Yoga challenge

Non mai avuto una grande simpatia per gli yoga challenge.
Challenge significa sfida e sfida e yoga nella stessa frase non mi suonavano tanto bene.
Lo yoga non è una sfida con nessuno. Non lo è con noi stessi figuriamoci con gli altri.
C’è chi è più bravo e chi è meno bravo nello yoga?
No! Perchè io non so cosa sta sentendo, provando, vivendo quello yogi, quella yogini.
Possiamo condividere ciò che sentiamo, proviamo e viviamo e questo va molto bene ma alla fine lo yoga è un percorso individuale.
Allora tutte quelle belle immagini su instagram in praticanti impegnati in asana sempre più contorte mi hanno lasciato sempre perplessa ( anche se continuo ad avere un amore spassionato per il corpo fisico e per le forme che riesce a prendere)
Finchè non è arrivata Sonia Squilloni e ha proposto ben 40 giorni ( il tempo di un sadhana ) del suo #yogaratna40days.
E’ una sfida?
No!
E’ una ricerca?
Si!
E’ uno studio di noi stessi?
Si!
E così ho cominciato questo percorso con entusiasmo, godendomi ciò che le proposte quotidiane di Sonia mi facevano vivere ( anche faticare!).

Lo Yoga Ratna della Maestra Gabriella Cella lavora molto sul simbolo, per cui è stato interessante anche trovare affinità con immagini che non c’entravano con gli asana ma che inducevano una riflessione.

Bello, bello, bello!!!!
E ho trovato così entusiasmo nel partecipare a questo yoga challenge che mi sono buttata anche in un altro…. e nientemeno sulle inversioni, cioè le posizioni capovolte a cui tutti gli yogi aspirano ma che sono per me quasi ( e dico quasi) irraggiungibili.
Nello yoga challenge #inversionlovers1 io non ho mica pubblicato le posizioni complete ( ne ho di strada da fare ancora!) ma piuttosto il lavoro di osservazione che ho vissuto ed è stato oltre che divertente, anche davvero illuminante e istruttivo.

Dopo il mio Kapalasana, la posizione sul cranio ecco il mio Salamba Sirsasana, la posizione sulla testa.

Non ho nemmeno provato ad alzare anche l’altro piede, perchè il mio focus era sulle braccia, che devono essere forti per sostenere il corpo e sulla posizione delle mani che devono accogliere la testa.
Ho capito che devo spingere sugli avambracci che sono ancora “timidi”.
E’ stato bellissimo! Davvero! Sembrerà un’esagerazione ma ciò che scopro ogni giorno nella mia pratica mi riempie di gioia.
E queste proposte di condivisione sono super utili.
Ma si! Magari una yoga sfida all’anno la farò d’ora in avanti!!!
E voi amici e amiche praticanti? Avete mai fatto o state facendo uno yoga challenge?

P.S. Avete notato le orme delle zampine del mio micio sul tappetino e la scritta sulla lavagna di sughero? Delle prime vi parlerò nel prossimo post e la seconda… beh! E’ la mia filosofia di vita!

 

Ciaoooooo!!!!

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#oneasanaday: wrksasana, la posizione dell’albero e… Buon Natale!

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“Il Natale di solito è una festa rumorosa: ci farebbe bene un po’ di silenzio per ascoltare la voce dell’ Amore.

Natale sei tu, quando decidi di nascere di nuovo ogni giorno e lasciare entrare Dio nella tua anima.
L’ albero di natale sei tu quando resisti vigoroso ai venti e alle difficoltà della vita.
Gli addobbi di natale sei tu quando le tue virtù sono i colori che adornano la tua vita.
La campana di natale sei tu quando chiami, congreghi e cerchi di unire.

Sei anche luce di natale quando illumini con la tua vita il cammino degli altri con la bontà la pazienza l’ allegria e la generosità.
Gli angeli di natale sei tu quando canti al mondo un messaggio di pace di giustizia e di amore.
La stella di natale sei tu quando conduci qualcuno all’ incontro con il Signore.

