Stelle sulla terra

Martedì pomeriggio, mentre stiravo ho guardato il film sulla dislessia “Stelle sulla terra”.
Ho pianto dall’inizio alla fine. Ad un certo punto ho dovuto interrompere lo stirare perchè avevo la vista annebbiata dalle lacrime.
Ho pianto di rabbia all’inizio, di commozione e poi di gioia alla fine.
Ishaan è un bambino di nove anni, dislessico.
Ma nessuno riesce a capire questa sua caratteristica.
Gli insegnanti che lo giudicano svogliato e che dicono che il ragazzino inventa ogni scusa per non studiare.
I genitori che vedendo il figlio maggiore così bravo negli studi non si capacitano dell’insuccesso scolastico del piccolo.
E nemmeno il suo talento artistico viene preso in considerazione.
Viene mandato in un collegio ma ovviamente le cose non migliorano, anzi. Ishaan si chiude in un silenzio preoccupante.
Poi arriva un supplente di arte e… le cose cambiano.
Ram Shankar Nikumbh, anch’esso dislessico capisce immediatamente le difficoltà del bambino.
Esamina i quaderni di Ishaan e vede che ci sono degli schemi negli errori.
Non può essere pigrizia. Non possono essere problemi cognitivi.
E’ dislessia.

E inizia a lavorare con il bambino, trovando strategie per insegnargli a leggere e scrivere ma soprattutto lavora sulla sua autostima.
Bellissima la scena in cui si reca a casa dei genitori per spiegare loro che il figlio non è pigro, non è dispettoso ma ha delle difficoltà oggettive e va aiutato.
E quando organizza un concorso di pittura al quale partecipano tutti gli studenti e gli insegnanti, Ishaan vince il primo premio.
Commovente la scena in cui tutti i bambini della scuola si alzano in piedi per applaudirlo.

E’ un film che quindi tratta con poesia, delicatezza ma nello stesso tempo con decisione il tema dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento.
Un tema attuale, del quale si parla più diffusamente ma non ancora abbastanza.

Osserviamo la natura

Ieri Viola ed io abbiamo dedicato una parte della lezione di yoga ad osservare le piante che ci sono all’interno dello spazio della Polisportiva.
Abbiamo scoperto che c’è una palma.
Abbiamo osservato il suo tronco …”è peloso!” e le fronde secche…

“Come sono le foglie?”
” sono lunghe, strette, cadono verso il basso e insieme formano una specie di ventaglio”

Le cortecce non sono tutte uguali…
Alcune sono ruvide…

… e altre sono lisce…

Poi abbiamo scelto un albero, quello che ci era piaciuto di più, gli abbiamo dato un nome, lo abbiamo salutato e abbracciato…

“Viola, ti piace abbracciare gli alberi?”
” Si, il mio albero è morbido da abbracciare”.

Dopo l’attività di osservazione, siamo rientrati nella nostra saletta e abbiamo fatto il disegno del nostro albero ( mi sono dimenticata di fare le foto!) mentre Viola mi raccontava della sua gita scolastica ad una cascina didattica dove aveva visto tanti animali.
Una giornata nella natura per la mia piccola yogini.

Insegnare ai bambini ad osservare la natura, anche così, semplicemente come abbiamo fatto noi è importante.

Nel suo libro “My life in nature” John Muir dice:

Rimanevo seduto per ore a guardare gli uccelli o gli scoiattoli o a osservare le corolle dei fiori. Quando scoprivo una nuova pianta, mi sedevo lì accanto per qualche minuto o per un giorno intero, per fare conoscenza e cercare di sentire quello che aveva da raccontarmi.”

Una della attività, tutte meravigliose, del libro “Vivere la natura” di Joseph Bharat Cornell è proprio quella di osservare la natura.

La maggior parte delle persone guarda ma non vede.
Questà attività permette  di scoprire e ricordare le caratteristiche fisiche e le qualità particolari di animali e piante.
E’ un’attività proposta dai 10 anni in su e consiste, dopo aver scelto un animale o una pianta, a anche una pietra o un ruscello, nell’elencare sette caratteristiche che abbiamo scoperto, di scegliere una parola che descrive l’animale o la pianta ( come si muove o il suo portamento), di scrivere una frase che esprime la sua unicità, di dargli un nome e di scrivere una poesia o una piccola storia indicando ciò che suscita la nostra ammirazione.
Con Viola, che è ancora piccina, mi sono limitata a proporle di dare un nome all’albero che aveva scelto.
Ha scelto un pino, all’interno del quale abbiamo scoperto un piccolo rifugio e lo ha chiamato ” L’albero Albert”.

Insegnamo ai nostri bambini a vedere oltre che guardare.
Se imparano ad osservare la natura, chissà che non imparino anche ad osservare le persone e ad andare oltre ciò che vedono!

Forte e tranquillo come un tigrotto…

… giochi e attività per aiutare i bambini ( e i genitori ) a rilassarsi.
Un libro simpatico che parte dalle caratteristiche della tigre per creare tecniche per aiutare i nostri bambini a respirare, a aiutare le altre persone, a mangiare bene, a stare in ascolto e ad essere felici.
” La vera forza della tigre deriva dalla sua capacità di controllare il suo respiro e la sua energia. Quando deve muoversi silenziosa nella giungla, o mobilitare d’un colpo la sua potenza, o resistere alla fatica la tigre adatta la propria respirazione agli sforzi che deve compiere. Respirare bene è il primo passo per rilassarsi, concentrarsi, regolare la propria energia”

Ed ecco seguire dei suggerimenti per imparare a respirare nel modo corretto.
Per esempio possiamo prendere una candela accesa ( è necessaria la presenza di un adulto) e poi inspiriamo dal naso lentamente e poi soffiamo dalla bocca sulla fiamma ma solo quel tanto che basta per farla inclinare ma non spegnersi. Quindi è necessario essere molto concentrati sulla forza che ci dobbiamo mettere.

