La filosofia di vita di Tao Porchon-Lynch

Ieri, una mia allieva, è arrivata a lezione dicendo: “Sai Catia ho visto su Internet la foto dell’insegnante di yoga più anziana del mondo. Ha 99 anni! E mi sono immaginata te a 99 anni con noi allieve ultracentenarie qui in Polisportiva a praticare ancora yoga!!!”.
Situazione inverosimile ma simpatica da immaginare!
Nel pomeriggio ho condiviso sul gruppo di WhattsApp dello yoga la foto di Tao Porchon- Lynch, l’insegnante di yoga più anziana del mondo appunto e qualcuno ha chiesto: “Sarà merito dello yoga?”.
Non credo che una vita longeva sia frutto solo della pratica dello yoga. Sicuramente lo yoga aiuta a stare in salute e in forma e agendo a livello mentale aiuta a vivere le situazioni della vita senza caricarci di eccessivo stress e questo incide ovviamente anche sul benessere fisico.
Quello che colpisce di questa simpatica vecchietta è il suo viso sereno, disteso e il suo entusiasmo rispetto alla vita.
E’ questo che secondo me più di tutto fa la differenza ( certo, ci vuole anche una buona dose di fortuna rispetto alla longevità).
Tempo fa leggevo su un blog che seguo, Mattina nascente, i punti che riassumono la sua filosofia di vita.
Credo che siano degli ottimi spunti per tutti noi! Continua a leggere “La filosofia di vita di Tao Porchon-Lynch”

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Wednesdayogaparty: il cammino dello yoga

Nello yoga vi sono quattro vie principali:
Karma yoga
Bhakti yoga
Jnana yoga
Raja yoga

Ognuna di esse si adatta a diversi caratteri o a differenti approcci alla vita.
In definitiva, tutte le vie conducono alla stessa meta, l’unione con Dio e, se si vuole raggiungere la vera saggezza l’ideale sarebbe integrare gli insegnamenti di ciascuna di esse.
Vediamo in che cosa consistono:

KARMA YOGA: è lo yoga dell’azione.
E’ la via scelta prevalentemente da chi ha una natura attiva. Insegnando ad agire non egoisticamente, questo yoga purifica il cuore. Nel separarci dal frutto delle nostre azioni offrendole a Dio, si può imparare a sublimare l’ego. Per raggiungere questo obiettivo è opportuno mantenere uno stato di concentrazione quando si è impegnati in un’azione.

BHAKTI YOGA: è lo yoga della devozione.
Particolarmente adatta alle nature emotive, chi la pratica è prevalentemente motivato dal potere dell’amore e vede in Dio l’incarnazione dell’amore.
Il canto e la glorificazione di Dio per mezzo della preghiera e del culto ne costituiscono la parte essenziale.

JNANA YOGA: è lo yoga della conoscenza.
Chi lo pratica usa la mente per penetrare la propria natura per arrivare a conoscersi meglio.
Così come percepiamo in modo diverso lo spazio all’interno e all’esterno di un bicchiere, vediamo noi stessi come separati da Dio. Jnana yoga consente di sperimentare l’unità con Dio semplicemente rompendo il bicchiere, dissolvendo il velo dell’ignoranza.
E’ una via molto difficile che richiede grande volontà.
Non è sufficiente l’azione intellettuale attraverso lo studio di testi sacri ma è necessaria la realizzazione diretta dell’unione con Dio che avviene attraverso la meditazione costante.

RAJA YOGA: è lo yoga regale.
E’ la scienza del controllo fisico e mentale.
Offre un metodo completo per controllare la nostra mente, trasformando le energie fisiche e mentali in energie spirituali.
Comprende otto rami che sono stati descritti accuratamente negli Yoga Sutra del saggio Patanjali.
Questi otto rami consistono in una serie progressiva di fasi che purificano il corpo e la mente conducendo infine alla consapevolezza superiore.
Essi sono:
yama: precetti che regolano il nostro rapporto con gli altri.
niyama: osservanze che incoraggiano alla positività verso noi stessi.
asana: posture
pranayama: regolazione del respiro.
pratyahara: ritiro dei sensi.
dharana: concentrazione.
dhyana: meditazione.
samadhi: consapevolezza superiore.

Asana e pranayama costituiscono la suddivisione del Raja Yoga chiamata Hatha Yoga.
(da ” Il libro dello yoga” del Centro Yoga Sivananda)

Il mio cammino di crescita personale e spirituale mi sta portando a vivere, con tutti i miei limiti e le mie caratteristiche tutte le vie dello yoga applicando quello che potremmo definire uno yoga integrale.
Lo scopo è di condurre la mia vita in equilibrio e armonia con me stessa e con gli altri, con la natura e con Dio.
E voi, cari amici yogi, come vivete il vostro cammino nello yoga?

