“Il fiore che amava sognare” e ” La gufetta blu”

Oggi vi voglio parlare di due libri per bambini davvero molto graziosi.
L’autrice, Rachele Favero, padovana, mamma di due bimbi scatena la sua fantasia in brevi racconti che nascono quasi per caso, in cui i protagonisti sono animaletti, bambini, macchinine….
I suoi racconti hanno una morale. Semplice, definita…
Quelli che piacciono a me, Insomma.
E se poi dalla storia riesco a trarre anche una sequenza yoga per le mie piccole yogini, il gioco è fatto.

Ne “Il fiore che amava sognare” abbiamo un bellissimo fiorellino e molto speciale.
Amava tanto sognare.
Sognare di volare, con le farfalle, in alto nel cielo in compagnia delle nuvole.
Un giorno, un vento fortissimo portò via tutti i suoi petali e anche la sua unica foglia.
Che tristezza per questo piccolo povero fiore!
Ma poi….

Beh! Non ve lo racconto tutto!
Posso solo dire che il piccolo fiore ha imparato che non tutto nella vita avviene per farci stare male e che anche dalle situazioni che ci sembrano molto brutte possono nascere occasioni di crescita e forse anche qualche sogno si avvera.

La gufetta blu” è sempre molto indaffarata.
Si è presa il grande impegno di raccogliere i desideri di tutti, i sogni nel cassetti, le idee mai realizzate.
Di notte cattura tutto questo e di giorno lo custodisce.
Il risultato è che non riposa mai ed è veramente, veramente stanca.
Fino a quando non incontra sul suo cammino un orsetto pulitore che …

I libretti sono piacevolissimi.
La morale è un buon consiglio per i bambini e un efficace reminder per gli adulti.

Li consiglio!

Rachele Favero
“Il fiore che amava sognare”
“La gufetta blu”
Editrice il Torchio

Questo post partecipa all’iniziativa “Il venerdì del libro” di Homemademamma.

A scuola con Matilde va in vacanza…

… per un po’!
Si cari amici,
aprile sta finendo e maggio sarà un mese di fuoco.
Il catechismo con gli incontri post-cresima da preparare, il laboratorio di yoga per bambini allo Yoga Festival Milano, l’ultimo week end di formazione AIPY prima della pausa estiva per il quale devo studiare dei testi e preparare la presentazione di alcune pratiche da condividere con le mie compagne di corso, le ultime verifiche e interrogazioni di questo primo anno di liceo artistico di Matilde. Cos’altro? Beh! Direi che ce n’è abbastanza.
Nelle ultime settimane ho pubblicato sul blog togliendo tempo alla casa e anche al sonno, ma non credo che ci riuscirò d’ora in avanti.
Ecco perchè ho deciso di mandare questo diario in vacanza anticipata.
Anzi non so se riprenderò a scriverci.
L’idea è quella di aprire, a conclusione della bellissima esperienza di formazione che sto facendo, un blog dedicato esclusivamente allo yoga per bambini perchè sento che è in quella direzione che deve andare la mia vita professionale che quindi potrò condividere con chi è appassionato o interessato a questo aspetto importantissimo e delicato della disciplina dello yoga.
Non mi resta quindi che salutarvi con un sicuro arrivederci ma … non so a quando!

Namaste e buona vita a tutti voi!

Perchè è importante la prima colazione

Da quando ho scoperto di essere sensibile al glutine e ad avere problemi con il lattosio e i lieviti organizzare i pasti è un po’ più difficile, soprattutto per quanto riguarda la prima colazione.
Solitamente mi sveglio con una gran fame e prima della suddetta scoperta la mia colazione era costituita da una tazza di the con brioches, biscotti confezionati o a volte delle fette di pane tostato con… la Nutella!
Ora tutto ciò mi è precluso ( e non è un male visto che non erano cose neanche tanto sane).
I primi tempi davvero sono entrata un po’ in crisi.
Poi mi sono guardata attorno e ho “studiato” una colazione gluten-free, senza lattosio e senza lievito.
Non è mai sempre uguale.
Ci sono mattine in cui bevo una tazza di latte di riso basmati con dei cereali di mais biologici, altre in cui invece bevo la mia tazza di the accompagnata con delle gallette di mais biologiche e marmellata sempre biologica.
Ora che, speriamo presto, arriverà il caldo, aggiungerò anche della frutta fresca.
Si sente spesso dire che la colazione è il pasto più importante della giornata.
Ma perchè?
Ho letto un interessante articolo sul giornalino dei soci Coop scritto dal Dottor Michele Sculati, specialista in scienza dell’alimentazione e dottore di ricerca in sanità pubblica.

