Una mattina in compagnia … delle api

Il venerdì della prima settimana trascorsa in collina ho vissuto un’esperienza straordinaria.
Ve lo ricordate il mio gioco dell’oca yogico? Quello che si intitolava “Il gioco delle api chiacchierone”?
Ebbene è piaciuto tantissimo e ho ricevuto l’invito a svilupparlo ulteriormente ma soprattutto di declinarlo a tema “sostenibilità“.
Ho iniziato a lavorarci sopra cercando su internet materiale riguardo al tema della moria delle api e del perchè la sopravvivenza delle api è fondamentale per la sopravvivenza del nostro pianeta.
Ho trovato tantissimi spunti su cui lavorare ma sentivo che mi mancava qualcosa e cioè conoscere dal vivo questi minuscoli ma importantissimi insetti impollinatori grazie ai quali abbiamo la possibilità di gustare frutta e verdura.
E così ho chiesto alla zia Marisa, la sorella del nonno Antonio se mi faceva da contatto con l’azienda presso la quale lei si rifornisce di miele biologico.
Detto, fatto!
Un paio di telefonate ed eccomi con maschera e guanti pronta a vedere dal vero degli alveari, a riconoscere i fuchi, l’ape regina, a capire i vari ruoli che ogni ape ricopre lungo la sua breve vita e soprattutto a capire ciò che mette in pericolo la loro sopravvivenza. Ho capito che ci sono cause naturali come il cambiamento del clima che si sta facendo troppo caldo per loro o la presenza di acari che sono loro nemici ma anche cause umane e cioè l’uso, da parte degli agricoltori di insetticidi non consentiti, i nicotinoidi in primis che intontiscono le api quando si posano sulle colture e non riescono più a fare ritorno agli alveari.
Ho imparato un sacco di cose grazie a Romano e Luca, padre e figlio, appassionati apicoltori da ormai tanti anni in Val Nure.
Qui la loro pagina facebook!

E’ stata davvero un’esperienza incredibile!
Pensavo di avere più timore ad avvicinarmi alle api, nonostante maschera e guanti. Invece sono stata tranquillissima anche quando Romano con la mano ha spostato le api dal telaio….  e queste hanno iniziato a volare dappertutto e alcune si sono appoggiate alla mia maschera!
La società delle api è affascinante. Sono superorganizzate, ognuna sa che cosa deve fare e lo fa benissimo…
Se solo l’uomo imparasse a rispettarle…

Io nel frattempo sono grata a queste piccole creature …

Raccontare ai bambini come è nato lo yoga

Si dice che migliaia di anni fa, in India, dentro un’immensa grotta, vicino ad un laghetto cosparso da profumati fiori di loto, sulle cime di un alto monte, il Grande Maestro Shiva decise di svelare i segreti dello Yoga alla sua dolce e amata sposa, Parvati.
Un pesce, nascosto tra i fiori galleggianti, ascoltava incantato la melodiosa voce di Shiva. Tutto solo si annoiava molto e perciò decise di provare anche lui a fare le posizioni di yoga.
Si sentiva molto goffo e sgraziato nel suo corpo di pesce, ma ci provò e riprovò senza mai arrendersi. Così, poco alla volta, imparò lo yoga, fino ad allora conosciuto soltanto agli dèi. Grazie agli esercizi il pesce riuscì a trasformarsi e sbucò dall’acqua sotto forma di uomo.
Shiva temeva che quell’umano, comparso improvvisamente al suo cospetto, non fosse degno di conoscere i segreti dello yoga ma, quando comprese cosa era avvenuto, fu ammirato dalla costanza di Matsya. Gli diede il nome “Matsyendra” che, nell’antica lingua indiana, significa “Pesce fatto uomo” e gli affidò l’incarico di diffondere lo yoga tra gli umani. Fu così che Matsyendra divenne il primo maestro di yoga in India.
Da allora, attraverso millenni e millenni, lo yoga si è diffuso con gran rapidità, non solo attraverso la parola, come avveniva nei tempi antichi, ma anche attraverso i libri e le scuole di altri grandi maestri.