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Namastè

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P.S. Il disegno del loto in apertura di articolo è stato realizzato da Sybille Tezzele Kramer appositamente per me e arricchirà un progetto di yoga per bambini ( primi anni della scuola primaria) su cui sto lavorando.
Non è bellissimo?

Wednesdayogaparty: saucha… purezza e… Buona Pasqua

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E’ arrivata la primavera e con lei la voglia di spalancare le finestre, respirare aria leggera e frizzante.
Ho programmato le mie pulizie di primavera questa settimana: vetri, tende, armadi dentro e fuori.
Insomma un rito di purificazione per salutare come si deve l’inizio della bella stagione.
Pulizia!
C’è un termine sanscrito che la indica ed è SAUCHA.
Saucha è uno dei niyama, cioè quelle regole personali per se stessi indicate negli Yoga Sutra di Patanjali.
La pulizia, la purezza riguarda la totalità del nostro essere.
E’ pulizia del corpo, è purezza nella mente e nei pensieri.
L’invito è anche quello di rispettare questa purezza ponendo attenzione a ciò che mangiamo, a ciò che pensiamo, e a come agiamo.
Ma anche a ciò che vediamo e ciò che sentiamo.
Io personalmente ho smesso di vedere in tv determinati programmi perchè troppo violenti ( e non parlo solo di violenza fisica ma anche di violenza verbale e qui si ritorna ad un altro importante principio dello yoga che è aimsha, la non violenza) o troppo volgari e mi tengo lontana dai pettegolezzi.

Lo hatha yoga aiuta in questa opera di pulizia del corpo e della mente.
Le pratiche come gli asana e il pranayama aiutano a rimuovere i blocchi, le tensioni, i ristagni di energia che si accumulano a livello delle articolazioni.

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Cari amici, domani cominciano le vacanze di Pasqua per Matilde e … anche per me.
Ne approfitteremo per riposare, per ritornare in collina e per iniziare a prepararci agli ultimi, intensi due mesi di scuola.
Anche il blog si riposerà per qualche giorno.

Voglio augurare a tutti voi di trascorrere una serena S. Pasqua di Resurrezione.

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Wednesdayogaparty: lo yoga del sonno per combattere lo stress

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Le mie lezioni terminano sempre con la pratica di yoga Nidra.
Yoga Nidra è lo yoga del sonno consapevole.
Durante la pratica di yoga nidra, in cui siamo comodamente sdraiati nella posizione di shavasana, si ricrea quello stato mentale (che viviamo naturalmente tutte le sere prima di addormentarci profondamente) che è tra sonno e veglia. Ci avviamo verso il sonno ma la mente è ancora attiva (  continuamo a sentire rumori intorno a noi e percepiamo tutto ciò che succede).
Yoga nidra è allora una pratica di rilassamento guidato in cui la mente viene appunto guidata attraverso delle indicazioni date dall’insegnante.
Per informazioni più approfondite vi rimando ad un bellissimo articolo di Laura del sito Yoga n’ride.

Tra i numerosi benefici della pratica di yoga nidra vi è quello di aiutare a neutralizzare lo stress.
Questo stress! E’ la malattia del secolo, forse!
Quante volte diciamo o sentiamo dire: “Quanto sono stressato!”.
La vita è diventata complicata. Veloce. Troppo veloce. I ritmi che impone spesso non sono i nostri ritmi e facciamo fatica a starle dietro.
E a volte si esplode. Burn-out si dice in psicologia.
Senza contare che lo stress porta con sè una serie di manifestazioni fisiche importanti come palpitazioni, mal di testa persistenti, debolezza, aumento della pressione sanguigna, tensione muscolare.
Se lo stato di stress persiste la resistenza del nostro corpo si logora e gli squilibri a livello di sistema nervoso autonomo, nel sistema endocrino e anche nella composizione chimica e ormonale del sangue diventano permanenti con conseguente cattivo funzionamento di tutti gli organi e sistemi del corpo.

Yoga nidra diventa uno strumento prezioso innanzitutto per rallentare i ritmi, perchè regala la possibilità di “ritirarsi” nella calma. Dal punto di vista fisiologico sembra che agisca sull’ipotalamo portando ad una diminuzione dell’attiva nervosa simpatica ( eccitante) e ad un aumento della funzione parasimpatica ( rilassante).
Durante yoga nidra gli organi e i sistemi del corpo raggiungono un profondo riposo fisiologico e i meccanismi rigenerativi del corpo entrano in azione.

