Honey Yoga

Da mesi ormai sto lavorando ad un progetto. Un gioco-yoga che ha come argomento base il mondo delle api e il pericolo che il nostro pianeta correrebbe se venissero a mancare questi piccoli e industriosi insetti impollinatori ( ne avevo parlato in questo post).
Il progetto fatica a decollare perchè non sono pienamente soddisfatta. Ma ciò con mi preoccupa in quanto non avendo una scadenza posso permettermi di prendermi tutto il tempo di cui ho bisogno.
Però le api mi hanno stimolato a dare un nome definitivo al mio corso privato di yoga per bambini in Polisportiva.
Si, l’ho chiamato proprio “Honey Yoga“.
Honey significa miele che come sappiamo tutti è uno dei prodotti del lavoro delle api.
Ma la parola “honey” significa anche ” dolcezza”, “piacevolezza” e che cosa c’è di più piacevole e dolce che lavorare con i bambini?
Ho preparato i volantini per pubblicizzare il corso e non potevo non mettere come protagonista una simpatica ape che pratica la famosa posizione dell’albero.
I disegni sono stati fatti appositamente per me dalla mia amica e ormai illustratrice ufficiale Sybille che non finirò mai di ringraziare perchè esaudisce tutti i miei desideri e capisce al volo che cosa desidera la mia mente sempre in movimento.

Non è carina la scritta con le cellette?

Il corso avrà una sua precisa identità e un preciso focus: sensibilizzare i bambini al tema della sostenibilità, quindi stimolarli ad agire, attraverso piccoli e semplici gesti, per contribuire a rispettare l’ambiente e la natura. Il tutto attraverso il linguaggio dello yoga. E rappresentarlo con le api mi è sembrata la scelta adeguata.
Ora non mi resta che fare un po’ di pubblicità sul territorio!

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Un anno in 12 immagini

Arrivati all’ultimo giorno dell’anno desidero ripercorrere con voi questo 2017 che stasera ci saluterà.
E vorrei farlo attraverso 12 immagini che ho selezionato dopo aver dedicato ieri del tempo a rileggere ( anche se brevemente ) i post scritti quest’anno.

Gennaio
Dopo diversi tentennamenti dovuti a problemi familiari, inizio il corso di formazione  AIPY per l’insegnamento dello yoga per l’età evolutiva.

Febbraio
Mi faccio il proposito di camminare ogni giorno almeno mezz’ora! Beh! Ci devo ancora lavorare!

Marzo
La bisnonna Maria ci lascia e tornare in collina è un po’ triste senza di lei!

Aprile
Ho iniziato il mio corso privato di yoga per bambini. Ho solo 2/3 piccoli yogi ma la felicità è tanta!

Maggio
Con mia grande gioia, scopro vicinissimo a casa mia, un centro yoga dove posso praticare secondo la tradizione del Satyananda Yoga e vabbè… è proprio il massimo!!!
P.S. Ora il centro di chiama YogaLab- Atelier Yoga Milano.

Giugno
Inizia l’oratorio estivo, un appuntamento che coinvolge tutta la famiglia e accidenti!!!! Quanto ci divertiamo!

Luglio
E’ il mese delle nostre vacanze sulle “mie” colline piacentine, il luogo che amo di più al mondo!
Quest’anno poi ho vissuto un’esperienza tutta particolare!

Agosto
Matilde ed io andiamo alla scoperta dei parchi cittadini.

Settembre
Matilde inizia il secondo anno di liceo artistico e anche questa si rivelerà una bellissima anche se faticosa avventura!

Ottobre
Riprendo la mia attività come catechista in parrocchia con i bimbi di terza elementare. Un nuovo ciclo, una nuova avventura!

Novembre
Concludo il corso di formazione AIPY e che dire! Una felicità immensa!

Dicembre
Metto subito in pratica ciò che ho imparato nel corso AIPY con grande soddisfazione nella mia piccola sala yoga completamente ristrutturata!!!!

