Cartoline dalla Sagra di Baggio

Io sono nata e cresciuta a Baggio, un grande quartiere nella periferia sud-ovest di Milano.
Sono molto legata al mio territorio ( anche se ogni tanto dico che il mio grande desiderio è di andare a vivere in collina prima o poi!) e cerco di viverlo il più possibile.
E’ un quartiere molto vecchio e la prova è che lo scorso fine settimana si è tenuta la 389° edizione della Sagra, una grande festa in cui tutte le realtà legate al volontariato, all’arte e all’artigianato, all’istruzione sono scese per le strade del borgo e l’hanno animato.
Ieri pomeriggio con la mia little family ho passeggiato un paio d’ore in un tripudio di colori e di persone ( abbiamo perso il conto degli amici che abbiamo incontrato).
Il tema della Sagra quest’anno era l’infanzia.
Sono stati proposti tanti laboratori per bambini e la via dedicata ai banchetti delle scuole del territorio era animatissima.
Ovviamente io ho curiosato in cerca di nuove idee.

Immancabili gli asinelli, simbolo da sempre della festa nell’area dedicata agli agricoltori…

… e la ricostruzione di un piccolo accampamento medievale in cui i bambini potevano provare a tirare con l’arco…

Due ore serene e oggi è di nuovo lunedì e mi aspetta una settimana densa di lavoro e di impegni familiari…
Ce la posso fare!!!!
Buon inizio settimana, cari amici di blog!

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Viviamo i parchi cittadini!

Questa mattina Matilde ed io abbiamo fatto una lunga passeggiata nel parco che c’è all’interno del nostro quartiere.
Lei ne aveva bisogno visto che sta concludendo i suoi compiti delle vacanze ed è parecchio stanca e io anche visto che non mi sembra nemmeno di aver fatto delle vacanze quest’anno. Per diversi motivi i quindici giorni passati in collina infatti non sono stati rigeneranti e riposanti come gli altri anni.

Anche se si vive in città si ha la possibilità di vivere zone verdi.
Noi a onor del vero siamo molto fortunati. Oltre al nostro parco, abbiamo molti altri parchi vicini: Il Parco delle Cave, Bosco in città, il Parco di Trenno ma poi spostandoci per pochi km con la macchina siamo praticamente in aperta campagna.
Riuscire a passare anche solo venti minuti al giorno circondati dal verde ha dei grandi benefici.
Passeggiare in un parco è di grande aiuto per combattere lo stress e la depressione.
Il parco diventa infatti spesso luogo di incontro, di nascita di amicizie, di condivisione.
I parchi sicuramente hanno anche una funzione estetica rispetto alla location cittadina e avere tanti alberi significa avere aria un pochino ( dico un pochino) più pulita.
Inoltre chi ha un parco o delle zone verdi intorno diventa più consapevole del ritmo delle stagioni. Osservare i colori che cambiamo, il paesaggio che si modifica aiuta secondo me a vivere più consapevolmente e con attenzione. Un esercizio di mindfulness anche questo!
Senza contare i vantaggi per i bambini.
Negli spazi aperti i bambini possono sperimentare creatività ( quante volte io ho immaginato che quella piccola aiuola fosse il giardino del mio castello incantato) e movimento.
Possono interagire con altri bambini, sperimentare nuove amicizie e perchè anche dei piccoli conflitti…

Io amo tanto i parchi e visto che per ora non posso realizzare il mio sogno di vivere in collina ho deciso che li vivrò il più possibile. Non potrà farmi altro che bene!