( Dal libro Piccolo yoga di Clemi Tedeschi)

Io la trovo una storia ( un mito) fantastica.
La possiamo proporre ai bambini ( diciamo dagli otto anni in su) e creare una sequenza che porta magari alla costruzione di matsyendrasana , quindi con un focus sulle torsioni.
Ma possiamo anche far riflettere i ragazzi sui valori che questo racconto propone.
A me in particolare affascinano due aspetti:
1. La diffusione della disciplina dello yoga nel mondo è stata affidata dalla divinità alla creatura più piccola e più umile, un pesciolino appunto, così ( apparentemente ) fragile e in balìa delle onde del mare, delle correnti…
Questo tema dell’affidare grandi imprese a creature improbabili ricorre anche in romanzi famosi come per esempio “Il Signore degli Anelli” nel quale sarà Frodo, un hobbit, un mezzuomo, a distruggere l’anello del potere mettendo fine al male nella Terra di Mezzo.
Questo per me significa che tutti noi, nel nostro essere piccoli e fragili abbiamo tutte le potenzialità per fare grandi cose in direzione del bene.
2. Ciò che è fondamentale è la costanza. Impegnarsi porta sempre a grandi risultati, che possono essere personali ( nel caso dello hatha yoga ad entrare in una posizione ostica e ritenuta irraggiungibile) ma anche collettivi ( non dimentichiamoci mai che noi non viviamo da soli).
Matsya da pesce è diventato uomo grazie alla perseveranza e all’impegno.

E voi che insegnamenti leggete nel mito di Matsyendra?

P.S. L’immagine di apertura è stata presa dal web. E’ un bellissimo disegno di cui non sono riuscita però a trovare la fonte. Se la pubblicazione viola il copyright, l’autore non esiti a farmelo sapere e la rimuoverò immediatamente.

Yoga per bambini: il gioco delle api chiacchierone

Ieri pomeriggio ho concluso il corso di yoga per bambini in Polisportiva.
Un’esperienza che mi ha divertito, che mi ha messo alla prova, che mi dato modo di sperimentare ciò che sto imparando al corso AIPY.
In occasione dell’ultima lezione ho voluto proporre ai bambini un bel gioco dell’oca… yogico.
Mi sono ispirata alla ormai immancabile Sybille.
Nella sua raccolta di giochi per l’estate mi aveva colpito tutto il lavoro fatto sulle api e in particolare il gioco delle api chiacchierone.
E così mi è venuto in mente di riadattarlo alle esigenze … yogiche insieme alle carte oracolo che invece trovate nella raccolta giochi per l’inverno.
Ai bambini piacciono tantissimo le posizioni e le camminate degli animali e quindi ho basato il mio gioco dell’oca proprio su questo.

PREPARAZIONE
Ho scaricato lo schema del gioco dell’oca e il template del dado dal sito di Homemademamma e l’ho riprodotto su un cartoncino più grande.

Ho fotocopiato le pagine della raccolta giochi estate con tutte le apine e i vasetti del miele e le ho colorate…

Ho scannerizzato e rimpicciolito a misura di casella del tabellone le carte oracolo della raccolta giochi inverno e le ho ritagliate…

Ho incollato i vari elementi sulle caselle che nel frattempo avevo numerato, posizionando nell’ultima casella il disegno dell’alveare che è la meta delle nostre apine.
Infatti le pedine dei vari giocatori erano delle simpatiche api sorridenti…

FUNZIONAMENTO DEL GIOCO
E’ un classico gioco dell’oca, con le pedine, il dado e le caselle che contengono ciascuna una “consegna”.

Caselle degli animali: quando un bambino capita su una carta degli animali si farà tutti insieme la posizione o la camminata dell’animale raffigurato ( orso, lepre, gallina, cagnolino, elefante, leone, tartaruga ecc..) e il bambino scambierà due chiacchiere con quell’animale ( sono si o no api chiacchierone?).

Casella ape: quando un bambino capita sulla carta in cui è raffigurata un sola ape dovrà da solo fare la respirazione dell’ape ( inspiro e poi espirando fare il rumore dell’ape);

Casella api: si farà la respirazione dell’ape tutti insieme.

Casella miele: imitiamo insieme l’orso che si allunga che prendere il miele dagli alberi ( ma sapete che buon esercizio di allungamento della colonna!).