Mi guardo indietro e in quest’anno vedo tanta fatica, tante preoccupazioni ma una grande voglia di essere felice, con la mia little family, il mio lavoro, il mio yoga, il mio catechismo.
Concludo l’anno con tanta serenità per aver vissuto un anno intenso, intensissimo.

E il vostro anno come è stato cari lettori?
Condividete nei commenti se vi fa piacere!
E intanto vi auguro di trascorre serenamente questa ultima giornata del 2017!!!
Buon Anno!!!!!!

Storia di un albero di Natale

Si stava avvicinando il Natale.
In una piccola e modesta casetta un taglialegna e suoi bambini cercavano di riscaldarsi vicino a un debole fuoco. Ad un tratto si sentì bussare alla porta.
Nessuno si spingeva ai margini della collina nei giorni freddi per andare a trovarlo… chi poteva essere?
Il taglialegna andò ad aprire e, più che mai sorpreso vide il segretario del sindaco del suo paese.
Subito pensò di aver commesso qualcosa di male, ma il segretario lo rassicurò e gli comunicò che il sindaco voleva un grandissimo abete da esporre sulla piazza del paese per Natale.
Mille pensieri assalirono il povero taglialegna. Mai nessuno lo aveva scelto per qualcosa… aveva sempre dovuto aggiustarsi per tirare a campare e ora… proprio il sindaco gli dava un incarico.
La mattina presto si inoltrò nel bosco fitto e ancora buio. I suoi occhi erano avidi, tutto il suo corpo era già proteso verso l’abete più bello che senza dubbio avrebbe trovato.
Finalmente avrebbe avuto la possibilità di essere apprezzato da tutti gli abitanti del paese. I suoi bambini sarebbero diventati i figli del taglialegna con la T maiuscola.
Camminava, camminava sempre più ansioso, ma non vedeva che querce possenti e timide betulle, qualche lepre che sgattaiolava tra i cespugli, uccellini affamati che speravano in qualche briciola. Incontrò persino un gatto selvatico che silenzioso si aggirava nel bosco in cerca di cibo.
Tutto il bosco lo seguiva nella sua disperata ricerca.
Si stava facendo sera, le prime stelle comparivano nel cielo e la saggia luna giocava a nascondino con lui tra le cime degli alberi… ed ecco … finalmente… il più grande, il più maestoso, il più bell’abete che avesse mai visto.
Il taglialegna si fermò folgorato. Nella sua mente già si sentiva applaudire, si vedeva onorato con la medaglia sul petto, vedeva la sua casetta colma di doni offerti dai paesani per riconoscenza… finalmente avrebbe avuto quella vita che aveva sempre sognato.
Ma una piccola voce silenziosa e ferma interruppe il suo sogno…

Perchè vuoi sradicarmi, perchè vuoi abbattermi? Per tanti anni ho donato ombra ai passanti nelle calde estati, ho inviato l’aria pura fino alle grandi città fumose, ho accolto con le mie grandi braccia chi si sedeva sulle mie radici… questo è il luogo del mio esprimermi, cosa potrei fare in mezzo ad una piazza se non morire in poco tempo?

Il taglielegna si destò e cercò invano le sembianze umane di quella voce.
Mille domande si affacciarono alla sua mente finchè guardò verso l’alto attratto da quel cielo infinito cosparso di stelle luminose. A poco a poco ogni stellina cominciò a scendere per decorare l’abete e tra esse una sorrise al taglielegna e andò ad illuminare quell’angolino sconosciuto del suo cuore dove nascondeva tutti i suoi doni.
Intanto la saggia luna, in alto nel cielo, osservava e sorrideva.
Da quella notte, ogni anno a Natale il taglialegna accompagna tutti i bambini del suo paese a vedere l’albero magico decorato come nessun abete potrà mai esserlo.

Con questa storia io auguro a tutti voi lettori affezionati di questo blog di trascorrere un sereno Natale!

P.S. Nel prossimo post spiegherò come abbiamo animato questa storia nell’ultima lezione di yoga per bambini prima delle vacanze.