I dati in letteratura scientifica dicono chiaramente che chi salta la colazione ha maggiori probabilità di essere in sovrappeso e che aumentino i fattori di rischio cardiovascolari e la probabilità di sviluppare malattie croniche come il diabete.
Ma perchè succede questo?
L’aspetto più importante da conoscere riguarda la capacità di controllare ciò che mangiamo: la capacità di controllo diminuisce ad ogni ora che passa della giornata e il pomeriggio e la sera sono i momenti più difficili da gestire.
Il motivo può essere spiegato dalla presenza di alcuni ormoni che fanno venire fame, chiamati “oressizzanti” e che sono presenti in quantità diverse a seconda dell’ora della giorno e che seguono quello che tecnicamente viene chiamato “il ritmo circadiano”
“.

In pratica durante la seconda fase della giornata questi ormoni sono presenti in maggiore quantità e questo ci porta a scelte impulsive e portano a consumare cibi che sappiamo dovremmo consumare in quantità moderata.
Si tratta quindi di contenere la produzione di questi ormoni e fare una buona e abbondante colazione evita di rimanere digiuni per 16-18 ( dal pasto serale al pranzo del giorno successivo) ed evitando l’aumento della secrezione dei suddetti ormoni che segnalano la fame.

Per aumentare la capacità di controllo sulla nostra alimentazione dobbiamo arrivare nella seconda parte della giornata con un buono stato di nutrizione, bisogna cercare di prepararsi strategicamente a gestire il momento più difficile, ed in questa strategia si inserisce l’importanza della colazione”.

Io non potrei pensare di non fare colazione. In effetti sento la necessità di ricaricarmi e di fare il pieno di energia oltre che con la pratica dello yoga anche con una buona colazione.
E voi?
Che rapporti avete con la prima colazione?

Dopo il Saluto al Sole

Tutte le mattine io pratico tre cicli di Saluto al Sole.
Surya Namaskara, questo il nome in sanscrito è una sequenza di dodici asana eseguiti appunto in successione abbinando ad ogni movimento un’inspirazione o un’espirazione.
Si alternano piegamenti in avanti e all’indietro costituendo un ottimo esercizio fisico di riscaldamento e di scioglimento prima della pratica degli asana statici. Ma è anche un efficace sadhana praticato da solo se non si ha il tempo per una seduta di yoga completa.
Ha anche un profondo significato spirituale e se vi interessa approfondire questo aspetto potete leggere questo vecchio post.
Essendo una sequenza dinamica il Saluto al Sole risveglia le tossine che vengono quindi immesse nel flusso sanguigno durante la sua pratica.
Infatti nel Saluto al Sole è richiesta energia e una certa fatica fisica.
Il battito cardiaco aumenta, il respiro diventa profondo a causa del risveglio del sistema nervoso parasimpatico.
Ecco che dopo la pratica di Surya Namaskara è necessario un periodo di rilassamento in shavasana, la posizione di rilassamento per eccellenza.
Questo periodo è importante quanto la pratica della sequenza perchè dà al corpo il tempo necessario per riassestarsi e per rimuovere le tossine che sono state risvegliate.
Si tratta di un passaggio per riportare equilibrio.
Il periodo di rilassamento dovrebbe durare fino a quando il battico cardiaco e il respiro sono ritornati normali e tutte le tensioni sono state liberate dai muscoli.