Sei anche i re magi quando dai il meglio che hai senza tenere conto a chi lo dai.
La musica di natale sei tu quando conquisti l’ armonia dentro di te.
Il regalo di natale sei tu quando sei un vero amico e fratello di tutti gli esseri umani.

Gli auguri di Natale sei tu quando perdoni e ristabilisci la pace anche quando soffri.
Il cenone di Natale sei tu quando sazi di pane e di speranza il povero che ti sta di fianco.

Tu sei la notte di Natale quando umile e cosciente ricevi nel silenzio della notte il Salvatore del mondo senza rumori ne grandi celebrazioni;
tu sei sorriso di confidenza e tenerezza nella pace interiore di un natale perenne che stabilisce il regno dentro di te.

Un buon natale a tutti coloro che assomigliano al natale.”

Papa Francesco

Con questo post si conclude lo yoga-challenge dell’Avvento de “La casa nella prateria“.
Ringrazio Claudia per questa bella iniziativa e con la mia little family auguro a tutti voi di trascorrere un S. Natale nella serenità, nella pace e nella luce.
Namastè

#oneasanaday: krounchasana, la posizione dell’airone

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Aveva il becco lungo, il collo ancor più lungo, per non parlare delle zampe interminabili.
Era un airone, e passeggiava pigramente costeggiando un fiumiciattolo dalle acque limpidissime e poco profonde, quando scorse una carpa argentata che guizzava nella corrente in compagnia di un luccio amico.
Il maestoso uccello avrebbe potuto facilmente afferrarli, tant’erano vicino alla sponda: bastava si sporgesse appena appena. Ma non avendo molto appetito, penso che avrebbe atto meglio ad aspettare un pochettino.
Era un airone che non mangiava mai fuori orario!
Pochi minuti dopo a mezzogiorno in punto, ritenne giunto il momento di scrutare le acque.
Vide alcune tinche, sì, ma le disdegnò: oltre che abitudinario, quell’airone era un tantino schizzinoso, a dirla tutta. ..
«Tinche?» gracchiò. «Un airone che si rispetti non mangia un piatto così miserabile!».
Poi avvistò del piccoli pesciolini.
«Figurarsi!» sbottò. «Non faccio neanche la fatica di aprire il becco per, dei pescetti simili».
Di questo passo, si ritrovò a sera sfinito dalla fame e fu ben contento di sgranocchiarsi senza tanti complimenti una minuscola lumachina.
Chi troppo vuole nulla stringe, a quanto pare.

Favola di Jean de La Fontaine

Per lo yoga-challenge dell’Avvento de “La casa nella prateria

#oneasanaday: bidalasana III

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INIZIARE DA DOVE SIAMO
Se assumiamo una posizione o facciamo un movimento in cui c’è tensione, è difficile accorgersi di qualcos’altro che non sia la tensione stessa. Può darsi che sedendo a gambe incrociate, tutti i nostri pensieri vadano al dolore alle caviglie. Se è così è ovvio che che non stiamo assumendo realmente l’asana che vogliamo assumere. E’ ovvio che non siamo ancora pronti. Dobbiamo iniziare da qualcosa di più facile. Questo semplicissimo principio è alla base di tutto il nostro yoga. Esercitandoci nelle posizioni con gradualità raggiungeremo poco a poco la stabilità, l’attenzione e la comodità.
Se vogliamo mettere in pratica questo principio, dobbiamo accettarci per come realmente siamo. Se abbiamo la schiena rigida dobbiamo riconoscerlo. Oppure può darsi che siamo già molto flessibili ma il nostro respiro è affrettato, oppure respiriamo benissimo ma il corpo ci dà dei problemi. Può anche darsi che manteniamo comodamente un asana mentre la mente è da tutt’altra parte. Se è così non è un asana. Per capire le qualità che compongono un asana dobbiamo riconoscere il nostro punto di partenza e accettarlo.
( Il cuore dello yoga – T.K.V. Desikashar)

Per lo yoga-challenge dell’Avvento de “La casa nella prateria