Casella candela: chiudiamo gli occhi e ci concentriamo contando fino a dieci.

Casella cuore: diciamo la prima parola bella che ci viene in mente ( ieri Giulia ha detto “Bacio!” e ha dato un bacio a tutti noi).

Caselle consegne varie: alcune sono le tipiche del gioco dell’oca ( torna indietro di 3 caselle, avanza fino alla casella 24, ecc…), altre le ho proprio inventate io ( abbraccia tutti i tuoi compagni di gioco, facciamo insieme il respiro del vento).

SCOPO DEL GIOCO
Arrivare alla casella alveare.
Quando tutte le api sono arrivate a casa si riposano con un breve rilassamento guidato.

I bambini si sono divertiti tantissimo. Sono sempre stati attenti e reattivi ( anche il piccolino di quattro anni!)

Non vedo l’ora che arrivi settembre per poter lavorare ancora con loro!!!!

Educare i bambini alla sostenibilità

Sto iniziando a preparare la tesi per la conclusione del mio corso di formazione per l’insegnamento dello yoga nell’età evolutiva.
L’elemento che dovremo inserire nella struttura della lezione da presentare è quello della sostenibilità.
Si sente parlare tanto di sostenibilità ma che cos’è?
Sostenibile è ciò che si attua senza pregiudicare l’esistenza delle generazioni future, senza comportare danni ambientali e sociali per il mondo attuale.
Sostenibile è quindi ciò che protegge il nostro ambiente, la natura adesso ma è un qualcosa che deve durare nel tempo.
Rende meglio quest’idea la parola francese per indicare la sostenibilità che è “durable”.
Senza entrare nel merito di ciò che dovrebbero fare le multinazionali in relazione alle emissioni di gas serra io preferisco suggerire un approccio personale e familiare alla questione del rispetto dell’ambiente e del nostro pianeta.
Questa cosa non è comunque facile da gestire.
Ho provato a calcolare il mio impatto ambientale e ci sono rimasta molto male.
Io che sono una patita della raccolta differenziata, che inseguo tutti per spegnere le luci quando si esce da una stanza, che non mangio carne ( sapete quanta acqua viene utilizzata per la macellazione?), che vado a fare la spesa a piedi e che comunque lascio a casa la macchina quando posso ho comunque un impatto ambientale molto alto e ancora molto lavoro da fare.
Ma torniamo alla tesi.
Inserire l’elemento della sostenibilità in una lezione yoga per bambini significa cominciare a rendere consapevoli i piccoli di ciò che possiamo fare ( tutti, nessuno escluso, anche i più piccoli appunto) per avere cura dell’ambiente in cui viviamo.
Ho trovato un libro bellissimo che propone dei giochi per educare alla sostenibilità.
I destinatari sono gli insegnanti, gli educatori, gli animatori che desiderano lavorare in modo nuovo sul tema dell’ecologia: partendo dal gioco, sino ad approfondire i molteplici temi connessi in modo creativo.
Questo è questo che si legge nella quarta di copertina del libro ” Ecologia in città” di Alessia Maso.

Alessia, 31 anni, vive a Palermo e da anni si impegna in progetti di promozione dei processi educativi e culturali riguardanti apprendimento cooperativo, antimafia sociale, cooperazione internazionale, educazione ambientale, turismo responsabile e intercultura.
Il libro è ricco di proposte e giochi da introdurre nei percorsi curriculari della didattica ambientale.
Offre spunti per approfondire i temi dell’educazione ambientale e dell’ecologia aprendosi ai temi dell’agire non violento e della cooperazione.
Il libro nasce dall’esperienza realizzata al quartiere Zen di Palermo cioè quella di un Centro Sperimentale di Educazione Ambientale di Città, costruito insieme ai ragazzi del quartiere, per far diventare loro stessi gli animatori delle attività per i bambini di tutta la provincia di Palermo.