Yoga per bambini: giochi di respiro

E’ ormai risaputo che ciò che distingue lo yoga da un esercizio di ginnastica è l’attenzione al respiro.
Nello yoga per adulti c’è infatti un’enfasi particolare su questo aspetto per cui ad ogni movimento è abbinata un’inspirazione o un’espirazione e anche la pausa naturale del respiro è di grande importanza.
Ci sono poi i pranayama, tecniche di controllo del respiro, che all’inizio stimolano alla consapevolezza del respiro naturale per passare poi a fasi in cui secondo diversi ritmi e combinazioni si impara a regolare l’inspiro, l’espiro e le ritenzioni a polmoni pieni o a polmoni vuoti.
Tutto questo ha lo scopo di permettere alla nostra mente di purificarsi, di prepararsi a livelli di interiorizzazione più profondi.
Anche i bambini possono cogliere l’importanza del respiro. Ovviamente non attraverso il pranayama ma sperimentando semplici giochi di respiro.

Dice Clemi Tedeschi nel suo libro “Piccolo Yoga” che avvicinare i bambini al controllo del respiro, attraverso il gioco, è una parte essenziale del laboratorio yoga.

E così ieri ai miei piccoli yogi, dedicando una lezione al mare e alle barche, ho proposto il gioco ” La pancia palloncino”.
I bambini sono distesi a terra a pancia in su.
Iniziano mettendo le mani sulla pancia e immaginando che sia un palloncino.
Quando inspiriamo ( cioè facciamo entrare l’aria dal naso) il palloncino sale, mentre quando espiriamo ( cioè quando l’aria esce) il palloncino si sgonfia.
Ora su questo palloncino ( cioè la pancia) mettiamo una barchetta di carta e sentiamo che il nostro respiro fa muovere su e giù la barchetta come sulle onde del mare. E questo movimento ha un ritmo.

Ma ora facciamo muovere sul mare la nostra barchetta!
Ho dato ai bambini una striscia di cartoncino azzurro e loro dovevano soffiare sulla barchetta senza farla rovesciare. Questo significa imparare a dosare il fiato …

E poi perchè non ci divertiamo a creare il nostro mare e decorare la nostra barchetta?
E allora la lezione si è conclusa come di consueto con un laboratorio creativo …

Perchè “Yoga per crescere”

Ieri ho concluso il percorso di formazione per l’insegnamento dello yoga per l’età evolutiva ” Yoga per crescere” di AIPY ( Associazione Italiana Pedagogia Yoga).
Un’esperienza straordinaria!
Mi guardo indietro, ritorno con la mente a gennaio, quando il corso è cominciato e mi accorgo di quante cose sono cambiate nell’arco di undici mesi.
Mi sento molto più ricca e non soltanto di informazioni, di nozioni, di capacità di applicare un metodo nell’insegnamento dello yoga ai bambini, ma ricca di esperienze, ricca di emozioni che si sono susseguite nei vari fine settimana di formazione.
Un anno è tanto, è lungo, è impegnativo ma ciò che lo ha reso speciale e significativo per me è stato senza dubbio il condividerlo con un gruppo di compagne speciali.
Ho fatto tanti corsi di formazione ma non mi è mai capitato di percepire fin dal primo incontro un’affinità, un feeling, una comunione di obiettivi così forte.
Forse l’amore per il mondo dei bambini ha fatto da filo conduttore.
Non so cosa è stato!
So solo che le mie compagne di corso mi mancano già…