Da un punto di vista più sottile, l’esperienza del rilassamento muscolare, mentale ed emozionale che si ottiene in yoga nidra, permette di creare un equilibrio delle energie psichiche e vitali nel canali nei quali scorre l’energia ( il prana) e il libro fluire di queste energie permette di creare la base per una buona salute fisica e mentale.

Se anche voi avete fatto esperienza di questa pratica, condividete i vostri pensieri, le vostre emozioni, le sensazioni che avete provato e i benefici che avete ottenuto!

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Fonti: Yoga Nidra – Swami Satyananda Saraswati – Yoga Publications Trust

Wednesdayogaparty: come uno specchio

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Vi riporto un passaggio del libro “Insegno Yoga” di Donna Farhi, insegnante con un’esperienza ventennale che in questo testo esplora con passione e chiarezza i complessi interrogativi che stanno alla base della relazione tra insegnante e allievo.

“Come sa bene chiunque abbia provato la pratica dello Yoga, si tratta di un processo su più livelli, carico di difficoltà, distrazioni e ostacoli. E’ probabile che incontriamo le nostre peggiori paure, le nostre più radicate false credenze e le nostre più frustranti abitudini autodistruttive. Come insegnanti di Yoga noi cerchiamo, attraverso tutto quello che abbiamo appreso dalla nostra esperienza personale, di accompagnare gli allievi nel loro ardente processo di trasmutazione. E’ nostro compito garantire un contesto sicuro ed efficace in cui possa avvenire questo processo, utilizzando sapientemente i mezzi a nostra disposizione per appiccare e alimentare il fuoco della trasformazione, fornendo un costante sostegno e un continuo riconoscimento dell’interezza intrinseca dell’allievo, indipendentemente dal punto del percorso in cui si trova. Forse è proprio questa la cosa più importante di tutte poichè, quando ci sentiamo veramente “visti” e riconosciuti, sperimentiamo una profonda guarigione.
In qualche modo si può dire che è attraverso il riflesso dell’impegno messo dall’insegnante nella ricerca della propria autenticità che l’allievo permette alla sua dote innata di progredire e risplendere.
Ora, è indubbio che talvolta l’insegnante possa commettere errori, poichè errare è umano. Quello che più conta è che l’insegnante aspiri sinceramente e si impegni profondamente al rispetto dei principi etici. Tutte le persone commetteranno errori, pertanto sia l’insegnante che l’allievo devono accettarlo. Un insegnante che sbaglia, riconosce l’errore e compie ogni sforzo per non ricadervi, dimostra che aspira alle possibilità più alte, è comunque radicato nella propria umanità. Nell’ammettere un errore, egli esprime con verità in quale punto del percorso di trova.
L’equilibrio tra i due poli, quello umano e quello divino, nel processo interiore di un insegnante, è uno specchio importante per il processo interiore dell’allievo. Se l’insegnante mostra una splendente immagine di sè, che accuratamente non riflette colpe e mancanze, oppure se rifiuta o tenta di nascondere i propri errori, l’allievo potrebbe provare un senso di alienazione rispetto ai propri difetti.
Ovviamente il riconoscimento dei limiti umani non è una scusa per agire in modo sbagliato, nè una giustificazione ( una sorta di “E’ solo un uomo”) quando l’individuo non ha alcuna intenzione di modificare il proprio comportamento. Il fatto di essere umani non è una scappatoia.
Se ci presentiamo come insegnanti di yoga, che è scienza e arte del vivere, dobbiamo noi stessi mettere in pratica quel modo di vivere. Se, al contrario, vogliamo solo insegnare posizioni e posture, è meglio dare a quello che facciamo un nome diverso da Yoga.”

Questo passaggio mi ha molto consolato in quanto io, come insegnante, ho sempre paura di sbagliare e di non riuscire a fare il bene delle mie allieve quando propongo loro le mie lezioni.
Per il resto, io ho abbracciato uno stile di vita yogico molti anni fa e lo sforzo è sempre quello di continuare in quella direzione, continuando ad affinare quello stile facendo si che le vere protagoniste della mia vita siano la consapevolezza e la coerenza. Spero ardentemente di essere uno specchio pulito e senza aloni per le mie allieve.

Aspetto i vostri commenti, le vostre considerazioni e opinioni su questo interessante passaggio.
Voi yogi, allievi e insegnanti.

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