I giochi presenti nel libro sono divisi in categorie:
– Giochi per conoscersi
– Giochi per far emergere le relazioni nel gruppo
– Giochi ambientalisti 1 – Ecosistemi e biodiversità
– Giochi ambientalisti 2 – Inquinamento e cittadinanza attiva
– Giochi ambientalisti 3 – Nuovi stili di vita
– Giochi di valutazione

Un capitolo molto interessante per me e per la mia futura (spero) professione di insegnante di yoga nelle scuole è quello in cui l’autrice dà consigli ai conduttori dei giochi.
L’aspetto fondamentale del condurre è il divertirsi.
Essere autentici con i bambini, i ragazzi, i giovani in generale si rivela essere l’arma vincente.
Credere nella bontà della proposta e nelle capacità dei partecipanti è fondamentale.
Creare un ambiente adatto e accogliente per i partecipanti è fondamentale per la buona riuscita dell’attività.
Usare un approccio inclusivo e partecipato.
Non preoccuparsi se l’attività non va secondo le nostre aspettative .
E altri consigli preziosissimi!

Insomma, un libro utilissimo per me in questo particolare momento di studio e approfondimento ma credo utile per tutti coloro che credono che sia fondamentale proteggere l’ambiente … anche con piccoli gesti e per chi ama trasmettere valori importanti anche alle generazioni future.

Alessia Maso
Ecologia in città – Giochi per educare alla sostenibilità
Edizioni La Meridiana

Questo post partecipa all’iniziativa “Il venerdì del libro” di Homemademamma

P.S. Se volete provare anche voi a calcolare il vostro impatto ambientale ecco i link a due siti
http://www.footprintnetwork.org
http://www.footprint.wwf.org.uk/

Osserviamo la natura

Ieri Viola ed io abbiamo dedicato una parte della lezione di yoga ad osservare le piante che ci sono all’interno dello spazio della Polisportiva.
Abbiamo scoperto che c’è una palma.
Abbiamo osservato il suo tronco …”è peloso!” e le fronde secche…

“Come sono le foglie?”
” sono lunghe, strette, cadono verso il basso e insieme formano una specie di ventaglio”

Le cortecce non sono tutte uguali…
Alcune sono ruvide…

… e altre sono lisce…

Poi abbiamo scelto un albero, quello che ci era piaciuto di più, gli abbiamo dato un nome, lo abbiamo salutato e abbracciato…

“Viola, ti piace abbracciare gli alberi?”
” Si, il mio albero è morbido da abbracciare”.

Dopo l’attività di osservazione, siamo rientrati nella nostra saletta e abbiamo fatto il disegno del nostro albero ( mi sono dimenticata di fare le foto!) mentre Viola mi raccontava della sua gita scolastica ad una cascina didattica dove aveva visto tanti animali.
Una giornata nella natura per la mia piccola yogini.

Insegnare ai bambini ad osservare la natura, anche così, semplicemente come abbiamo fatto noi è importante.

Nel suo libro “My life in nature” John Muir dice:

Rimanevo seduto per ore a guardare gli uccelli o gli scoiattoli o a osservare le corolle dei fiori. Quando scoprivo una nuova pianta, mi sedevo lì accanto per qualche minuto o per un giorno intero, per fare conoscenza e cercare di sentire quello che aveva da raccontarmi.”

Una della attività, tutte meravigliose, del libro “Vivere la natura” di Joseph Bharat Cornell è proprio quella di osservare la natura.

La maggior parte delle persone guarda ma non vede.
Questà attività permette  di scoprire e ricordare le caratteristiche fisiche e le qualità particolari di animali e piante.
E’ un’attività proposta dai 10 anni in su e consiste, dopo aver scelto un animale o una pianta, a anche una pietra o un ruscello, nell’elencare sette caratteristiche che abbiamo scoperto, di scegliere una parola che descrive l’animale o la pianta ( come si muove o il suo portamento), di scrivere una frase che esprime la sua unicità, di dargli un nome e di scrivere una poesia o una piccola storia indicando ciò che suscita la nostra ammirazione.
Con Viola, che è ancora piccina, mi sono limitata a proporle di dare un nome all’albero che aveva scelto.
Ha scelto un pino, all’interno del quale abbiamo scoperto un piccolo rifugio e lo ha chiamato ” L’albero Albert”.

Insegnamo ai nostri bambini a vedere oltre che guardare.
Se imparano ad osservare la natura, chissà che non imparino anche ad osservare le persone e ad andare oltre ciò che vedono!