Una passeggiata nel bosco con Matilde

Sabato pomeriggio Matilde mi chiede:” Mamma, ho voglia di stare un po’ da sola con te. Andiamo a fare una passeggiata al Parco delle Cave?”
Non me lo faccio dire due volte e affrontando il caldo ci incamminiamo.
Una passeggiata in cui si sono alternati momenti di silenzio, momenti in cui ognuna godeva della semplice presenza fisica dell’altra a momenti in cui abbiamo ripercorso l’oratorio estivo appena concluso e la sua esperienza, con amicizie già consolidate e amicizie che si sono formate proprio grazie a questi momenti di gioco e di condivisione.
Essere genitori di un’adolescente è un’esperienza preziosa.
Si imparano un sacco di cose.
In questi ultimi tempi sto imparando a rallentare.
Nella mia vita è diventato importantissimo il concetto del rallentare, un po’ per volontà mia e un po’ per necessità.
Per esempio adeguarsi ai ritmi di mio padre che ormai ha una mobilità ridotta significa fare un esercizio importante di osservazione di se stessi. I primi tempi adattarsi al suo passo, ai suoi movimenti lenti era abbastanza frustrante e questa sensazione emergeva alcune volte provocando disagio in lui. Poi ho cominciato a provare a pensare come lui e ho capito innanzitutto che doveva essere molto più frustrante per lui il non potersi muovere come voleva. E’ diventato un po’ più facile. Esercitare l’empatia è sempre vantaggioso. Per sè e per coloro con i quali si interagisce.
Con Matilde è lo stesso.
L’adolescenza è caratterizzata proprio da atteggiamenti che cambiano velocemente, per cui un attimo prima lei ride, scherza, parla, si confida, si apre e un attimo dopo si chiude e ti fa capire che quello spazio tutto suo è inviolabile e che se vuole coccolare tutto da sola.
Anche con lei all’inizio è strato frustrante.
La tentazione di chiedere, di sapere, di vivere insieme a lei anche le emozioni legate all’amicizia ( valore fortissimo per gli adolescenti) era fortissima.
E poi ho provato a mettermi nei suoi panni e ho capito che il mio compito è aspettare che ritorni ad aprirsi, spontaneamente, senza forzature. Solo così le confidenze saranno davvero sincere.
E così è stato durante la nostra passeggiata nel nostro bosco cittadino…

… ancora musica sul territorio…

chiesa vecchia

Dopo aver animato il pomeriggio degli ospiti della Casa di Riposo della zona, stasera un grande concerto per Matilde e il coro della scuola.
Nella magica e suggestiva atmosfera della Chiesa Vecchia di Sant’Apollinare, i ragazzi del coro ci accompagneranno a vivere un anticipo del Natale sulle note dei più famosi e noti brani.
“Joy to the world”, “Astro del ciel”, “Adeste Fideles” ecc…
Pregusto davvero una serata densa di magia.

La chiesetta vecchia di Baggio è un monumento importantissimo nella storia del nostro quartiere.

Chiesa-Vecchia-SantApollinare-in-Baggio

La parrocchia è stata costituita nel 1628 dal Cardinale Federico Borromeo. La chiesa invece, più volte ricostruita, e l’attuale campanile romanico esistono dall’anno 1000.
L’ultima ricostruzione dell’attuale Chiesa Vecchia, con conseguente riconsacrazione nell’anno 1875, è stata provocata da un violento incendio che costrinse nel 1870 al suo abbattimento. Con l’aumento della popolazione che nel 1923, epoca del conglobamento di Baggio nel comune di Milano, era diventata di 7500 anime, si è resa necessaria la costruzione di una nuova chiesa più capiente: l’attuale Chiesa parrocchiale di S. Apollinare, consacrata nel 1942 dal Cardinale Schuster.

Io sono nata e cresciuta a Baggio e per me è importantissimo che vengano promosse iniziative come questa del concerto sul territorio. Del resto ho fortemente voluto che Matilde continuasse il suo percorso scolastico in una scuola della zona, anche con tutte le problematiche legate alle situazioni un po’ difficili che a volte caratterizzano le periferie ed è fondamentale secondo me dedicare del tempo e delle energie per riscoprire il nostro quartiere che offre numerose occasioni preziose di incontro e di crescita.
Ve ne parlerò perchè è un argomento che mi sta a cuore. Infatti con questo post ho inaugurato la categoria “Vivere il territorio”.

Nei prossimi giorni vi racconterò come è andato il concerto.
Nel frattempo vi auguro una buona continuazione della settimana!