Durante il periodo di rilassamento dopo il Saluto al Sole si porta la consapevolezza alle varie parti del corpo partendo dai piedi e risalendo lentamente rilassando via via ogni parte fino ad avere consapevolezza di tutto il corpo completamente rilassato, senza movimenti o tensioni.
Una pratica supplementare è rappresentata dal portare consapevolezza al respiro che scorre dentro i diversi passaggi psichici del corpo.
Senza modificare il respiro semplicemente si porta la totale attenzione al respiro che sale e scende lungo il canale che va dall’ombelico alla gola e dalla gola all’ombelico immaginando un canale entro il quale il respiro scorre.
E poi si inizia a portare un conto mentale dei respiri al contrario ripetendo mentalmente:
27 il respiro sale
27 il respiro scende

26 il respiro sale
26 il respiro scende

e così via fino a 1.
E’ possibile che la mente si distragga e si perda il conto. Nessun problema. Si ricomincia tranquillamente daccapo.

Dopo aver portato l’attenzione al respiro che scorre lungo il passaggio ombelico-gola possiamo divenire consapevoli del respiro nel naso, escludendo tutto il resto soffermandoci quindi sul passaggio dell’aria nelle narici e osservando come l’aria che entra è fresca e secca mentre l’aria che esce è calda e umida oppure concentrarci, durante l’inspirazione sul respiro che entra dalla narice destra e esce dalla narice sinistra.

Con la pratica di shavasna dopo Surya Namaskara ci si rialza riposati con il corpo e la mente in uno stato di completa e rilassata armonia.

( dai miei appunti e dal libro ” Surya Namaskara – una tecnica di rivitalizzazione solare di Paramahansa Satyananda)

Attività con i bambini: origami semplici

Mi piacciono tantissimo, ma sono negatissima!
Sto parlando degli origami cioè dell’arte di piegare le carta per creare cose meravigliose.
Ogni tanto mi ci metto e mi diverto ( a parte confermare la mia totale incapacità).
Ho acquistato recentemente un libro in cui vengono spiegati passo passo 35 progetti semplici che si possono realizzare con i bambini.

In allegato con il libro tanti bei fogli colorati…

I progetti sono presentati con diversi livelli di difficoltà.
Per provare ho scelto due progetti con difficoltà 1 ( ero quasi certa che sarei riuscita a realizzarli!).

Ho realizzato una piccola casetta.
Poche pieghe effettivamente per un risultato molto carino.
Immaginate un villaggio tutto colorato…

Da bambina ne ho fatti tantissimi di quei giochini che si chiamavano “inferno e paradiso”. Ve lo ricordate?
Beh! Da adulta buio totale su come si deve procedere.
Ma con pazienza…

Origami per bambini è l’introduzione perfetta all’origami, l’arte giapponese di piegare la carta, adatta a genitori e bambini di tutte le età.
I progetti sono divisi in sei sezioni e vanno dagli origami classici, come gli animali, alle decorazioni per le feste.
C’è anche un progetto per creare il tradizionale elmo dei samurai giapponesi!
Effettuando delle semplici piegature si possono davvero creare tantissimi oggetti.

In Giappone è un passatempo usuale per i bambini che apprendono l’arte di piegare la carta dai genitori o dai nonni e anche alla scuola materna.
L’origami aiuta a sviluppare la concentrazione e infonde nei bambini un senso di realizzazione.
E’ bello vedere l’oggetto che si sviluppa piega dopo piega!

E in effetti è così!
Qualche giorno dopo aver acquistato il libro ed essermi cimentata nella realizzazione di semplici origami, una docente del corso di formazione AIPY ne ha proposto uno a noi allieve.
Ho scoperto di non essere la sola ad avere qualche difficoltà!
In ogni caso alla fine, piega dopo piega, e anche dopo qualche piccolo errore è uscita questa splendida farfalla…

Ho proposto l’attività degli origami alle mie piccole yogini che hanno realizzato una scatolina per adagiare cinque ovetti di cioccolato ( era la lezione prima delle vacanze di Pasqua) e la cosa ha riscosso un grande successo!

Mari Ono e Roshin Ono
Origami per bambini
Edizioni Il Castello
Per bambini dai 3 anni in su