Ho inseguito il corso di formazione “Yoga per crescere” per tre anni e per un motivo o per un altro non ero mai riuscita ad iscrivermi ( ho rischiato anche questa volta!).
Ora che l’ho concluso sono più che felice di averlo scelto, preferendolo ad altri corsi di formazione.
Perchè?
Che cosa fa la differenza?
Lo yoga è uno strumento più che efficace per trasmettere valori.
L’approccio pedagogico di questa formazione permette di utilizzare gli strumenti tradizionali dello yoga ( posizioni, respiro) mescolandoli con altri elementi cari ai bambini come il gioco e le favole per veicolare valori come l’amicizia, la collaborazione, il senso del gruppo.
Ma “Yoga per crescere” va ancora oltre, arrivando a toccare una dimensione più ampia, globale.
E allora i valori della sostenibilità, dell’intercultura e dell’inclusione giocano un ruolo fondamentale.
Attraverso il linguaggio dello yoga è possibile sensibilizzare i bambini sull’importanza e la bellezza dell’essere attenti alla salute del nostro pianeta che è anche salute nostra e al rispetto dell’ambiente partendo da piccoli gesti quotidiani perchè noi siamo un tutt’uno con l’ambiente, ne facciamo parte.
Lo yoga si pone come lingua trasversale a tutte le lingue lavorando in una dimensione orizzontale. Dice Emina Cevro Vukovic, docente del corso: ” I valori sono diversi nelle diverse culture ( no a facili e romantiche visioni universalistiche) ma l’uomo è uguale, funziona nello stesso modo ovunque, per questo lo yoga che si basa sul funzionamento del corpo/mente può essere un efficace mediatore culturale.
E quindi attraverso questo linguaggio orizzontale viene favorita l’inclusione di bambini stranieri.

Obiettivi impegnativi ma inevitabili per un progetto che ha a cuore il benessere dei bambini che vivono in un mondo purtroppo sempre più inquinato e per fortuna sempre più multietnico.

Perchè ritengo che il corso “Yoga per crescere” sia un ottimo corso di formazione?

1. Per la sua struttura articolata in otto week end ( un week end al mese da gennaio a novembre, mesi estivi esclusi).
Questo tipo di struttura permette di lasciar sedimentare le competenze acquisite nel fine settimana di formazione, permette di sperimentarle ( come nel mio caso che ho un piccolo corso privato) e quindi di verificare, di aggiustare il tiro a livello di proposte, di tempi ecc…. Permette inoltre di approfondire con letture ( preziosissima per me la bibliografia consigliata all’inizio del corso) avendo poi la possibilità di scambio e di confronto nei fine settimana successivi.
Permette, come dicevo all’inizio del post di creare un senso del gruppo forte con i compagni di viaggio e allora la formazione continua anche durante il mese, con scambi di proposte e condivisione di esperienze.
Una proposta di formazione full-immersion ( tipo di una settimana) seppur comoda dal punto di vista dell’impegno, non offre secondo me questi vantaggi assomigliando di più ad un mordi e fuggi.
2. La presenza di un nutrito team di docenti altamente qualificati che lavorano in sinergia.
3. La presenza nel piano di studi di molte ore di didattica e di sperimentazione pratica ben distribuite in alternanza con le ore di teoria ( psicologia dell’infanzia e dell’adolescenza, miti e simboli ecc..)
4. La possibilità di laboratori extra presentati da ex allievi con la proposta di una vera e propria lezione da sperimentare.
5. La possibilità di verifica delle competenze acquisite attraverso un esame intermedio ( un questionario individuale) e la tesi finale di gruppo.
6. Un testo di riferimento preciso (ne ho parlato in questo post).

Insomma io credo che nel panorama delle proposte di formazione per l’insegnamento dello yoga ai bambini, il metodo “Yoga per crescere” abbia delle peculiarità che lo rendono completo ed efficace.
( qui il link alla pagina del sito con tutte le informazioni per i corsi del 2018 nelle diverse sedi)

Concludo ringraziando Clemi Tedeschi, coordinatrice didattica del corso, per avermi convinta, in quel lontano pomeriggio di gennaio, ad iniziare questo bellissimo viaggio, dicendomi di viverlo tappa per tappa, gustando momento dopo momento e con leggerezza nonostante tutto, con vero e proprio spirito yogico.

Ed eccoci qui, noi, nuove insegnanti “Yoga per Crescere”….