il bullo, e ovviamente l’ultimo della classe che finisce sempre nell’angolo ma che strapperà un applauso da parte dei suoi compagni durante la visita del Ministro dell’Istruzione.

Ciò che mi ha colpito e divertito tantissimo è la creatività e la fantasia di questi ragazzi nel mettere in atto i loro piani “diabolici”.
E’ un film in cui però non c’è spazio per la cattiveria,  un film colorato e ovattato in cui tutto è raccontato con il tipico humor alla francese con flashback o incursioni nel futuro viaggiando nella mente dei protagonisti.
La scena che me l’ha fatto conoscere è stata questa…

Brava l’insegnante che permette a Clotaire di arrivare alla risposta attraverso una via diversa da quella della memorizzazione puntando piuttosto sull’esperienza e fantastico lo stesso Clotaire che riesce a recuperare l’informazione.

Da vedere!

Buon inizio settimana!

Per cominciare bene la giornata… un po’ di poesia metasemantica

La metasemantica è una tecnica letteraria teorizzata ed utilizzata da Fosco Maraini ( padre della scrittrice Dacia Maraini) nella sua raccolta di poesie “Gnòsi delle fànfole”.
La semantica è quella parte della linguistica che studia il significato delle parole (semantica lessicale), degli insiemi delle parole, delle frasi (semantica frasale) e dei testi. La metasemantica, nell’accezione proposta dal Maraini, va oltre il significato delle parole e consiste nell’utilizzo di parole prive di referente, ma dal suono familiare alla lingua a cui appartiene il testo stesso, e della quale deve seguire comunque le regole sintattiche e grammaticali (nel caso di Fosco Maraini la lingua italiana).
Dal suono e dalla posizione all’interno del testo si possono attribuire significati più o meno arbitrari a tali parole ( da Wikipedia)

Un famoso esempio di poesia metasemantica è “Il lonfo”.

Il Lonfo non vaterca né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce,
sdilenca un poco e gnagio s’archipatta.
È frusco il Lonfo! È pieno di lupigna
arrafferia malversa e sofolenta!
Se cionfi ti sbiduglia e ti arrupigna
se lugri ti botalla e ti criventa.
Eppure il vecchio Lonfo ammargelluto
che bete e zugghia e fonca nei trombazzi
fa legica busia, fa gisbuto;
e quasi quasi in segno di sberdazzi
gli affarferesti un gniffo. Ma lui, zuto
t’ alloppa, ti sbernecchia; e tu l’accazzi.

Come vedete le parole non esistono ma ti suggeriscono delle idee, delle caratteristiche da attribuire a questo lonfo.
A proposito. Ma che cos’è il lonfo?

E adesso la poesia recitata da Maddy e il suo papà… ( uno spasso! Lei è adorabile!)

… e dal maestro Gigi Proietti…

Giocare con le parole è affascinante e divertente.