Guardiamo la fiamma tutti concentrati e poi chiudiamo gli occhi e rimaniamo così per un po’. Ci sembrerà che la fiamma sia ancora lì davanti a noi.

Questa è una tecnica di concentrazione che permette di essere perfettamente calmi.

” Tendendo l’orecchio, la tigre ascolta i rumori della giungla. Fallo anche tu! Fermarti ad ascoltare ti farà capire quello che ti sta intorno. In questo modo saprai chi sta facendo cosa, da dove provengono i suoni e che cosa li ha provocati, come reagire o comunicare. Pratica questo esercizio nella natura oppure a casa con mamma e papà”.

Proviamo!
Sediamoci e ascoltiamo. Appoggiamo le mani alle ginocchia. Respiriamo con calma senza parlare. Se vogliamo, possiamo anche chiudere gli occhi.
Adesso ascoltiamo solo i suoni più lontani ( il canto di un uccello, la musica della casa dei vicini): scopriremo che esiste tutta una vita senza che tu la percepisca con gli occhi…
Respira con calma e ascolta i suoni un po’ più vicini a te ( una porta che si chiude, la lavatrice in funzione…): scopriremo tante cose a cui non facevamo attenzione.
E ora ascoltiamo i suoni più vicini a noi, anche quelli che produciamo noi stessi: il tuo respiro, il fruscio dei tuoi vestiti, lo stomaco che brontola. Proseguiamo fino a quando ci fa piacere e poi possiamo condividere le nostre osservazioni con i genitori.

Questi sono solo due esempi di tecniche utili per portare i nostri bambini ad essere più rilassati e più presenti.
Nel libro è presente una “Guida per genitori” che spiega come cogliere i segnali di stress e di nervosismo del nostri bambini e come proporre le varie tecniche.
Ho acquistato il libro allo Yoga Festival Bimbi e ho già attinto alcune idee per le mie lezioni.

L’autore, Gilles Diederichs, è un esperto di sofrologia e rilassamento psicofisico e si occupa della formazione del personale docente per conto del Ministero dell’Istruzione francese.
E’ anche autore-compositore di audiolibri di rilassamento guidato per bambini.

Gilles Diederichs
Forte e tranquillo come un tigrotto
Red Edizioni

Il fine settimana del mio compleanno

Sta finendo un’altra settimana.
Quante cose da fare!
Quante corse!
Non sono stata ferma un attimo e anche nei momenti in cui sono stata ferma ho lavorato o studiato.
E così è arrivato anche il mio compleanno!
Domenica compirò 48 anni.
Sarà un compleanno all’insegna del riposo fisico e mentale perchè ne ho proprio bisogno.
Un compleanno casalingo.
Si, credo proprio che mi godrò la mia casa e la mia famiglia.
Un attimo di stacco prima di ricominciare nella frenesia quotidiana.
Auguro anche a voi di trascorrere un fine settimana tranquillo!
A presto!

L’impermanenza

“Viola, ti va di costruire un grande mandala con me?”
“Siiiii!!!!”

Ieri a lezione Viola ed io eravamo da sole.
Gli altri bambini sono a scuola natura questa settimana.
E così ho pensato di dedicare del tempo a costruire un mandala insieme.
Al lavoro con la Big Shot ho fustellato tante forme carine e partendo dal centro in cui abbiamo sistemato un cuore rosa, abbiamo creato il nostro mandala sviluppando cerchi sempre più ampi.

” Lo sai Viola che cosa succede una volta che si costruisce un mandala?”
“Cosa?”
” Lo si distrugge”

Il visino un po’ perplesso.

“Lo distruggeremo anche noi?”
” Si, soffiandoci sopra ” ( e così inserisco anche un esercizio di respiro!).

Si, i mandala si fanno e si distruggono a sottolineare il concetto di impermanenza.
Si, a sei anni è un po’ difficile capire questo concetto ma io ho detto a Viola:
” Non ti è mai capitato di litigare con una tua amica e tenerle il muso per un pochino?”
“Si!”
” E subito dopo questo pochino, eravate di nuovo amiche?”
“Si!”

Ecco, tutto passa.
Le cose belle, le cose brutte, ciò che ci fa ridere, ciò che ci fa piangere.
L’impermanenza.
Tutto cambia. In ogni momento.
Il secondo che è passato non è uguale a quello che sto vivendo ora che non sarà uguale a quello successivo.
Ogni mattina ci svegliamo con la speranza che tutto sia uguale a ieri perchè giò che è abitudinario, che non cambia ci dà sicurezza, ci fa sentire tranquilli.
Ma molto probabilmente non sarà così.
Arriveranno cose inaspettate che ci faranno soffrire oppure giorire.
Il primo segreto è accettare il cambiamento.
Il secondo segreto è vivere intensamente ogni momento, bello o brutto che sia.

“… a casa il mandala lo posso rifare!!!!”